Questo scudetto lo pretendono, si è capito, e non si fermeranno davanti a niente. Capirai, dopo anni di rosicate, di pazzini e lulic che gli rovinano la festa all'ultimo, di sveglie stratosferiche e ripetute là su quei campi, in Italia e in Europa, dove reclamavano la loro consacrazione universale, con il loro condottiero fessacchiotto che, ormai alla soglia del ritiro, ha ancora un palmares tipo Eugenio Corini, e se non fosse stato per quello scudetto super acchittato c'era solo da ride, ma soprattutto con noi che possiamo massacrarli a piacere, dal punto di vista sportivo nonostante Lotito, è chiaro come quest'anno considerino il tricolore una loro esclusiva, un diritto inalienabile.
La loro aggressività sta diventando una faccenda pericolosa, qui a Roma. Gli accoltellamenti vigliacchi sono soltanto l'avanguardia di un atteggiamento che sta varcando gli argini ad ogni livello, ognuno nel suo contesto: il collega che davanti a tutti ti apostrofa nervoso alla macchinetta del caffè se osi mettere in dubbio la posizione attiva di vidal al terzo gol, il deputato che fa l'interrogazione parlamentare e parla di questa cosa come se fosse l'unico problema in italia, il calciatore che con arroganza accusa di metodi mafiosi l'avversario, l'amico su fb che invade la tua bacheca coi suoi commenti non si sa se più deliranti o minacciosi.
E gli agguati a colpi di lama fanno parte della stessa dinamica, in scala ovviamente, ma è praticamente uguale il meccanismo di prevaricazione sulla base di un diritto che si percepisce come sacrosanto, la pretesa di essere primi finalmente. A qualsiasi costo.
Io credo che glielo faranno vincere, alla fine.
A meno che non riescano a perderlo da soli, cosa per cui temere seriamente, del resto sono dei veri fuoriclasse della specialità, a maggio ce tocca. Stanno diventando pericolosi a qualsiasi livello, datevi un'occhiata in giro e ditemi se non è così. Stanno tutti superando il limite, anche quelli più tranquilli. È una vera e propria emergenza sociale, per la quale l'unico rimedio sembra quello di fargli vincere qualcosa subito, prima che il tutto sfoci in qualcosa di imponderabile.