La storia e non solo quella del calcio è fatta di continue cadute e resurrezioni.
Sono grandi storie e piccole storie. Dal condottiero, al filosofo, dal garzone del fornaio al ciclista.
Una storia, soprattutto quando è "sopra le righe", reca sempre in se il seme della rovina.
Un ragazzo poco più che ventenne, con le sue giocate seppe regalare orgoglio e gioia alla parte migliore di questa città. Questo ragazzo divenne il re di Roma. Poco più di venti anni. Re.
Una pressione incredibile, attorno a lui un entourage rozzo ed interessato solo a fare soldi. Nessun sostegno d'altro tipo. Be', ammetterete che tenere botta a tutto questo è difficile. Forse molti di voi non reggerebbero alla pressione di essere il "re del condominio", immaginatevi di Roma.
E con la gloria, l'adorazione e l'adulazione il giovanotto iniziò a "sbroccare". Era arrivato in cima ma la cima doveva conquistarla ogni cazzo di domenica. E di lì inizia la caduta. Rapporti complicati col mr e coi compagni, atteggiamenti non sempre impeccabili e quello schifo di entourage che si porta dietro da sempre. Ma la famigghia è famigghia!
Bene il ragazzo ha toccato il fondo. E' rotolato dalla cima sino allo scantinato. Forse potrebbe risalire. Potrebbe perché la vita gli ha impartito quelle lezioni che solo la vita ti può dare.
Sono i cazzotti in faccia presi all'improvviso che ti segnano, nel bene e nel male.
Ora sto ragazzo ha 24 anni, ha la faccia gonfia di schiaffi. E' passato nel giro di qualche stagione dalla vetta alla emarginazione. Una storia dentro altre storie che si ripetono eternamente.
Ora, dopo questa via crucis milanese, lo riprenderei sicuro di avere un ragazzo diverso, più maturo, più consapevole. Forse faremmo l'affare della vita. Forse. Io ci proverei.
Altre volte abbiamo dato un'altra chance a calciatori che: diomeneliberi!!!!
Perché, se su una cosa tutti i professionisti del mondo del calcio, esclusi alcuni dio voi, sono d'accordo è che il problema di sto ragazzo è nella capoccia.
Nessuno, oltre alcuni di voi, ne discute le doti tecniche e la qualità. Neanche Reja., neanche Ranieri. Piuttosto vi parleranno della sua testa, del carattere...
Nessuno che vive di calcio vi dirà mai che Zarate è una pippa, una foca, uno che non sa giocare al calcio.
Ste cose le si sentono al baretto sotto casa e le si leggono nei forum. Dove, appunto non si esprimono i professionisti.