Per le società di calcio, i giocatori rappresentano un patrimonio e come tali determinano utili o perdite in base a specifici criteri.
Mettiamo il caso che Zarate sia stato pagato 20 milioni con un contratto di 5 anni (esempio fatto in precedenza). I 20 milioni vengono iscritti nello Stato Patrimoniale che non determina l'utile o la perdita d'esercizio.
L'utile e la perdita sono infatti determinati unicamente dal conto economico che, nel caso di specie, è influenzato dal c.d. ammortamento, vale a dire la quota di costo effetivamente di competenza dell'esercizio (1/7-30/6). Qualora l'ammortamento sia costante, per ogni esercizio il costo del giocatore sarà pari a 4 milioni che, come detto confluiranno nel conto economico fra i costi e che di conseguenza avranno una diretta influenza sull'utile di bilancio.
Quindi, dopo 1 anno il valore sarà di 16 milioni (20-4), il secondo di 12 milioni (20-4-4) e via così.
Se a u certo punto decido di vendere il giocatore a un prezzo X, per capire se ho fatto una plusvalenza o una minusvalenza devo confrontare il prezzo X con il valore residuo del giocatore.
Se manca un anno alla scadenza, il giocatore sarà stato ammortizzato di 4 milioni l'anno per 4 anni, quindi per 16 milioni. Il valore residuo sarà allora dato dal costo di acquisto (20 milioni) - il valore ammortizzato (16 milioni), quindi 4 milioni. Così, se X=6 milioni (ad esempio) si consegue una plusvalenza di 2 milioni (6-4) che andrà nel conto economico e accrescerà l'utile di esercizio (o diminuirà la perdita). Se invece X, ad esempio, è pari a 1 milione si soffrirà una minusvalenza di 3 milioni (1-4).
E' importante capire che sono le plus e minusvalenze (insieme agli ammortamenti) hanno effetto sul bilancio vero e proprio, mentre il valore del giocatore (di acquisto e residuo) entrano a far parte del patrimonio della società.
Scusate se sono stato prolisso, spero almeno di essere stato chiaro.
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