Telefonate a Bergamo: anche Pradè?

Aperto da Mr. Mojo, 09 Apr 2010, 08:38

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giggio

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Citazione di: AguilaRoja il 21 Apr 2010, 19:26
Questo il dettaglio del codice di giustizia sportiva, art. 25:

si parla dei termini di prescrizione...

c) della ottava stagione sportiva successiva a quella in cui è stato commesso l'ultimo atto diretto a
realizzarle, qualora si tratti di illecito sportivo o di violazione della normativa antidoping;

d) della quarta stagione sportiva successiva a quella in cui è stato commesso l'ultimo atto diretto a
realizzarle, in tutti gli altri casi.

Credo, però, che nel 2006 vigesse un altro codice ma non riesco a trovarlo.
nono è illecito sportivo? non sarebbero 8 anni?

fabrizio1983

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impressionante che fortuna, a noi il tiro di inler sarebbe sbattuto a muslera e entrato..

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Citazione di: fabrizio1983 il 21 Apr 2010, 20:04
impressionante che fortuna, a noi il tiro di inler sarebbe sbattuto a muslera e entrato..
a tutti sarebbe successo così, non solo a noi; veramente incredibile invece di sbattere sulla nuca, sbatte proprio sulla punta della testa, mai visto

fabrizio1983

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Citazione di: giggio il 21 Apr 2010, 20:05
a tutti sarebbe successo così, non solo a noi; veramente incredibile invece di sbattere sulla nuca, sbatte proprio sulla punta della testa, mai visto
infatti ho cercato di capire come sia uscita sta palla...speriamo finisca subito e non il prossimo anno

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AguilaRoja

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Citazione di: giggio il 21 Apr 2010, 20:02
nono è illecito sportivo? non sarebbero 8 anni?

si ma devi far riferimento al codice vigente nel 2006, non a quello attuale

giggio

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ah ok, certo però la prescrizione su intercettazioni che stanno lì a confettare da anni stride un pò, soprattutto perchè con parte di queste hanno smerdato altre squadre

WhiteBluesBrother

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Citazione di: Eagle78 il 21 Apr 2010, 19:30
Boni che Zunino ha già prescritto tutto:


Su un piano dei contenuti, delle 74 telefonate quelle interessanti per la giustizia sportiva  sono quattro del Milan e almeno tre dell'Inter.
Non solo zu' bino ha già prescritto tutto, ma ha anche già assolto le merde, facendo sparire le telefonate che li riguardano (anche indirettamente) fra quelle gravi: peccato che siano le più gravi.
"La mafia non esiste: ci vogghiono le prove!"

MadBob79

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Grande zunino...le intercettazioni gravi sarebbero solo quelle di inter e merdlan...



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zorba

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Ballopoli

(di Marco Travaglio)

