accettanzi cibbi propi

Aperto da porgascogne, 23 Gen 2014, 11:19

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porgascogne

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aho', emigra', che te devo di', io l'ho visti giovani...magari quelli vecchi hanno stirato
:=))

orchetto

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le giapponesi so simpaticissime, ne ho conosciute poche ma mai antipatiche.

Baldrick

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Nanni

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Io i pummidori cor riso li accondisco pure con una bella presa de origano...
:agree:

Datosi che noiantri a li Caschtelli ci abbitassimo, sin dai tempi de checchennina, a noi li fagottari ce venivano a trova...

A Albano (ma erano racconti di mia Nonna, io incredibile dictu nun ero ancora nato...  ;)) ) fino agli anni 20 o 30, insomma prima della guera, c'erano "le Minenti" (dette anche "le Piscione"). Non so se fosse in occasione di una festa religiosa, se Ferragosto, San Pietro e Paolo o cosa, fatto sta che in una specifica domenica d'estate arrivavano da Roma cor tranve frotte di donne. Forse in pellegrinaggio, non so bene, fatto sta che si fermavano ai Castelli sulla via Appia (Albano-Ariccia-Genzano, tre paesi uno dietro l'altro, praticamente senza soluzione di continuità) a mangiare (e a bere), suscitando come potete immaginare la morbosa curiosità dei locali (ommini speciarmente, e ragazzini), sopratutto per il fatto che, dopo avere mangiato e abbondantemente bevuto alle fraschette (appunto, le osterie con pergolato e tavoli di legno, come descritto dal buon Porga) era inevitabile che... cercassero li mejo posti per... pisciare (di qui, appunto l'appellativo "'e Piscione"...).

A sera se ne tornavano a Roma, sempre a frotte e sempre cor tranve e agli uomini di Albano e di Ariccia e Genzano, non rimaneva che fantasticare intorno alle sublimi immagini vedere-e-non-vedere, di questa pletora infinita di donne scollacciate, mezze allegrotte, sfrontate e dedite all'attività così solleticante e insinuante della pipì... si parlava, si sognava, si immaginava, si andava in sullucchero e dovevano stare attenti che si diventa(va) ciechi...

Oggi, le fraschette come si è detto, sono tutt'altra cosa. Del resto, io come NESSUN altro abitante dei Castelli, non ci ho messo, non ci metto e non ci metterò mai piede. Sono un'attrazione, per noi inconcepibile, per migliaia di giovani ogni settimana. Ad Ariccia non esiste più un alimentari, una merceria, un gommista né una cartoleria che non sia stata trasformata in fraschetta...

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Cliath

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Citazione di: emi-grato il 23 Gen 2014, 14:49
Invece la giapponesina (minuta e delicata che sembrava una porcellana "finissima"), per la quale eravamo un po' preoccupati, si sfonnò questo mondo e quell'altro passando con disinvoltura dalla porchetta alle coppiette senza mai abbandonare il bicchiere... All'uscita era più dritta di tanti commensali...
bei tempi...  :beer:

Alla faccia delle scureggione  :DD


P.S. comunque Porga, mica sarebbe una cattiva idea aprire una fraschetta vecchia maniera, gestita da tutta Lazionet...  :pp

Neal

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Allora, allora. Esistono due menù del fagottaro anni 70.

Menù standard (per fagottata in famiglia)
Primo: cannolicchi alla militaresca (ovvero aglio, olio, peperoncino e pomodoro) o frittata de pasta
Secondo: fettine panate o frittata de quarsiasi cosa
Contorno: cicoria ripassata o avanzi di frittata
Frutta: perseche da tagliare nel vino oppure bis de frittata
Frutta per binbi: macedonia de mele e pere

Menù deluxe (per grandi occasioni)
Primo: pommidori col riso o timballo de pasta
Secondo: torta rustica o un secondo a scelta da menù standard
Contorno: carciofi romaneschi
Frutta: perseche da tagliare nel vino oppure macedonia lassata da li binbi e coretta al maraschino
Frutta per binbi: macedonia de mele e pere

Entrambi i menù integrabili con:
Fave e pecorino secondo la stagione
Sarcicce secondo la presenza umbra
Abbacchio secondo la presenza abbruzzese
Frittata sempre e comunque

porgascogne

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bene ma dimentichi il piatto principe delle estati fagottare romane


Neal

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E c'hai ragione, c'hai.
Il peperone che, in base alla ricetta, passa dal contorno al secondo.
Oppure, in base alla gastrite, di digerisce dalla domenica al lunedì.

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italicbold

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E aspettavamo con passione...col solicello che già scaldava, tutti fermi, anche noi col pallone...
E si aspettava la sentenza...
"Scusa Ameri, scusa Ameri, qui l'Olimpico, la Lazio é passata in vantaggio con Bruno Giordano...."

E poi daje a riparti' cor pallone che la Lazio é in vantaggio.
Magari contro l'Avellino.


