Ma come mai tu sei diventato della Lazio? (Topic senza finalità demoscopiche)

Aperto da Palo, 10 Giu 2023, 18:30

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Palo

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Come molti altri, da giovane ho avuto un paio storie che credevo dovessero essere le storie della mia vita e che non lo sono state. Entrambe queste ragazze hanno successivamente deciso di vivere a Roma. Ovvio che la mia passione per la Lazio fosse nota ad entrambe e la cosa non ha mai dato loro fastidio, essendo calcisticamente agnostiche.
Poi, finite le nostre storie, le ho perse di vista per molti anni.

Ora sono entrambe "romaniste". Nel senso che non credo sappiano che Totti ha smesso di giocare o che l'allenatore attuale è portoghese piuttosto che brasiliano, né penso che siano mai andate allo stadio, ma si dichiarano supporter della squadra di merda.
Perché?
Non credo che sia ricerca di omologazione. Sono due donne molto intelligenti, istruite e brillanti, da giovani erano anche delle ragazze molto carine. Avevano un buon lavoro che ha permesso loro di avere un tenore di vita discreto. Non c'era bisogno che per essere accettate da chi stava intorno a loro dovessero prostituirsi in un forza ....! Eppure si sono adeguate ad affermare di essere romaniste. Se si riesce a capire che questa cosa è successa, sin dagli anni '50 (o '60) si capisce che il consenso nel calcio lo genera anche la direzione marketing della S. S. Lazio o dell'asSpurghi, ma lo fa principalmente la strada, il barista al bar sotto alla prima casa dove vai a vivere, il collega carino col quale vai più d'accordo al lavoro, le frasi che senti in giro (Laziali fascisti) e che, nel caso delle mie due ex sicuramente, non va d'accordo con le tue idee. Loro sono più caciaroni, hanno i loro "luoghi comuni sui laziali" (il più carino, che francamente mi ha fatto ridere, è quello che per definirci "pochi" ci ha definti "come i rosci"), sono tanti e fanno gruppo. A Milano quando dico a qualcuno che sono Laziale, mi dice: "Oh, ma sai che ne conosco un altro che tifa Lazio?", mentre, solo nella mia società di basket, ho 5 atleti romanisti (romani o di famiglia romana).

La scorsa settimana, la mattina dopo Lazio Cremonese, mi sono preso un caffé con una delle due ex.
"Come mai sei a Roma?"
"Ero a vedere l'ultima della Lazio in casa"
"Già... tu sei della Lazio. Ma come mai tu sei diventato della Lazio?" Se le avessi detto di votare Südtiroler Volkspartei o che adoro il Bonding estremo avrebbe avuto la stessa intonazione.




Mia madre venne ad abitare a Roma nell'immediato dopoguerra. Fino al '39 era vissuta in Russia, figlia di un diplomatico italiano. E durante la guerra era stata in giro dove la portava il padre (Bosnia, Italia, Austria).

Arrivata a Roma, zona Piazza Istria, trovò il giovanotto di bell'aspetto che poi divenne suo marito e mio padre. Lo scelse nel mucchio di corteggiatori, magri, meno magri (di gente grassa in quegli anni ce n'era poca), alti o bassi, Laziali o romanisti, biondi o mori, belli o meno belli. Lo scelse e prima di sposarsi stettero diversi anni a distanza di due carreggiate (lei da un lato e lui dall'altro di Via Santa Costanza). La sua omologazione tra i giovani abitanti di Roma la diede la vita e credo che non sarebbe stato diverso se fosse stata racchia, ricchissima o poverissima, se avesse abitato alle baracche sull'Aniene (giù in fondo a Viale Libia, dove adesso c'è il ponte delle valli) o in viale Liegi. E, come ha in realtà fatto, non ha dovuto mai affermare di essere laziale o romanista. Simpatizzava, questo sì, ma lo faceva per la squadra del suo ragazzo e poi, nel '74, ormai malata e "condannata" a lasciarci due anni dopo, a soli 49 anni, per la squadra che stava facendo impazzire di gioia suo figlio. A Roma, nel dopoguerra, ci si prendeva per il culo, magari volava qualche ombrellata o qualche pizza. Ma si andava allo stadio fianco a fianco e, sebbene "loro" fossero più numerosi, il CdS era equidistante e la strada era di tutti.