Si pensava che, vista l'enfasi degli annunci, la poderosa controffensiva di Luciano Moggi sarebbe almeno riuscita a dimostrare, craxianamente, che "così facevan tutti". Invece manco quello. Anzi tutto il contrario. Chi legge le 75 fantasmagoriche telefonate che dovevano ribaltare Calciopoli scopre che molti dirigenti di molte squadre (persino il Chievo) parlavano con designatori e arbitri. Ma parlare non è reato né illecito sportivo (è illecito sportivo da dopo Calciopoli): dipende da cosa si dice e si fa. Moggi con la sua corte di vassalli, valvassori e valvassini più o meno forzati (Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina) condizionava designazioni, arbitraggi, moviole e campionati. Gli altri no. Infatti la giustizia sportiva e quella penale han colpito quelle cinque società e non le altre (ora l'inchiesta della Figc stabilirà se ne manca qualcuna). Se chi ha pubblicato le 75 intercettazioni sapesse anche leggerle, ne trarrebbe l'unica conseguenza possibile: bene han fatto il colonnello Auricchio e i pm Narducci e Beatrice a escluderle dal processo, visto che non contengono notizie di reato. Infatti Moggi le ha tirate fuori solo dopo cinque anni, per buttarla in caciara sui giornali, non certo per squisite ragioni giuridiche. La sua fortuna è che si occupano del caso molti giornalisti sportivi che, quando non sono compagni di merende di Lucianone (in aula si abbracciano e si danno di gomito), non sanno distinguere un reato da un paracarro. Ma anche noti tuttologi che allestiscono penosi teatrini con tanto di magliette, bandierine, raganelle e tricchetracche: tipo i soffietti a Lucianone firmati sul Corriere da Ostellino e i duetti fra Battista ("Visto dal bianconero") e Severgnini ("Visto dal nerazzurro"). Come se un giornalista, solo perché parla di calcio, potesse ridursi a trombetta della squadra del cuore, a prescindere dai fatti. I fatti dicono che Moggi telefonava ai designatori per ordinare arbitri à la carte, come al ristorante, per le coppe e addirittura per le amichevoli, mentre per il campionato dettava le griglie per tener lontani i (rarissimi) fischietti sgraditi. E veniva puntualmente accontentato. Se, come sostiene il clan, la cupola non esisteva o non contava, perché Moggi chiedeva un arbitro e quello puntualmente arrivava? Perché il ministro Pisanu telefonò a Moggi per salvare la Torres (e la Torres fu salvata)? Perché Della Valle chiamò Moggi per salvare la Fiorentina (e la Fiorentina fu salvata, con tanti saluti al Bologna)? Perché Moggi procurava carte sim svizzere agli arbitri per parlare lontano da orecchi indiscreti? Perché è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno e sei mesi per violenza privata nel caso Gea, la cupoletta dei figli di papà che comandava sul calcio? Perché ha minacciato un testimone, l'ex direttore della Roma Franco Baldini, in pieno tribunale? Perché ordinava ai giornalisti cosa scrivere e non scrivere, dire e non dire in tv, addirittura come nascondere gli errori degli arbitri amici ed enfatizzare quelli dei nemici? Perché chiamava minaccioso i giudici disciplinari dei procuratori pallonari perché salvassero suo figlio da sacrosanta condanna? Perché, quando il presidente del Palermo Zamparini (l'ha raccontato lui) voleva l'arbitro Rizzoli, Moggi alzò il telefono e a Palermo arrivò Rizzoli? Si dirà: anche Facchetti chiese al designatore Bergamo che Collina arbitrasse Inter-Juve. A parte il fatto che Collina lo nomina Bergamo e non Facchetti, pochi sanno come andò a finire: fu designato Rodomonti che negò un rigore all'Inter e ne diede uno alla Juve. L'Inter contava come il due di picche: infatti la segretaria dell'associazione arbitri, Mariagrazia Fazi, moggiana di ferro, istruiva Bergamo su come intortare Facchetti fingendo di "stare con tutti, non come dicono che tu stai solo con Juve e Milan". Per tenerlo buono. La telefonata conferma quel che si era sempre saputo, ma prima che Moggi la facesse pubblicare era sconosciuta. Si difende talmente bene da far sorgere un dubbio che abbia dietro Taormina o Ghedini?

zorba

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CALCIOPOLI 2

Cronaca di un'inchiesta annunciata

La Figc apre un fascicolo sui nuovi elementi emersi da Napoli: Palazzi   valuterà, ma l'unico effetto potrebbe riguardare il titolo 2006 dell'Inter 

(di Malcom Pagani)

