(Il Fatto Quotidiano 22.04.2010)
CALCIOPOLI 2
Cronaca di un'inchiesta annunciata
La Figc apre un fascicolo sui nuovi elementi emersi da Napoli: Palazzi valuterà, ma l'unico effetto potrebbe riguardare il titolo 2006 dell'Inter
(di Malcom Pagani)
Come quattro anni fa. Un Mondiale alle porte, le quiete architetture di via Allegri scosse dalle luci delle telecamere, i padroni del calcio costretti a sfilare in Procura per rilasciare dichiarazioni non proprio spontanee. Dal suo punto di vista, Luciano Moggi ce l'ha fatta. L'aggressivo modulo difensivo dipanato a Napoli e volto a coinvolgere i colleghi di un tempo, ha obbligato una Federazione tirata in ballo da più parti a una mossa sulla scacchiera. Un movimento immobile, dovuto, necessario per non aggiungere allo straniante scirocco proveniente dalle aule giudiziarie, lo tsunami del sospetto di parzialità. Così, annunciatissima, arriva anche l'inchiesta di Stefano Palazzi. Tra poche ore, il procuratore federale apporrà la firma sulla richiesta ufficiale rivolta alla Corte di giustizia penale presieduta da Teresa Casoria. Quindi fascicolo, supplemento d'indagine, studio di carte e telefonate. Il comunicato della Figc, a riguardo, è più che chiaro. "In merito al processo in corso a Napoli la Procura federale chiederà fin da ora di poter acquisire tutto il materiale probatorio prodotto dalle parti, oggetto di perizia che potrà essere disposta dal Tribunale". L'inchiesta è partita e l'incartamento, già pingue, si riempirà di utenze celebri. Quello che viene chiamato "nuovo filone di intercettazioni", consta in realtà di vecchie telefonate che il pm Narducci decise di non allegare agli atti del procedimento penale che vede Luciano Moggi ed altri protagonisti di Calciopoli, imputati per associazione a delinquere. Narducci considerò le conversazioni irrilevanti. Ora, le settantaquattro telefonate ammesse agli atti, dopo il parere non ostativo dello stesso pm (sarebbero destinate ad aumentare fino a 125) costituiranno l'architrave del filone d'indagini della Figc, interessata a vedere se oltre allo scorretto comportamento di Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina e Reggina, già sanzionato nell'estate 2006, si rilevino tra i dirigenti delle principali società calcistiche italiane e il mondo dei facondi designatori arbitrali, eccessi di confidenza in grado di modificare il quadro probatorio. Tra i colloqui, di assai dubbia rilevanza penale, ben quarantuno riguardano l'ex presidente dell'Inter Giacinto Facchetti (di cui 27 divisi tra Pairetto e Bergamo, all'epoca designatori arbitrali). Ma nella lista si trovano anche altri nomi. Massimo Moratti (tre telefonate con Bergamo), e poi a seguire otto scambi di Galliani (sempre Bergamo dall'altro capo del filo) e ancora voci come l'ex ds del Palermo di Zamparini, Rino Foschi, l'ex presidente del Bologna Renato Cipollini, Daniele Pradè della Roma, Lillo Foti della Reggina e persino Luciano Spalletti (all'epoca tecnico dell'Udinese). Essendo le conversazione prescritte (dal 30 giugno 2005 per quanto riguarda le persone fisiche, dal 30 giugno 2007 per i club), se Palazzi troverà nelle stesse fatti in astratto rilevanti, potrebbe chiedere al Consiglio Federale un intervento-sottolineano gli esperti di diritto sportivo - che si dovrebbe però limitare a una esclusiva condanna di tipo etico-morale. E' una valutazione stretta, che meglio emergerà quando i periti consegneranno le trascrizioni corrette del materiale che Prioreschi, Rodella e Trofino, gli avvocati di Luciano Moggi, hanno chiesto venisse esaminato. Impossibile comunque immaginare, -rimarcano le stesse fonti- sanzioni, penalizzazioni, multe, classifiche stravolte e soprattutto, nuovi processi sportivi . La prescrizione parla chiaro e quindi, l'unico eventuale risultato dell'inchiesta potrebbe riguardare lo scudetto assegnato all'Inter nel 2006, titolo concesso su parere dei tre saggi nominati dalla Federazione, in un momento di vacanza di potere, con un'assegnazione attribuita in una fase in cui la Federazione calcistica era priva dell'organo federale e collegiale. Allora, tutti i giornali del mondo erano attraversati dallo scandalo dello sport più popolare e in banchina, controvento, comandava il professor Guido Rossi, Commissario ad hoc. Oggi, con la Federazione pienamente legittimata a decidere, non si può escludere che in presenza di elementi nuovi, il giudizio su quello scudetto possa essere rivisto e quel trofeo puramente nominale, essere sottratto per destinarlo a chi, al momento, non si sa. Non assegnarlo, non si può. Alla base della questione, complicate questioni che riguardano i coefficienti utili per il ranking Uefa. La Juventus presto passerà a chiederne ufficialmente la sottrazione all'Inter, anche se la mossa è ad uso interno (tifosi) perché per ora, elementi che scagionino la precedente gestione e quindi anche la squadra, non si ravvedono. Intanto Gianfelice Facchetti tuona contro chi trascina il ricordo di suo padre Giacinto nel fango: "E' un estremo tentativo, condotto in modo poco civile, della difesa di un imputato. Si stanno raccontando tante barzellette per gettare fumo negli occhi in un processo che è più mediatico che giudiziario", ricevendo a stretto giro la burocratica risposta dei legali di Moggi: "Il dovere di un avvocato è quello di difendere il proprio assistito, nel rispetto della legge, anche se questo può comportare la conseguenza di far emergere vicende che possono essere spiacevoli per altri". Della vicenda si è occupato ieri anche il Patron dell'Inter, Massimo Moratti.
Tirato in ballo con cadenza quotidiana, a margine della presentazione del libro di Stefano Borgonovo, il figlio di Angelo ha sventolato fiducia: "Bisogna saper sopportare i veleni, sapersi difendere e sperare che venga lasciato spazio a cose piu' vere". Nel sabba di dichiarazioni e controdichiarazioni, si scoprono in serata bizzarre convergenze di vedute. Di esultare, infatti, in luogo dei legali di Moggi, si incarica il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. La sua è una presa di posizione inattesa, per tempistica e toni. Somiglia a un abbraccio, stupisce. Parla di "Grande inganno", Capezzone, argomentando le proprie convinzioni con la nota sobrietà. "La decisione della Procura federale di aprire un'indagine sulle nuove intercettazioni emerse a Napoli - grazie alla vera e propria controinchiesta condotta dai legali di Luciano Moggi - è un passo positivo". Passando poi all'apologia di un garantismo strumentale, che parte dalle rotondità di un pallone, per esporre una verità geometrica buona per l'agone politico: "Per anni, eravamo stati in pochissimi a tenere una linea garantista, io ho potuto ripetutamente farlo al Processo di Biscardi (uno dei conduttori televisivi con cui Moggi aveva ripetuti contatti telefonici, ndr) tentando di spiegare che finora era emersa una verità parziale e discutibile, e che era stata condotta una vasta campagna mediatica volta a colpire solo Luciano Moggi e la vecchia dirigenza della Juve, per meglio occultare le responsabilità di troppi altri. E' lo stesso meccanismo già sperimentato con Tangentopoli, con l'aggressione condotta solo contro alcuni, per meglio salvare e favorire altri". E negli occhi, prepotente, si riaffaccia il déjà vu.