Lazio.net Community

Varie / General => Friends => Discussione aperta da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:25

Titolo: Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:25
Lazionet ormai esiste da molti anni e sono pochi gli utenti che hanno seguito il sito, e di conseguenza il forum, sin dagli inizi. Nel corso degli anni su questo spazio sono passati post e contributi interessanti, inutili, lunghi, corti, ragionati, istintivi, anonimi e geniali.

E' su questi ultimi che mi piacerebbe che questo topic vertesse: chiunque negli anni abbia avuto la prontezza di salvare post e topic di levatura superiore, avendo anche avuto l'accortezza di conservarli su dischi accuratamente dotati di backup (non come il sottoscritto), è fortemente invitato a postarli di seguito.

Interventi come le pagelle di Pikkio, topic come quello su Lequi, genialmente imbeccato da Italicbold, capolavori come "Rigore paa roma", racconti tipo "Bobbeide" e "Il Codice Cicatrice" generati dalla penna ispirata di Tarallo (e me ne dimentico a decine...) non possono dissolversi come lacrime nella pioggia (cit.). Lasciamo che anche chi all'epoca non c'era possa godere di tutto ciò.

Pur avendone salvati molti, l'unico che è sopravvissuto ai crash dei miei disgraziati dischi è Bobbeide, pubblicato nel 2004. Mi accingo a condividerlo con voi.

Si apra il sipario....
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:27
Bobbeide (di Tarallo). Lo posto così come venne pubblicato e salvato

Bobbeide
Tragedia in cinque atti di un eroe del nostro tempo.
Atto Primo

Uscì tirando su il bavero della giacca, si accese una sigaretta e
cominciò a camminare senza una meta precisa. La serata settembrina era
insolitamente fresca. Da tempo, da molto tempo non si sentiva confuso
come in questo momento. Cosa stava succedendo?
La riunione di condominio era per lo più scivolata via senza intoppi.
Gli abitanti dello stabile di via Furio Camillo, di cui lui occupava in
affitto un appartamento al ventottesimo piano, avevano discusso anche
meno animatamente del solito i punti all'ordine del giorno. Bobby aveva
prestato, come sempre, una quantità di attenzione sufficiente a poter
esprimere un'opinone al momento del voto, ma non di più. C'era altro per
la testa. Approvare le prime due mozioni era stato facile. Tutti i
citofoni da oggi in poi, invece dell'antipatico "bzzzzzzz" avrebbero
emesso un più appropriato "Grazie Roma", per quanto la versione
strumentale approvata in via definitiva mostrava, insieme al pregio di
essere compatibile col sistema intercom, il difetto di ricordare una
specie di sax di Fausto Papetti distorto da scariche di elettricità
statica, non gradevolissimo. Ma era la sostanza che contava, e la musica
era quella giusta. La domanda, semmai, era come mai non ci avessero
pensato prima. Per qualche motivo deve essere sembrato tecnicamente non
fattibile, ma il nuovo Amministratore evidentemente aveva studiato la
materia. La seconda mozione, il bandierone su in cima, nel terrazzo dove
i condòmini stendono i panni, era anch'essa risultata di ovvia
approvazione. Anche qui non si spiegava come mai non ce ne fosse già
una. Bobby non stendeva mai i panni, che in realtà, per sua stessa
ammissione, lavava di rado per motivi che non si limitavano a quello
ufficiale, un ossessivo rispetto per l'ambiente. Ma era come se, pur non
essendosi mai posto il problema, immaginasse che non poteva essere
altrimenti. Ora che qualcuno aveva portato l'argomento sul tavolo di
discussione, sembrava ovvio che un bandierone già ci fosse. Invece non
c'era, ed il voto di stasera aveva rimediato a questa dimenticanza. Le
discussioni sulla tonalità di giallo e di rosso da scegliere erano state
sedate dall'intervento del gay dell'ottavo piano, da tutti ritenuto un
esperto di stile e fashion, da sé stesso subdolamente spacciato per
designer di moda ma in realtà solamente parrucchiere per signora a
Cinecittà Est. Dopo aver dichiarato di nuovo, per rinfrescare la memoria
dei convenuti, da quanti anni era tifoso e "innammorato", come diceva
lui guardando in alto per un attimo, verso un vuoto oltre il soffitto,
come per cercare l'ispirazione, ma forse per rinverdire nella sua
memoria l'immagine di Ubaldo Righetti, amore mai dichiarato e solo in
minima parte sfumato dal tempo, Lilly, così si faceva chiamare, aveva
messo autorevolmente a tacere coloro che ancora, per motivi
stilisticamente a lui incomprensibili, prendevano in considerazione i
colori della Roma di Sperotto e Musiello, per intenderci, un giallo ed
un rosso classici ma, secondo Lilly, poco sofisticati, o, come diceva
lui, 'davvero terrestri'. Ci si accordò su un burgundy, così definito da
Lilly, suscitando qualche sospiro e l'alzata di più di qualche
sopracciglio, ed un ocra chiaro che onestamente sembravano a Bobby più
Rothko che Curva Sud. Sulle dimensioni l'accordo fu immediato. Più
grande è, meglio è.

Le votazioni venivano effettuate per alzata di mano, e Bobby, tra
l'annoiato ed il curioso di vedere le due novità diventare realtà, aveva
semplicemente aggiunto il suo 'si' a quello di tutti gli altri. Nel
farlo, si ricordò, come faceva ad ogni riunione, di cercare tra la
folla, per vedere se questa volta il laziale del terzo piano si fosse
degnato di venire. La risposta era la solita. Quando manca lo spirito di
comunità, il senso della responsabilità ed un minimo di conoscenza dei
doveri civili, non ci si può aspettare granché. Stava bene così.
Per la terza mozione non c'era troppo tempo a disposizione, "La Signora
in GialloRosso" stava per iniziare su T9. Fu questo voto a metterlo in
seria difficoltà. La proposta era venuta dal papà di Ernesto, il bambino
di 12 anni del diciassettesimo piano. Bruno, questo il nome del papà,
portava sempre Ernesto alle riunioni, e trovava sempre il modo di
decantarne qualche talento incredibile che in qualche modo aveva dei
risvolti che naturalmente si sarebbero resi utili al condominio tutto.
Difficile immaginare come avere un tocco di sinistro 'che manco Brunetto
nostro', o saper recitare a memoria tutte le formazioni degli ultimi
vent'anni di Roma ed avversarie (esercizio al quale il duo Bruno-Ernesto
aveva sottoposto tutto il condominio durante una riunione
particolarmente estenuante, performance conclusasi prematuramente quando
Bruno aveva iniziato a piangere mentre enunciava le formazioni di
Roma-Lecce) potesse rendere l'edificio più gradevole o funzionale. Ma
stavolta Bruno aveva portato le prove. Ernesto era un artista, disegnava
splendidamente ("Guardate qua!"), e quindi se ne concludeva che
l'androne del palazzo sarebbe stato coperto con un affresco, ad opera
del suddetto genio del pennello, che rappresentasse a grandezza naturale
il ripetuto palleggio con cui Cafù aveva umiliato Nedved in un derby di
qualche anno fa. Bruno espose il suo piano con l'espressione che
assumeva il tenente Colombo verso la fine dei telefilm, quando era
solito rendere pubblico il risultato delle sue peculiari indagini.
Chiaro, semplice, lineare. Era li', bastava vederlo. Come non averci
pensato prima? Bene, qualunque sia il motivo non importa, adesso ci
abbiamo pensato e quindi va fatto. La reazione del condominio, a parte
gli 'e annamooo!' mormorati dai più giovani, si rivelò identica a quella
dei protagonisti degli stessi telefilm, che invece non avevano idea che
l'assassino fosse proprio lui, il ricco faccendiere, e che non potevano
evitare di trascorrere un paio di minuti a bocca aperta prima di
ringraziare il tenente (e Dio) perché finalmente un incubo era finito e
il colpevole sarebbe stato consegnato alla giustizia. Tutti pian piano
si avvicinarono a Bruno, stringendogli le mani e dicendosi entusiasti
della proposta. Si decise però che l'azione da dipingere nell'androne
avrebbe dovuto rappresentare Francesco Totti ("Totti je viene 'na
favola, nun c'è probblema", aveva dichiarato Bruno rassicurando i pochi
ancora scettici sul talento del Giotto der Tuscolano), e che prima della
riunione successiva i condomini avrebbero dovuto presentare il loro
gesto tecnico preferito scelto nella moltitudine di finezze e capolavori
di stile con cui il Capitano aveva deliziato il popolo romano, italiano
e mondiale per, sembrava incredibile, una decina d'anni. Il rigore a
cucchiaio degli europei sembrava perfetto, pensò Bobby, ma si sarebbe
perso il giallorosso. Sempre a metà distratto e a metà intrigato dagli
sviluppi della riunione, quando venne il momento di votare Bobby si
sorprese titubante, e lo shock fu notevole quando si rese conto che il
braccio non si era alzato. E' così che deve essersi sentito Falcao
quella sera di maggio, avrebbe successivamente pensato. Nel caos
generale nessuno se ne accorse. I voti erano un momento puramente
formale, non se ne ricordava neanche uno in cui l'unanimità non fosse il
risultato atteso, a parte il primo ed ultimo voto del laziale del terzo
piano, che ebbe la sfacciataggine di opporsi alla decisione di
ridipingere le quattro panchine del cortile, ormai devastate dall'ossido
di ferro, con vernice antiruggine. Se Bobby ricordava bene, la sua
obiezione aveva a che fare coi colori di vernice scelti, ma il laziale
fu zittito immediatamente (prese anche uno spintone), e da allora non si
vide più. Nessuno quindi si rese conto del fatto che quel giorno c'era
un voto non a favore, in questo caso un astenuto. Bobby sentì un tremore
nelle gambe e decise che aveva bisogno di un po' d'aria. Enrico, lo
studente del piano di sotto, registrava sempre "La Signora in
GialloRosso" malgrado fosse li' a vederla live, Bobby gli avrebbe
chiesto la cassetta. Si avvicinò alla sua Cinquecento gialla e fece per
aprirla, quando la mano gli si bloccò come congelata. La sensazione,
fortissima, indescrivibile, come un improvviso profumo del tutto
inatteso, era quella di essere seguito.

Il fatto che la strada fosse deserta rendeva la sensazione, stranamente,
ancora più viva e reale. L'occhio cadde sul bruco. Il bruco, in una
scena di cui Dario Argento sarebbe stato orgoglioso, sembrava proprio
guardare Bobby dritto negli occhi, e la sua espressione, sebbene fosse
la stessa che aveva tutti i giorni,improvvisamente fece correre un
brivido terribile, interminabile lungo la sua schiena. Bobby pensò ad un
vecchio film con Karen Black, in cui un pupazzetto 'etnico' (voo-doo?
africano? Bobby non era sicuro) prendeva vita, aggrediva la ragazza
senza pietà e si rifutava di morire, malgrado gli sforzi dell'attrice
affascinante ma dallo strabismo pronunciato. Il bruco sembrava invece
dire "So cosa stai pensando. E penso che tu abbia ragione. Non so dove
si stia nascondendo, ma secondo me c'è qualcuno che ci segue. E a
proposito, visto che siamo qui, sono d'accordo con te anche su Frisk.
Bisogna stanare chi sta cercando di distruggerci".
Superati i primi minuti di puro panico, Bobby decise di continuare a
camminare. L'aria era davvero fresca, le previsioni del tempo su "Il
Romanista" avevano avvertito che un vento proveniente dal Nord ("Ah!")
avrebbe colpito Roma ed abbassato sensibilmente la temperatura. Bel
giornale, questo "Romanista". Se ne sentiva il bisogno. Certo, notizie
interessanti, commenti prestigiosi ed analisi approfondite si trovavano
sui quotidiani nazionali come "Il Tempo", o "Il Messaggero", o anche "Il
Corriere dello Sport", sempre però con una attenzione, secondo Bobby se
non legittima almeno comprensibile, al mantenimento di una certa
'equidistanza', un equilibrio di giudizio che si confaceva ad un
giornale a tiratura nazionale. Quello che mancava era la voce del tifoso
espressa con alto stile giornalistico. Bobby avrebbe voluto soltanto per
la testata si fosse scelto il nome "Il Romano", decisamente più adatto.
Il pensiero si spostò sul lavoro. Mandare a quel paese il capo non era
stata una buona idea. Il [...] aveva il coltello dalla parte del manico,
e lo aveva dimostrato. Lo aveva spedito subito per due settimane a fare
un corso di Microsoft Excel, poi ridotte ad una. Con la ragazza le cose
non andavano molto meglio. Dimenticare il suo compleanno, che per colpa
di una maledetta congiunzione astrale cadeva il giorno dopo Roma-Dinamo
Kiev, era stato un errore accolto senza eccessiva magnanimità dalla
suddetta. Due settimane. Per due settimane la porta della sua camera da
letto sarebbe rimasta chiusa. Si era appellato alla sua sensibilità,
dicendo che la colpa era del calendario.... le aveva comprato dei fiori,
cantato "Nina, si voi dormite"... Ora aspettava con ansia, ed una buona
dose di ragionevolmente fondata speranza, una riduzione della pena.
La mente, occupandosi di questi guai, stava respingendo, con sempre
minor successo, l'unico vero pensiero che la stava assalendo con
violenza. Il bruco aveva ragione. Bisognava scoprire chi c'era dietro
all'inspiegabile livore di Frisk. C'era qualcosa che non quadrava, e
scoprire cosa (e più verosimilmente chi) fosse dietro al comportamento
abietto di Frisk avrebbe probabilmente consentito di svelare il mistero
dell'avversione del mondo intero alla Roma. Era il momento di contattare
Ciro, un amico conosciuto in Sud che sapeva come prenotare un viaggio on
line. Roma-Stansted-Goteborg e, almeno così Bobby sperava, ritorno. A
RyanAir spettava ora il compito di recapitarlo la', dove c'erano
risposte da ottenere a domande che non potevano aspettare.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:28
*Bobbeide
Atto secondo*

Durante la notte, naturalmente insonne, Bobby si preparò meticolosamente
per il viaggio. In una borsa della Roma Calcio mise un po' di indumenti,
tra cui un paio di maglioni che probabilmente sarebbero tornati utili.
Le mutande comprate al Roma Point di Via Cola di Rienzo quella volta che
andò al centro, i calzettoni Diadora, il libro di Impiglia da finire di
rileggere sull'aereo. Nello scompartimento inferiore, dove in genere
vanno gli scarpini, Bobby mise, in preda ad una /trance/ mai provata
prima, un coltello a serramanico, un paio di occhiali a infrarossi
"Night Vision", le cesoie, due piccole bombe carta, una pasticca di
cianuro, tutti oggetti che amava definire come elementi del 'survival
kit' del romanista. Si sdraiò sul letto, sguardo fisso al soffitto.
Bobby dormiva spesso seduto in poltrona. Quando vide /Leon/ per la prima
volta, pensò che qualcuno avesse rivelato le sue abitudini notturne a
Luc Besson, che aveva poi usato le informazioni ricevute per plasmare il
personaggio di Jean Reno. La verità era che Bobby non era tranquillo, e
non capiva come potessero tutti gli altri romani (con l'eccezione dei
pochi laziali rimasti, ai quali comunque l'aggettivo non si addiceva)
dormire sonni tranquilli quando si stava chiaramente attuando un piano
globale interplanetario di eliminazione della Roma e dei romanisti.
L'alba lo sorprese esattamente nella stessa posizione. Ciro aveva
trovato un volo per il giorno dopo ed aveva lasciato un messaggio sulla
segreteria telefonica di Bobby, dopo il solito commento che,
immancabilmente, presentava variazioni sul tema "Aoo, gajardo er
sottofondo de Carlo Zampa che legge eee formazzioni!! ". Ciro aveva
anche prenotato una macchina alla Hertz del Goteborg City Airport, ed
aveva fornito ampie spiegazioni su come arrivare a Mölndal. Un ragazzo
prezioso, Ciro. Ingenuo ma prezioso. Anche particolarmente brutto. La
promessa di foto e numero di telefono di due ragazze svedesi, con le
quali Bobby andava ad allacciare i contatti e che sarebbero presto
arrivate in visita a Roma lo aveva riempito di una inusuale energia.
Ovviamente nessuno doveva sapere il vero motivo del viaggio.

Sul pullman dall'Anagnina a Ciampino, Bobby buttò giù un piano iniziale.
Il piano in realtà era chiaro soltanto fino all'ingresso, più o meno
forzato, in casa Frisk. Da li' in poi le idee si annebbiavano, ma
qualcosa gli sarebbe venuto in mente. Il Carabiniere all'ingresso
dell'aereoporto lo fece procedere con un gesto della mano, accompagnato
da un "Avandi picciotto, che quest'anno li facciamo a Prandelli!!",
condito da grassa risata. Ma di che parlava? Possibile che non sapesse
del cambio di allenatore? E la macchina dietro... No, era solo stanco,
non dormiva da una quarantina di ore.

La dipendente dell'aereoporto attaccò distrattamente l'adesivo con il
codice a barre sulla borsa di Bobby, esclamando un rassegnato (o
complice?) 'Lo so, sto co' te. Famo finta de gnente" che fece
rabbrividire Bobby. Cavolo, come faceva a sapere.... No, era
impossibile. Bobby deglutì nervosamente e chiese balbettando: "Scusa....
dicevi...". "No, dicevo ce stanno a ammazzà. Bisogna fa' qualcosa, non
pensi?" Dopo un sospiro che sembrava più un orgasmo, Bobby mise insieme
un "Si, bisogna fare qualcosa...". Sull'aereo Bobby non riusci' a
leggere, né a prendere sonno.

Delle trentadue persone che indossavano una maglietta della Roma alle
Partenze dell'aereoporto di Londra Stansted, meno della metà aveva
l'aria di essere di Roma. Bobby scambiò uno sguardo di intesa con tutti,
avendo anche lui indossato la maglietta di Totti, e per l'occasione ne
aveva scelta una con lo sponsor Ina Assicurazioni a quadroni gialli e
rossi, usata in Champions League qualche anno fa. Le altre tredici
magliette di varie annate (tutte col numero 10) erano state usate per
avvolgere l'esplosivo in modo da superare i controlli. Un piccolo
Walkman con dentro la cassetta con la registrazione di tutti i gol
dell'anno del terzo scudetto annunciati da Zampa era stato posto in
vicinanza delle due bombe carta nella speranza che le parti elettroniche
potessero confondere le idee del /bomb detector/, se esisteva una cosa
del genere. Aveva rinunciato a portarlo sull'aereo, dove avrebbe
volentieri riascoltato le azioni di quell'anno, ma ne valeva la pena, e
comunque c'era il libro di Impiglia, in caso stavolta fosse riuscito a
rilassarsi abbastanza da leggere un po'. Dopo una breve visita a /Caffè
Nero/ per un cappuccino che avrebbe fatto inferocire Gennaro, il barista
sotto casa autodefinitosi 'più che un simpatizzante', Bobby si avviò
carico di emozione al check-in. Non capì nessuna delle domande
dell'hostess di terra, ma non perché non sapesse parlare inglese. O
meglio, non solo. Era stato distratto dalla musica proveniente dal
sistema di filodiffusione dell'aereporto. Michael Jackson (con o senza
fratelli? mah....) cantava /Don't blame it on the sunshine – Don't blame
it on the moonlight – Don't blame it on the good times – Blame it on the
boogie/. Bobby era quasi ipnotizzato dalla canzone. Quando con un
sussulto tornò in sé, capì che le domande avevano a che fare con la
sicurezza del contenuto delle borse. Guardò la giovane inglesina con
un'intensità che la fece arrossire, cosa che lei timidamente interpretò
come affermazione di onestà e pulizia. Una volta spedito il bagaglio
pericoloso, Bobby seguì le indicazioni per l'imbarco. "EU Countries",
diceva un ingresso in verde, "Non-EU Countries" era scritto sull'altro
in blu. Dopo un paio di minuti trascorsi in concentrazione, o almeno la
massima concentrazione consentita dalla stanchezza e dall'agitazione,
Bobby decise che la Svezia era parte dell'Unione. Non sarebbe stato
certo un errore di questo tipo a smascherarne le intenzioni. Il trenino
che lo conduceva all'uscita 32 era semivuoto. Bobby era stanco, teso
come una corda di violino. Cercò nei volti degli altri viaggiatori un
qualche conforto, nella speranza che anche qualcuno di loro stesse
imbaracandosi in una missione che avrebbe cambiato la sua vita... Non
tutti erano voltati verso di lui, ma nei due minuti del breve tragitto
li guardò, più o meno distrattamente, quasi tutti.

Quasi.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:30
*Atto terzo*

Il Goteborg City Airport, pensò Bobby, era di gran lunga il più piccolo
aereoporto del pianeta. Sembrava un fienile davanti al quale, nel nuovo
mondo di economia globalizzata, qualcuno aveva deciso di asfaltare una
lunga strada dritta, forse per facilitare il deflusso delle mandrie. La
sicurezza non era una priorità assoluta in un posto del genere, ed il
massimo della tecnologia a disposizione era probabilmente un mungitore
elettrico. Il nervosismo non aveva mai abbandonato Bobby, che anzi a
Stansted aveva avuto un momento di panico durante il quale era sicuro
che il suo bagaglio sarebbe stato identificato, con conseguente arresto
e permanenza in un carcere terrificante in qualche angolo sperduto
dell'Inghilterra. Tutto, invece, era andato bene. Dopo aver preso la
macchina, una Nissan Micra nuova di zecca, Bobby estrasse la cartina
disegnata seguendo le istruzioni lasciate da Ciro. L'aereoporto è su
un'isola, tu esci e giri a sinistra e prendi in direzione Malmoe, poi
passi un ponte gigantesco che ti porta sul continente, e da li' segui le
indicazioni per Mölndal. Appena attraversato il ponte, per la prima
volta da quando era sceso dal pullman a Ciampino, Bobby si rese conto
che non aveva assolutamente idea di cosa avrebbe fatto una volta entrato
in contatto con Anders Frisk. Immediatamente, però, un sorriso si stampò
sul volto soltanto un attimo fa pervaso dal panico. Che problema c'è?
Quelli del 'Roma Club Mölndal' sapranno aiutarmi. Vuoi che non ci sia un
Roma Club Mölndal'? La radio era sintonizzata su /Lugna Favorite/, una
disgustosa, melensa stazione pop. /Don't blame it on the sunshine...../.
Il cellulare lo risvegliò da un momento di torpore col classico suono
che annunciava l'arrivo di un SMS (sulla musica di "Semo i tifosi dela
Roma semo der commando urtràààààà..... Forza Roma alé alééééé - alé
alééééééé - Forza la Roma alé alè!"). Oltre al solito messaggio di
benvenuto da parte del Network locale, ce n'era uno di Ciro: "Amo
scajato 3-1 a Bologna. Pieri scandaloso. Annullato go regolare a
Montella. Hai parlato co' le ragazze? P.S. Te saluta er cicatrice".
Bobby rispose mentre guidava, rischiando di finire in un prato, che le
ragazze le avrebbe incontrate solo domani, e chiese a Ciro di cercargli
il numero di telefono del 'Roma Club Mölndal', così avrebbe avuto
qualcosa da fare in serata. La notizia di un ulteriore sopruso arbitrale
aveva arricchito la sua missione di rinnovata energia.

Una Volvo nera era tre macchine dietro.