Come quattro anni fa. Un Mondiale alle porte, le quiete architetture di via Allegri scosse dalle luci delle telecamere, i padroni del calcio costretti a sfilare in Procura per rilasciare dichiarazioni non proprio spontanee. Dal suo punto di vista, Luciano Moggi ce l'ha fatta. L'aggressivo modulo difensivo dipanato a Napoli e volto a coinvolgere i colleghi di un tempo, ha obbligato una Federazione tirata in ballo da più parti a una mossa sulla scacchiera. Un movimento immobile, dovuto, necessario per non aggiungere allo straniante scirocco proveniente dalle aule giudiziarie, lo tsunami del sospetto di parzialità. Così, annunciatissima, arriva anche l'inchiesta di Stefano Palazzi. Tra poche ore, il procuratore federale apporrà la firma sulla richiesta ufficiale rivolta alla Corte di giustizia penale presieduta da Teresa Casoria. Quindi fascicolo, supplemento d'indagine, studio di carte e telefonate. Il comunicato della Figc, a riguardo, è più che chiaro. "In merito al processo in corso a Napoli la Procura federale chiederà fin da ora di poter acquisire tutto il materiale probatorio prodotto dalle parti, oggetto di perizia che potrà essere disposta dal Tribunale". L'inchiesta è partita e l'incartamento, già pingue, si riempirà di utenze celebri. Quello che viene chiamato "nuovo filone di intercettazioni", consta in realtà di vecchie telefonate che il pm Narducci decise di non allegare agli atti del procedimento penale che vede Luciano Moggi ed altri protagonisti di Calciopoli, imputati per associazione a delinquere. Narducci   considerò le conversazioni irrilevanti. Ora, le settantaquattro telefonate ammesse agli atti, dopo il parere non ostativo dello stesso pm (sarebbero destinate ad aumentare fino a 125) costituiranno l'architrave del filone d'indagini della Figc, interessata a vedere se oltre allo scorretto comportamento di Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina e Reggina, già sanzionato nell'estate 2006, si rilevino tra i dirigenti delle principali società calcistiche italiane e il mondo dei facondi designatori arbitrali, eccessi di confidenza in grado di modificare il quadro probatorio. Tra i colloqui, di assai dubbia rilevanza penale, ben quarantuno riguardano l'ex presidente dell'Inter Giacinto Facchetti (di cui 27 divisi tra Pairetto e Bergamo, all'epoca designatori arbitrali). Ma nella lista si trovano anche altri nomi. Massimo Moratti (tre telefonate con Bergamo), e poi a seguire otto scambi di Galliani (sempre Bergamo dall'altro capo del filo) e ancora voci come l'ex ds del Palermo di Zamparini, Rino Foschi, l'ex presidente del Bologna Renato Cipollini, Daniele Pradè della Roma, Lillo Foti della Reggina e persino Luciano Spalletti (all'epoca tecnico dell'Udinese). Essendo le conversazione prescritte (dal 30 giugno 2005 per quanto riguarda le persone fisiche, dal 30 giugno 2007 per i club), se Palazzi troverà nelle stesse fatti in astratto rilevanti, potrebbe chiedere al Consiglio Federale un intervento-sottolineano gli esperti di diritto sportivo - che si dovrebbe però limitare a una esclusiva condanna di tipo etico-morale. E' una valutazione stretta, che meglio emergerà quando i periti consegneranno le trascrizioni corrette del materiale che Prioreschi, Rodella e Trofino, gli avvocati di Luciano Moggi, hanno chiesto venisse esaminato. Impossibile comunque immaginare, -rimarcano le stesse fonti- sanzioni, penalizzazioni, multe, classifiche stravolte e soprattutto, nuovi processi sportivi . La prescrizione parla chiaro e quindi, l'unico eventuale risultato dell'inchiesta potrebbe riguardare lo scudetto assegnato all'Inter nel 2006, titolo concesso su parere dei tre saggi nominati dalla Federazione, in un momento di vacanza di potere, con un'assegnazione attribuita in una fase in cui la Federazione calcistica era priva dell'organo federale e collegiale. Allora, tutti i giornali del mondo erano attraversati dallo scandalo dello sport più popolare e in banchina, controvento, comandava il professor Guido Rossi, Commissario ad hoc. Oggi, con la Federazione pienamente legittimata a decidere, non si può escludere che in presenza di elementi nuovi, il giudizio su quello scudetto possa essere rivisto e quel trofeo puramente nominale, essere sottratto per destinarlo a chi, al momento, non si sa. Non assegnarlo, non si può. Alla base della questione, complicate questioni che riguardano i coefficienti utili per il ranking Uefa. La Juventus presto passerà a chiederne ufficialmente la sottrazione all'Inter, anche se la mossa è ad uso interno (tifosi) perché per ora, elementi che scagionino la precedente gestione e quindi anche la squadra, non si ravvedono. Intanto Gianfelice Facchetti tuona contro chi trascina il ricordo di suo padre Giacinto nel fango: "E' un estremo tentativo, condotto in modo poco civile, della difesa di un imputato. Si stanno raccontando tante barzellette per gettare fumo negli occhi in un processo che è più mediatico che giudiziario", ricevendo a stretto giro la burocratica risposta dei legali di Moggi: "Il dovere di un avvocato è quello di difendere il proprio assistito, nel rispetto della legge, anche se questo può comportare la conseguenza di far emergere vicende che possono essere spiacevoli per altri". Della vicenda si è occupato ieri anche il Patron dell'Inter, Massimo Moratti.

