io non voglio pensare cosa sarebbe successo se avessero vinto quelli de la: dal punto di vista professionale, è il periodo peggiore della mia vita, e per uno come me, che non riesce mai a scindere il lavoro dalla vita privata, tutto ciò é terribile. Sta gente, con le loro inutili promesse e prese per il qulo, che poi piombano ogni giorno nello sconforto del sottoimpiego continuo, tranne quando c'è da spalare la merda per qualcun altro in fretta in furia (allora li bisogna farlo bene, in fretta, lavorando di notte salvo poi darmi un bel calcio in culo a lavoro consegnato, però grazie mille, sei stato efficientissimo come al solito, sei importantissimo per noi) mi sta facendo conoscere abissi umorali che mai nella vita avevo provato (giusto all'università)...l'altra sera non so come stavo facendo la conta di tutti i sintomi del disturbo bipolare che mi riconoscevo in questo momento e, non scherzo, non è stato un bel momento per nulla.
Poi però, quando me ne vado (è successo all'università e nell'altra società per cui lavoravo) vedi le vedove che mi vengono ad afferrare per le gambe, dove vai, resta, abbiamo bisogno di te, ecco il concorso, ecco i soldi, ecco il ruolo di responsabilità che cercavi, ecco la crescita professionale...
L'amara verità è che sul lavoro io sono solo un cestino, hai visto quanto è disponibile, hai visto quanto fa le nottate, hai visto che fa un po' tutto...sono solo un culo da sfondare.
Meno male che c'è stato Lulic, meno male, meno male.