Era tardi, e in giro non c'era quasi nessuno. Mölndal non era certo Rio
de Janeiro in quanto ad attività e vita notturna. Bobby notò come le
poche macchine che circolavano fossero tutte Volvo. Continuò a guidare
osservando i limiti di velocità. Non voleva attrarre l'attenzione della
Polizia locale, che sicuramente avrebbe trovato quantomeno curioso il
contenuto della sua borsa. Arrivò un altro SMS, ancora da Ciro. A
Mölndal c'erano tre Roma Club, e Ciro fornì i numeri di telefono di due
di questi. Aggiunse anche "Er Tedesco s'è rassegnato a da' le
dimissioni. Caciara totale". Bobby stava scrivendo un messaggio per
ringraziarlo, mentre allo stesso tempo riportava su un pezzo di carta i
numeri dei Roma Club, tenendo nella stessa mano anche il cellulare.
Guidare mentre si effettuano tutte quelle operazioni sarebbe stato
difficile anche in condizioni normali, e Bobby non era affatto in
condizioni normali. Ironia volle che il curvone successivo, ormai dentro
Mölndal, corrispondesse all'uscita "Kungens Kurva", la curva del Re,
così chiamata perché un Re svedese di qualche tempo fa ebbe un incidente
stradale proprio in quel tratto. Quando Bobby si accorse della curva era
troppo tardi. La Micra si impennò sul costone laterale, si capovolse un
paio di volte e concluse la sua corsa dietro ad un pilone di un ponte.

Cazzo.

Dopo un minuto di assoluto silenzio Bobby aprì gli occhi. Col pensiero
esaminò innanzitutto la possibilità che fosse morto. Non vedeva granché,
ma gli sembrava di essere all'interno di una automobile, sicuramente non
era chiaro quale fosse il sopra e il sotto, o se la terra fosse in alto
ed il cielo in basso. Subito dopo si accorse che un piccolo rivolo di
sangue scendeva dalla fronte. Le ironie ormai si accavallavano l'una
all'altra, il volto di Bobby praticamente identico a quello del
maledetto svedese del quale era alla caccia. Lentamente, come se
arrivasse da lontano, un dolore al costato si affacciò dapprima
timidamente, poi sempre più forte, fino a diventare lancinante. Bobby
decise che sì, era vivo, ma anche che da li doveva andarsene
assolutamente, il più presto possibile. I primi quattro tentativi di
muoversi fallirono miseramente. Nulla sembrava rispondere ai comandi.
Bobby riuscì a rotolarsi lentamente fuori dalla portiera rimasta aperta,
e rimase sdraiato sul prato per dieci secondi. Muovendosi poi di due
centimetri ogni venti secondi, finalmente riuscì ad alzarsi. Si trascinò
dentro la macchina, prese la sua borsa e si allontanò. Cazzo, il
cellulare. Tornò verso la macchina, che era sdraiata su un fianco, e
vide che il cellulare era sull'erba poco distante. Si stava
allontanando, quando si ricordò della foto plastificata di Totti che
aveva appoggiato sul cruscotto a protezione del suo viaggio. Tornò
indietro e la recuperò. Adesso si, poteva andare, scappare il più in
fretta possibile. Il dolore era tremendo e Bobby stava producendo uno
sforzo fisico che normalmente gli avrebbe consentito una velocità molto
diversa. In realtà si stava quasi trascinando, ma riuscì pian piano ad
allontanarsi dalla zona dell'incidente, che presto avrebbe cominciato ad
attirare l'attenzione di qualcuno. Bobby si incamminò verso il centro
abitato di Mölndal, Goteborg era alle sue spalle. Bene o male, il piano
era in fase di attuazione. OK, male. Cercò di darsi una sistemata prima
di entrare in una stazione di servizio dove comprare qualcosa da bere e
da mangiare e una cartina di Mölndal. La ragazza allo sportello rimase
di sasso, Bobby aveva dimenticato di pulire il sangue via dalla faccia.
Quando si rese conto della sua reazione, Bobby cominciò a cercare quello
che voleva, un po' d'acqua e un panino, per poter andare via senza
destare troppo la curiosità della ragazza. Le si avvicinò e cominciò a
gesticolare "Cartina... Mölndal... Mappa, cartina... You have
cartina...." la sua voce era rotta dal dolore, e si affievolì fino a
diventare un sussurro "Mappa...... cartina.......". Bobby era
praticamente piegato in due, l'aspetto classico di un sopravvissuto ad
un'alluvione. La ragazza, che in Italia sarebbe stata la /Velina/ bionda
a mani non basse ma bassissime, se solo fosse stata interessata a
passare la giornata a sculettare e la nottata sdraiata sotto a qualche
calciatore professionista, lo guardava ormai assolutamente congelata.
Bobby decise di cercarsi al cartina da solo, e la trovò in uno scaffale
poco lontano. Si avvicinò alla cassa. La ragazze prese i tre acquisti
senza spostare lo sguardo terrificato dal volto di Bobby per un attimo,
e sobbalzò al primo "beep" dello scanner. "185", disse la ragazza ormai
zombie, e Bobby guardò il numero sul display elettronico. "185 euri?"
gridò Bobby, abbassando il tono della voce tra le parole"185" e "euri"
quando si ricordò che attirare l'attenzione sarebbe stato catastrofico.
"185 euri?", sussurrò Bobby. "Li mortacci!". La ragazza lo guardò,
adesso davvero impietosita. "No euri, Kronor". "Ah, non ce l'avete
l'euro. Allora lo vedi, ciavevo ragione, la Svezia non è Unione
Europea.... Scusa, un bancomat?" La ragazza indicò a Bobby uno sportello
per i prelievi all'interno della stazione di servizio. Bobby prelevò
1000 Kronor, pagò e, proprio a dirla tutta, scappò alla velocità massima
consentita dal suo stato fisico, non prima di aver sbiascicato un timido
e imbarazzato "Certo..sei.... proprio carina.....biùtiful...", che non
aveva intaccato di un millimetro l'espressione terrorizzata della
ragazza. Uscendo dal casotto della Shell Bobby buttò un'occhiata ai
distributori di benzina, dove tre macchine stavano facendo il pieno.
Abbassò lo sguardo e si incamminò verso il bosco sulla collina. Una
delle tre macchine stava pompando benzina malgrado il serbatoio non ne
avesse assolutamente bisogno.

Era una Volvo nera.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:31
*Atto quarto*

Bobby salì su per la collina, borsa in mano, brividi di freddo, dolore
atroce al fianco destro, rivolo di sangue coagulato sul volto, il fiato
grosso. Si sdraiò in un tratto di prato riparato da due grandi alberi.
Da lì sentiva il rumore dell'autostrada, ma era anche abbastanza
tranquillo che non sarebbe stato facile avvistarlo. A questo punto la
Polizia svedese probabilmente stava cercando la persona che aveva
causato l'incidente. Strano, nessun altro era coinvolto eppure chi
guidava la Micra era sparito. Bobby pensò che in caso di bisogno avrebbe
potuto liberarsi della borsa e dichiarare di aver avuto un attacco di
amnesia causato dal colpo in testa. Sembrava una storia decisamente
plausibile.

A fare un bilancio di questo inizio di missione non c'era da stare
allegrissimi. Se glielo avessero chiesto soltanto 8 ore fa, non avrebbe
certo immaginato di trovarsi ricercato, ferito gravemente e al riparo
nel mezzo di un bosco scandinavo. Il tempo non era dalla sua parte, se
Bobby voleva portare a termine la missione doveva agire, e in fretta.
Ora, però, aveva bisogno di dormire. Un paio d'ore, non di più. Bobby
era davvero distrutto, ma aspettare un po' prima di avventurarsi alla
ricerca di Frisk aveva anche il vantaggio di far diminuire notevolmente
il numero di persone in circolazione. Bobby decise di fare uno strappo
alla regola e chiuse entrambi gli occhi.

L'altra ragione per cui Bobby dormiva come Leon stava per ripresentarsi
a Bobby in tutta la sua allucinante realtà. Ogni volta che Bobby
decideva di appisolarsi, immediatamente cominciavano ad apparire, nel
retro delle sue palpebre, immagini confuse, una specie di /Blair Witch
Project/ in versione Moviola, di alcuni fra le centinaia di soprusi
arbitrali subiti dalla Roma nei decenni, in un ossessivo ripetersi di
scene da incubo, un turbinio di immagini senza ordini degne di un /trip/
psichedelico. Stavolta si trattava di uno Juve-Roma e di un Roma-Juve, e
le azioni che si ripetevano davanti ai suoi occhi sembravano essere un
fallo da dietro di Tacchinardi su Del Vecchio al limite dell'area ed un
fallo laterale invertito dall'arbitro, seguito da gol di Nedved.
Tacchinardi, già ammonito, venne graziato, ma nell'altra immagine che si
stava sovrapponendo Del Piero segna e accorcia le distanze. Il replay
mostrò che Del Vecchio era in realtà dentro l'area, quindi un rigore ed
un'espulsione vennero trasformati in un semplice calcio di punizione dal
limite, e che il fallo laterale che aveva originato il gol ddel pareggio
di Nedved era in realtà da assegnare alla Roma. Nel confuso dormiveglia
Bobby, come sempre, vide le immagini dell'azioni alternarsi a domande
che Bobby chiedeva con un grido disperato ad un Olimpico deserto. Le
domande rimbombavano nell'eco dello stadio. Che anno era – Del Vecchio
riceve il passaggio da destra e sta per calciare, l'arbitro Braschi (ma
Braschi era al Delle Alpi o all'Olimpico... ) che assegna la rimessa
alla Juve -, quale fu il risultato finale – Tacchinardi appare dal
nulla, arriva a tutta velocità e lo falcia da dietro un momento prima
del tiro -, ma soprattutto chi era 'quer fijo de 'na mignotta' – Del
Vecchio a terra, Tacchinardi che guarda l'arbitro, i nostri allibiti,
Nedved che segna.....

Bobby si svegliò sudato e di soprassalto malgrado la temperatura
certamente non mite e l'assoluto silenzio del bosco in cui si era
addormentato. I primi raggi di sole erano penetrati attraverso i rami
delle conifere tipiche della Svezia occidentale, e Bobby testò le sue
condizioni muovendo lentamente un arto alla volta, poi il tronco e la
testa. Non male, pensò. Con quella maglia indosso, Bobby pensò, mentre
cercava di rialzarsi con estrema cura, di somigliare a Francesco subito
dopo uno dei miliardi di falli agghiaccianti che aveva subito il
Capitano in carriera. Il fisico di altri campioni si era arreso a
maltrattamenti anche minori, con fratture varie e infortuni gravi. Ma
non quello di Totti, un corpo perfetto e resistente supportato da una
mente sana e pulita. Bobby si aggiustò i capelli dietro alle orecchie,
malgrado l'incipiente e quasi completa calvizie rendesse il gesto
ridicolo oltre che totalmente inutile. Ma, nella circostanza, andava
fatto. Cominciò a ridiscendere verso la valle. L'orologio segnava le 5.
Dall'altra parte della collina Bobby poteva vedere l'abitato di Mölndal,
ed in lontananza l'unico edificio che definiva questa cittadina, il
/building/ del Research and Development della casa farmaceutica Astra
Zeneca. Uscito dal bosco Bobby entrò in paese. Non c'era praticamente
nessuno, ed una fontana fornì il primo colpo di fortuna dall'inizio
della missione. Bobby si lavò il viso, e l'acqua gelida completò il
processo di risveglio iniziato dal sole. In una cabina telefonica a
dieci metri di distanza Bobby vide dei libroni appesi ad un gancio. Si
avvicinò, era proprio ciò di cui aveva bisogno. Sotto alle Pagine Gialle
(/Gula Sidorna/, ma come parlano questi, pensò Bobby...) c'erano gli
elenchi del telefono. Perfetto. Aprì la borsa e scrisse su un foglio di
carta l'indirizzo di Anders Frisk. Le cose finalmente si stavano
mettendo bene.

Sotto la pensilina di una fermata del tram che porta a Goteborg
campeggiava in bella vista una cartina di Mölndal, che Bobby utilizzò in
combinazione con quella acquistata dalla splendida quanto atterrita
biondina per localizzare casa Frisk. L'arbitro viveva poco fuori città,
praticamente a meno di un chilometro da dove si trovava Bobby. La
facilità nel reperire tutte queste informazioni insospettì Bobby,
preoccupato dall'improvviso capovolgimento di fortune. Ma non era il
caso di aspettare. Bobby sapeva che ogni minuto era prezioso. Disegnò in
fretta su un foglio una versione della cartina che era sul vetro della
fermata ed iniziò ad attraversare la strada. Normalmente non ci avrebbe
fatto caso, ma si stava avvicinando lentamente una macchina della
Polizia, a giudicare dalle luci sul tetto. Bobby era l'unico essere
umano in circolazione, difficile non vederlo. Tornò sui suoi passi e
salì sul tram che nel frattempo aveva aperto le porte proprio davanti a
lui. Bobby rimase soltanto parzialmente sorpreso quando vide che
l'autista indossava la maglia del 96-97. Di fronte all'autista, più o
meno in tutti gli angoli del piccolo settore riservato al conducente,
erano appesi gagliardetti, scudetti, immaginine, un paio che ritraevano
Martin Dahlin in una delle sue rare apparizioni nella squadra di
Carlitos Bianchi, relative alla Roma. Lo svedese riconobbe
immediatamente la maglia di quest'anno, nera di Champions League, che
Bobby aveva poco prima sostituito a quella che indossava, ormai ridotta
a brandelli e macchiata di sangue. A quel punto il conducente, in una
situazione che Bobby non trovò neanche minimamente surreale, cominciò a
cantare, dimostrando di conoscere le parole e la musica di entrambi i
cori della Curva Sud, con un effetto che risultava in un incrocio fra
gli Abba e Nils Liedholm fatto di /speed/; in questo fu subito seguito
dai tre viaggiatori, che da assonnati si trasformarono in un attimo in
curvaroli esaltati. I tre estrassero dal loro giubbotto dei cartoncini
gialli e rossi di notevoli dimensioni, dall'aspetto leggermente
consumato, che Bobby riconobbe come quelli originali usati durante i
derby del 95-96, 96-97, 97-98, 98-99, 99-2000, 2000-2001, 2001-2002 e
2002-2003, e li tennero in alto, sopra la testa, trasformando il tram in
una piccola curva. Dopo un calorosissimo abbraccio ed uno sguardo che
significava approvazione, l'autista aprì la porta e Bobby scese,
l'adrenalina ormai a mille. Nel frattempo la macchina della Polizia era
sparita. Ora in strada, oltre a Bobby, che l'aveva comunque scampata
bella, e al tram che si allontanava shakerato dai salti dei quattro
occupanti, c'era soltanto una Volvo nera.

Il muro, alto soltanto un metro circa, circondava il terreno intorno
alla villa di Anders Frisk. Sopra al muro una siepe fittissima, alta
circa un metro e mezzo, rendeva l'accesso praticamente impossibile a
meno di un utilizzo delle cesoie che avrebbe lasciato un buco facilmente
visibile da una macchina della Polizia di passaggio. Una piccola
telecamera sbucava dal mini-citofono posizionato sul pilone a destra del
grande cancello nero che separava Bobby dalla verità. Bobby estrasse dal
doppiofondo della borsa il 'survival kit', lo mise in uno zainetto più
piccolo che aveva portato con sé e gettò la borsa della Roma oltre la
siepe. Erano da poco passate le 6, e Bobby vide un furgone rosso
avvicinarsi al cancello di ingresso. Malgrado l'incomprensibile scritta
in svedese, Bobby capì che il furgone trasportava latte. Era stato il
disegno di una bottiglia di latte sul fianco ad innescare l'arguta
osservazione riguardo al suo contenuto... Il ragazzo che lo guidava
scese, suonò al citofono e risalì al posto di guida mentr eil cancello
si apriva lentamente. Bobby capì che in quel furgone c'erano tutte le
sue possibilità di penetrare nel giardino di casa Frisk. Decise in una
frazione di secondo che avrebbe potuto tenersi con le mani sulle
maniglie del portellone posteriore del furgone e posizionare i piedi
sugli stop in modo da non poter essere visto negli specchietti
retrovisori o dalla telecamera vicino al concello. Non appena il ragazzo
del latte si accomodò sul sedile di guida, Bobby, che aveva studiato
tutta la scena nascosto dietro una macchina ad una ventina di metri di
distanza, partì con uno scatto rapidissimo. Lo slancio lo portò ad
aprire le gambe per porre i piedi sopra alle luci del furgone ed al
paraurti posteriore, in una spaccata degna di una ginnasta rumena,
mentre, allo stesso tempo, si aggrappava alle maniglie. Un piccolissimo
errore di valutazione provocò lo spappolamento di entrambi i testicoli
sulla chiave che era rimasta nel portellone posteriore. O almeno questa
era la diagnosi immediata che Bobby riuscì a darsi riguardo all'entità
del danno genitale, in preda ad un dolore lancinante che aveva
risvegliato allo stesso tempo tutti gli altri dolori che nel frattempo
sembravano essersi placati. Il furgone salì a sbalzi il viale che
portava all'ingresso – e ad ogni buca Bobby sentiva un rimescolamento
dolorosissimo dei tubuli seminiferi - , e si fermò a due o tre metri dai
tre scalini che conducevano alla porta della grande villa, parcheggiando
ad un angolo di novanta gradi con l'ingresso. Bobby con un salto si
nascose dietro ad un cespuglio e guardò la scena, preoccupato della
reazione che il garzone avrebbe avuto al ritrovamento di larghi
frammenti di scroto sulla chiave del portellone. Era così che si sentiva
Bobby, che si tratteneva dall'ululare dal dolore soltanto perché anche i
polmoni sembravano non rispondere. Il ragazzo prese quattro bottiglie da
due litri ("E quanti so'.. ", pensò Bobby) e le depose davanti alla
porta di Frisk. La porta era un sottile strato poco più spesso del
compensato, eretta più allo scopo di tenere fuori le zanzare grazie allo
schermo a rete nella metà superiore, che non di proteggere l'interno.
Subito dentro, a circa un metro, c'era la porta vera e propria, che
sembrava molto più difficile da penetrare. Proprio in quel momento il
telefono suonò. CAZZO CAZZO CAZZO CAZZO CAZZO, pensò Bobby mentre
schiacciava nervosamente tutti i pulsanti possibili. Era quel rompipalle
di Ciro, di nuovo. Grazie a Dio il garzone non si accorse di nulla,
rientrò nel furgone e si allontanò. "Preso Derneri. Semo da scudetto. Da
te come va? Le ragazze, come le vedi?". Malimortaccitua, pensò Bobby, e
delle ragazze. Mentre sbolliva la rabbia e la paura causata dal
messaggio del cretino ("Del Neri? Ma la Gea.... le scommesse.... Sensi
aveva sempre detto... e la Padania....", i pensieri si accavallavano al
terrore di venire scoperto), Bobby sentì un rumore. Qualcuno aprì la
porta, allungò le mani, prese le bottiglie di latte e tornò dentro. Era
lui!!! Appena alzato, ancora in pigiama, cerotto sulla fronte, frezza
biondastra, sguardo assassino anche quando assonnato. Ci siamo.

Il ragazzo parcheggiò il furgone del latte sull'erba, poco lontano,
all'interno del parco di casa Frisk, e cominciò a ripercorrere
all'indietro e a piedi il viale alberato, per poi costeggiare le siepi,
con circospezione, in una manovra di avvicinamento alla casa
dell'arbitro dal carattere squisitamente felino. Nel seguire tutta la
scena nello specchietto aveva fatto una fatica mortale a rimanere
concentrato sulla guida evitando di sdraiarsi sui sedili, travolto dalle
risate che ormai arrivavano con la forma di incontrollabili attacchi
convulsivi.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:35
Atto quinto

Bobby aspettò pazientemente il momento giusto per entrare, che arrivò
quando vide una macchina lanciarsi velocemente verso il cancello ed
avviarsi verso la città. Uscì dal cespuglio dietro al quale si era
nascosto e cominciò una manovra di aggiramento di Villa Frisk per
studiarne meglio le caratteristiche. Il retro della casa dava su un
bosco che segnava l'inizio di un'altra collina, tutto all'interno del
parco. Una grandissima porta a vetri lasciava intravedere una stanza di
grandi dimensioni, che conteneva la cucina, una sala da pranzo ed una
per intrattenere gli ospiti, tutte parte dello stesso piano aperto.
Bobby cercò di penetrare usando la foto plastificata di Totti per aprire
l'ingresso posteriore, ma la porta era chiusa con diverse mandate. Pensò
di scardinare la porta con una delle piccole bombe al plastico che aveva
portato, ma decise di aspettare ancora un po' prima di usare
l'artiglieria pesante. Fu allora che notò, poco lontano, un portellone
di legno che sembrava appoggiato in diagonale, un lato sull'erba e
l'altro sul muro della casa, ad un'altezza di circa trenta centimetri da
terra. Era il classico ingresso che portava ad uno scantinato, ed era
tenuto chiuso unicamente da un piccolo gancio di metallo che finiva in
un anello attaccato al terreno. Bobby aprì il portellone senza
difficoltà e vide una rampa di scale che andavano verso il basso, dove
il buio regnava sovrano. Bobby estrasse gli occhiali 'Night Vision'
dallo zainetto, entrò nel buco, richiuse il portellone dietro di sé e
cominciò a scendere.

Malgrado gli occhiali a infrarossi Bobby vedeva pochissimo. Ma gli
occhiali ad infrarossi non erano fatti proprio per vedere al buio? 380
Euri, pensò Bobby. E' l'ultima volta che compro occhiali ad infrarossi
al mercato all'Alberone. Non aveva portato una torcia, gli occhiali a
infrarossi garantivano che poteva fare senza. Scese una ventina di
gradini, e capì che si trovava in uno di quei seminterrati adibiti a
sala divertimenti, o comunque abitati ed abitabili. Bobby ricordava
alcuni film americani dove questi 'basements' erano un classico, con un
frigo, un bagno, un tavolo da biliardo, un impianto stereo ed una TV di
fronte ad un divano. Per qualche motivo Bobby ebbe la sensazione che
questo seminterrato non fosse molto diverso. L'unica limitatissima fonte
di luce veniva da quella che Bobby pensò fosse una porta, chiusa, in
cima ad un'altra rampa di scale. CAZZO, IL CELLULARE, pensò Bobby. Cercò
a tastoni nelle sue tasche, lo estrasse e lo spense prima che lo scemo
rovinasse definitivamente tutti i suoi piani con un altro messaggio
delirante. Sentì il rumore di una macchina che parcheggiava.

Bobby aveva due possibilità: aspettare nello scantinato, che era buio e
in quanto tale non sembrava offrire importanti fonti di informazioni su
Anders Frisk, o aprire quella porta. Salì i gradini ad uno ad uno con
estrema cautela, tolse gli occhiali Night Vision (" 'fanculo", disse fra
sé e sé) ed aprì la porta un millimetro al minuto. Bobby commise il
grave, gravissimo errore, ora che la luce entrava liberamente nello
scantinato, di non guardare dietro di sé almeno per un attimo.