Tirato in ballo con cadenza quotidiana, a margine della presentazione del libro di Stefano Borgonovo, il figlio di Angelo ha sventolato fiducia: "Bisogna saper sopportare i veleni, sapersi difendere e sperare che venga lasciato spazio a cose piu' vere". Nel sabba di dichiarazioni e controdichiarazioni, si scoprono in serata bizzarre convergenze di vedute. Di esultare, infatti, in luogo dei legali di Moggi, si incarica il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. La sua è una presa di posizione inattesa, per tempistica e toni. Somiglia a un abbraccio, stupisce. Parla di "Grande inganno", Capezzone, argomentando le proprie convinzioni con la nota sobrietà. "La decisione della Procura federale di aprire un'indagine sulle nuove intercettazioni emerse a Napoli - grazie alla vera e propria controinchiesta condotta dai legali di Luciano Moggi - è un passo positivo". Passando poi all'apologia di un garantismo strumentale, che parte dalle rotondità di un pallone, per esporre una verità geometrica buona per l'agone politico: "Per anni, eravamo stati in pochissimi a tenere una linea garantista, io ho potuto ripetutamente farlo al Processo di Biscardi (uno dei conduttori televisivi con cui Moggi aveva ripetuti contatti telefonici, ndr) tentando di spiegare che finora era emersa una verità parziale e discutibile, e che era stata condotta una vasta campagna mediatica volta a colpire solo Luciano Moggi e la vecchia dirigenza della Juve, per meglio occultare le responsabilità di troppi altri. E' lo stesso meccanismo già sperimentato con Tangentopoli, con l'aggressione condotta solo contro alcuni, per meglio salvare e favorire altri". E negli occhi, prepotente, si riaffaccia il déjà vu.

rocchigol

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se la roma e' colpevole ma sara' prescritta (modello silvio) abbandonero' il calcio...

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Citazione di: AguilaRoja il 21 Apr 2010, 19:36
ok, mettiamoci l'animadelimejo in pace:

http://www.altalex.com/index.php?idnot=34550

articolo 18 (questo è il codice del 2006)

Fosse anche Aguila, dovrebbe essere però chiarito da TUTTI i giornalisti con un minimo senso etico (sono certo che ce ne siano) a CHIARE LETTERE che gli stessi errori commessi da Lotito sono stati commessi anche da altri dirigenti. A cominciare dall'Asrioma. mi aspetto pertanto fondi di primo livello su tutte le prime pagine, servizi speciali stile La7 dedicati al secondo filone, pubblicazioni editoriali di tutti i tipi.

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AguilaRoja

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Citazione di: Kalle il 22 Apr 2010, 08:45
Fosse anche Aguila, dovrebbe essere però chiarito da TUTTI i giornalisti con un minimo senso etico (sono certo che ce ne siano) a CHIARE LETTERE che gli stessi errori commessi da Lotito sono stati commessi anche da altri dirigenti. A cominciare dall'Asrioma. mi aspetto pertanto fondi di primo livello su tutte le prime pagine, servizi speciali stile La7 dedicati al secondo filone, pubblicazioni editoriali di tutti i tipi.