Cosa è cambiato? Perché? Quali condizioni al contorno hanno fatto sì che loro siano come gli spicci (tanti, rumorosi, che non valgono un cazzo) e noi si debba leggere che siamo "pochi... manipolo di fratelli"?

alenlalieno

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laziale perché lo era mio padre.
lui del pesarese venne ragazzino a roma amava ciclismo boxe e calcio e scelse la lazio, piuttosto ferocemente, decenni di abbonamento in tevere e era un operaio.
storia semplice.

COLDILANA61

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Mio padre arrivò a Roma il 10/6/1940.

Frequentava Laziali . Divenne laziale .

Ma non fu lui a trasferirmi la passione.

Fu una bambina poco più grande a farlo .

La persona più importante ed influente sulla mia vita .

E non perché mi fece Laziale .

E mi manca .

klacco

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Bello questo topic, grazie Palo.
Appena riesco a mandare giù il groppo che ho in gola (se riesco) vi scrivo il mio perché.

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superazio

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Avevo 6 anni. Tv in bianco e nero. Si giocava di inverno con campi misto pozzolana. Squadra avversaria aveva la divisa tutta sporca di fango mentre quella della Lazio era linda e pinda. E vinse pure. Mi innamorai di quella squadra e non la ho più lasciata. In secondo piano viene che era il 1974 :D :since :since

cippolo

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Non saprei dirlo. Papà era lazialissimo, mia madre anche, mio fratello 4 anni più di me anche. Ma nessuno mi ha "forzato". Io credo che uno diventi dalla Lazio, dell'Inter, della Juventus perché la vita vuole questo. Io non credo a quelli che dicono di essere stati portati a tifare una quadra per il lavoro fatto da zii, cugini o altro. Io sono della Lazio perché così doveva essere.

P.s.gli stercorari invece diventano di quella squadra di merda per opportuna, per moda, perché sono stupidi

Maremma Laziale

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Nel mio destino c'era la Juve, già a partire dal mio nome (e no, non è Josè, come mi chiesero in altro topic qualche giorno fa  :) ).
Padre juventinissimo con tanto di poster dei bianconeri in barberia. Mio fratello, più grande di tre anni, lo era già. Io però ero tignoso. Infanzia anni '80 e per brevi periodi tifai vagamente squadre come Verona e Napoli. Poi scoprii che il mio migliore amico era della Lazio (lo era anche suo padre). Era l'ultimo anno di B. Mi piacquero i colori e il fatto che fosse una squadra outsider e della mia regione.

Non la lasciai più...o almeno, lo feci solo per una sera, il 16 maggio 1990, finale di ritorno coppa Uefa Fiorentina-Juve. Sfilai per le strade del mio paese con una sciarpa bianconera, ma c'era un motivo legato a mio padre. Ed è giusto che fosse andata così quella sera.

Ah, dimenticavo, sfilai una seconda volta con gli juventini, miei amici, il 5 maggio 2002. Però lì venni portato a forza sulla macchina ed ero particolarmente incazzato  :x :)

Ragà, non vi preoccupate, non sono un gobbo infliltrato  :beer: :ssl

ADC9

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Sono di Napoli, ma Lazialissimo da piccolo. Qui i napoletani non ammettono che qualcuno possa tifare una squadra diversa, non esiste questa apertura mentale, anche i corrieri [...] che vengono a consegnarmi materiale ufficiale SS Lazio offendono, purtroppo capita soprattutto quando c'è mia moglie che va a ritirare giù ed io non ci sono. Bisogna sempre combattere qui, ma lo faccio con piacere ed onore!
Sono della Lazio perché sono rimasto stregato da Nesta e co. Da quei ragazzi che hanno reso magica la Nostra Maglia, poi L'Aquila, la Città di Roma, i colori, tutto!
Attualmente ho più di 100 Maglie originali della nostra Lazio,ho aperto un topic, migliaia di Gadget, Libri, DVD, accessori e abbigliamento ufficiale, la Lazio ti entra nel cuore, è uno stile di vita...