Entrò. Era in casa Frisk. La casa, Bobby si rese conto immediatamente,
era splendida. I muri bianchissimi, finestre gigantesche che davano sul
bosco illuminato dalle prime luci del sole, il soffitto altissimo ed un
soppalco, che sicuramente ospitava le stanze del piano superiore,
raggiungibile tramite una splendida scala di legno. Nella casa c'erano
tre colori preponderanti: il bianco dei muri, il legno dei mobili e
degli infissi, ed il nero delle rifiniture. Una specie di IKEA per
ricchi. La luce era quasi accecante. Sui muri c'erano dei dipinti, in
gran parte arte moderna di cui Bobby non riconobbe l'origine. Bobby si
avviò verso l'interno, spinto dall'adrenalina e dal terrore, un terrore
positivo ed irresistibile. Entrò in una grandissima cucina (la stessa
che aveva visto da fuori), dove tutto era acciaio inossidabile, i grandi
fornelli erano al centro della stanza con un aspiratore che ospitava
anche i ganci dove tenere tutti gli utensili, le pentole e le padelle.
Tutto, notò Bobby, era di una pulizia esasperata, sembrava una casa
finta, come fatta di una serie di stanze tipo quelle che si mostrano a
potenziali clienti a Moa Casa, dove Bobby aveva lavorato un anno per
aiutare una zia che vendeva cucine, ma molto, molto più grandi.

"Jag har väntat på dig" sussurrò una voce che proveniva da circa dieci
centimetri dietro a Bobby, il quale dallo spavento sentì il cuore
schizzargli all'interno del cranio, aggirarsi violentemente in cerca di
qualcosa, e tornare in basso all'incirca al centro del petto a velocità
supersonica, gli atrii ed i ventricoli riassemblati in fretta in
posizioni assolutamente casuali.

"Ti stavo aspettando", aggiunse Anders Frisk in italiano perfetto, il
sorriso da star di Hollywood che collideva con uno sguardo che avrebbe
atterrito Jack lo squartatore. Bobby aveva la sensazione che le sue
palpebre si sarebbero rifiutate di sbattere per i prossimi dodici anni.
Occhi spalancati, stomaco in gola, labbra secche e nessun muscolo in
grado di muoversi. "Siediti, ti faccio un caffé". Frisk indossava un
'lupetto' a collo alto grigio scuro, Armani o giù di lì, pantaloni
perfetti, neri, scarpe nere. Bobby lo avrebbe trovato bellissimo se
fosse stato in una situazione leggermente diversa. Non credeva ai suoi
occhi, ma ancor di più faceva fatica a comprendere i motivi che lo
spingevano a rimanere lì, a non fare nulla se non seguire le indicazioni
dell'arbitro svedese. Bobby si accomodò su un fantastico divano in
pelle, quando sentì un rumore provenire da dietro un muro. Come se fosse
uscito da uno stato ipnotico, Bobby si voltò improvvisamente verso la
zona da cui proveniva il rumore. Una porta, che Bobby non poteva vedere
perché era dietro ad un angolo, si aprì ed un uomo, ovviamente
svegliatosi da pochissimo, con indosso una giacca da camera di seta
leopardata, cortissima, così corta da togliere ogni dubbio sulla
possibilità che indossasse qualche altro capo di abbigliamento, entrò
stiracchiandosi, strofinandosi gli occhi per abituarli alla luce, poi
grattandosi i capelli arruffati. Bobby conosceva quest'uomo.

"Vedo che l'ospite è finalmente arrivato" disse l'uomo seminudo, mentre
si avviava verso uno dei tre lati della cucina, quello centrale, più
lungo, per versarsi un po' del caffé che nel frattempo stava uscendo
dalla Bialetti di Frisk.

Racalbuto.

Bobby non poteva crederci.

Racalbuto. Che cazzo ci fa Racalbuto a casa di Frisk. Bobby pensava di
impazzire. Non ricordava di aver assunto sostanze stupefacenti nelle
ultime 48 ore, e decise che c'era la possibilità che il colpo ricevuto
durante l'incidente stradale fosse responsabile delle allucinazioni che
stava avendo. Bobby non aveva finito di elaborare queste teorie
sull'impossibiltà di quanto stava accadendo quando un terzo uomo uscì
dalla stessa porta dalla quale era uscito un minuto prima Racalbuto.
Racalbuto, ma dai, Bobby, stai impazzendo, scappa da qua prima che sia
troppo tardi. Bobby ormai sentiva le voci, ma era paralizzato sul divano
di pelle nera. Il terzo uomo indossava un paio di boxer e nient'altro,
ed anche la sua, di faccia, non era sconosciuta. Ivanov. Come no,
Ivanov. Ivanov. Che cazzo ci fa Ivanov a casa Frisk. Bobby non muoveva
un muscolo, gli occhi ancora irrimediabilmente spalancati al punto da
far male, un dolore che non sentiva assolutamente. L'arbitro russo
ripercorse i passi di Racalbuto ed iniziò a prepararsi la colazione. "
'ngiorno", disse con assoluta /nonchalance/ rivolgendosi a Bobby con uno
sguardo di passaggio, come se Bobby avesse vissuto in quella casa per
almeno un paio di anni. Un incubo. Certo, Bobby aveva sognato tutta la
storia. I suoi incubi, evidentemente, erano saliti di livello. Dalle
azioni delle partite si era passati a scene di tipo diverso, ma il tema
non era cambiato moltissimo. Tutto, però, indicava che invece si
trattava di una atroce realtà. Bobby non ce la faceva più, doveva agire.
Pensò alla pasticca di cianuro. Poi pensò al coltello a serramanico ed
alle bombe carta. Non sarebbe stato facile, ma decise di attaccare i
tre, che erano di spalle, totalmente occupati a preparare le rispettive
colazioni ed il caffé per Bobby. Bobby infilò lentamente la mano nel suo
zainetto, sentì il coltello e le bombe carta. Li impugnò e si alzò
pronto a sferrare l'attacco. Non appena fu impiedi, sentì un colpo
tremendo alla nuca, cadde a terra e subito dopo non ci fu altro che il
buio. Il buio più assoluto.

Quando Bobby si risvegliò, la situazione era decisamente cambiata. Il
dolore alla nuca era tremendo, la vista decisamente imperfetta. Bobby
vedeva doppio e molto, molto sfuocato. Passarono alcuni minuti prima che
Bobby si rendesse conto che adesso era legato mani e piedi ad una sedia
e imbavagliato in modo da rendere difficile la respirazione. Bobby si
rese subito conto di essere stato torturato. Era nudo, e perdeva sangue
da decine di piccoli tagli superficiali orizzontali che partivano dalle
spalle, attraverso tutto il petto, e finivano all'altezza del bacino. Lo
scroto, già provato da esperienze sgradevoli, era stato perforato da
aghi spessi e lunghi, simili a quelli usati per l'agopuntura, o a quelli
che Bobby aveva visto usati in TV da uno di quei paragnosti per
impressionare il pubblico presente. Ma questo non fu lo shock più
grande. Bobby si rese conto di trovarsi di nuovo nello scantinato, ma
stavolta la luce era accesa. In realtà il seminterrato non era altro che
un appartamento nella casa, senza finestre se non per una minutissima
apertura vicino al soffitto, ma anche questo ben arredato e fornito di
tutte le amenità. Bobby scoprì tutti questi dettagli soltanto molto più
tardi, quando si riprese dallo sgomento in cui cadde quando si accorse
delle decorazioni presenti sulle pareti. Tutti i muri dell'appartamento,
senza esclusione, avevano al posto della carta da parati gigantografie
che mostravano fasi di gioco di partite di calcio. Non c'era un muro che
non fosse coperto da ingrandimenti addirittura superiori alla grandezza
naturale di calciatori in azione. Tutte le azioni mostravano fasi di
gioco di partite della Roma, e lentamente Bobby comprese quale fosse il
tema comune. La più grande di tutte le gigantografie, sul muro proprio
di fronte a lui, mostrava in bianco e nero Turone nel momento del
famigerato colpo di testa di Torino. 10 Maggio 1981, pensò Bobby.
Tutt'intorno, foto di altre azioni controverse, tutte quelle che Bobby
ricordava come decisioni arbitrali scandalose che avevano segnato la
storia della Roma da quando Bobby era in fasce. Era impossibile per
Bobby, stravolto com'era dal fatto di essersi risvegliato in un incubo
ancora più allucinante di quello che aveva lasciato al piano superiore,
ricordare bene tutti gli episodi. Tutti i muri erano un /collage/
irreale delle decisioni più aberranti della storia del calcio, tutte
prese contro la Roma. C'erano gol annullati in trasferte di Coppa, falli
laterali invertiti, rigori negati o irragionevolmente assegnati
all'avversario. Alla sua destra, sopra ad un piccolo comò, c'era il
rigore non dato da Messina per fallo di Deschamps su Gautieri; una foto
gigante di Zidane che colpisce con un pugno, impunito, Petruzzi durante
la stessa partita ricopriva completamente la porta del bagno. Un'altra
foto gigante, sul muro alla sua sinistra, mostrava Shevchenko in
barriera nell'atto di 'parare' una punizione a San Siro (ancora di
maggio, quando conta, Bobby non poté fare a meno di pensare...). In
un'altra gigantografia, questa su una parete che rientrava e finiva a
fianco del grande frigorifero, un fallo di fondo veniva trasformato in
corner da Racalbuto in un Roma-Inter terrificante. Un'altra immensa foto
di Van der Ende che espelle Wome, vicino ad una, anch'essa gigantesca,
in cui annulla un gol regolare a Del Vecchio in un Roma-Ateltico Madrid
di Coppa Uefa tappezzavano il soffitto. E c'erano anche le azioni che
avevano visitato gli incubi di Bobby la notte precedente, con Del
Vecchio a terra e Nedved che esulta dopo il fallo laterale invertito...
E via via, foto grandi, foto più piccole, non c'era un centimetro di
muro che non fosse dedicato ad un episodio chiaramente contrario ai
colori della Roma. Ma la cosa che mandò un brivido lungo e gelido giù
per la schiena di Bobby era che finalmente si trovava di fronte alla
prova. Bobby, la testa che si muoveva per dirigere lo sguardo,
lentamente, da una foto all'altra, era all'interno della Cappella
Sistina del Complotto. Era tutto calcolato. Tutto veniva deciso in
anticipo, e la casa di Frisk non era altro che un archivio, un album di
famiglia degli orrori perpetrati dalle giacchette nere. Il complotto che
da anni tutta Roma paventava, predicando nel deserto, era lì, davanti ai
suoi occhi, in tutto il suo squallore. Per motivi a lui sconosciuti, una
congrega di arbitri italiani ed internazionali aveva messo in atto un
piano che durava almeno da trent'anni che aveva come scopo unico
impedire alla Roma di raggiungere i successi che le competevano. Di
stabilirsi una volta per tutte come l'unica potenza calcistica mondiale,
il vero Real Madrid. Il Real Roma. Caput Mundi.

Sul tavolo di fronte a lui Bobby notò strisce di cocaina, siringhe,
cucchiaini ed altri attrezzi vari che non faticò a schedare come
finalizzati all'induzione di stati psicologici terribilmente alterati.
C'era stato decisamente un droga party, al quale probabilmente Bobby
aveva partecipato senza rendersene conto. Questi pensieri furono
improvvisamente distratti da suoni indistinguibili, simili a gemiti, che
provenivano da una stanza poco lontano. C'era una porta semi-aperta e
Bobby era sicuro che nella stanza ci fosse qualcuno, ma non riusciva a
vedere bene cosa stesse accadendo all'interno. La sedia su cui era
seduto, incredibilmente, era una di quelle sedie da ufficio con le
rotelle, e Bobby riuscì a spingersi in direzione della stanza. Ciò che
Bobby riuscì a intravedere, sia pur nel modo sfocato ed in perenne
movimento al quale si stava abituando, bastò per suscitare in lui una
eruzione vulcanica di rabbia, disgusto, terrore, pronta a sfociare in
una pura, completa e irreversibile perdita della ragione. Davanti ai
suoi occhi si stava consumando la più indescrivibile delle orgie
omosessuali mai immaginate, un miscuglio di atti omoerotici da far
sembrare Sodoma e Gomorra, in confronto, Assisi e Pietralcina. Ivanov e
Frisk erano avviluppati mentre il russo spruzzava spray abbronzante
sullo svedese, che in cambio gli cotonava i capelli. Pairetto e Bergamo,
anch'essi nudi, si toccavano a vicenda mentre leccavano quella che Bobby
sperava fosse panna montata dalla testa pelata di Collina, anche lui
nudo, mentre questi a sua volta leccava da dietro parti di Racalbuto che
erano parzialmente fuori dal campo visivo di Bobby, che per questo si
sentì di dover ringraziare il cielo. Nudo, seduto in un angolo, il
Presidente dell'UEFA Johansson si masturbava a dispetto di un'erezione a
dir poco problematica. Bobby non aveva più una goccia di sudore. Nessuno
gli avrebbe creduto, ma la cosa peggiore era che Bobby era sicuro che
non avrebbe vissuto abbastanza a lungo da poter raccontare ciò che aveva
visto. Certe cose al resto del mondo non arrivano. Bobby iniziò a
pensare a come prendere la notizia che la morte aveva finalmente
estratto il suo nome dal bussolotto.

Mentre Bobby veniva torturato, il garzone del latte cercava di decidere
a che punto sarebbe stato opportuno intervenire. Bobby meritava un po'
di sofferenza, non c'era dubbio, e la sua vita, al momento, non era in
pericolo. Quando poi il gruppo di pervertiti decise di iniettare
un'altra dose di morfina, il garzone capì che Bobby avrebbe perso
completamente i sensi e che il gruppo di sequestratori lo avrebbe
lasciato in pace per un po'. Non si tortura uno che dorme, si perde
tutto il gusto. Il garzone non reagì con eccessivo entusiasmo quando
vide quale fosse il passo successivo nel programma perverso dei
convenuti. Il porno etero lo infastidiva abbastanza di per sé, ed
assistere /live/ ad esibizioni sado-maso omosessuali non era certo in
cima alla sua lista dei modi preferiti per passare una serata, men che
meno una mattinata. Abbandonò per un momento la postazione e tornò al
suo furgone del latte, dove aveva lasciato tutto quello di cui avrebbe
avuto bisogno. Fece una bella passeggiata, respirò l'aria meravigliosa e
pura della Svezia occidentale. Tornò con passo risoluto ma non certo
veloce verso la casa, e trovò che la scena era più o meno la stessa che
aveva lasciato, eccezion fatta per Bobby, che ora aveva visto tutto. OK,
adesso possiamo agire. Il garzone estrasse il piccolo potentissimo tubo
di cloroformio, tolse il tappo e lo fece rotolare giù per la scala dal
portellone fuori in giardino. Guardò l'orologio, sapendo che entro
centottanta secondi tutti, nessuno escluso, sarebbero caduti in un sonno
profondissimo.

::: x :::

Il Dr. Erik Svensson, di turno quella mattina, capì subito che le
condizioni dello straniero che era stato abbandonato nudo davanti al
Pronto Soccorso dell'Ospedale di Goteborg (da una Volvo nera che si era
allontanata ad alta velocità, secondo un'infermiera), non erano tali da
destare eccessive preoccupazioni. Varie ferite, diverse fratture,
ipotermia e stato confusionale, la prognosi sarebbe stata di circa un
mese. Due cose, però non tornavano. La prima: le ferite avevano un
aspetto quanto meno singolare, e decisamente non erano spiegabili con
l'incidente stradale. Tagli paralleli, strani fori sulla parte inferiore
dello scroto, che era coperto da vistosi ematomi, bruciature di
sigaretta. La Polizia, convocata dal Dr. Svensson, non fu di molto
aiuto. L'italiano diceva di non ricordare niente e di non sapere cosa
fosse accaduto nelle 8 ore che separavano l'incidente dal ritrovamento
del corpo. Decisero che era stato colpito da trauma amnesico e che non
avrebbero mai saputo davvero chi lo avesse sottoposto a quelle
indicibili torture.

Bobby sapeva che non avrebbe raccontato a nessuno ciò che aveva visto,
per un milione di motivi. Chi avrebbe creduto alla sua storia, quando
lui stesso si trovava a dubitare seriamente del fatto che fosse
realmente accaduta? Tutti lo avrebbero deriso, il solito romanista
complottista, in più allucinato e forse drogato, pazzo al punto da
andare in Svezia ed entrare illegalmente in casa Frisk, delinquente,
feccia della società, pseudotifoso. Questa è la gente che rovina il
calcio. Ah, se solo sapessero, pensò Bobby... Oltretutto questa cosa di
dover ammettere un reato lo spaventava, e anche se andare in galera dopo
essere stati sicuri di morire rappresentava sicuramente un progresso,
lui era davvero sollevato all'idea di tornarsene a Roma il più presto
possibile, libero. Cambiato per sempre, ma libero.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 18 Nov 2012, 16:35

:::: - ::::

Dalla sua finestra vide Bobby tornare a casa tutto fasciature, lividi e
ferite in via di rimarginazione. Era già abbastanza allegro di suo, ma
questo contribuì a migliorarne sensibilmente l'umore. La missione era
compiuta. Aveva ancora le bollette in mano. Mettendo insieme il costo
dell'aereo, dell'affitto del furgone e della Volvo, sicuramente ne era
valsa la pena. Il laziale del terzo piano poteva tornare alla sua vita
di tutti i giorni.

:::: - ::::

La seconda cosa che il Dr. Erik Svensson non riusciva a spiegarsi era la
frase scritta con pennarello blu, a grandissime lettere, sulla schiena
dello straniero ferito: "Vi vill ha er levande".
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Tarallo il 18 Nov 2012, 16:38
 :oops:

(Disclaimer: erano tanti anni fa, il contesto era diverso.. c'era Bobby che poi divento' Khalutz... e ricordo che lo pubblicai un capitolo ogni paio di settimane, per creare la suspans... vabbe'... piuttosto se qualcuno ce l'ha Il Codice Cicatrice me lo mandi, che chissa' su quale computer fracico e' morto...)
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: St£fano il 18 Nov 2012, 22:43
Io salvai "Il Codice Cicatrice", col permesso di Tarallo potrei postarlo qui..
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Magnopèl il 18 Nov 2012, 23:19
La domanda è : non c'avevi niente da fare eh Tara' ? :DD

Sono curioso , postate questo 'codice cicatrice'. :))
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: italicbold il 19 Nov 2012, 07:28
Il Teorema di Lequi forse Cuchillo ce l'ha da qualche parte.
Io no.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Cialtron_Heston il 19 Nov 2012, 09:07
Ho letto ora il primo atto  :D
In giornata terminerò il resto.
Bel topic!!! :ssl
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: gesulio il 19 Nov 2012, 12:17
ho riesumato il Manuale del Calcio, tra un po' lo metto on line...
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 19 Nov 2012, 12:20
Citazione di: St£fano il 18 Nov 2012, 22:43
Io salvai "Il Codice Cicatrice", col permesso di Tarallo potrei postarlo qui..

Penso ne sarebbe felice, come d'altro canto noi tutti :-)
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: porgascogne il 19 Nov 2012, 14:13
senza "le notti bianche" di silverado, la vita di tutti noi sarebbe stata più triste
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Magnopèl il 19 Nov 2012, 14:40
Di Silverado ricordo un post sulle telecronache di Guido De Angelis che se ci penso ancora mi scompiscio. Lo dovrei aver salvato da qualche parte.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 19 Nov 2012, 15:12
Silverado scrisse un post su un topic aperto da Pag (parlava di piccioni uccisi. Il post, non il topic) così delirante che se ci ripenso ancora scoppio a ridere da solo.... Purtroppo non ebbi la prontezza di salvarlo e si perse nell'oblio dei cambi di server....
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: St£fano il 19 Nov 2012, 20:18
Il "Codice Cicatrice"
©Tarallo

Il rito domenicale non era cambiato più dai tempi dello scudo di Liedholm, primo anno in cui Bobby aveva iniziato ad andare allo stadio senza la nonna.  Incontro alle otto e mezza di mattina con 'er cicatrice' all'angolo Tuscolana/Furio Camillo.  Da lì spostamento rapido a piedi fino a casa di nonna, a Giulio Agricola, dove li aspettavano due panini con la frittata ancora fumanti.  Nonna aveva smesso di andare in Curva Sud a causa dell'artrite, ma per sentirsi presente aveva mantenuto la tradizione del panino. Bobby, dal canto suo, aveva accolto questo addio con malcelata soddisfazione. Nonna Elina era sì l'anima del tifo del settore che occupavano insieme da quando Bobby aveva quattro anni, ma le sue esternazioni contro l'arbitro o gli avversari, per quanto ritenute folkloristiche dai più, causavano in Bobby un indicibile imbarazzo. Nonna Elina decise, dopo il suo abbandono del sostegno attivo "ala maggica", che la consuetudine avrebbe dovuto essere mantenuta.  Malgrado fosse ormai vicina al secolo, Nonna Elina era sveglia e pimpante come un tempo.  I panini erano semplicemente splendidi, ogni domenica si superavano.  Dopo l'usuale "Rompeteje er culo" di nonna, accompagnato ogni volta da una sberla terrificante sul collo di Bobby non appena questo si voltasse per lasciare l'appartamento, i due si sarebbero poi diretti verso la metro e non avrebbero più scambiato una parola fino all'ingresso in Sud.  Un'occhiata agli spalti, poi uno sguardo l'uno all'altro per confermare le sensazioni derivanti in ciascuno dei due dall'analisi rapida del pubblico presente, analisi che consentiva loro, ore prima dell'inizio del match, di sapere come sarebbe andata.  Un cenno della testa, o uno scuotimento del capo, chiudevano il rito prima della lunga attesa (anche questa in religioso silenzio interrotto soltanto da brevissime frasi smozzicate o cenni con l'indice a mostrare un nuovo striscione) del fischio d'inizio.

Bobby voltò l'angolo puntuale come sempre.  L'aria era gelida, in giro pochissime persone, un paio di anziani si dirigevano verso la Chiesa per la messa delle nove. Bobby si scaldò le mani col fiato e, sbattendo i piedi per mantenere attiva la circolazione, si guardò un po' intorno.
Otto e trentacinque.  Der cicatrice nessuna traccia.  Tutto nella norma.  Er cicatrice aveva la capacità soprannaturale di arrivare esattamente dieci minuti dopo Bobby.  Se Bobby arrivava dieci minuti in anticipo, alle otto e venti, er cicatrice si presentava in perfetto orario.  Se Bobby arrivava in ritardo, stessa storia.  Esattamente dieci minuti dopo il viso tirato (e segnato, come da soprannome) der cicatrice appariva dal nulla.  Bobby si era spesso chiesto se er cicatrice non lo osservasse da lontano e non aspettasse i dieci minuti come parte di un piano per farlo impazzire completamente.
Otto e quaranta.  Ci siamo.  Ora salterà fuori, la solita sciarpa, la solita sigaretta, la solita espressione del viso che tradiva un senso di indescrivibile responsabilità, come se 'er cicatrice' si trovasse in procinto di promulgare una legge o emettere una sentenza che avrebbe cambiato il mondo.