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senza dubbio andrà così, Romà......

La Roma farà la fine del suo protettore: innocente in quanto prescritto.

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Citazione di: zorba il 22 Apr 2010, 07:23
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Ballopoli

(di Marco Travaglio)

Si pensava che, vista l'enfasi degli annunci, la poderosa controffensiva di Luciano Moggi sarebbe almeno riuscita a dimostrare, craxianamente, che "così facevan tutti". Invece manco quello. Anzi tutto il contrario. Chi legge le 75 fantasmagoriche telefonate che dovevano ribaltare Calciopoli scopre che molti dirigenti di molte squadre (persino il Chievo) parlavano con designatori e arbitri. Ma parlare non è reato né illecito sportivo (è illecito sportivo da dopo Calciopoli): dipende da cosa si dice e si fa. Moggi con la sua corte di vassalli, valvassori e valvassini più o meno forzati (Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina) condizionava designazioni, arbitraggi, moviole e campionati. Gli altri no. Infatti la giustizia sportiva e quella penale han colpito quelle cinque società e non le altre (ora l'inchiesta della Figc stabilirà se ne manca qualcuna). Se chi ha pubblicato le 75 intercettazioni sapesse anche leggerle, ne trarrebbe l'unica conseguenza possibile: bene han fatto il colonnello Auricchio e i pm Narducci e Beatrice a escluderle dal processo, visto che non contengono notizie di reato. Infatti Moggi le ha tirate fuori solo dopo cinque anni, per buttarla in caciara sui giornali, non certo per squisite ragioni giuridiche. La sua fortuna è che si occupano del caso molti giornalisti sportivi che, quando non sono compagni di merende di Lucianone (in aula si abbracciano e si danno di gomito), non sanno distinguere un reato da un paracarro. Ma anche noti tuttologi che allestiscono penosi teatrini con tanto di magliette, bandierine, raganelle e tricchetracche: tipo i soffietti a Lucianone firmati sul Corriere da Ostellino e i duetti fra Battista ("Visto dal bianconero") e Severgnini ("Visto dal nerazzurro"). Come se un giornalista, solo perché parla di calcio, potesse ridursi a trombetta della squadra del cuore, a prescindere dai fatti. I fatti dicono che Moggi telefonava ai designatori per ordinare arbitri à la carte, come al ristorante, per le coppe e addirittura per le amichevoli, mentre per il campionato dettava le griglie per tener lontani i (rarissimi) fischietti sgraditi. E veniva puntualmente accontentato. Se, come sostiene il clan, la cupola non esisteva o non contava, perché Moggi chiedeva un arbitro e quello puntualmente arrivava? Perché il ministro Pisanu telefonò a Moggi per salvare la Torres (e la Torres fu salvata)? Perché Della Valle chiamò Moggi per salvare la Fiorentina (e la Fiorentina fu salvata, con tanti saluti al Bologna)? Perché Moggi procurava carte sim svizzere agli arbitri per parlare lontano da orecchi indiscreti? Perché è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno e sei mesi per violenza privata nel caso Gea, la cupoletta dei figli di papà che comandava sul calcio? Perché ha minacciato un testimone, l'ex direttore della Roma Franco Baldini, in pieno tribunale? Perché ordinava ai giornalisti cosa scrivere e non scrivere, dire e non dire in tv, addirittura come nascondere gli errori degli arbitri amici ed enfatizzare quelli dei nemici? Perché chiamava minaccioso i giudici disciplinari dei procuratori pallonari perché salvassero suo figlio da sacrosanta condanna? Perché, quando il presidente del Palermo Zamparini (l'ha raccontato lui) voleva l'arbitro Rizzoli, Moggi alzò il telefono e a Palermo arrivò Rizzoli? Si dirà: anche Facchetti chiese al designatore Bergamo che Collina arbitrasse Inter-Juve. A parte il fatto che Collina lo nomina Bergamo e non Facchetti, pochi sanno come andò a finire: fu designato Rodomonti che negò un rigore all'Inter e ne diede uno alla Juve. L'Inter contava come il due di picche: infatti la segretaria dell'associazione arbitri, Mariagrazia Fazi, moggiana di ferro, istruiva Bergamo su come intortare Facchetti fingendo di "stare con tutti, non come dicono che tu stai solo con Juve e Milan". Per tenerlo buono. La telefonata conferma quel che si era sempre saputo, ma prima che Moggi la facesse pubblicare era sconosciuta. Si difende talmente bene da far sorgere un dubbio che abbia dietro Taormina o Ghedini?

