Ops, mi scuso per "sua amica", era amica comune. Potrei invocare la seminfermità mentale, ma non è il caso, può capitare una svista. La sostanza, sua o comune, resta identica.
Quello che tu chiami teatro dell'assurdo, molto banalmente non è teatro. Quando si scaricano ferite, il minimo sindacale è fare molto male. A un mio ex causai una perdita di peso di dieci chili con due frasi in croce. E stava con un'altra. Per i miei standard è stata molto contenuta. Ma la prossima volta non lo sarà. Sarà sempre peggio, Emanuele. Lei si sta difendendo da te.
Poi, perdonami, il rispetto è una cosa reciproca. Lei ha provato a dirti che voleva tornare in Italia. Tu hai rispettato ciò che avevi deciso per la tua vita. Lei sta facendo altrettanto onorando il magma che ha dentro. E non credere che sia più cattiva di te, perché non lo è. Anche la rigidità di alcune decisioni può essere percepita come una ferita mortale. Continuo a ribadirti che non è colpa di nessuno. E' semplicemente andata così.
Ho cercato con ogni mio intervento di sottolineare la gravità della situazione. Non so se vi riprenderete, da certe crisi è difficilissimo ristabilirsi. Certo è che se questo dovesse accadere, è un rapporto che va totalmente ripensato. Altrimenti durerete qualche mese.