Otto e quarantacinque.  Il suono del telefono che annunciava l'arrivo un SMS lo spaventò.  Quel suono, dopo il suo terrificante viaggio in Svezia alla ricerca di Anders Frisk, aveva il potere di accelerare la sua frequenza cardiaca più di una foto della Ferilli in mutande.  Lo [...] ha fatto tardi, pensò.  Non senza fatica, Bobby estrasse il telefono dall'ultima tasca in cui aveva tentato di trovarlo.  Numero sconosciuto.  Ma che ha cambiato telefono, er [...]?  Leggere messaggio.  Si.  "Ciccio, ottimo il cappelletto di lana giallorosso col pon-pon, fa molto CUCS.  Lo ha fatto nonna?  Cerca nel cestino dell'immondizia che sta sul palo della luce.  C'è posta per te :-)'".
Il respiro di Bobby si fermò, sembrava non ripartire più. Ciccio.  L'ultima volta che qualcuno lo aveva chiamato col suo soprannome di ragazzino, Bobby aveva undici anni.  Grazie alla dieta e forse agli ormoni dell'adolescenza, aveva perso tutto l'eccesso di peso a quell'età.  Poi lasciate le medie ed iniziato il lavoro da meccanico, nuova gente, nuovo peso, niente più soprannome.  Chi cazzo era?  Bobby si guardò intorno, ovviamente qualcuno lo stava osservando.  Poche persone camminavano sulla Tuscolana, mille palazzi, un milione di finestre.  Poteva essere ovunque.  Non restava che cercare il messaggio.
Bobby si guardò intorno e localizzò immediatamente il cestino di metallo attaccato ad un'altezza di circa un metro ad un palo della luce.  Il cuore in gola, fece di corsa i pochi metri che lo separavano da una spiegazione a questo mistero.  Frugò con rabbia, non c'era quasi niente, vide subito una busta.  La aprì.  Dentro c'era un foglio, e su questo una frase scritta e stampata con l'aiuto di un computer, un font non del tutto inusuale.


"Ciccio", vi farete il Derby
con il vivaio del Terracina.
La Fede sia con te.


Il viso di Bobby rapidamente diventò del colore di un foglio di carta su cui fossero state riportate date, luoghi e circostanze di tutti i trofei internazionali vinti dalla A.S. Roma.

Bianco come la morte.

Bobby, seduto su una panchina, trascorse i successivi quarantacinque minuti fissando il foglio con su scritto l'incomprensibile messaggio. Nonna Elina aveva telefonato, quasi svegliandolo da una trance profonda, chiedendo nel suo classico stile genuino 'indove cazzo' erano finiti lui e er cicatrice. Bobby smozzicò qualche parola di scuse e disse che er cicatrice sarebbe arrivato tardi e per oggi i panini non li avrebbero portati allo stadio. La reazione della nonna fu violenta, motivata esclusivamente dal timore dell'effetto che la rottura della tradizione avrebbe avuto sulla partita di oggi, una reazione irrazionale che non teneva conto delle migliaia di sconfitte subite dalla Roma in partite giocate sotto i migliori auspici scaramantici, panino incluso. Poi Bobby era ricaduto in uno stato catatonico, foglio in mano, uno dei momenti più confusi della sua pur non sempre chiarissima esistenza.
Ma dov'era er cicatrice? Chi c'era dietro questo messaggio? E qual'era il suo significato?
Bobby cercò di riacquistare un minimo di concentrazione. Il messaggio era tutto quello che aveva, ma più lo leggeva e meno lo capiva.
....Il Derby col vivaio del Terracina. Perché Terracina? Bobby andava al mare ai cancelli di Ostia, a Terracina c'era stato si e no un paio di volte. E poi perché il vivaio? Come si fa a giocare una partita contro un 'vivaio'? Forse con una rappresentante delle giovanili, ma non con tutto il vivaio. Ma anche se la Roma finisse in disgrazia, perché non potrebbe giocare il Derby contro la prima squadra del Terracina? La confusione si stava trasformando in panico.
La Fede sia con te. Questa era la frase che più lo sconvolgeva. E Bobby sapeva il perché. Al ritorno dal viaggio in Svezia alla ricerca di Frisk, davanti ad una birra in un pub, er cicatrice aveva raccontato a Bobby di un arbitraggio di Pieri scandalosamente a favore 'dela maggica' in un Bologna-Roma di qualche giorno prima. Bobby lo aveva guardato con stupore mentre er cicatrice confessava che la sua Fede stava traballando. "Ce lo so, Bobbì, che la Roma nun se discute, se ama. E' per questo che nun ce dormo la notte. Me rivengheno in mente certe cose... e me sale er dubbio che poi noi nun semo così diverzi dala Juve... L'arbitraggio de Pieri, Bobbì, l'avresti dovuto vede'.. Allora ho ripensato a tutto... Le regole cambiate in corsa pe' fa' gioca' Nakata.... Le fidejussioni.. I passaporti.. Ma non è che saremo come loro?" Bobby si era immediatamente guardato intorno per assicurarsi che nessuno avesse ascoltato le esternazioni der cicatrice. Il rischio era tremendo. Tutta la struttura dell'essere romanista ruotava intorno alla premessa che non c'era spazio per il dubbio, nessun cedimento a tentazioni di autocritica o autoironia, nessuno sgonfiamento volontario o involontario della smisurata identità romanista. La Roma nun se discute, se ama. Il significato andava oltre l'amore per i colori. Il sospetto che la Roma potesse essere favorita, che non fosse al centro dell'invidia del resto d'Italia e del mondo, che non ci fosse un palese ed instancabile progetto globale di distruggerla doveva essere soppresso prima che i suoi segnali cominciassero ad apparire nella coscienza di un romanista. Se solo Bobby avesse potuto raccontare ar cicatrice cosa aveva visto in casa Frisk, questi dubbi sarebbero stati fugati in un attimo. La Fede der cicatrice aveva traballato. Forse era questo il senso del messaggio. Forse qualcuno aveva ascoltato er cicatrice in quel pub, quella sera, e adesso er cicatrice si trovava nei guai. La Fede di Bobby era inossidabile, ma lo era anche la sua amicizia cor cicatrice. Con tutta probabilità er cicatrice era in pericolo, e andava salvato.

"Ciccio", vi farete il Derby
con il vivaio del Terracina.
La Fede sia con te.

Il messaggio non aveva senso, inutile stare li' a cercare di interpretarlo. La assoluta assenza di un significato suggerì a Bobby la possibilità che il senso andasse cercato non nel testo, ma all'interno del testo. Questo era chiaramente un messaggio in codice. Forse uno di quegli ologrammi, ettogrammi, anagrammi, 'come cazzo se chiameno', che Nonna Elina risolveva sulla Settimana Enigmistica quando era più giovane, in attesa del fischio d'inizio.

Era giunto il momento di contattare Cartesio.

Il laziale del terzo piano dalla sua finestra vide Bobby rientrare nel palazzo di Viale Furio Camillo intorno alle dieci e quarantacinque.  Il meccanismo era stato innescato, probabilmente in modo irreversibile, ma ora tutto dipendeva dalle capacità di Bobby.  Il laziale del terzo piano sapeva di aver corso un rischio, ma non c'era alternativa.  Se Bobby fosse riuscito a mostrare risorse inusuali per un romanista, er cicatrice avrebbe ancora avuto una possibilità.  Ora si poteva soltanto aspettare.  C'era la possibilità concreta che Bobby salvasse er cicatrice, o quantomeno lo trovasse.  Poi non avrebbe ricordato più nulla.

Il computer gli era stato regalato da Ciro, che poi aveva provveduto con un corso accelerato di mezza giornata a fornire Bobby di tutte le conoscenze necessarie per navigare il web.  Un amico a volte eccessivamente zelante, Ciro, un problema che Bobby sapeva avrebbe dovuto affrontare prima o poi. Ma, per ora, doveva essere rimandato.  Salvaschermo con Totti, homepage su un Forum di romanisti, background con foto del gol di Turone, l'uso del computer era rigorosamente monotematico. Recentemente, però, Bobby aveva iniziato a visitare un sito web di laziali.  Bobby non era riuscito a spiegarsi quale deviazione mentale lo attraesse verso quel luogo, ma la lettura degli interventi dei partecipanti lo lasciava in molte circostanze in uno stato di completo shock..  La reazione, ogni volta, era un misto fra ammirazione ed incredulità, con la mente che saltava dalle righe del Forum laziale, popolate da professori di matematica, giornalisti professionisti, avvocati penalisti, scienziati e giudici togati, ad una immagine della Curva Sud e dei Forum che Bobby frequentava assiduamente.  Lo stupore svaniva poi sistematicamente in una grassa risata, quando la consapevolezza del fatto che si trattava di uno scherzo prendeva il sopravvento sul sormontare di un incontrollabile senso di inferiorità ed invidia.  I tifosi sono altra cosa, Bobby usava ripetersi per rassicurarsi.  La frequentazione era sporadica, poche le volte in cui partecipava attivamente alle discussioni, molte delle quali risultavano per lo più incomprensibili, ma aveva imparato a conoscere abbastanza bene la maggior parte dei laziali che scrivevano sul Forum di LazioNet.  Fra c'era questi un professore di Matematica (ah ah, si, e io so' deputato ar parlamento, pensava Bobby dopo il classico minuto o due di panico).  Cartesio (questo il suo 'nome' da Lazionetter - termine col quale un po' penosamente, pensò Bobby, si autodefinivano gli iscritti al Forum) aveva mostrato in passato un particolare talento per i giochi di parole e gli enigmi in generale, cose con cui Bobby non aveva grande dimestichezza.  Con Bobby i Netters si erano sempre mostrati sufficientemente ospitali, malgrado gli occasionali vaffa, volendo neanche troppo imprevedibili.  Bobby decise di spedire a Cartesio un messaggio privato, spiegando la gravità della situazione e allegando il contenuto del misterioso foglio trovato nel cestino dell'immondizia.  Entrò a casa (da due anni viveva da solo, in un appartamento in affitto di proprietà di uno zio che viveva fuori Roma), accese il computer e si mise al lavoro.  Raccontò brevemente l'accaduto, cliccò su invia mp e cominciò ad aspettare. E a sperare.  Col passare delle ore, Bobby era sempre più convinto che er cicatrice si trovasse in una situazione di immediato pericolo.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: St£fano il 19 Nov 2012, 20:19
Cartesio lesse il messaggio un paio d'ore più tardi, poco prima di porsi come al solito davanti allo schermo TV per vedere la partita della Lazio su SKY.  L'istinto di enigmista prevalse sulla coscienza di buon cittadino, e si mise subito al lavoro con un ghigno di soddisfazione ed anticipazione per la gioia che gli suscitava il risolvere enigmi di questo tipo, salvo poi rendersi conto che se davvero er cicatrice era in pericolo, come Bobby sembrava ritenere, la cosa era seria e forse non andava presa semplicemente come un gioco.

"Ciccio", vi farete il Derby
con il vivaio del Terracina.
La Fede sia con te.

La frase certo non aveva alcun senso, ma di una cosa Cartesio fu subito certo: il nome der cicatrice era li' in mezzo, bastava iniziare a cancellare le lettere. Er cicatrice.

"cio", vi fe il Drby
con il vivaio del Terana.
La Fede sia con te.

Rimanevano tantissime lettere ancora da utilizzare, rendendo il numero di possibili soluzioni decisamente alto in mancanza di ulteriori indizi. Se il messaggio era un aiuto a Bobby nella missione di rintracciare er cicatrice, probabilmente variazioni sul tema del verbo "trovare" erano presenti nell'anagramma.  Cartesio si fece un caffè e iniziò a testa bassa a cercare una soluzione totale.

Bobby non riusciva a riposare. La preoccupazione per l'amico scomparso lo riempiva di angoscia.  Nel pomeriggio telefonò ai genitori der cicatrice per dirgli che Sandro (così, inspiegabilmente, lo chiamavano i genitori) era andato a comprare un po' di pizza e si sarebbe fermato a stare a casa di Bobby.  E poi? Il buio più assoluto.  Bobby era ancora completamente all'oscuro del perché qualcuno potesse volere male ar cicatrice, al punto da farlo sparire in circostanze così misteriose.  Dopo un po' si decise a ricontrollare la posta elettronica, le sue flebili speranze legate ad un miracolo di Cartesio.  Il messaggio era li' ad attenderlo.  Bobby clicco' su Leggi messaggio.
"Ciao Bobby, credo di avere buone notizie.  Troveremo er cicatrice, non ti preoccupare.  Ma per ora dimmi tutto quello che ti viene in mente davanti alla frase "bivio di Centocelle". Un saluto ed un sincero romammerda."
Bobby guardò lo schermo senza muoversi.
Centocelle.
Vecchi ricordi.

Bobby cliccò su Rispondi ed iniziò a scrivere di getto.
Il "bivio di Centocelle".
Bobby non poteva certo dire di ricordarsi di un vero e proprio bivio. C'era una biforcazione, là dove via Tor de' Schiavi si divide a formare Viale della Primavera, anche se Bobby non pensava che quell'incrocio potesse essere definito un bivio. Ma bisognava cominciare a raccontare la propria storia, dare indizi a Cartesio, aiutarlo nella soluzione del rebus. Un ritardo anche minimo avrebbe potuto essere fatale ar cicatrice, pensò Bobby.
A Centocelle c'era cresciuto. La casa dei genitori a Via dei Platani. I compagni di gioco giù ai giardini di Piazza dei Gerani, davanti alla chiesa. Il suo primo lavoro a quattordici anni da apprendista meccanico nell'officina der patata, a Viale della Primavera, poco dopo il bivio, a pensarci bene.... Ore e ore ad osservare, a sporcarsi le mani di grasso, ad imparare i segreti di marmitte e carburatori. Poi un salto dar Cico, la bisca distante qualche metro. . Una partita a stecca, du' piotte ai marzianetti e a casa per la cena. Er Cico, un vero personaggio. Di quello che diceva si capiva poco, era sempre incazzato come una biscia e se facevi qualcosa che non andava ti prendeva a steccate in testa, ti cacciava e ti minacciava di morte in caso ti fossi ripresentato. Ovviamente il giorno dopo si tornava là, e er Cico aveva dimenticato tutto. Qualche anno dopo Bobby aveva cominciato a farsi vedere alle riunioni di tifosi della Roma che si verificavano nei locali sopra alla bisca. La Sala "A" era riservata ar Cico ed alle sue attività ludiche più o meno legali. Bobby ricorda partite a stecca fra tipi a dir poco loschi con rotoli di banconote che saltavano da un tavolo all'altro. In alcuni casi i piccoli, come Bobby venivano allontanati, suscitando in loro una invidia incontrollabile ed una bruciante curiosità. Le altre sale, al piano di sopra, venivano utilizzate per queste riunioni, alle quali partecipavano una manciata di tifosi della Curva Sud. Per quanto Bobby potesse ricordare la Sala "B" era usata da due o tre tifosi che dicevano di appartenere ai Boys, la Sala "C" ai C.U.C.S. e così via. I convenuti trascorrevano i primi dieci minuti di ciascuna riunione discutendo di potenziali nuovi cori o striscioni, e quando si rendevano conto che non si sarebbe concluso nulla e che l'interesse dei partecipanti era pari alla loro creatività, si trasferivano nella Sala "A" per una overdose di giochi elettronici. Improvvisamente, qualche anno dopo, un fantomatico Coordinamento Roma Club (Bobby ricordava la sigla C.R.C. apposta sulla targa fuori alla porta) prese possesso delle sale e l'accesso alle sale da quel giorno fu bloccato. Bobby non aveva idea di cosa accadesse ora in quelle stanze.
Cosa altro dire a Cartesio della sua Centocelle? Un lavoro all'ACEA tramite raccomandazione, le litigate coi genitori, il rapporto ininterrotto con la Sud, poi, all'età di 32 anni, il trasferimento nell'appartamento di Furio Camillo quando l'atmosfera a casa era divenuta davvero intollerabile.
Bobby cliccò su Invio, pensando che avrebbe spedito successivamente qualunque altra informazione gli fosse venuta in mente.

Cartesio era di fronte al suo computer. Lesse con attenzione il messaggio. Poi rilesse il rebus, o quello che era rimasto dopo aver tolto le lettere che componevano la frase che secondo lui indicava il luogo dove era tenuto prigioniero er cicatrice: "Troverai er cicatrice vicino al bivio di Centocelle."

"", fa Dey
n
La Fed sia.

Cartesio impiegò meno di un minuto a decifrare il resto. Cliccò su Rispondi.
"Grazie al tuo racconto so dov'è er cicatrice. Và immediatamente a Centocelle. Mandami il tuo numero di cellulare e ti darò ulteriori istruzioni. Cartesio.
P.S. Dispiace farlo in simili circostanze, ma anche stavolta non posso esimermi: un cordiale romammerda"

Troverai er cicatrice vicino al bivio di Centocelle.
Sala "F" dei Fedayn

Cartesio aveva svolto il suo compito. Si era reso disponibile per ulteriori suggerimenti via SMS, ma temeva che da li' in poi tutto fosse nelle mani di Bobby.


Bobby ringraziò il cielo di aver acquistato due set identici del kit di sopravvivenza del romanista. L'altro era rimasto in chissà quali meandri di casa Frisk, così preparò in fretta il tutto, inclusa una torcia che a casa dell'arbitro svedese sarebbe stata preziosissima, e si avviò di corsa verso Centocelle. L'SMS di Cartesio era chiaro. Cerca in tutti i modi di entrare nelle sale del CRC e dirigiti verso la Sala F. Er cicatrice si trova li'. Buona fortuna. Bobby decise di chiamare un Taxi, non c'era un minuto da perdere. Erano circa le otto di sera, faceva abbastanza freddo, ma tornare in quei luoghi provocò in Bobby brividi indipendenti dalla temperatura esterna. Il taxi lo lasciò davanti al CRC. Era giunto il momento di entrare.

Bobby estrasse dalla sua borsa un passepartout, e si liberò facilmente dell'unica mandata che chiudeva il portone principale. L'interno era scuro ma non totalmente buio, come se ci fossero delle candele nascoste da qualche parte ad aiutare un intruso a trovare la strada giusta. Bobby si trovava ora nella Sala A, quella usata tanti anni fa dar Cico per i tavoli da biliardo ed i giochi elettronici. Dei giochi e dei tavoli neanche l'ombra. La stanza, di notevoli dimensioni, sembrava più lo scantinato di un ufficio legale o di un commercialista. Faldoni, blocchi, stampati, archivi, armadi e cassetti, documenti sparsi dappertutto. Non era il caos completo, ma certo non c'era un ordine stabilito. Il pavimento era anch'esso ricoperto di documenti, e Bobby si fece largo tra tutti questi oggetti e si diresse verso le scale che ricordava essere sul lato opposto della Sala A. Arrivato alle scale, Bobby iniziò a salire. La luce si faceva più fioca, così Bobby decise di accendere la torcia. C'erano da fare una quindicina di scalini, e poi, se la memoria non lo tradiva, un piccolo corridoio conduceva a tutte le stanze del piano superiore. La Sala F, in cui Bobby non era mai entrato, era alla fine di questo corridoio, l'ultima in fondo. Arrivato al piano superiore, Bobby si trovò davanti una scena simile a quella vista nella Sala A. Documenti, faldoni, grossi libri e contenitori ad anelli dappertutto. Sulla sinistra di questo piccolo corridoio, vicino alla finestra che dava su Viale della Primavera, c'era un tavolo. Bobby si avvicinò. Il tavolo era stranamente ordinato, e ospitava un unico gigantesco faldone pieno di stampati di computer, tabulati di cui Bobby faceva fatica ad interpretare il contenuto. Si mise la torcia in bocca ed iniziò a guardare più da vicino. Saranno state mille, duemila, cinquemila pagine, tutte disposte in perfetto ordine in un contenitore ad anelli, alto più di tre volumi dell'elenco del telefono. Bobby aprì e si trovò davanti la prima pagina. Sembrava lo stampato di un documento tipo quelli Excel che Ciro gli aveva mostrato durante il corso accelerato di informatica. Una tavola con circa trenta o quaranta colonne, il formato era molto più grande del classico A4, molto più lungo. La carta era intestata, e la sigla mandò un brivido gelido lungo la schiena di Bobby. C.R.C. Centro Riprogrammazione Cervelli.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: St£fano il 19 Nov 2012, 20:21
Nella prima colonna nomi di persone, in rigoroso ordine alfabetico. Bobby, che faceva fatica a deglutire con la torcia in bocca, lesse il primo nome. Antonino Abate. Sfogliò rapidamente un numero di pagine, c'erano un miliardo di nomi e cognomi. Esposito, Cacace, Iervolino, Pappalardo, Zaccaria.... Una lista infinita. Le caselle che seguivano il nome erano tutte marcate da una "X". Bobby controllò, e la stessa cosa accadeva nella stragrande maggioranza dei nomi nella prima pagina. Il contenuto delle colonne successive al nome era spiegato in cima a ciascuna colonna, con una scritta in verticale per ragioni di spazio. La prima: "Fidejussioni tarocche". La seconda: "Passaporti falsi". La terza: "Nakata e la regola degli extracomunitari". La quarta: "Procedura di acquisto Emerson dal Bayer" Ad ogni colonna Bobby sentiva come uno schiaffo tremendo sul viso. La lista continuava con "Storia del calcio romano", "L'acquisto di Dellas", "I gol di Totti viziati da falli di mano", "Arbitraggi scandalosamente favorevoli alla Roma"..... Ogni colonna sembrava contenere uno di quegli episodi che avevano suscitato l'angoscia der cicatrice nei giorni precedenti alla sua sparizione, angoscia esternata (a questo punto una scelta chiaramente scellerata) durante la chiacchierata al pub. Ed Antonino Abate aveva una "X" in ciascuna casella. Bobby decise di cercare il suo nome. Non c'era. Allora si mise in cerca del nome der cicatrice. Alessandro Ruómmolo. Trovato!! Era li', fra Ciro Rubalefemmine, e Osvaldo Rustu. E vicino al nome der cicatrice non c'era neanche una "X". Tutti gli altri sembravano avere le caselle segnate con una "X", ma la riga der cicatrice era completamente bianca.
Bobby sentì un rumore provenire dalla Sala F. Er cicatrice certamente si trovava lì, e Bobby non poteva ritardare ulteriormente l'operazione di liberazione der cicatrice. Si avvicinò alla Sala F con cautela. Un piccolissimo spiraglio lasciava intravedere l'interno. Bobby si avvicinò, e cercando di non fare rumore gettò un rapido sguardo. Quello che vide ebbe sulle gambe di Bobby l'effetto di un'entrata onesta e sul pallone di Daniele De Rossi. Bobby cadde a peso morto, e la sua fortuna fu che esattamente sotto il suo fondoschiena si trovava una sedia, che lo accolse con un tonfo muto e misericordioso.
Bobby non credeva ai suoi occhi.