E invece l'"arbitro grandissimo" che è? A Travaglio, ma vattelapija 'ndo sai pure tu...

Kalle

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Citazione di: AguilaRoja il 22 Apr 2010, 09:34

senza dubbio andrà così, Romà......

La Roma farà la fine del suo protettore: innocente in quanto prescritto.

Ecco questo sarebbe lo spunto per creare una lobby (orrenda parola ma per rendere l'idea) di comunicatori Laziali sempre pronti a ricordare la VERITA' in ogni sede e con ogni spunto.

Un po' come fanno la maggioranza dei suddetti (non tutti) adesso nei confronti di Lotito.

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AguilaRoja

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Purtroppo ti dico che non è possibile, in tanti (non tutti, fortunatamente), mettono davanti l'odio verso Lotito rispetto a quello per quegli altri.. Quindi denti stretti, e non solo. Che st'estate ci sarà poco da festeggiare.

Kalle

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Citazione di: AguilaRoja il 22 Apr 2010, 09:58
Purtroppo ti dico che non è possibile, in tanti (non tutti, fortunatamente), mettono davanti l'odio verso Lotito rispetto a quello per quegli altri.. Quindi denti stretti, e non solo. Che st'estate ci sarà poco da festeggiare.

La tua è una conferma di quello che già immaginavo.

Grazie.

Pergianluca

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Citazione di: zorba il 22 Apr 2010, 07:23
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Ballopoli

(di Marco Travaglio)

