Ciceruà, il problema è nato negli anni '90.
E' tornata la Lazio, e nel giro di venti-venticinque anni, si è espressa su livelli concorrenziali rispetto alla Roma, vincendo pure parecchio di più, cosa cui la generazione dei tifosidaaromabarilla non era più abituata.
La stessa esasperazione c'era ai tempi di Chinaglia, il sovvertitore dell'ordine in città, il liberatore per noi, l'incubo per i poveri romanisti.
Finché ci si misurava coi discepoli di Platinì ci poteva essere rabbia, ma c'era molta meno frustrazione e raramente c'era invidia verso un concorrente che si vedeva lontano, inarrivabile. Quando a fare gol pesanti hanno iniziato Signori, Vieri, Salas fino agli ultimi Klose, Lulic, Mauri e Felipe Anderson,la situazione è cambiata.
Il festeggiamento dello scudetto 2001 è la prova: una festa quasi interamente antilaziale, un rito liberatorio.
La depressione della coppinfaccia è l'altra faccia della medaglia.
Checché ne diciate i complessati siete voi.
Perché noi lo sappiamo che in città ci sono due squadre, più o meno equivalenti per storia e successi raccolti.
Voi invece (magari non tu, così te evito l'ennesimo distinguo peloso), in un' ideale divisione in gruppi fra Inter, Milan, e Juvetus rispetto a Lazio, Napoli, Fiorentina e Sampdoria, vi sentite più vicini ai primi, gli unici e principali oppositori ai poteri del nord.
Vi hanno cresciuto col mito delle regine degli anni '80, vi hanno fatto credere di essere all'altezza dell'Inter di Moratti e della Juventus di Tevez e Allegri, vi fanno credere contro ogni logica valutazione di essere sempre i primi, i più importanti, quelli al centro del mondo, che Candela è er mijor terzino der monno ma poi in nazionale fa tutta la vita la panca a Lizarazu, che Totti può vincere il pallone d'oro quando il suo miglior piazzamento è stato un quinto posto, né più né meno dei laziali Nesta e Boksic, dando valore a record farlocchi e a trofei di plastica, dicendovi che non mancò il valore ma la fortuna, e chi tifa roma non perde mai. Il risultato è questo: eterna frustrazione da inculata perenne, per la più grande macchina da sconfitta che la storia ricordi (cit.).
Il problema, per voi, è che noi siamo la dimostrazione di quanto poco valiate, di come siano fondati sulla sabbia i capisaldi della vostra presunta superiorità, l'immagine della roma quale grande del calcio italiano che si fa sempre più lontana ma alla quale voi volete restare attaccati coi feticci del pupone, dello scudetto de mussolini e della coppa delle fiere. E' la storia che vi condanna, ma voi non lo capite perché mentre noi festeggiamo risultati sportivi che voi accogliereste come epici, state lì a ripetere il mantra "undiciannidebbì", uno slogan che fa riferimento a risultati sportivi vecchi ormai quasi trent'anni.
Durante i quali abbiamo vinto: 1 scudetto, 1 coppa delle coppe, 1 supercoppa europea, 5 coppa Italia, 3 superoppa di Lega, 11 trofei totali a fronte delle 5 affermazioni romaniste. Vincendo più o meno lo stesso numero di derby, disputando più o meno le stesse partite internazionali e piazzandoci spesso avanti in classifica malgrado nel periodo siano previste stagioni da neopromossi in A e da post smantellamento cragnottiano.
Il tutto mentre i vostri comunicatori, i tifosi e i tifosoni, continuano a dì che "confrontamme coalazzio nun è nella mia sstoria".
Continuate così, scegliete un'altra volta di ingoiare la pillola che vi fa vivere nell'oblio.
Tanto manco ve dovete sforzà de sceglie il colore giusto: le vostre non sono blu o rossa.
So' tutte e due marroni.