Bobby rimase seduto sulla sedia per almeno un paio di minuti senza potersi muovere, paralizzato dalla vista della scena terrificante che si era presentata ai suoi occhi.
Nella Sala F, che almeno per quanto Bobby riusciva a ricordare era di dimensioni molto superiori rispetto alle altre stanze, c'erano tre persone. L'aspetto generale era quello di uno studio dentistico, ma di proporzioni esagerate. Le pareti bianche e pulite. Al centro della stanza, su una sedia inclinata molto simile a quelle per uso odontoiatrico, giaceva er cicatrice. Dalla testa der cicatrice, connessi al suo capo attraverso dei fili elettrici legati ad una calotta metallica, partivano decine di cavetti collegati ad un monitor piazzato alla sua sinistra, che bippava ogni paio di secondi. Il monitor, posizionato su una specie di asta alta almeno un metro, mostrava una linea che si muoveva da destra verso sinistra attraversando tutto lo schermo, evidentemente un elettroencefalogramma. Dalla sua postazione Bobby non era sicuro, ma non sembravano esserci picchi di dimensioni importanti. Gli occhi der cicatrice erano spalancati, tenuti aperti da un punto di sutura che univa ciascuna palpebra superiore alla relativa arcata sopraccigliare. Di fronte a lui c'era evidentemente uno schermo gigante dal quale arrivavano immagini, ma lo schermo era fuori dal campo visivo di Bobby. In una scena così orribile, la cosa più agghiacciante erano proprio gli occhi. Erano aperti, ma non seguivano la scena proiettata sullo schermo. Er cicatrice sembrava come in coma, più probabilmente sotto l'effetto di qualche droga o sostanza anestetizzante. Alla destra der cicatrice, Bobby riconobbe la figura del Dr. Alicicco in camice bianco. Alicicco, per tantissimi anni medico sociale della Roma, leggeva con attenzione una cartella clinica, segnando con una penna qua e là. Sulla sinistra der cicatrice, seduto su una sedia posta davanti al monitor, sedeva un uomo che Bobby riconobbe come Maurizio Costanzo soltanto dopo aver sentito la sua voce. Bobby aveva saputo del ritiro di Costanzo dalle scene della TV di tarda serata, ma ora era chiaro perché la camicia coi baffi avesse bisogno di più tempo.
"Quanti giri ancora?"
"Io direi due, forse tre, vediamo come reagisce", rispose il Dr. Alicicco.
Dopo un paio di minuti il medico premette un pulsante su una specie di joystick collegato ad un computer poggiato su un tavolo alla sua destra, ed in corrispondenza con la pressione del bottone una scarica elettrica che fece saltare Bobby sulla sua sedia venne applicata alla testa der cicatrice, il quale reagì come se un terremoto di magnitudo 9.0 della scala Richter avesse colpito la sua sedia, con epicentro la sua testa.
Bobby doveva riuscire a vedere cosa ci fosse sullo schermo. Si spostò di qualche centimetro sulla sua sinistra e spinse di un niente l'altra anta della porta della Sala F, quanto bastava per vedere il megaschermo.. Il muro di fronte al cicatrice era stato attrezzato con uno schermo cinematografico. Bobby lentamente riuscì a decifrare le immagini che venivano proiettate. Si trattava principalmente di uno o due minuti di immagini tratte da film di fantascienza, durante la proiezione delle quali, per una frazione di secondo, in modo quasi subliminale, venivano proiettate altre immagini, stavolte reali, brevissimi flash, e proprio durante la brevissima proiezioni di queste ultime il Dr. Alicicco premeva il terribile pulsante che scuoteva con incredibile violenza il corpo apparentemente senza vita der cicatrice. Bobby riconobbe una scena tratta da "Guerre Stellari" che durò un paio di minuti, con Luke Skywalker che trova la casa degli zii distrutta dal fuoco, ed improvvisamente una immagine di Franco Sensi che presenta una fidejussione fasulla, con corrispondente scarica elettrica applicata al povero cicatrice. Seguì poi "Incontri ravvicinati del Terzo Tipo", inframezzato per una frazione di secondo da una foto dei passaporti di Cafu e Bartelt, con annessa scarica terrificante. Poi "E.T." e la famosa scena Telefono... Casa..., interrotta per un istante da una gomitata di Totti ad un giocatore del Bari. Bobby era sconvolto. Ormai cosa stava accadendo era diventato chiaro anche per lui. Il CRC era un programma controllato da importanti personaggi della sfera giallorossa con lo scopo di mantenere la Fede inalterata. Le scariche, associate a scene mai accadute, anzi dichiaratamente fantascientifiche, avevano l'effetto di rendere nel cervello delle vittime del trattamento storicamente falsi gli eventi mostrati in modo subliminale. Quello che Bobby stava vedendo dava un senso alla lista di decine, centinaia di migliaia di nomi, con le loro crocette a fianco, che evidentemente avevano già subito lo stesso trattamento. La tifoseria intera della Roma era stata manipolata scientificamente per impedire lo sviluppo di una anche minima coscienza autocritica. Qualcuno aveva davvero ascoltato er cicatrice, quella sera al pub. Erano dappertutto. Eravamo circondati. Non c'era un posto sicuro.
Evidentemente Alicicco prestava all'[...] progetto le sue capacità scientifiche, mentre Costanzo si occupava di procurarsi il materiale audiovisivo. Bobby continuò a guardare in preda ad un terror panico paralizzante. Le scene inverosimili ora avevano cambiato di tema, e non erano più tratte da film di fantascienza ma erano ricostruzioni al computer di qualità eccelsa in stile Pixar. Erano tutte a tema calcistico, e Bobby riconobbe fra le altre uno stop di Simone Inzaghi con successiva fuga palla al piede senza cadere (con in mezzo un flash di un gol palesemente irregolare di Totti ma comunque convalidato), ed una azione con Claudio Lopez solo davanti alla porta completamente sguarnita che conclude in gol (seguito da un flash di un alto gerarca del governo Fascista che ordina la creazione della A.S. Roma e conseguente scarica elettrica). Seguirono, ancora tramite computer animation, una scena di un paio di minuti con la Curva Sud che canta un coro originale e non copiato (seguito da un flash con scarica elettrica di una confezione di Lipopill), un gesto di grandissima sportività del capitano della Roma Francesco Totti (flash con scarica elettrica e foto di Vautrot), ed infine una immagine della Curva Sud che semplicemente canta un coro (flash con scarica elettrica di Galliani e Sensi che escono a braccetto dalla Federazione). Vedere er cicatrice era un tormento, e Bobby decise di uscire di gran corsa e chiamare la Polizia. La sua Fede era finora rimasta intatta, ma non poteva consentire che questo programma diabolico continuasse. Se il prezzo da pagare era trasformarsi in una tifoseria non ciecamente acritica, vivere con serenità la sua realtà di squadra truffaldina e ammanicata, avvantaggiata negli anni da commistioni politiche e da una informazione il cui sogno di correttezza ed imparzialità era stato piegato ad esigenze economiche e di mercato, tifare per una squadra le cui (poche) vittorie erano state macchiate da procedure quanto meno sospette e da una generale benevolenza del Palazzo, beh, pazienza. La vita der cicatrice valeva molto di più.
Bobby cercò di uscire dal corridoio ritracciando gli stessi passi che lo avevano portato senza problemi, tra carteggi e scatoloni, fino alla porta della Sala F. Sembrava esserci riuscito, quando in coincidenza di un momento di inusuale e profondissimo silenzio all'interno della Sala F, una delle sue scarpe emise il rumore tipico della suola di gomma. Cazzo, le scarpe nuove! Proprio oggi, pensò Bobby mentre si bloccava come un bimbo in una gara di belle statuine. Attese un attimo, non ci fu alcuna reazione, quindi continuò a camminare nella semi-oscurità. Arrivato alla fine del corridoio sentì un rumore, come il gracchiare di un walkie-talkie, poi più niente. Scese le scale a velocità supersonica ed era a meno di un metro dal portone, quando un avanbraccio di dimensioni imponenti, il cui proprietario si era nascosto dietro ad una colonna, si scaricò con tutta la sua potenza sulla gola di Bobby, facendolo decollare a gambe all'aria e ricadere con il peso diviso equamente tra schiena e nuca. Bobby vide il soffitto per circa tre secondi, poi più nulla. Il buio più completo.

Marione Corsi sollevò Bobby per la camicia e lo trascinò su per le scale come fosse un fuscello.

Il laziale del terzo piano ebbe un gesto di stizza quando, avendo seguito da una finestra del palazzo di fronte il tentativo di fuga di Bobby, capì che era stato vano. La verità non sarebbe uscita fuori. Pazienza. Ci sarebbe stata un'altra occasione.

Curva Sud, la domenica successiva


Quella domenica Bobby e er cicatrice erano molto più loquaci del solito, quasi allegri, posseduti da una leggerezza inspiegabile. Una volta entrati allo Stadio, però, Bobby si oscurò in volto. C'era qualcosa, qualcosa nel viso di tutti gli altri romanisti, che gli sembrava molto strano. Ci pensò un po', poi non trovando nessuna spiegazione plausibile, dimenticò il tutto e riprese ad essere allegro come non capitava da anni.

Il laziale del terzo piano immaginava la sensazione che Bobby stava provando in quel momento. La stranezza che Bobby aveva osservato era difficile da identificare, pensò, perché esposta all'attenzione dell'osservatore letteralmente per un batter d'occhio, un momento troppo breve per poter essere identificata. Ma tutti, in Curva Sud, quel giorno, tutti, nessuno escluso, avevano uno strano, minuscolo, invisibile puntino al centro delle palpebre.
Fine

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Palo il 19 Nov 2012, 23:50
Mi piacciono le fiabe. Raccontane un'altra! [cit.]
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: St£fano il 20 Nov 2012, 00:18
Citazione di: Magnopèl il 19 Nov 2012, 14:40
Di Silverado ricordo un post sulle telecronache di Guido De Angelis che se ci penso ancora mi scompiscio. Lo dovrei aver salvato da qualche parte.


L'ho cercato un sacco di volte! Ti prego, Magno, postalo!!!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: gesulio il 20 Nov 2012, 09:44
Il Manuale del Calcio


a cura di Don Fabio Gesuello

mistere pluridecorato (dalle cozze sulla giacca dei suoi stessi giocatori)

Parte prima - Il Fondamento Sacro del giuoco del calcio

La riga dritta
La riga dritta è il primo fondamento irrinunciabile dell'essenza del giuoco del calcio. Eccone l'enunciato: ogni calciatore che entra in possesso di palla dovrà necessariamente e rigorosamente cercare di portarsi dentro la porta avversaria partendo dalla sua posizione geografica sul rettangolo di gioco, compiendo il minor numero di metri possibile. Tutto ciò avverrà, ovviamente, palla al piede. Dovrà, in altri termini, effettuare una riga dritta da dove si trova fino alla porta avversaria. L'accettazione incondizionata e aprioristica di questo fondamento è il requisito necessario sul quale si basa tutta la filosofia di questo manuale. Ogni tattica di squadra illustrata qui dentro, infatti, si baserà principalmente sui metodi di attuazione di questo fondamento. L'importanza gerarchica della riga dritta rispetto ad ogni altro fondamento del giuoco del calcio deve essere considerata assiomatica. Una volta accettato questo fondamento, si noterà che molti degli argomenti di cui si fa un gran parlare a proposito di questo gioco verranno inesorabilmente a decadere in termini di importanza. Uno su tutti il Collettivo.

Parte seconda - Allenamento
La fase dell'allenamento, e più in particolare della condizione fisica a cui debbono tendere i giocatori per attuare nella maniera più efficace possibile il primo fondamento, si basa su poche regole, ma anch'esse molto severe. Sono state qui suddivise per periodi della stagione. Il precampionato, il girone d'andata, il girone di ritorno

Ritiro precampionato.
Il ritiro precampionato dovrà essere effettuato in una grande metropoli, l'ideale sarebbe una di quelle in cui vige un regime libertario in tema di droghe, sesso e alcool.
Le città dell'Olanda sono le più indicate per le società che non godono di grosse risorse finanziarie. Chi se lo può permettere può invece decidere di spedire la sua squadra in ritiro nei paesi caraibici quali Giamaica o Cuba. Queste città tropicali si lasciano preferire a quelle del nord Europa soprattutto per il clima torrido che i giocatori dovranno affrontare, e che toglierà loro ogni residua voglia di svegliarsi presto per affrontare le classiche sedute atletiche di allenamento.
Bisogna considerare infatti che il calciatore tende a coltivare uno strano senso di masochismo per cui è facile vederlo cimentarsi in assurde e faticosissime sessioni di allenamento allo scopo di arrivare a una condizione fisica decente per l'inizio del campionato.
Ebbene, questo anelito va frustrato sul nascere. Il giocatore deve arrivare a inizio campionato fresco e riposato, fisicamente, perché il girone d'andata deve essere affrontato con una marcia in meno rispetto alle altre squadre. Alberghi privi di aria condizionata, arredati come tuguri, pieni di insetti grossi come falchi e pantegane voracissime da sei chili, frequentati da papponi, mignotte, spacciatori, serial killer, ladri, tossici, guardie corrotte, maniaci, relitti umani di tutte le specie, in cui sono frequenti le sparatorie e le retate della polizia a qualunque ora della notte e del giorno si lasciano preferire agli altri.

Questo perché il giocatore deve arrivare stressatissimo e stanchissimo al campo di allenamento in maniera tale che la sua voglia di allenarsi e correre venga scoraggiata a priori. Inoltre l'insonnia che presto sopraggiungerà non appena smaltito il fuso orario, darà modo al giocatore di passare le nottate torride lontano dal suo letto, alla ricerca in città di piacevole compagnia a prezzi modici o di sostanze stupefacenti.
L'obiettivo è quello di far arrivare il giocatore al campo in cui si effettua il ritiro, consapevole che quello sarà l'unico luogo in cui trovare un po' di pace e motivo di riposo dallo stress di una giornata passata ai limiti della legalità. Le sessioni di allenamento precampionato possono durare dalle tre alle quattro ore e devono essere effettuate in corrispondenza dei momenti più afosi della giornata, l'ideale sarebbe dall'una alle cinque di pomeriggio.

La prima parte, circa mezzora, sarà dedicata a una chiacchierata cordiale fra i giocatori e lo staff tecnico sulle avventure passate la sera prima. Si potrà cazzeggiare a volontà o anche sonnecchiare in occasione di resoconti ridondanti e interminabili da parte del prolisso di turno.

La seconda parte verrà completamente dedicata al pallone, tre quarti d'ora. Verrà studiato sotto tutti i punti di vista, dalle cuciture agli esagoni e pentagoni che compongono la corteccia, fino alla camera d'aria. A turno ogni calciatore dovrà tentare di gonfiarne con la bocca uno sgonfio, fino ad arrivare alla pressione di dodici atmosfere. Importante sarà avere a portata di mano un polmone d'acciaio per tutti coloro che tenteranno senza riuscirci l'operazione.

La terza parte durerà circa venti minuti e verrà dedicata completamente ad una fase di defatigamento dalle prime due parti. In questa parte chi lo desidera potrà sgranocchiare qualcosa. E perciò sarà necessario dedicare particolare attenzione a questa fase nutritiva dei giocatori. Gli alimenti indicati sono, per quanto riguarda la parte solida, del tiramisù con, al posto dei savoiardi, aringhe affumicate, e per quanto riguarda la parte liquida, vin brulè a 100 gradi, con capperi saporitissimi al posto dei chiodi di garofano. Ma sono ottimali anche tutti gli alimenti della linea Bigattino, dallo yogurtino ruttolo con fermenti lattici morti e sepolti, alla grappa fior di carogna, agli snacks Caccorì e Mocciorì. La fase di alimentazione dovrà essere eseguita necessariamente in surplace.

A seguire una quarta parte, di un'ora circa, in cui sarà ancora il pallone a farla da padrone. Si proveranno infatti i calci a freddo, ovvero bordate a tutta forza di punta con rincorsa di trenta metri a tutta velocità senza aver fatto nessun esercizio atletico in precedenza. La parte in questione servirà molto al mister per valutare i giocatori che faranno parte della formazione titolare. A calciare dopo aver fatto una buona mezzora di riscaldamento ed esercizi di Stretching, infatti, sono capaci tutti i giocatori del mondo. Il grande campione si vede quando calcia di punta a freddo e non si fa male.

I calciatori residui affronteranno la quinta ed ultima parte, della durata di un'ora e mezza circa, consapevoli che il mister sceglierà fra di loro l'undici titolare e quindi saranno ancor più motivati ad apprendere le lezioni teoriche e pratiche di cui è composta questa parte.
Il mister dovrà battere molto su tasto della riga dritta, della sua importanza, di quanto possano essere perniciosi schemi e passaggi all'interno dell'economia di una squadra. Dopodiché toccherà ai calciatori mettere in pratica quanto imparato dal mister. Per la prima settimana è consigliabile effettuare i seguenti esercizi: riga dritta ubriaco fracico e/o drogato, riga dritta con un piede solo, riga dritta con un molosso napoletano alle calcagna, riga dritta sotto il tiro di un cecchino serbo, riga dritta durante un terremoto al 10 grado scala Richter. E' solo durante la seconda e terza settimana che verranno effettuate le righe dritte più difficili: riga dritta mentre si effettua una simultanea a scacchi e i tuoi avversari sono Kasparov, Fischer e Korchnoj in vena truffaldina (tipo che te fregano gli alfieri mentre sei distratto ecc. ecc.), riga dritta bendato mentre i compagni ti sprangano alle spalle, riga dritta dopo essere stato sul girello del parco giochi per mezzora ed essere stato ivi spinto a folle velocità dalle guardie del corpo di Tyson, riga dritta sott'acqua, sul fondo di una piscina coi piombi ai piedi, riga dritta sui carboni ardenti a piedi scalzi. 

(proseguisce)
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: gesulio il 20 Nov 2012, 09:46
Il girone d'andata.
Di ritorno dal ritiro precampionato, la società si sarà premurata di portare con se alcuni dei beni di prima necessità di cui abbisogneranno i propri tesserati al ritorno a casa, per non fargli sentire la nostalgia del bel luogo appena visitato. Questa insidiosa fase psicologica è il pericolo maggiore che si troveranno ad affrontare i calciatori nei 15 giorni successivi al ritorno dal ritiro. Ed è importante per il mister avere tutti gli effettivi non solo allo scadente grado atletico al quale li ha condotti durante il ritiro, ma anche in condizioni mentali sufficientemente decorose. Non si dimentichi infatti, che il campionato è alle porte.

Fra i beni maggiormente richiesti dai giocatori e raccomandati da psicologi di fama mondiale ci sono l'hashish (Fabbisogno Medio Pro Calciatore A Settimana: 3 etti e mezzo), la cocaina (FMPCAS: 15 grammi), l'eroina (FMPCAS: 10 grammi), il rum o la tequila (FMPCAS: 2 casse), la birra (FMPCAS: 6 fusti). Rimediare come sponsor tecnico una ditta in grado di rifornirvi di questi beni illimitatamente (ad es. Ceres, Havana Club, il cartello di Medellin) non è sbagliato. Al limite anche un paio di puttane sono utili alla bisogna, ma di esse i giocatori si scorderanno prima di quanto pensiate.

Si suggerisce di portarne giusto un paio, vanno bene pure quelle un po' sgangherate, e di fargli sottoscrivere un contratto a tempo determinatissimo, di una settimana max, al termine della quale sfancularle a calci senza troppi complimenti. Superato il periodo pericoloso a livello psicologico, il mister potrà dedicarsi a tempo pieno al girone d'andata, in cui la squadra dovrà entrare in campo ben consapevole dei propri mezzi e cominciare a portare in cascina tutto il fieno necessario a sopportare i rigori invernali con spensieratezza, visto che con l'inizio del girone di ritorno ci sarà un richiamo della preparazione di ritiro precampionato. L'allenamento durante il girone di andata è costituito da due sedute settimanali, di norma martedì e giovedì, più cena sportiva obbligatoria per i titolari il giorno prima della gara. Ma andiamo ad osservarle nel dettaglio:

Primo allenamento del martedì.
Di norma si svolge quasi interamente all'interno di un'aula col supporto di una lavagna magnetica. E' della durata di un paio d'ore durante la quale si alternano sulla cattedra i vari componenti dello staff tecnico con le loro lezioni teoriche.
Materie di insegnamento:
1) Sviluppare capacità attoriali – il metodo Marcel Marceau, o come simulare un fallo di gioco ai tuoi danni per indurre all'errore l'arbitro. Il metodo Jackie Chan applicato all'area di rigore, o come effettuare un salto mortale da fermo con caduta dannosissima per le ossa non appena un difensore avversario posa lo sguardo su di te, il metodo Mario Merola e la sceneggiata napoletana allo scopo di commuovere l'arbitro quando ti assegna una punizione contro, il metodo Quentin Tarantino o l'arte di indurre al passaggio sbagliato l'avversario dopo una sventagliata di mitra sui piedi,  il metodo Martin Scorsese o l'arte di persuadere l'avversario a perdere volontariamente palla mostrandogli la foto dei suoi familiari legati e imbavagliati alla mercè di quattro scagnozzi completamente strafatti di crack, il metodo Carlo Rambaldi (ma anche Tom Savini), o della possibilità di procurarsi ferite lacero contuse sugli stinchi mentre un avversario tenta di impedirti l'attuazione della riga dritta, di enuclearsi il bulbo oculare durante i calci d'angolo quando l'avversario cerca di svettare con le braccia larghe, di simulare lo stato di morte apparente quando l'avversario ti porge la mano a inizio gara.

Secondo allenamento del giovedì.
La prima parte di questa sessione di allenamenti si svolge ancora una volta in aula. Gli atleti sono tenuti a presenziare ad un corso di insegnamento interdisciplinare sulla riga dritta, della durata di circa un'ora. Le materie saranno le seguenti:
A) Filosofia: studio dal libro di testo del massimo dei filosofi in materia, Usain Bolt "Come ho vinto le finali di Pechino '08 e Londra '12"
B) Urbanistica: la fettuccia di Terracina.
C) Matematica: Studio della funzione Y=aX+b. 

A seguire, una seconda parte in cui i calciatori, senza neanche perdere un minuto in inutili esercizi di riscaldamento, proveranno nuovamente i calci di punta a tutta forza con rincorsa da trenta metri a tutta velocità. Ma, a differenza dell'esercizio provato durante il ritiro, stavolta consisterà nel colpire un pallone medicinale di punta a piedi scalzi, possibilmente con l'alluce e con le unghie dei piedi non tagliate da almeno 60 giorni.

Mezzora di tiri in porta e via con il briefing per i titolari. Il mister illustrerà la tattica 1-1-1-1-1-1-1-1-1-1 e interrogherà a caso sulle materie di insegnamento del martedì e del giovedì. Chi non risponderà esattamente, non solo sarà retrocesso panchinaro, ma verrà anche bacchettato sui dorsi delle mano con (mi pare ovvio) un righello di rovere della lunghezza di 50 cm e del peso di 1kg e mezzo.
Al termine ripetute di righe dritte.
Da effettuarsi sul campo di allenamento, correndo palla al piede a tutta velocità da porta a porta. Serie minima da 10. Serie massima da 20.
Suddividere i calciatori in due gruppi: quelli il cui cognome inizia con una lettera che va dalla A alla L nel primo, gli altri nel secondo. I calciatori del primo gruppo, ad ogni riga dritta dispara, dovranno ingurgitare un boccale pieno di facioli con le cotiche bollenti e, ad ogni riga dritta para, un bicchiere di lambrusco semi ghiacciato. Quelli del secondo gruppo, invece, ad ogni riga dritta dispara, fagociteranno un filetto di baccalà fritto nell'olio delle patatine de mcdonald, ma freddo di frigorifero, e, ad ogni riga dritta para, berranno una tazza di sambuca tiepida (ma potrebbe andare bene anche il Zabov o il Baileys).


Cena sportiva per i titolari
La cena sportiva pre gara, obbligatoria per i titolari, rientra in un discorso di estrema considerazione del fattore nutrizionale da parte del mister. L'alimentazione del calciatore è uno dei momenti più importanti della sua vita sportiva e il mister deve essere conscio che a questo fattore va dedicata particolare attenzione soprattutto nell'imminenza di una partita. Le pietanze consigliate sono le seguenti:

Primo piatto – Lasagne del contadino. Fragranti sfoglie di lasagna con ripieno di calzettoni di lana indossati tre settimane di seguito da un lavoratore agricolo del Sudan negli anni '50, ragù e ghiande.

