Come molti altri, da giovane ho avuto un paio storie che credevo dovessero essere le storie della mia vita e che non lo sono state. Entrambe queste ragazze hanno successivamente deciso di vivere a Roma. Ovvio che la mia passione per la Lazio fosse nota ad entrambe e la cosa non ha mai dato loro fastidio, essendo calcisticamente agnostiche.
Poi, finite le nostre storie, le ho perse di vista per molti anni.
Ora sono entrambe "romaniste". Nel senso che non credo sappiano che Totti ha smesso di giocare o che l'allenatore attuale è portoghese piuttosto che brasiliano, né penso che siano mai andate allo stadio, ma si dichiarano supporter della squadra di merda.
Perché?
Non credo che sia ricerca di omologazione. Sono due donne molto intelligenti, istruite e brillanti, da giovani erano anche delle ragazze molto carine. Avevano un buon lavoro che ha permesso loro di avere un tenore di vita discreto. Non c'era bisogno che per essere accettate da chi stava intorno a loro dovessero prostituirsi in un forza ....! Eppure si sono adeguate ad affermare di essere romaniste. Se si riesce a capire che questa cosa è successa, sin dagli anni '50 (o '60) si capisce che il consenso nel calcio lo genera anche la direzione marketing della S. S. Lazio o dell'asSpurghi, ma lo fa principalmente la strada, il barista al bar sotto alla prima casa dove vai a vivere, il collega carino col quale vai più d'accordo al lavoro, le frasi che senti in giro (Laziali fascisti) e che, nel caso delle mie due ex sicuramente, non va d'accordo con le tue idee. Loro sono più caciaroni, hanno i loro "luoghi comuni sui laziali" (il più carino, che francamente mi ha fatto ridere, è quello che per definirci "pochi" ci ha definti "come i rosci"), sono tanti e fanno gruppo. A Milano quando dico a qualcuno che sono Laziale, mi dice: "Oh, ma sai che ne conosco un altro che tifa Lazio?", mentre, solo nella mia società di basket, ho 5 atleti romanisti (romani o di famiglia romana).
La scorsa settimana, la mattina dopo Lazio Cremonese, mi sono preso un caffé con una delle due ex.
"Come mai sei a Roma?"
"Ero a vedere l'ultima della Lazio in casa"
"Già... tu sei della Lazio. Ma come mai tu sei diventato della Lazio?" Se le avessi detto di votare Südtiroler Volkspartei o che adoro il Bonding estremo avrebbe avuto la stessa intonazione.
Mia madre venne ad abitare a Roma nell'immediato dopoguerra. Fino al '39 era vissuta in Russia, figlia di un diplomatico italiano. E durante la guerra era stata in giro dove la portava il padre (Bosnia, Italia, Austria).
Arrivata a Roma, zona Piazza Istria, trovò il giovanotto di bell'aspetto che poi divenne suo marito e mio padre. Lo scelse nel mucchio di corteggiatori, magri, meno magri (di gente grassa in quegli anni ce n'era poca), alti o bassi, Laziali o romanisti, biondi o mori, belli o meno belli. Lo scelse e prima di sposarsi stettero diversi anni a distanza di due carreggiate (lei da un lato e lui dall'altro di Via Santa Costanza). La sua omologazione tra i giovani abitanti di Roma la diede la vita e credo che non sarebbe stato diverso se fosse stata racchia, ricchissima o poverissima, se avesse abitato alle baracche sull'Aniene (giù in fondo a Viale Libia, dove adesso c'è il ponte delle valli) o in viale Liegi. E, come ha in realtà fatto, non ha dovuto mai affermare di essere laziale o romanista. Simpatizzava, questo sì, ma lo faceva per la squadra del suo ragazzo e poi, nel '74, ormai malata e "condannata" a lasciarci due anni dopo, a soli 49 anni, per la squadra che stava facendo impazzire di gioia suo figlio. A Roma, nel dopoguerra, ci si prendeva per il culo, magari volava qualche ombrellata o qualche pizza. Ma si andava allo stadio fianco a fianco e, sebbene "loro" fossero più numerosi, il CdS era equidistante e la strada era di tutti.
Cosa è cambiato? Perché? Quali condizioni al contorno hanno fatto sì che loro siano come gli spicci (tanti, rumorosi, che non valgono un cazzo) e noi si debba leggere che siamo "pochi... manipolo di fratelli"?