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Pippo Jones

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Ero un bambino che non si interessava al pallone, per dire qualcosa con gli amichetti dicevo di essere dell'Inter. Forse ne sentivo parlare, fine anni 60. Una domenica sera mio padre (tifoso laziale, ma neanche lo sapevo! Non era proprio il tipo da indottrinamenti coatti), che evitava accuratamente di ascoltare la radio nel pomeriggio, si mette a vedere la cronaca registrata di un tempo della partita di serie B scelta dalla RAI (di norma davano la serie A ma credo che il campionato fosse finito). Lazio-Reggina. Maggio
'69, non avevo niente da fare e mi sono messo a vedere la TV con lui credo per capire cosa ci trovasse.... dopo 45 minuti ero diventato più tifoso di lui :) Sono cresciuto in provincia di Viterbo, all'epoca i romanisti erano pochi, la maggioranza dei bambini erano interisti milanisti e un po ' meno laziali. Non nutrivo nessuna avversione particolare nei confronti dei romanisti. Non ce n'era motivo. Erano tempi molto diversi però. Mio papà cominciò a portarmi all'Olimpico e chiaramente al tempo di Maestrelli ero il ragazzino più felice della terra. Ho impresso un ricordo indelebile di Lazio-Foggia del 12 Maggio 74. La partita iniziava alle 16, apertura dei cancelli a mezzogiorno ed eravamo lì per trovare un posto di curva dove si vedesse meglio. Faceva un caldo della malora, tutti a cantare per tutto il tempo, la tensione, il caldo, la partita discretamente orribile e in bilico... a metà del secondo tempo lo stadio era in silenzio, non ce la facevamo più. Un signore qualche fila dietro di me dopo qualche minuto si mise ad urlare a squarciagola e fece tanto di quel casino da vostringere tutti a risvegliarsi e a riprendere a tifare. Una donna gli disse che doveva essere proprio un grande tifoso della Lazio per tutto l'impegno che ci aveva messo e tra lo stupore di tutti lui le rispose "No signora guardi, io per la verità sono romanista e di solito rivale, ma è troppo bello e importante per la città di Roma che lo scudetto venga nella capitale". Per dire che sfottò e rivalità c'erano anche allora, ma odio davvero no. Tutto si è imbarbarito a partire da Paparelli, ma non tanto per la tragedia in sè opera di un pazzo privo di cervello, quanto per la successiva barbarie di migliaia di trogloditi. Poi è andata sempre peggio per via del corto circuito mediatico e politico-salottiero che si è incancrenito in tanti anni. Quello che fa sì che anche persone in apparenza normali sragionino totalmente appena si entra in ambito calcistico. I trogloditi non sono più
solo le migliaia che scrivono gli striscioni, sono (quasi) tutti essi. Potrei raccontare anche io aneddoti terrificanti come tutti voi ma andrei OT. Diciamo che sono diventato via via sempre più allergico nel tempo ...

Maremma Laziale

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Citazione di: Pippo Jones il 11 Giu 2023, 13:45
Sono cresciuto in provincia di Viterbo, all'epoca i romanisti erano pochi, la maggioranza dei bambini erano interisti milanisti e un po ' meno laziali.

Questa cosa è interessante perché anche dalle mie (nostre) parti, almeno fino agli anni '90, ci stavano i tifosi delle strisciate e i laziali. I romanisti erano molto pochi. Cioè, a momenti se la giocavano con i vecchi tifosi di Torino e Fiorentina.
Dagli anni 2000 sono spuntati un po' come funghi. Il bel zoccolo duro laziale comunque rimane anche tra i ragazzi.