Secondo piatto – Cartoccio capriccioso. E' composto di frittata a base de ova fraciche, arrotolata e farcita con api vive, senape di Digione, crema di gianduia e ossi di seppia.

Contorno – Ortiche, cardi e gambi di rosa crudi.

Dessert - Coppa Olimpia con panna e cozze. Consiste in una grossa coppa piena di panna scaduta da tre mesi e montata a neve con le ventole di raffreddamento delle fiat duna, guarnita con cozze crude provenienti da porto Marghera, scaglie di cioccolato e trionfo di prezzemolo. Opzionalmente, al posto della cialda, wurstel semicarbonizzato.

(proseguisce)
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: gesulio il 20 Nov 2012, 09:46
Il girone di ritorno.
Uno dei problemi principali che i giocatori si troveranno ad affrontare all'inizio del girone di ritorno è quello del senso di appagamento dovuto alle innumerevoli vittorie riportate durante il girone d'andata e al primo posto in classifica con distacco abissale sulle inseguitrici. I calciatori nella rosa inevitabilmente cominceranno a riposare sui meritati allori e a prendere le partite sottogamba, a snobbare l'avversario, addirittura a passarsi il pallone fra di loro... Attenzione a questi sintomi di appagamento. Vanno osservati con attenzione per valutare scrupolosamente la condizione psicologica della propria squadra.

Un altro problema che può capitarvi è quello legato alla dipendenza dalla droga dei vostri calciatori. Noterete infatti che alcuni di essi progressivamente tenderanno a chiedervi sempre meno fumo, coca o ero, o addirittura a non chiedervele più. In questa circostanza vi trovate di fronte a due possibilità: la prima è che costoro abbiano trovato uno spacciatore più a buon mercato presso il quale rifornirsi. Spacciatore che, per forza di cose, sarà stato mandato dalla dirigenza di qualche squadra rivale, a vendere ai vostri sozzerie ripugnanti con misere tracce di principio attivo al loro interno. La seconda, ma statisticamente quasi impossibile, è che i vostri abbiano proprio smesso di drogarsi. In quest'ultimo caso, il mercato di gennaio vi mette a disposizione la possibilità di disfarvi immediatamente di questi calciatori, ai quali farete bene a concedere la lista gratuita e anche un paio di calci nel culo. Nel primo caso invece, il consiglio è quello di assoldare un paio di malviventi senza scrupoli per far spezzare le gambe agli spacciatori e, se avete la fortuna di rintracciarli, anche ai loro mandanti.

L'inizio del girone di ritorno presumibilmente coinciderà con il periodo più freddo dell'anno: i vostri giocatori scenderanno sul campo di allenamento con la voglia di reagire al gelo circostante magari effettuando un minimo di riscaldamento. Non cadete nella tentazione di fargli fare qualche giro di campo, ma combattete il freddo imperante con la somministrazione di cibi e bevande calde, meglio se attorno a un falò da attizzare a centro campo. Questo vi permetterà di grigliare anche le pietanze che deciderete di consumare: salsicce, tranci di pescespada, abbacchi da sette kg, con accompagnamento di lambrusco o sangiovese. Dopo il dessert, il caffè e l'ammazza caffè, potrete passare tranquillamente alle righe dritte.

Ubriachi e gonfi come zampogne, avendo avuto cura di incitare i ragazzi a scaraventarsi in gozzo a mo' di pellicano quintalate di cibarie, i vostri atleti avranno serie difficoltà anche soltanto a mantenere la stazione eretta per qualche secondo, figurarsi a compiere una riga dritta di cento metri.
E' questo il momento giusto per eseguire il richiamo di preparazione accennato sopra.
Calci di punta a piedi scalzi e righe dritte continuando a ingozzarsi come maiali, nudi e sottoposti allo spruzzo di acqua gelida con gli idranti da pompiere sono gli esercizi che contribuiranno a una sorta di selezione naturale: gli undici giocatori residui, infatti saranno coloro che scenderanno in campo la domenica con la maglia da titolare.

Più la stagione andrà avanti più le giornate si faranno meno rigide, fino ad arrivare alla tanto agognata primavera. Si consiglia di diminuire progressivamente gli esercizi di righe dritte in relazione all'aumento di temperatura, e di aumentare invece il consumo di cibi e bevande attorno al fuoco. A tal proposito la società dovrà preoccuparsi sotto Natale di acquistare grosse quantità di cotechino e lenticchie, ideali per l'alimentazione di maggio e giugno, soprattutto se somministrati a temperatura elevatissima, nonché di pandori e panettoni, anch'essi ideali per i mesi caldi, soprattutto perché probabilmente già scaduti..

Festa di fine anno per la vittoria del campionato
Subito dopo i funerali dei giocatori caduti per la patria e per la maglia, la società e i superstiti si troveranno a festeggiare la vittoria del campionato assieme ai familiari delle vittime. Qui verrà spuntata la rosa per il salto categoria o la coppa internazionale alla quale parteciperà la squadra e verrà organizzato il calciomercato nonché il ritiro precampionato per una nuova stagione di trionfi con la riga dritta.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: porgascogne il 20 Nov 2012, 10:04
la riga dritta
:rotfl:
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 20 Nov 2012, 10:17
Citazione di: porgascogne il 20 Nov 2012, 10:04
la riga dritta
:rotfl:

L'avevo dimenticata!!!  :rotfl2: :rotfl: :rotfl2:
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Cialtron_Heston il 20 Nov 2012, 10:21
L'obiettivo è quello di far arrivare il giocatore al campo in cui si effettua il ritiro, consapevole che quello sarà l'unico luogo in cui trovare un po' di pace e motivo di riposo dallo stress di una giornata passata ai limiti della legalità.

:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:

mi sa che piu' di qualcuno abbia letto il manuale e seguito pedissequamente....
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Tarallo il 20 Nov 2012, 13:02
:lol: Un folle, a me sta cosa me sa che m'era sfuggita! :lol:
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Adler Nest il 20 Nov 2012, 18:19
Topic  che condivido in pieno!. Ci sono stati negli anni pezzi sublimi che e' un delitto vengano persi.
C'e il museo delle maglie, ci dovrebbe essere quello dei topic.
Vi ricordate quello su ballotta?
Devono essere assolutamente salvati: io dico addirittura publblicati fosse possibile, magari a scopo benefico.
Pikkio e le sue pagelle.........
Che anni!.
Fate rimanere in alto questo pezzo di storia lazionettica!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: sigurd il 20 Nov 2012, 20:55
Citazione di: gesulio il 20 Nov 2012, 09:44
Il Manuale del Calcio
me sento male OGNI VOLTA :lol:
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Cialtron_Heston il 21 Nov 2012, 08:23
La biblioteca Lazionettica va preservata,ho letto tutto e sono in attesa delle prossime pubblicazione scientifiche.
Si diceva di Stefano Benni,ma pure Michele Serra ve spiccia casa! :lol:
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Tarallo il 05 Dic 2012, 09:55
Si ma sti post de Silverado? Io se resuscito il mio vecchio PC ho un post che analizza la situazione finanziaria, un post di 30 righe che ho capito che era cazzaro solo alla meta'. E la notte bianca?
E perche' non rispolverare qualche pagella di pikkio, con le analisi dei cross di pancaro e dei capelli di Conceicao? E annamo no?
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Adler Nest il 05 Dic 2012, 13:56
Citazione di: Tarallo il 05 Dic 2012, 09:55
Si ma sti post de Silverado? Io se resuscito il mio vecchio PC ho un post che analizza la situazione finanziaria, un post di 30 righe che ho capito che era cazzaro solo alla meta'. E la notte bianca?
E perche' non rispolverare qualche pagella di pikkio, con le analisi dei cross di pancaro e dei capelli di Conceicao? E annamo no?

appoggio la petizione di Tarallo.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: robylele il 05 Dic 2012, 14:43
di Silverado ricordo un post dove raccontava di aver detto a una signora che quelle pentole (o quel soffitto) avevano un colore che si intonavano ai suoi occhi, o qualcosa del genere..   :)
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: St£fano il 05 Dic 2012, 15:47
Citazione di: Magnopèl il 19 Nov 2012, 14:40
Di Silverado ricordo un post sulle telecronache di Guido De Angelis che se ci penso ancora mi scompiscio. Lo dovrei aver salvato da qualche parte.


Cerca Magno, cerca!!   :beer:
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: blow il 05 Dic 2012, 15:54
La notte bianca nun se batte!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 07 Dic 2012, 23:39
Ho ritrovato queste righe di Italicbold. Mi piacquero moltissimo e le salvai. Le ripropongo:

Bello de casa, stavo in metropolitana  pochi minuti fa.
Tornavo a lavoro e pensavo, mentre guardavo la gente intorno a me,
che noi siamo una generazione che abbiamo avuto pedalino. Poi te dico come la chiamo, te lo dico alla fine, facendo il ponte con la nostra vita e la Lazio.
Noi tra i 35 e i 45 anni intendo, forse tra i 37 e i 47, vabbé so dettagli.
Siamo una generazione che nun c'avemo capito un cazzo. Ma un cazzo de un cazzo. E nun capiremo nulla neanche alla fine della fiera. Nonnullo ha aperto un topic sulla canzone numero 1, quella che da un senso a tutta una vita. Noi c'abbiamo Revolution 9 di John Lennon, ce se po senti' de tutto dentro, dalla morte di McCartney a Elvis rapito dagli estraterrestri. E forse é solo rumore.
Incolpevolmente non c'avemo capito una minchia, nun é stato un nostro errore. Se semo presi tutto in faccia senza che un cristo di entità metafisica c'avesse mai chiesto il permesso.
Tutto, non c'é stato risparmiato nulla, manco gli Spandau Ballett.
Quando abbiamo cominciato a votare c'é crollato il PCI, il muro e pure la Democrazia Cristiana dopo che s'era fatta massacrare a Via Fani non é stata più la stessa, e i socialisti rubavano. Lo facevano, in spregio al loro nome lo facevano e ne erano fieri. E noi che famo ? Che famo ? Nd'annamo ? C'é toccato, appena imberbi e ancora con i rossori della adolescenza che se n'era appena andata scegliere come chiamarci, comunisti non andava più bene. Democratici di sinistra, pidiessini, la cosa rossa, la gioiosa macchina da guerra. Anche fascista non sarebbe andato bene. Che pure da quella parte, non valeva più il mascellone. Ste cose nun se fanno a una generazione, é cattiveria.
E' cattiveria pura. Ndo se mettemo ? Che famo ?
Noi che c'avevamo le nonne con le convinzioni ferree, dell'una e l'altra parte, perché come hai raccontato, la storia con la S maiuscola li ha scaraventati in un pozzo di certezze che gli ha dato, per il resto della loro vita tutti i paletti per avere una convinzione, una strada, un golem.
A noi la Storia con la s maiuscola c'ha scaraventati in un pozzo artesiano di niente. Dio é morto veramente, Marx pure e pure Woody Allen ha cominciato a sentirsi male.
Siamo tra una generazione che non ha conosciuto l'informatica, i messagi email, gli sms, i telefonini, e un'altra che c'é nata dentro. Noi, come per tutto, una gamba dentro e una gamba fuori. Ndo stamo ? Che famo ? Nd'annamo ?
I nostri genitori, nonni, ma anche fratelli maggiori c'avevano il libretto in banca, il libretto degli assegni usato con parsimonia, i nostri figli, i nostri fratelli minori, c'hanno il conto su internet, comprano azioni alla borsa di Tokyo, investono sulla raccolta di datteri a Kuala Lumpur. Noi pure il totocalcio nun c'abbiamo più.
A 18 anni volevamo esse comunisti ed é crollato il muro. Malimortaccivostra ma nun potevate aspettà dieci anni. Che ve costava ? A noi ce facevate fini l'infanzia con calma, ce facevate passà quel momento topico che passa una persona tra i 18 e i 26 anni. Quando deve entrà nella vita vera. E cambia tutto.

Senza parlare di noi laziali. Che a 10 anni, quando la Lazio, a parte tu madre, é tutto te la mandano in B, e tu passi il tempo dei brufoli a sperare di sfangare un pareggiotto a Cremona o una vittoria a Sanbenedetto del Tronto.
E Cragnotti arriva quando poi cominci a fa qualcos'altro delle tue domeniche. Incroci la ragazzetta che te dice de nun andà allo stadio e di restare con lei. E lo fai, pure se la Lazio vince a San Siro contro l'Inter dopo 25 anni. Tu allo stadio nun ce sei andato. Ormai sei grande, te sei scolato dieci anni di Mastropasqua e Magnocavalli, imperterrito. E sei convinto che sarebbe stato per sempre. E invece arriva Boksic ormai . Il nostro cazzo di destino. Nun ce ne ha detta bene una che é una. Siamo una generazione che ha giocato, sta giocando per pareggiare.
Perché le armi per vincere ce le hanno tolte tutte. Perché le regole del gioco ce le hanno sempre cambiate in corsa.

Siamo una generazione di Materazzi.
Il padre pero'.
0 a 0 se ce dice bene.

PS. probabilmente sto post nun c'entra niente con il topic, ma siate indulgenti...
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: PILØ il 08 Dic 2012, 19:34
Anch'io me ne sono salvati alcuni.
Ripropongo questo post di GuyMontag, post che ha fatto storia.



Quanto è accaduto ieri (non domenica) sui vari media locali e nazionali (poi mi spiegate la differenza) è - a posteriori - il benvenuto.
Una sorta di setaccio morale. Il re - finalmente - è nudo, ma ad ancora troppa gente è stato detto che è rivestito da sontuoso manto, e troppi non si fidano dei propri occhi. E' più tranquillizzante che qualcuno ti dica cosa hai visto.
Ciò accade a tutti i livelli. Qua siamo però su un sito di sport->calcio->Lazio e rimaniamo qui.
Il pretesto è banale. Criticabile o meno nella forma, ma è secondario. Anzi, assolutamente ininfluente. Ieri ho perso un po' (troppo) tempo a leggermi tutto, non è mio costume, ma sono giunto alla convinzione che era già tutto scritto. Se la Lazio avesse perso con l'Inter, sarebbe accaduto tutto ugualmente. Magari è stato loro fornito il destro ma, leggendo il papocchio di fango, veleno, insinuazioni ovunque, la mia opinione è che se la Lazio avesse fatto la famosa partita della vita, tre pali, miracoli di Julio Cesar ma poi al 92° avesse segnato l'Inter, non sarebbe cambiato nulla.
Ai loro occhi una sconfitta della Lazio è un reato di lesa maestà. Come si spiega? Il postulato è: lo scudetto è nostro, l'abbiamo meritato per diritto divino. Qualsiasi ostacolo rispetto all'inevitabile risultato è frutto di un imbroglio. Metteteci voi i colpevoli. Qualsiasi marachella possa aver commesso uno di loro è una scorciatoia (giusta, con quello che ci ha fatto il Palazzo è il minimo) per avvicinarsi all'Inevitabile. Il Re è Re per diritto divino, se la realtà è diversa è la realtà ad essere sbagliata.
Capita di nascere romanisti, così come capita di nascere ebrei, tedeschi o senegalesi. Però esistono tanti modi per essere romanisti, ebrei, tedeschi o senegalesi. Il fatto che - di qualunque estrazione, ceto, professione, livello culturale - il romanista abbia scelto di diventare quella barzelletta che è mi dà da pensare. Eppure ci sono romanisti che sono persone equilibrate, intelligenti, acute. Nella vita normale. Si passa al calcio, staccano la spina. Non vedono più nulla. Quando esce fuori un impiccio, un buffo (e dai tempi dei rolex, delle fideiussioni, a quelli del superbuffissimo con Unicredit), loro rimuovono. Non esiste. La Roma è una vittima del Potere. La Roma non ha debiti. La Roma è - sempre e comunque - Parte Lesa. Come nell'agghiacciante Mondo Nuovo di Huxley, la ripetizione continua, ossessiva, strisciante, dei medesimi concetti dall'infanzia crea il Romanista Modello. E' come se esistesse l'Idiotina che, propinata a piccole dosi dalla nascita, provoca l'atrofizzazione di una parte del cervello. C'è un racconto di Buzzati in cui la parola libertà non compare mai. Al suo posto, uno spazio bianco. La propaganda ha lavorato così bene che la popolazione questa parola non la sente neanche, quando è pronunciata. Non la confuta. Semplicemente non esiste, il sistema nervoso la rifiuta.
Incontri tra squadre con diverse motivazioni ce ne sono sempre stati. Per me è sbagliato, più che altro si potrebbero trovare diverse soluzioni (io sono un fan dei play-off) per ridurre le anomalie. Ma è comunque un problema generalizzato. Invece agisce l'Idiotina, tutti gli incontri della Roma con squadre demotivate sono regolarissimi, quelli delle avversarie no. La Roma perde con la Sampdoria? Non può essere normale, ci dev'essere un arbitro con simpatie interiste che le nega il Giusto. Un guardalinee esulta ad un gol della Fiorentina con l'Inter? Non è mai successo. Totti tocca la palla con la mano mentre la difesa del Parma dopo cinque minuti si allarga come le acque al passaggio di Mosé? Non è mai successo (corollario: se anche fosse successo, non è mai successo). La Roma vince comoda comoda a Bari di fronte ad un'avversaria che ha già detto tutto, e non è proprio motivatissima? Non è vero, è la Roma che è - sempre e comunque - maggica.
E' una battaglia persa in partenza. Non c'è antidoto contro l'Idiotina. Forse siamo fortunati, siamo di meno, brutti sporchi e cattivi. Siamo ipercritici, spesso stronzi, autolesionisti, molto spesso mi capita di inveire tra me e me contro il cazzo di curva che abbiamo. Però... però anche il più becero non ha assunto l'Idiotina. C'è sempre speranza. Leggo in giro e sono convinto che ce ne vorrebbero di più di Lazio-Inter. Il setaccio si scuote, si scuote. La sabbia scivola giù. E noi, pochi - machissenefrega - ci riconosciamo, e ci guardiamo con un sorriso complice. Il Re è nudo. E ha pure il pisello piccolo.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Pag il 01 Nov 2013, 12:14
questo topic lo avevo del tutto perso!!! oddio che risate!!!!

:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Pag il 01 Nov 2013, 12:15
Citazione di: Stiso il 19 Nov 2012, 15:12
Silverado scrisse un post su un topic aperto da Pag (parlava di piccioni uccisi. Il post, non il topic) così delirante che se ci ripenso ancora scoppio a ridere da solo.... Purtroppo non ebbi la prontezza di salvarlo e si perse nell'oblio dei cambi di server....


io ho aperto un topic sui piccioni uccisi???  :o :o :o
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 01 Nov 2013, 12:20
No, il topic non parlava di piccioni uccisi ma di qualcosa relativo a momenti da ricordare (o cose simili). Silverado scrisse un post in cui raccontava di come uccise a revolverate un paio di piccioni finendo inseguito dalla polizia. Assolutamente delirante ed esilarante
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Maremma Laziale il 01 Nov 2013, 12:59
https://web.archive.org/web/*/http://lazio.net (https://web.archive.org/web/*/http://lazio.net)

Qui, con un po' di fortuna, potrete trovare qualche bel ricordo  ;)
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Cialtron_Heston il 01 Nov 2013, 13:22
Citazione di: Stiso il 01 Nov 2013, 12:20
No, il topic non parlava di piccioni uccisi ma di qualcosa relativo a momenti da ricordare (o cose simili). Silverado scrisse un post in cui raccontava di come uccise a revolverate un paio di piccioni finendo inseguito dalla polizia. Assolutamente delirante ed esilarante
:lol:

Purtroppo non l'ho conosciuto, ho letto una cosa sola di lui e mi e' bastata per erigerlo a idolo:)
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 01 Nov 2013, 14:07
Citazione di: Pag il 01 Nov 2013, 12:15

io ho aperto un topic sui piccioni uccisi???  :o :o :o

Il topic si chiamava "Momenti", ora ricordo
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 01 Nov 2013, 23:49
Io ho un bel po' di roba vecchia vecchia, molto Pikkio ma anche qualche Tarallo.
Su webarchive però ho ritrovato or ora questo pezzo che scrissi per il magazine (https://web.archive.org/web/20021216024928/http://www.lazio.net/club/html/magazine/danno.htm) il giorno della cessione di Nesta. Si vede, a leggerlo, quanto stavamo a pezzi. Un commento rabbioso e addolorato. Vado a cercare Pikkio e ve lo posto.

Il danno

di Pancrazio Anfuso

Era chiaro. Era tutto chiaro, ad avere occhi per vedere. I movimenti della trimurti indicavano chiaramente quale sarebbe stata la destinazione del Capitano. Tutto s'incastrava alla perfezione: la lunga trattativa del Milan per prendere Cannavaro, soprattutto, e il fatto che il difensore del Parma fosse d'improvviso passato all'Inter per la metà della cifra che (si diceva) il Milan sarebbe stato disposto a sborsare per lui. Mentre la Juventus monitorava la situazione, e teneva bloccata la Roma con la trattativa-burla di Davids, e la Lazio godeva di qualche spondina da parte della lega, che mediava la complicata trattativa con il Chievo. I soldi della Lazio occorrevano al Chievo per iscriversi, i soldi del Milan occorrevano alla Lazio per restare a galla, i tempi non combaciavano e il Potere ha fatto in modo che combaciassero, liberando il campo dalla possibile concorrenza cittadina, che a quel punto aveva già preso il suo bel crack in difesa.

Gli occhiali del tifoso in questi casi sono quanto mai opachi, e noi non abbiamo capito. Non siamo stati in grado di leggere quello che era sotto i nostri occhi, ci siamo illusi che la Lazio potesse tenere il suo capitano e rilanciare la sfida al campionato. Invece, serviva soltanto la conferma (una formalità) del superamento del preliminare di Champions League da parte del Milan. Conferma che è arrivata e ha sbloccato la situazione.

Adesso, cosa succederà? Oh, niente, niente davvero.

Perché chi è della Lazio sa di poter sopravvivere a tutto. La memoria del dolore è quella più vivida, sempre, e scatta in questi casi a proteggere chi ce l'ha, e rende composti, civili, solidali. Il dolore e il danno segnano la storia della Lazio, da quando la squadra che cercava prepotentemente lo scudetto negli anni cinquanta scivolò in serie B da ultima in classifica, da quando raggio di luna oltrepassò il tevere, da quando CeccoNetzer e Maestrelli mancarono, e il sogno dell'Aquila si trasformò in tragedia. Da quando Chinaglia ci lasciò, ed era tutti noi, da quando Chinaglia tornò, e rischiammo di sparire, da quando Manfredonia, Giordano, Wilson e Cacciatori vendettero per trenta denari il nostro cuore e le nostre bandiere, da quando un furfantello in squadra ci regalò la serie C, per un'estate, e poi il -9 in serie B. Da quando qualcuno ha trasformato il nuovo sogno in un lungo viaggio verso l'inferno, congedando Nedved, Salas e Veron, e ora il Capitano senza macchia.