Si pensava che, vista l'enfasi degli annunci, la poderosa controffensiva di Luciano Moggi sarebbe almeno riuscita a dimostrare, craxianamente, che "così facevan tutti". Invece manco quello. Anzi tutto il contrario. Chi legge le 75 fantasmagoriche telefonate che dovevano ribaltare Calciopoli scopre che molti dirigenti di molte squadre (persino il Chievo) parlavano con designatori e arbitri. Ma parlare non è reato né illecito sportivo (è illecito sportivo da dopo Calciopoli): dipende da cosa si dice e si fa. Moggi con la sua corte di vassalli, valvassori e valvassini più o meno forzati (Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina) condizionava designazioni, arbitraggi, moviole e campionati. Gli altri no. Infatti la giustizia sportiva e quella penale han colpito quelle cinque società e non le altre (ora l'inchiesta della Figc stabilirà se ne manca qualcuna). Se chi ha pubblicato le 75 intercettazioni sapesse anche leggerle, ne trarrebbe l'unica conseguenza possibile: bene han fatto il colonnello Auricchio e i pm Narducci e Beatrice a escluderle dal processo, visto che non contengono notizie di reato. Infatti Moggi le ha tirate fuori solo dopo cinque anni, per buttarla in caciara sui giornali, non certo per squisite ragioni giuridiche. La sua fortuna è che si occupano del caso molti giornalisti sportivi che, quando non sono compagni di merende di Lucianone (in aula si abbracciano e si danno di gomito), non sanno distinguere un reato da un paracarro. Ma anche noti tuttologi che allestiscono penosi teatrini con tanto di magliette, bandierine, raganelle e tricchetracche: tipo i soffietti a Lucianone firmati sul Corriere da Ostellino e i duetti fra Battista ("Visto dal bianconero") e Severgnini ("Visto dal nerazzurro"). Come se un giornalista, solo perché parla di calcio, potesse ridursi a trombetta della squadra del cuore, a prescindere dai fatti. I fatti dicono che Moggi telefonava ai designatori per ordinare arbitri à la carte, come al ristorante, per le coppe e addirittura per le amichevoli, mentre per il campionato dettava le griglie per tener lontani i (rarissimi) fischietti sgraditi. E veniva puntualmente accontentato. Se, come sostiene il clan, la cupola non esisteva o non contava, perché Moggi chiedeva un arbitro e quello puntualmente arrivava? Perché il ministro Pisanu telefonò a Moggi per salvare la Torres (e la Torres fu salvata)? Perché Della Valle chiamò Moggi per salvare la Fiorentina (e la Fiorentina fu salvata, con tanti saluti al Bologna)? Perché Moggi procurava carte sim svizzere agli arbitri per parlare lontano da orecchi indiscreti? Perché è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno e sei mesi per violenza privata nel caso Gea, la cupoletta dei figli di papà che comandava sul calcio? Perché ha minacciato un testimone, l'ex direttore della Roma Franco Baldini, in pieno tribunale? Perché ordinava ai giornalisti cosa scrivere e non scrivere, dire e non dire in tv, addirittura come nascondere gli errori degli arbitri amici ed enfatizzare quelli dei nemici? Perché chiamava minaccioso i giudici disciplinari dei procuratori pallonari perché salvassero suo figlio da sacrosanta condanna? Perché, quando il presidente del Palermo Zamparini (l'ha raccontato lui) voleva l'arbitro Rizzoli, Moggi alzò il telefono e a Palermo arrivò Rizzoli? Si dirà: anche Facchetti chiese al designatore Bergamo che Collina arbitrasse Inter-Juve. A parte il fatto che Collina lo nomina Bergamo e non Facchetti, pochi sanno come andò a finire: fu designato Rodomonti che negò un rigore all'Inter e ne diede uno alla Juve. L'Inter contava come il due di picche: infatti la segretaria dell'associazione arbitri, Mariagrazia Fazi, moggiana di ferro, istruiva Bergamo su come intortare Facchetti fingendo di "stare con tutti, non come dicono che tu stai solo con Juve e Milan". Per tenerlo buono. La telefonata conferma quel che si era sempre saputo, ma prima che Moggi la facesse pubblicare era sconosciuta. Si difende talmente bene da far sorgere un dubbio che abbia dietro Taormina o Ghedini?
Vergognoso, a mio avviso.
Appena posso, ci torno.

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arturo

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Hai ragione Piergianluca. Uno dei motivi per il quale non rinnoverò l'abbonamento al Fatto Quotidiano,è la deriva trigoriota dei commentatori sportivi ( Pagani e Beha) che continuano consapevolmente a minimizzare il coinvolgimento peperonico.
Ce mancava la perla de Travaglio,una storiella già raccontata quandò scrisse contro la legge anti-intercettazioni,e che sicuramente stasera ribadirà davanti a 4 milioni di spettatori.
Complimenti!!!

est1900

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Citazione di: arturo il 22 Apr 2010, 10:41
Hai ragione Piergianluca. Uno dei motivi per il quale non rinnoverò l'abbonamento al Fatto Quotidiano,è la deriva trigoriota dei commentatori sportivi ( Pagani e Beha) che continuano consapevolmente a minimizzare il coinvolgimento peperonico.
Ce mancava la perla de Travaglio,una storiella già raccontata quandò scrisse contro la legge anti-intercettazioni,e che sicuramente stasera ribadirà davanti a 4 milioni di spettatori.
Complimenti!!!
Mah, IMHO, Travaglio (che stimo tantissimo) sta iniziando a subìre parecchio questa sua deriva iconoclasta di juventino e uomo di destra che si scaglia contro proprio i suoi princìpi e chi li rappresenta su questa terra.
Non riesce più a gestirla troppo serenamente, a volte sembra reciti una parte.

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