cippolo

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Citazione di: ADC9 il 11 Giu 2023, 12:29
Sono di Napoli, ma Lazialissimo da piccolo. Qui i napoletani non ammettono che qualcuno possa tifare una squadra diversa, non esiste questa apertura mentale, anche i corrieri [...] che vengono a consegnarmi materiale ufficiale SS Lazio offendono, purtroppo capita soprattutto quando c'è mia moglie che va a ritirare giù ed io non ci sono. Bisogna sempre combattere qui, ma lo faccio con piacere ed onore!
Sono della Lazio perché sono rimasto stregato da Nesta e co. Da quei ragazzi che hanno reso magica la Nostra Maglia, poi L'Aquila, la Città di Roma, i colori, tutto!
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"La Lazio ti entra nel cuore, è uno stile di vita"
Ecco perché uno è  della Lazio. Non potevi usare parole più esatte

RubinCarter

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vaz

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E' stato naturale, non c'è mai stata veramente possibilità di essere di un'altra squadra


StylishKid

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Mia mamma
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Che cazzo di squadra avrei potuto tifare?

kelly slater

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Citazione di: zorba il 12 Giu 2023, 18:15
https://www.lazio.net/forum/lazio-talk/quando-siete-diventati-della-lazio/msg2426538/#msg2426538

Ribadisco parola per parola (mi ricordavo esistesse un simil-topic).


Lo scrissi anche lì ma lo ripeto volentieri:
i miei abitavano accanto alle case di Lenzini dove abitavano i giocatori primi anni 70'.
Al bar dal "Sor Carlo" andava mia mamma con me 2/3 anni, incontrava Giorgione che mi prendeva in braccio e mi dava i buffetti.
Di che altra squadra potevano diventare i miei e io?

WhiteNoise

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Mio nonno, mio padre, io.
Quindi non mi ascrivo particolari meriti, tranne quello di essere rimasto Laziale nonostante fossi l'unico della classe nei cinque anni di elementari, senza che mio padre mi forzasse in nessun modo. Mi è bastato che mi abbia portato qualche volta allo stadio, in distinti nord.


Goceano

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Mio nonno dall'Abruzzo (Campotosto) era laziale, grazie a lui...ed a pensare che è una regione dove sono nati quell'altri ed a Campotosto c'era/c'e? un club delle merde!!...E' pur vero che era del 25 quindi era nato prima di loro...

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Tarallo

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Papà primavera Lazio (sta anche su LazioWiki), nonni al Flaminio laziali, zii atleti di varie discipline della polisportiva. Cresciuto a via Fracassini a due passi dal Flaminio, dove c'era il bar Pontisso, dirigente della Lazio, con i cui nipoti giocavo per strada.
Io stesso per un breve periodo nelle fila della Lazio poi mandato in prestito. Insomma tutta una famiglia laziale.
E poi l'amato zio, che è andato via da poco, che ha iniziato a farmi l'abbonamento a 5 anni e portarmi allo stadio con lui e il suo amico che ci veniva da Pescara. Prima partita all'olimpico nella mia memoria Lazio-Lecco 3-0

Mate

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Nel mio destino c'era la maggeca, tutti ma veramente tutti i parenti e amici di parenti erano rommici, compresi mamma e papà.
Sono figlio degli anni 80, quando loro imperavano dentro il GRA.
Mi bardavano con sciarpe e gagliardetti, ma anche se piccolo sembravo completamente avulso al calcio.

Avevo solo uno zio e un cugino laziali, dopo scuola sovente ero a casa loro e iniziavo a vedere cose biancocelesti, ogni tanto la TV accesa sui programmi sportivi e ricordo che, nel mio menefreghismo calcistico, rimasi a vedere una carrellata di gazzate, si le mattate che solo gazza...avete capito.
Ma era più il personaggio che la squadra.

Successe che poi, qualche mese dopo, mi imbambolaì davanti la TV con mio cugino, preso dalle gesta di un calciatore che mi fece battere il cuore.

Vederlo segnare, a ripetizione, le sue esultanze,  quella maglia non attillata che sembrava far volare l'aquila...

Un tuffo al cuore, colpo di fulmine.

Chiamatelo come volete.

Sarò sempre grato a Beppegolper avermi fatto innamorare della Lazio (piansi quando andò alla Samp!).

Quando si dice che laziali si nasce, non si diventa, io l'ho provato sulla mia pelle.

La Lazio è parte di me e serviva Beppe per farmelo capire.

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