Si può dire di tutto per giustificare la cessione con la crisi, ma non è un esercizio da fare ora, nel momento del rimpianto e del dolore. Nesta se ne va, venduto al Potere del calcio e del Paese. Un potere arrogante, va detto, nel calcio e nel Paese. Quello che accade nel calcio è grave e deve far riflettere: chi chiede comportamenti virtuosi agli altri, e si proclama garante della soluzione della crisi, dall'altra parte briga per ottenere il massimo vantaggio dalla propria posizione di dominio. E liberarsi della concorrenza, non certo nel modo più ortodosso. Che la Lazio sia funzionale a questo piano fa pena, dice di una società al momento subalterna e pronta a scendere a patti con avversari che in un tempo non lontano ha saputo mettere in ginocchio. Sale sulle ferite dei tifosi, non c'è dubbio. Ma anche nuova consapevolezza, per i tifosi: quella di essere l'unica parte pulita in campo, quella di avere più dignità di ogni mestatore di questa giostra di miliardi, quella di poter assistere ai mille teatrini del Barnum con la certezza che un giorno la scena cambierà, e che ci sarà una Lazio senza questi protagonisti. Ai quali si deve gratitudine, di sicuro. I quali però stanno comportandosi come se la Lazio fosse espropriata della propria storia e della propria dignità. Che poi è "Vita propria", perché la Lazio è una cosa viva, non un oggetto commerciale.

Che poi un Presidente del Consiglio possa mentire pubblicamente a più riprese, dicendo che un affare non si fa, e poi farlo, fa parte dei misteri d'Italia. In America, terra delle opportunità ma anche della propaganda mediatica, e paese a cui s'ispira abbondantemente l'ultraliberismo maccheronico, il fatto sarebbe di una gravità assoluta. Ma qui la democrazia è un oggetto misterioso, e il trono di Berlusconi non si può certo mettere a rischio per una bazzecola del genere. Semmai qualche cortigiana sospirerà di più al pensiero delle infinite risorse di Re Silvio, al cui compiacimento regaliamo il nostro paladino, l'uomo cresciuto nella Lazio e con la Lazio, perché ci conceda di continuare a stare nel circo che conta. Da comprimari, però, ed è una bella umiliazione per chi non più tardi di tre anni fa sfidava il cielo... Ma l'umiliazione si considera, da un punto di vista economico-finanziario, presidente Cragnotti? Vendere la bandiera è come uno sputo sulla maglia, è un'ombra sulla nostra storia, piccola di successi, grande di tradizioni sportive e di dignità. La storia che ci dice, presidente Cragnotti, che conosciamo il sapore della morte e della privazione, e che sappiamo di sopravvivere, anche se, ancora una volta, abbiamo subito un danno. E sopravviveremo anche alla sua gestione roboante di campioni e di soldi, che ultimamente regala pochi sorrisi e poche verità, soprattutto. E l'umiliazione di vederLa ancora contrabbandare i nostri sogni, e il nostro amore per la Lazio, di cui Nesta era la fulgida immagine.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 01 Nov 2013, 23:52
Un mandante, un assassino, un commissario.
Tre biondini.


Gialloderby
ovvero: il momento in cui intuii di essere completamente pazzo.
di Pikkio

si puo' scrivere un messaggio filmato?
razionalmente la risposta e' ovvia ed e' no. lo si puo' sviluppare, con la forza del pensiero, dei ricordi e della fantasia. questo messaggio ci provera', provera' ad essere un filmato di quelli che, sempre razionalmente, si potrebbero definire come rovinati, con fotogrammi che si bloccano per qualche istante. ma qui la razionalita' non c'entra, qui ci sara' solo un modo diverso di vedere le cose e che consentira' a questo filmato di essere diverso, non rovinato, perche' permettera' di immagazzinare informazioni, sensazioni, luci, colori, suoni, odori. soprattutto sensazioni.
per provarci, devo scrivere ad occhi chiusi.

non fa caldo, ma ho caldo; ho le mani sudate, ma gelate. le emozioni, belle o brutte che siano, hanno sempre qualcosa di unico: capovolgono la logica delle cose. se non fa caldo, non dovresti sudare, se sudi, non dovresti avere le mani gelate. forse non sono le emozioni, forse e' solo una reazione chimica dovuta al dissesto nervoso: ho da poco visto quello che chiamano principe sbandierare la propria maglia sotto la sua lurida curva, e, sebbene fossi discretamente lontano, ho anche, chissa' perche', la sicurezza che quel siluro di fuser avesse varcato la linea bianca dopo aver sbattuto sotto la traversa. ho detto lurida curva? si, l'ho detto. lo penso: una lurida curva i cui posti sono occupati da migliaia di luridi tifosi. eppure con tanti di loro sono amico fraterno, stamattina ci ho scherzato come al solito e tra qualche giorno, quando gli sara' passata la voglia di sfottermi facendo leva soprattutto sull'ennesima svista arbitrale, ci rischerzero' di nuovo. gia', la logica capovolta.
fermo immagine.
ecco il primo biondino. sfoggia un caschetto vagamente fuori moda su una testa che sembra troppo grande per stare su quel corpicino minuto. ha il tronco breve e le gambe lunghe che riesce a muovere con una rapidita' fuori dal comune e che gli permettono di colpire il pallone con una violenza decisamente fuori dalla media alla quale sposa una precisione quasi chirurgica. non oggi. e' la prima volta che lo vedo, oggi. e' a centrocampo alla ricerca di un pallone che non ha mai o quasi mai visto negli ultimi ottantotto minuti della sua vita pallonara. lui che e' un assassino e' nel posto dove dovrebbe stare il mandante.
si riparte.
vola un borghetti vuoto, accompagnato dal vocione roco di un omone grande il doppio della sua voce che rimpiange ruben sosa, quello che al derby lasciava sempre il segno. eh, l'uruguagio, l'uruguaiano, o come cazzo si dice: un amore finito, chi se lo ricorda piu'? me lo ricordo, altroche', ma non ho altra scelta che convincermi del contrario.
fermo immagine.
ecco il secondo biondino. il fisico, decisamente, non e' da calciatore; le sue ultime prestazioni sportive, ahime', neanche; le sue prestazioni nella vita di tutti i giorni decisamente no. ha il faccione tondo da divoratore di cioccolata, ed il tronco larghissimo sovrasta le gambe sofferenti ed in fondo anche sproporzionate, troppo piccole. ma e' uno di quelli che gioca ad occhi chiusi, e che fa chiudere gli occhi anche a chi lo guarda. e' nel posto sbagliato, quasi dentro l'area di rigore, dove dovrebbero essere gli assassini, e lui e' tanto che non uccide nessuno. e' li' da parecchio, le gambe fanno fatica a trasportare quella massa troppo grande, e non vede il pallone da piu' degli ultimi ottantotto minuti della sua vita pallonara. corre poco, non tocca un pallone, e' grasso, conduce una vita sregolata ed e' anche mezzo zoppo: chissa' per quale ameno motivo mi sono innamorato di costui, come tutti i miei compagni di fede, e continuo ad esserne innamorato, a difenderlo con le unghie, a sbraitare contro chi osa dire quella che in fondo e' piu' verita della mia sul suo conto. sara' perche' e' sfigato, discretamente sfigato, straordinariamente sfigato, dal punto di vista pallonaro, e quelli cosi' sono laziali anche se nascono sopra la manica, o oltre l'atlantico, o sotto l'equatore o anche oltre la milky way.
si riparte.
fermo immagine.
ecco il terzo biondino. e' alto, slanciato, volendo anche bellino. un fisico da calciatore sovrasta i suoi due piedi da manovale. c'e' poco da dire sul terzo biondino, se non che negli ultimi ottantotto minuti della sua vita pallonara ha costantemente tenuto alla larga il pallone dalla propria area. lui e' il commissario, le sue indagini stanno andando a buon fine, lui lo sa ed e' qui che commette, forse, il suo errore fatale: se ne bea, sebbene si trovi a pattugliare esattamente il luogo da dove potrebbe spuntare l'assassino.
la logica capovolta. il mandante al posto dell'assassino, l'assassino al posto del mandante, il commissario di ronda nel luogo del delitto: un omicidio, con queste condizioni, non si compirebbe mai. pero' non fa caldo, ho caldo, sudo, sono freddo. ci spero. ci credo. sudo.
si riparte.
il primo biondino guadagna una punizione. il primo biondino, l'assassino, e' nel posto sbagliato. il secondo biondino, il mandante, e' nel posto sbagliato. tutti e due, forse, hanno le mani fredde come le mie nonostante le gocce di sudore caldo che bagnano la maglia. la curva di luridi festeggia, ma in silenzio, mentre dall'altra parte lo sconforto impera cantando. i primi due biondini si guardano: proviamo. c'e' il commissario di ronda? siamo nel posto sbagliato? sti cazzi, guardiamoci in giro, la logica e' capovolta. perche' questo non e' un derby, e non e' neanche un giallo: e' un'emozione. l'assassino mandante tira l'arma al mandante assassino, lentamente, come se i due volessero sfidare fino in fondo il commissario fregandolo pur avendolo messo nelle migliori condizioni per evitare l'omicidio.
fermo immagine.
si sente l'odore delizioso dell'erba bagnata e calpestata, quello forte del sudore, quello acido delle gocce di caffe' borghetti rimasto nelle bottigliette svuotate da chi e' in cerca di un complice per vincere la paura o la scaramanzia o anche solo la partita, ma i film non hanno odore. si vede una curva bianca e celeste ed un cielo grigio: il cielo in una curva e una curva nel cielo. si sente il fischio sordo del pallone che scivola su un raggio di luce, eppure l'immagine e' ferma, il pallone e' fermo in aria, a circa due metri da terra, nel mezzo ell'area di rigore, proprio dove c'e' il commissario e proprio come il commissario preferisce. la logica direbbe che e' un pallone buttato, ma e' tutto cosi' straordinariamente capovolto.
si riparte.
il secondo biondino indovina il miglior terzo tempo della sua vita. appoggia in terra il piede destro, poi il sinistro e poi ancora destro a vincere la legge di gravita', a portare la testa di un fisico goffo e quasi impacciato al di sopra di quella di un fisico longilineo ed atletico, proprio dove arriva il pallone. sembra un fermo immagine, ma non lo e': rimane davvero in aria un secondo di piu', quel secondo che gli consente di puntare e mirare con estrema freddezza e fatale precisione. bang. uno sparo sordo e quasi silenzioso, un colpo solo, secco, deciso, preciso. la vittima non ha scampo.
il boato.
fermo immagine.
sono pazzo, sono completamente pazzo. pero' sono felice.
l'omicidio si e' compiuto. il commissario non ha potuto nulla, perche' stavolta il mandante era l'assassino e l'assassino il mandante.

dedicato a Paul Gascoigne e Beppe Signori, due che sapevano prima di me che le emozioni capovolgono la logica.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:00
Lazio 2001-2002:
pagelle di regime biancoceleste
(con qualche lieve striatura nera perche' aho', pare che l'inter piaccia.)

di Pikkio


1 Marchegiani Luca: 6.
Tutto sommato non e' disprezzabile mai in quanto tale, frase che non significa niente ma che contemporaneamente e' pregna di significati, e non fate quella faccia che c'e' grossa e grassa differenza tra la p e la f. Avendo un titolare come Peruzzi, uno che si fa male anche in fase digestiva, e' d'uopo un secondo portiere di sicuro affidamento come il nostro michelone cucuzza. Che con l'eta' ha migliorato i riflessi. Quelli dei capelli, ma anche quelli propri da portiere. Pure perche' peggiora' rispetto a quel tiro de Henry...

2 Colonnese Francesco Franco detto Ciccio: 6
Nel nome due comici siciliani, anche se l'unica cosa che di lui faccia ridere e' il taglio di capelli disegnatogli da quello che disegna Holly e Benji. In linea strettamente teorica e' un pippero, pero' siccome lui ne e' conscio gioca sempre con la massima concentrazione e cerca sempre di fare la cosa facile. Che sembra una cosa ovvia, ma non lo e'. Bettarini gli scarnifica una tibia e gli preclude la possibilita' di giocare un derby da protagonista: l'avesse fatto un laziale ancora stavamo facendo illazioni.

3 Cesar Aparecido Rodriguez Aristoteles: 4
Chi l'e'? Cioe': in fase difensiva e' impresentabile, in quella offensiva appena decente. Il problema e' che e' un terzino. E' come se uno comprasse un centravanti che la palla dentro non la butta mai, pero' che sia appena decente nello spazzare l'area di testa. Obrigado, mo' pero' sfancula eh!

4 Baggio comoDino: 4.5
Rispetto allo scorso anno tanti minuti in meno e tanti guai fisici in piu'. Nelle poche volte che e' chiamato a dare una mano alla causa si piazza nimmezzo diccampo e da li' non si muove neanche a calci. Impreziosisce la sua stagione con una straordinaria prestazione nel derby di ritorno: vabbe' che era fuori ruolo, pero' ennamo no... Di lui ricordo la prestazione con il Chievo in casa: decente. Poi pero' gli vengono i crampi nel momento esatto in cui Corini (che o non lo sapeva, o e' un fenomeno) mette la palla a due centimetri dalla sua testa, con lui che non riesce a saltare...

5 Stankovic Dejan: 7
Una delle poche note liete della stagione. Da vice Nedved e' molto piu' continuo rispetto a come ci aveva -purtroppo- abituato (una partita buona e sei scarse), ed inoltre ha finalmente iniziato a gestire la propria ira che ogni tanto scavalla e tracima, trasborda, transuma, vabbe'. Nota molto negativa: il taglio di capelli sciorinato a meta' stagione: sembrava appena uscito dal remake del nome della rosa. Gol pesanti, gol belli ma inutili, continuita': ottimo, Deki.

6 Mendieta Gaizka: 4
Giovanni Tedesco ha detto testuale "negli spogliatoi faccio spesso una battuta: la lazio ha speso 100 miliardi per mendieta, con 4 si portava via me". A me sta battuta non ha fatto ridere. Una delusione inimmaginabile, si trascina tra campo e panchina, indossando sempre una buffa parrucca, non fa un cazzo, tira male, sbaglia i passaggi, riga i cofani delle macchine a formello... la cosa drammatica e' la consapevolezza che andra' via a prezzo stracciato, e dimostrera' altrove di essere il fenomeno di Valencia, quello che ha vinto per due volte il premio come miglior giocatore della Champions League e che presentava lo show del sabato sera su La cinco, si chiamava "Carramba que suerte", mi pare.

7 Lopez Claudio: 5.5
Un inizio di stagione impresentabile. Il problema non sarebbe cosi' grave se l'inizio di stagione non gli fosse durato sei mesi. Poi si riprende, e nell'ultimo mese gioca da prima punta correndo e lottando come non si era mai visto. Soffre di una rara sindrome psicologica che si chiama "morbo di Calloni": quando vede un portiere, gli tira addosso. Io lo terrei, sebbene finisca spesso in fuorigioco con quella canappa da formichiere che detiene.

8 Poborsky Karel: 5
Karel e' sempre stato un giocatore di quelli tranquilli, che se la squadra gioca bene si fa valere, e se la squadra gioca male si nasconde. Tutto questo e' stato valido fino all'ultima giornata quando tira fuori l'orgoglio e il contratto gia' firmato con la juve, se fa du conti e dice: beh, quasi quasi... Sono sconcertato dal suo insultare il tifo laziale dopo il gol all'inter: voglio dire, a vederlo sembra che neanche respiri, io francamente non so neanche se abbia la voce oppure no, eppure siamo riusciti a fare incazzare pure lui.

9 Kovacevic Darko: i che sta per Indefinibile.
Voglio dire: in fase offensiva e' impresentabile, pero' in fase difensiva e' appena sufficiente. Il problema e' che e' un attaccante. E' come se uno comprasse un terzino sinistro che non difende e che attacca appena decentemente. Sta cosa, piu' o meno, devo averla gia' scritta da qualche parte. Grandiosa la sua prestazione a Perugia, nella seconda di campionato, quando inciampa due volte sul pallone. Mio nonno almeno lo evita, il pallone.

10 Crespo Hernan: 5
Tre triplette inutili, quattro infortuni e tanta voglia di aggiustarsi i capelli dietro l'orecchio: questo e' stato il Crespo di questa stagione. Praticamente un abusivo. Ottime le prestazioni anche fuori dal campo, davanti ai microfoni, quando dice che si, no, me ne vado, ma no, aspe', pero' io voglio vince e poi entra in campo e non la struscia. In forma mondiale. Spero. Per l'Italia.

11 Mihajlovic Sinisa: 6
Beh, che dire? Sinisa, un uomo al capolinea con la Lazio, squadra alla quale ha dato tanto, e un uomo che ha dovuto sorbirsi di tutto da parte dei suoi tifosi, tifosi ai quali ha dato tanto. Non entro nel merito della questione dello sputo perche' non so se cio' sia avvenuto o no, e comunque era molto poco ben visto anche prima, sebbene avesse giocato molto poco. Ricordo il giubilo dei laziali quando si fece male durante il preliminare di CL. Uno dei pochi a giocare il derby, ed era completamente fuori casa. Ciao Sinisa, tanti auguri e grazie.

12 Curva Nord: n.g.
Dodicesimo in campo quando si vuole, a volte inenarrabile il proprio apporto fatto di amore per la maglia e tifo indiavolato -soprattutto durante lo scandaloso inizio di stagione e il vergognoso derby di ritorno-, alternato a cadute di stile ed eccessi nell'autoreferenzialita' fino a sconfinare nell'autolesionismo, come nel ritorno di coppa Italia contro il Milan o nell'ultima di campionato. Striscioni molto piu' che semplicemente civili opposti ad altri decisamente vergognosi. Croce e delizia. A volte li vorrei ammazza'. A volte pure.

13 L'incommensurabile: 6.5
Non un gran campionato, invero. O meglio: non il tipo di campionato al quale ci ha abituato, fatto di mostruosita' e neanche un errore: quest'anno ne fa diversi. Smarrito nella difesa a tre, porta a spasso quei capelli li', unti che neanche la carta della pizza, con la consueta vigorìa e l'usuale balsamo per meta' campionato, mentre per l'altra meta' li appoggia sul lettino di un fisioterapista. Clamorosa la topica presa al derby, quando si fa anticipare due volte di testa da un nano ed una volta di piede, con il pallone che rimane li' e lui che non rinvia subito per un motivo ben preciso: nel momento esatto in cui stava per rinviare ha visto di fianco a se' il fantasma di Paolo Negro ed ha detto "no, deqqua no, forse e' meglio se rinvio della'". Il tutto in quarantacinque minuti: durante l'intervallo non rientra, preferendo rimanere negli spogliatoi a guardare un film, "mamma ho perso l'aeroplanino".

14 Simeone Diego Pablo: 6
Un grave infortunio toglie la sua voglia di lottare a questa squadra senz'anima, e la Lazio paga dazio. Anvedi che rima. Non imprescindibile da centrale nel centrocampo a cinque di inizio stagione, rientra a fine campionato segnando il gol che ci regala la Uefa a noi, e una bustina di cianuro a Moratti. Tra l'altro, so' contento pe' Toldo, fatemelo di', che ancora me lo ricordo fasse mezzo campo de corsa pe' anna' a abbraccia' Batistuta a Firenze, qualche anno fa. A fine partita saluta i tifosi: io spero di no, perche' se dovesse andare via, ci manchera'.

15 Pancaro Giuseppe: 5
Credo che la causa della sua annata diciamo molto poco positiva sia da ricercare nel suo naso: secondo me durante il ritiro a Riscone ha inspirato troppo ossigeno, e gli si deve essere bruciato qualcosa dentro al cervello. Azzecca un cross in tutta la stagione, contro il Verona, e un fallo, quello su Signori contro il Bologna. Per il resto il sosia bianco del popolare pupazzo Rockfeller (quello che diceva "prendi moreno") (non mi ha mai fatto neanche sorridere) inanella una quantita' disumana di cazzate e cazzatielle. Mi sono sempre chiesto come mai da due anni l'Inter lo richieda con insistenza. Poi ho visto Gresko.

16 Giannichedda Giuliano: 7.5
La sorpresa della stagione. Arrivato a rimorchio di Fiore, e' risultato l'unico acquisto estivo azzeccato della banda Cragnotti. In tutta la stagione ha percorso la stessa quantita' di chilometri della Arrows nello scorso mondiale di formula uàn, senza peraltro rientrare mai ai box. Il migliore, ed e' tutto dire perche' nonostante sia un buon giocatore, non e' certo quello che fa fare il salto di qualita'.

17 Gottardi Guerino: n.g.
Mezza presenza, trenta passi in tutto. Pero' je vojo bene.

18 Negro Paolo: 6
Paolino Paperino si strappa con una frequenza straordinaria, prova a giocare -male- da centrale nella difesa a tre, prova a fare l'esterno di destra nel centrocampo a cinque -male anche li'- poi finalmente fa il suo ruolo e inizia a giocare come Cristo comanda, pero' si fa male ancora. Santo Iddio Paoli', te me sa' che hai fatto qualcosa di male in un'altra vita. Subisce una invereconda contestazione ad personam da parte di molti laziali che forse hanno somatizzato lo sfortunato episodio del derby d'andata della scorsa stagione: Paolino, nove stagioni nella Lazio, maglia degli Irriducibili sotto a quella da gioco, non se lo meritava proprio.

19 Favalli Giuseppe: 6.5
Ottimo il suo avvio di campionato, dove e' uno dei tre a salvarsi dallo schifo disumano visto per lunghi mesi, sebbene sia impiegato come difensore centrale di emergenza, ruolo che ricopre con ottimi risultati, anche perche' e' costretto a stare fisso dietro e non ha mai la possibilita' di salire ed effettuare quei cross vergognosi dei quali sono capaci solo lui e Poborsky, e noi abbiamo tutti e due. Dopo tanto tempo, una stagione piu' che sufficiente. Pare che mo' se lo damo via. Cioe': proprio ora che s'e' imparato a gioca'...

20 Fiore Stefano: 5
L'altra bufala estiva presa dalla famiglia Cragnotti. Che non fosse Veron si sapeva, bastava guardare la carta d'identita', ahah. Pero' e' anche pesante, svogliato, non prende mai iniziative (neanche a letto con la fidanzata, me l'ha detto quella bionda che fa quel programma il sabato su canale 5) (aaa Berlusco', il programma non lo guardo), e spesso sparisce nel centrocampo a fare... un cazzo, non fa niente. Finisce la stagione in crescendo, anche perche' in calando era impossibile, giocando in appoggio al solo Claudio Lopez in attacco. D'altra parte, in primavera si sa, che i fiori... vabbe'.

21 Inzaghi Simone: 6
Entra in squadra soffiando il posto a Claudio Lopez, ed e' un altro calciatore rispetto al danettedanone al quale eravamo abituati: corre come mai, e' cattivo, difende ed e' addirittura altruista, roba dell'altro mondo. Tra punizioni e rigori, in tutta la stagione ne guadagna un centinaio, tutte rigorosamente non fischiate perche' oramai, Simo', e chi te da piu' retta. Apprende dell'arrivo di Mancini -quello che lo acquisto' durante le sei ore nelle quali lavoro' (si fa per dire) da dirigente, e quello che gli disse "deficiente" in diretta mondiale quando tiro' quel rigore a Taibi (peraltro piu' che giustamente)- con un ghigno indecifrabile.

23 De los Delittos e de La Pena Ivan Lupin: 2
Cinque anni a rubare stipendi. Gioca venti minuti contro il Torino in campionato, incidendo sulla partita come un ago di pino su un parquet, e scusate se ho forse esagerato. Strepitoso il gol mangiato contro il Siena in coppa Italia: e' solo, davanti alla porta sguarnita con il pallone tra i piedi, il cervello gli grida "tira in porta!" ma la gamba gli risponde "file not found", e sbaglia. Mai contestato da nessuno, anzi, spesso invocato: ancora non ho capito perche'.