Cliath

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Ma perché mò scrivete tutti binbi?  :roll:

emi-grato

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Citazione di: Cliath il 23 Gen 2014, 16:49
Ma perché mò scrivete tutti binbi?  :roll:

perchè sono tutti sinpatici...
:=))

orchetto

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aggiungo, er pollo co i peperoni
eh si la persica nel vino bianco, poesia vera
quando ero piccino i mie parenti vecchi che ora son tutti nei campi elisi, andavano a fa le fagotatte d'estate a anche a Bracciano sul lago e si portavano il nipotino orchettino me medesimo
se facevano certe magnate, ricordo che un mio zio se portava tutto il vasetto del balcone della pianta di basilico e lo schiaffava sul tavolino a mo de centro tavola, poi vicino metteva una scodellina co l'acqua e ognuno staccava la foglia di basilico la sciaccquettava e poi la metteva sulle pietanze che gli parevano, ricordo che zia portava un sugo fatto co le zampe de gallina per dargli sapore e il pomodoro fresco e ci condiva la pasta cotta a meno de metà cottura che arrivavi al lago che sera finita de coce, la condiva li con quel sugo, l'olio a crudo il pecorino e poi ce buttava sopra sta montagna de foglie de basilico. ricordo che prima di arrivare c fermavamo da un contadino a comprà le ova e io me ne bevevo lì per lì due tre.

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PabloHoney

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1) fettine panate ma di vitella e doppia passata nell'ovo che restano più tenere da fredde
2) frittata de patate co la cipolla (frittata alta)
3) polipo e patate lesse
4) limortaccivostriquannolofamo???????

Ulissechina

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Mio padre bonanima lavorara al giornale, precisamente all'UESISA a via 4 novembre, tipografia  trasferitasi negli anni 60 in via dei Taurini a San Lorenzo, la tipografia prese il nome di GATE, continuarono però a stampare soltanto i giornali di sinistra Paese Sera, Noi Donne e L'Unità,  mentre in quella tipografiadi via 4 novembre, nel dopoguerra si stampava un pò di tutto, anche il Quotidiano, organo ufficiale  della Democrazia Cristiana era una delle poche tipografie a Roma se non l'unica che aveva  salvato le matrice dai tedeschi, mio padre faceva sempre il turno serale, pertanto in casa c'era soltanto di mattina e inizio pomeriggio, all'epoca i giornali uscivano anche a Natale, soltanto il primo maggio era festivo.
Noi abitavamo alla Garbatella, avevamo qualche osteria vicino casa, ma fu un  ferragosto degli anni cinquanta, ricordo come fosse ieri che mio padre a inizio mattinata disse: stasera, visto che è ferragosto e attacco al giornale due ore più tardi, invece de cenà a casa,  annamo alla fraschetta di Viale Giotto a San Saba.
Lo disse in una maniera che sembrava che si partisse per chissà quale lontana destinazione.
Mia madre a inizio pomeriggio preparò il classico menù di ferragosto, il pollo (cosa rara all'epoca) in umido con i peperoni, intanto dalla mattina un cocomero si stava rinfrescando sotto un filetto d'acqua nel lavandino della cucina, nella parte opposta dove il cocomeraro aveva fatto il tassello.
Non ricordo se io o mio fratello andammo a comprare qualche cirioletta da Cinti, il forno di via vettor Fausto, all'epoca i fornai erano aperti anche nei giorni festivi per mezza giornata.
Verso le 18 mia madre preparò il fagotto, dentro c'era il tegame con il pollo e i peperoni in umido mentre dentro una sporta (borsa per chi legge da fuori roma) c'era il cocomero, il pane,  le posate, (mia madre disse: hai visto mai che non ce le danno) e un coltellone per tagliare l'anguria:
Uscimmo di casa  felici e contenti per quell'evento,  ci dirigemmo alla fermata del tram n. 5 e 11, non ricordo quale passò prima, entrambi comunque facevano  fermata alla Piramide Cestia dove scendemmo per andare a Viale Giotto, sul marciapiedi , fuori dall'osteria, c'erano in bella fila una decina di tavoli apparecchiati con la classica tovaglia di carta bianca, mio padre chiamò l'oste e ordinò mezzo litro di vino bianco più un paio di gazzose.
Eravamo felici quel giorno, tutti e quattro contenti, perchè era raro che si mangiasse tutti insieme, inoltre a me e a mio fratello ci parvedi far e qualcosa di meraviglioso, fuori dall'ordinario, il giorno dopo lo raccontammo  agli amici del lotto 13 dove abitavamo noi, quei ragazzini, nostri coetanei ci ascoltavano con stupore e un pizzico di invidia.
All'inizio degli anni 60  presi la patente, mi comprai la prima automobile, una  seicento bicolore, grigia e celeste (di terza o quarta mano)  targata Roma 229..... con quella macchina la domenica mattina andavamo a Genzano, dopo aver comprato  il pane, la coppa e gli sfrizzoli, andavamo da  Mezzafetta, una fraschetta che aveva un bianco formidabile.
A distanza di oltre mezzo secolo,  quel  ferragosto a San Saba non lo dimenticherò mai, la guerra era finita da pochi anni, eravamo felici con Gniente,  il semplice fatto di cenare fuori di casa, su un marciapiedi all'aperto, su una tavola apparecchiata con un foglio di carta bianca e bere una gazzosa allungata con un goccetto di vino, dava noi ragazzini dell'epoca,  la sensazione di stare in paradiso.


Giuditta

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me state a fa veni' fame

Svennis

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ciao giuditta, benvenuta :DD

Giuditta

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Citazioneciao giuditta, benvenuta :DD

awww grazie :)

Baldrick

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benvenutissima cuori cuori cuori

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Giuditta

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Citazione di: Baldrick il 23 Gen 2014, 21:02
benvenutissima cuori cuori cuori

cuorissimi per te <3

Dusk

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Lazionet, sito di VDM&Burini.

Bel topic. Mi dispiace non avere nulla da aggiungere, ma mi andava di fare un saluto e un applauso.

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