24 Couto Fernando: 6
Fernandone fa sempre il suo sporco lavoro in difesa, e' duro e picchia quanto basta, anche se lascia alla Lazio tanti gol di testa, troppi per una difesa con lui e Stam. Un gol contro l'Atalanta da posizione impossibile (due metri) e qualche vaccata sparsa qua e la'. Per me ogni tanto la parruca gli offusca il cervello.

26 Castroman Lucas Martin: 6
Pochissimo in campo, sempre in infermeria o ignorato chissa' per quale ameno motivo. Ma quando scende in campo non demerita, e lotta con il consueto giovanile ardore. Da confermare se non altro per ringraziamento: dopo il gol ai cani nello scorso campionato, il gol che condanna i viola ad andare in trasferta a salerno il prossimo anno. Caruccio con la coda, da lontano sembra mi' sorella.

28 Liverani Fabio detto il Pele' beige: 5
Inizia bene, toccando la vetta massima nel match casalingo contro la juve, quando beffa Buffon con un pallonetto di esterno destro molto preciso. Poi si adegua all'andamiento liento della squadra, o anche alla contestazione continua subita dai propri tifosi in ogni momento della sua vita laziale. Gioca, a dir la verita', un derby di andata decisamente indecoroso, il che' non ha sicuramente giovato alla sua nomea. Poi vabbe', non ho mai capito fino in fondo perche', dal momento che gli si contesta il proprio tifo difettoso, non lo si apostrofi solo con epiteti del tipo "romanista demmerda" ma si trascenda su facili considerazioni sul colore della propria pelle.

31 Stam Japp: 7
Una colonna, quando non si droga. Numeri alla mano, con lui in campo la Lazio vola e subisce poco e niente, con lui a San Patrignano arrivano gol a secchi e la Lazio ovviamente stenta. La cosa piu' bella della stagione e' la sua prima ammonizione contro il Verona, quando viene inseguito dall'arbitro e fa il vago per dieci minuti. Geniale.

33 Evacuo Felice: n.g.
Una volta in campo dall'inizio, e non la vede mai, piu' o meno come Pancaro da quando la Volpe gli ha detto che preferiva Michele Uva. (scusate) E che nessuno, dico nessuno, faccia dell'umorismo sulla sua tragedia anagrafica.

70 Peruzzi Angelo: 6.5
Regge la baracca praticamente da solo durante l'inizio di stagione, quando para il parabile e quasi tutto l'imparabile. Ha un solo calo -vistoso- di rendimento dovuto a scarsa concentrazione negli ultimi dieci minuti della partita casalinga contro il Verona, per il resto molto costante seppure fragile. Di lui ricordo la faccia attonita dopo avere preso "quel" gol da Schevchenko, gol che peraltro ha mandato di fatto il Milan in CL e noi in Uefa (fateve du' conti). Una volta da forfait mezzora prima di scendere in campo per mal di stomaco: era stato alla comunione del figlio di un suo parente, bambino che il Peruzzone aveva ingerito per errore scambiandolo per un abbacchio. Un consiglio: Angeli', nun te mette la divisa bianca che gia' sei un cinghiale, se te vesti de bianco pari er Tibet. Te dovesse vede' un cinese, so' cazzi tua.

Letargia Zoff: 4
mamma mia.

No me gusta el crudo/no me gusta el cotto Zaccheroni: 4
Dalla sua ha una attenuante: si e' ritrovato una squadra costruita -male- da un altro. Pero' quel derby... manco Agroppi posseduto da Lorenzo avrebbe messo in campo una squadra cosi'.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:19
Inter - Lazio
(So' terrorizzato: in settimana giochiamo un'altra volta a San Siro)


Marchegiani: 6
Miracoli non e' chiamato a farne, ma sembra sempre molto sicuro dei suoi mezzi, bloccando con sicurezza tutti i palloni che vagano dalle parti della sua maglietta che non esiterei a definire oscena: mia madre a natale me ne ha regalato uno uguale. L'ho gia' cambiato. All'ultimo secondo invoca l'aiuto del sole -come daitarn III- (a proposito, ma i precedenti due daitarn? se qualcuno avesse notizie, mi contatti) per spingere fuori un pallone velenoso di christian vieri, che nel frattempo e' diventato un rosicone incredibile.

Negro: 6
Inizia alla sua maniera, quella oscena, sbagliando il tempo dell'intervento ogni volta che il pallone gli transitava vicino. Evita accuratamente di dare fastidio a Guglielminpietro, che insieme a suo fratello Guglielminpaolo hanno una liberta' d'azione pari solo a quella del primo miniiiiiii, ahem, stavo scivolando sul politico, scusate. Comunque nel primo tempo i fratelli Guly fan quel che cazzo gli pare. Nel secondo migliora sensibilmente, indovinando tre o quattro interventi difensivi consecutivi da laterale, uno dei quali di tacco -ncredibbileeee- ed un paio da centrale per un totale di sei. Eugagliato il record dell'anno scorso. Paole', ti sei per caso chiesto per quale motivo l'Inter attaccava solo ed esclusivamente dalla parte tua?

Couto: 6
Non si puo' certo dire che Vieri e Kallon non siano mai stati pericolosi, pero' Fernandone ci mette il solito impegno, la solita grinta e la solita parrucca, tentando di eliminare fisicamente prima Bobo con una gomitata e poi Kallon -che, detto ta noi, secondo me se droga come pochi, ci ha quasi piu' bubboni di cassano in faccia- con un calcione. invecchiando sta diventando buono: dopo avere quasi divelto un menisco di Kallon, gli chiede scusa per un minuto abbondante.

Nesta: 6.5
Una cosa e' certa: inter e milan sono fuori dall'asta per l'acquisto del capitano. e comunque san siro ha rotto le palle, fa schifo, e' duro e piatto, con qualche avvallamento leggero e con diverse zone interamente bruciate. il che' lo rende identico al cervello di Flavia Vento, e' incredibile. chissa' perche'... vabe', tornando alla prestazione: conduce con la solita gagliardia la difesa biancoceleste, sbagliando un solo anticipo per colpa di un rimbalzo maligno del pallone su una talpa che pensava di stare ancora nella testa di una bionda strappo' ospite di Simona Ventura.

(dal 73') Pancaro: 9
Struscia due palloni, dei quali uno con scarso costrutto. Ma prima di entrare in campo e' stato inquadrato mentre si pettinava con le mani. Erano mesi che non ridevo cosi'. Il voto e' per ringraziamento.

Favalli: 7
Dopo venti minuti avrei voluto interagire con il televisore, entrando nel campo attraverso il tubo catodico, inseguirlo e prenderlo a schiaffi sulle guancie: non si puo' insistere a crossare in quel modo inutile, a chiromba ed a due all'ora, roba che non prenderebbe neanche polifemo -figuriamoci claudio lopez-. Pero' in fase difensiva, dalla quale non si scolla per tutto il secondo tempo, e' praticamente perfetto. Un giocatore sul quale contare, sempre che finalmente lo sorregga la muscolatura.

Poborsky: 5
Abulico, che non so che significhi ma ci sta bene. Attacca molto poco Gresko, cosa che a mio parere avrebbe dovuto fare in continuazione, e nella maggior parte dei casi perde il duello con lo slovacco figlio di slovacca. In fase difensiva semplicemente non c'e', lasciando una prateria davanti ai fratelli Paolo e Pietro Guglielminguly. Avrebbe potuto fare di piu', frase tipica da professore a genitore a colloquio. Se conoscete un genitore al quale non lo hanno mai detto, presentatemelo.

Giannichedda: 7.5
E' straordinario per quantita' e qualita': recupera un'infinita' di palloni, e' intelligente tatticamente come un delfino, ed in piu' non perde un pallone neanche a fargli fallo. E' un vero e proprio mostro, rega', a me questo me fa paura, nun e' normale. La Lazio si dispone ordinatamente sul campo, lui lo occupa. E' qui la differenza. Metterei il suo nome sulla mia nuova maglia, se solo non costasse un milione di euro: capirai, ci ha un cognome de centotrenta lettere...

Liverani: 4.5
Brutta prestazione, ma brutta brutta. Perde un sacco di palloni orribili e pericolosissimi sulla trequarti, sbaglia diversi appoggi facili, batte dei calci d'angolo vergognosi -livello Mihajlovic degli ultimi tempi, pero' sotto trip- e fa piu' danni che altro. Pero' puo' capitare una giornata storta, no? Si vede -anche da come corre- che avra' avuto il leone che gli e' entrato nel segno... da dietro, evidentemente.

(dal 64' Mendieta): 6.5
La prima notizia e': entra in campo ed in partita contemporaneamente! Fino a ieri entrava in campo alle tre ed in partita alle nove di sera, sei ore dopo. Gioca benino, forse corroborato dalla presenza del suo vecchio maestro in panchina, perdendo pochissimi palloni, distribuendo bene il gioco e dando razionalita' all'azione offensiva biancoceleste. Bentornato, Gaizka. Anzi: benvenuto...

Fiore: 6
L'altra notizia e': tutto sommato sembra un giocatore di calcio. Fino a ieri giocava male e sembrava un tennista capitato per caso su di un campo da calcio, ieri almeno e' sembrato un calciatore. Che si propone in fase offensiva con discreta pericolosita', andando molto vicino al gol dopo uno splendido duetto con Crespo al limite e percussione che termina con tiro di esterno destro di poco fuori. Benvenuto anche a te, Stefano.

Lopez: 6.5
Nel primo tempo e' devastante, un moto continuo, svaria su tutto il fronte offensivo sfiancando Materazzi e Sorondo. Cala alla distanza, ma fornisce comunque uno splendido assist giusto un cicinin troppo lungo per il Valdanito, che non ci arriva. Inoltre, ieri ho finalmente realizzato che el Piojo e' dotato di una canappa allucinante di dimensioni pari (se non superiori) a quelle del maresciallo Pancaro, il che' lo rende molto piu' simpatico ai miei occhi, e soprattutto a quel coso che dimora nel bel mezzo dei miei occhi.

Crespo: 5
Bello abbronzato.

Fuori concorso (voti sfusi):

Francesco Totti: n.g.
per rinnovare il contratto, ha voluto -mi dicono- quattordici miliardi di lire l'anno, il preparatore atletico personale, il fisioterapista personale, due zoccole polacche ma residenti a lavinio e una confezione da otto di baci perugina. Come lo definisce Zampa quando legge le formazioni? "il simbolo di Roma e della romanita'"? Beh, allora io -per 51 euro e 65 a settimana, mi offro come simbolo di Bergamo e dell'orobicità: me faccio biondo, poi me pettino come Taormina cosi' sembra che ci ho na fetta de polenta in testa, e poi so' perfetto.

Massimo Cragnotti: 4
"da cittadino di Roma sono contento del primo posto della squadra di Capello". Ah sei contento? Ma l'estate scorsa ndo cazzo stavi, a Montepulciano? Guarda, te do' quattro solo perche' dopo hai aggiunto che da tifoso laziale non sei contento.

Il presidente del Torino, Romero: 9
Dei capelli straordinari. Sembra Mendieta disegnato da un tossico.


I have a dream: che il giardiniere di Milanello, talmente bravo da far allenare il milan di Capello con qualsiasi clima, si metta una mano sulla coscienza e una sul prato di san siro. Oppure, le metta una buona volta tutte e due addosso a Capello.


Ma vi pare che per giocare a calcetto devo pagare 5 euro e 16 centesimi...
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:20
Lazio-Juventus
(la rubrica che ha piu' tentativi di imitazione della voce di Mike Bongiorno)
di Pikkio

Peruzzi: 9
Nel primo tempo, se si esclude qualche presa sicura in uscita alta ed una parata su un tiro di Davids da casa sua, e' totalmente inoperoso, ragion per la quale gli si surgela il pensiero di un abbacchio di tre chili a scottadito con le patate sulla traversa. Nel secondo e' piu' impegnato, specie dopo il vantaggio biancoceleste e la regolare reazione bianconera. Chiude bene lo specchio a quel lombrico' (e' francese) di Trezeguet, poi un paratone su Nedved ed infine viene assassinato da quel grandissimo [...] di Amoruso, concludendo la partita con un polso rotto e resistendo stoicamente al dolore e soprattutto al pensiero di non poter piu' mangiare con l'usuale e familiare grinta -ereditata dal padre Fred- i cosci di mammuth alla cacciatora che gli fa la mamma, la signora Wilma. Regala ai suoi tifosi il piu' bel momento da quando e' nel mondo del calcio quando aspetta col pallone tra i piedi il pressing di quella merda di Amoruso (se vi sembro avvelenato e' perche' !
lo sono, visto che quando si e' in ritardo sul pallone, il portiere SI SALTA e non si entra in scivolata), ed al suo sopraggiungere raccoglie la sfera dandogli le spalle e mostrandogli il culo: due voti in piu'.

Negro: 5.5
L'anello debole della difesa biancoceleste, purtroppo. A volte riesce a fare andare via addirittura il fantasma del opiera (ma che sagace giuoco di parole), che in campo oramai si riconosce solo per il braccino bianco. Un paio di falli inutili sui poveri resti di Pippturicchio (e dagli...) che costano pericolose punizioni dal limite che per fortuna batte lo stesso Del Pippero (vabbe' dai, giuro che e' l'ultima), e qualche errore di concentrazione, tipo quando si lascia scivolare un comodo pallone appogiatogli da Couto in fallo laterale. Pero' riesce nell'impresa di mettere un cross decente in area di rigore bianconera per la seconda partita consecutiva. E c'e' anche da aggiungere che non riesce a giocare al centro come lui vorrebbe. E che il Couto che giocava a destra ce lo ricordiamo tutti.

Nesta: 7.5
Inizia regalando un calcio d'angolo alla juve con uno stop indecoroso per chiunque, figuriamoci per lui. Poi non sbaglia piu' niente di niente, con i soliti anticipi puntuali e le solite chiusure perfette. E' assolutamente straordinario nel secondo tempo, quando esce dal pressing congiunto di Zambrotta e Trezeguet con due finte e senza buttare il pallone, facendo ripartire il contropiede con un'azione che nel rugby si definirebbe alla mano. Lo so, sono conscio che di rugby me ne intendo meno di quanto si intenda di tricologia quello che ha messo le forbici in mano al parrucchiere di Nesta, pero' le citazioni da altri sport fanno tanto opinionista sportivo alla Bizzotto. Fa davvero una pessima figura invece quando tenta di fermare Liverani impazzito dopo il gol, tentando un placcaggio alla Stoica che si conclude pero' con un botto alla orso della golia bianca. Evidentemente di rugby ci capisce meno di me.

Couto: 8
Svetta su tutti i palloni che passano nei tre centimetri quadrati di sua competenza (il resto dell'intera zona difensiva, lo ricordo, e' di competenza di Nesta), sbagliando solo il tempo su un contropiede "alto" di Trezeguet e Del Piero che, fortunatamente, non tira in porta di testa ma cerca il simpatico attaccante franco-argentino, simpatico come un vibrione, ovviamente. E nel finale perde una volta la posizione su una percussione di Nedved a sinistra, venendo immediatamente cazziato da Sandrino nostro. Un voto e mezzo in piu' per lo spirito di squadra e la gagliardia dimostrati nella difesa di Simone Inzaghi al centro dell'area bianconera.

Favalli: 7
Un'altra ottima prestazione del vicecapitano, che chiude tutti gli spazi a Nedved nel primo tempo ed a Zambrotta nell'ultima mezzora, si aiuta a vicenda con Stankovic con il quale forma una coppia molto affidabile -cosa che, lo confesso, mi stupisce parecchio- e che sembra giocare insieme da sempre. Ottimo, dopo cinque minuti del primo tempo, un suo cross basso a conclusione di una discesa suggerita da una splendida verticalizzazione di Liverani. La sua miglior stagione, almeno fino ad ora, da quando e' al mondo.

Poborsky: 6.5
Inizia alla stragrandissima creando scompiglio sulla fascia sinistra della difesa bianconera, e costringendo Zambrotta a rimanere indietro. Poi piano piano sembra sparire dal gioco e rimanere solo in copertura di posizione, finche' la Lazio non va in vantaggio ed allora riesce fuori il contropiedista puro. Strepitoso l'assist con il quale mette Crespo da solo davanti a Buffon, dopodiche' si rimette a disposizione della squadra badando a non scoprirla troppo, ad aiutare Negro ed a tenere la palla lontana dalla nostra area.

Giannichedda: 7
E' la straordinaria costante del nostro centrocampo. Aggredisce i portatori di palla bianconeri, sporca tutti i palloni e soprattutto e' tatticamente fondamentale ed ha un tempismo formidabile grazie al quale chiama il pressing nel momento giusto, uno per tutti: nell'azione del gol di Liverani. E' straordinario per l'ardore con il quale si confronta con Davids, al quale concede qualcosa in fatto di aggressivita' ma che non ha la sua sagacia tattica e soprattutto il suo accento ciociaro, e soprattutto quando entra da dietro sulle caviglie di Collina che stava in mezzo ai [...].

Liverani: 7
Ululato as usual al momento della lettura delle formazioni, comportamento forse non razzista ma sicuramente e decisamente da stronzi, se ne frega altamente, entra in campo e subito traccia una verticalizzazione per favalli. Gioca di prima, razionalizzando la fase offensiva biancoceleste, e tocca una infinita' di palloni, perdendone meno del solito grazie anche al blando pressing operato ai suoi danni dai due centrali di centrocampo juventini. Dopo aver segnato ha malcelato il dispiacere proprio di tutti gli altri romaioli collegati in pay-tv, e non ha esultato quasi per niente, preferendo esprimersi nell'imitazione di Bugs Bunny, che essendo un coniglio e' sicuramente tifoso daa rrrouma, me l'ha detto Silvestro. In realta' ha tirato in porta solo perche' costretto dalle circostanze, pero' poi ha gufato affinche' il pallone uscisse, o prendesse il palo, o rimbalzasse su una zolla o si fermasse, come la propria discendenza romaiola gli imponeva e come i propri fratelli di fede speravano in quello stesso identico momento. Ha giocato male il derby apposta, sto [...]. Cio' mi porta ad una rivoluzionaria conclusione: applicando la proprieta' transitiva, posso affermare con certezza che Fernando Couto tifa Losanna, e che Fiore ha in forte simpatia il novanta percento delle squadre del campionato.

(dal nn') Baggio: n.g.
Poco in campo, molto a scaldarsi. Sembra essersi un po intristito. Domenica prossima tocca a te. Fatti valere. E fatte li capelli arancioni, cosi' sei uguale ad una di quelle lampade che stanno fuori dai ristoranti cinesi.

Stankovic: 6.5
E' stranamente a suo agio in un ruolo nuovo, nel quale mette costantemente convinzione e spirito di sacrificio che fino alla scorsa stagione eravamo abituati a vedere una partita si e quattro no. E quella si era contro la primavera a Formello. Pero' devo dire che sta giocando molto bene anche dal punto di vista tattico, lui che e' sempre stato un po anarchico. Finisce in crescendo, nonostante le botte di quel simpatico animaletto domestico con gli occhiali da cretino, ripartendo per il contropiede duemila volte.

(dal nn') Fiore: n.g.
L'ha strusciata na palla? Me sa' de no.

Inzaghi: 8
Incredibile. Si e' disinsuofratellito e adesso rimane in piedi anche se lo prendi a capocciate. Sgomita, lotta, protegge palla, va via quasi regolarmente al suo diretto avversario, gioca per la squadra e non sta fermo ad aspettar palla, corre tantissimo ed a volte pressa da solo l'intera linea difensiva bianconera, prende le botte in silenzio e le rida' alla prima occasione. Incredibile. Sembra assatanato, fa impazzire Iuliano che non riesce mai neanche a vederlo, non butta un pallone, colpisce un palo con un colpo di testa straordinario, incita i compagni e li incoraggia in continuazione... incredibile. PS: grazie Alessia. E nun t'azzarda' a ritoccarlo neanche con un solo dito, che' me se sgonfia un'altra volta.

(dal nn') Lopez: n.g.
L'ha rifatto. Passaggio lungo sui piedi, lui spalle alla porta al limite dell'area di rigore juventina, stop e palla a centrocampo. Santo Iddio, mettetegli le spugne negli scarpini.

Crespo: 6.5
Viene da un infortunio, e quindi non gli si potevano chiedere miracoli. Si impegna molto, correndo anche abbastanza razionalmente per creare insieme ad Inzaghetor (che ho esagerato? Naaah) i varchi per gli inserimenti dei centrocampisti, e gli capita una ottima palla sul destro che lui spedisce sul palo. Una pausa, dopo i sette gol nelle tre passate partite, puo' essere anche comprensibile. Due gia' mi farebbero rodere il chicchero, ergo, caro il mio Hernan, vedi che devi da fa.


Voti sfusi:


Pavel Nedved: n.g. chi?
Quella che fa la madrina a quelli la: 2 intervista a Studio Aperto, il telegiornale... vabbe', la telerivista di Italia 1. Intervistatore: si dice che lei fosse della Lazio. Risposta della tizia: je piacerebbe. Poi e' scappata, aveva le prove del suo ultimo spettacolo teatrale nella quale recita perfettamente la parte di buffalmacco.

Il guardalinee sotto la Tevere: 3
Un drogato vero. Si mette subito in evidenza, e per subito intendo dopo trenta secondi, quando dopo un contrasto tra Poborsky e Iuliano indica il calcio d'angolo, poi guarda Zambrotta che gli fa segno che e' fallo laterale, e lui da il fallo laterale, sullo sviluppo del quale nega il calcio d'angolo alla Lazio. Poi vede un fuorigioco millimetrico -che c'e', a dire il vero- di Inzaghi negandoci il rigore gia' accordato da Collina, dimostrando di avere un'ottima vista. Pero' non si accorge della testata di Trezeguet a Inzaghi. Tutto normale, no? Sure, because he got high, because he got high, because he got high, larala' lla' lla' lla' lla'...

I Tafazzi antiliverani: 4
Fate come vi pare, se non riuscite a capire che ululare e' da stronzi continuate pure. Pero' consentitemi una goduria particolare: lui segna, la Lazio vince per uno a zero, e voi siete costretti a non esultare dimenticando, peraltro, che e' un gol della Lazio, oltre che di Liverani. Cento di queste partite.

Alberto Zaccheroni: 7
Non so se sia merito suo o meno, ma la Lazio di adesso sembra davvero una squadra che si muove tutta insieme e con degli automatismi. Per meriti personali o posteriori (nel senso del culo) (vabbe' si era capito) indovina la partita in ogni particolare, evitando i calcioni in avanti e giocando sempre palla anche dalla nostra linea difensiva, e costringendo gli avversari al lancione lungo per le punte.

Michele Plastino: 8
Non ho visto Goal di Notte della settimana scorsa, ho saputo che comunque e' stato vittima di minacce fisiche da parte di uno che soffre di cefalea al pube. Solidarieta' incondizionata.

Luciano Moggi: 8
E' straordinario vedere la Juve che tenta di invertire il trend di una partita inserendo calciatori del calibro di Paramatti, Maresca e quel cane di Amoruso. Straordinario per me, che sono della Lazio.

Antonio Cassano: 9
Pensavo che con Totti il mondo avesse trovato il massimo esponente di una corrente filosofica post-neo-ungarettiana denominata "ermetismo espressivo involontario". Mi sbagliavo: lui, l'allievo, ha gia' superato il maestro. Piu' che un essere umano e' un distributore automatico di parole pugliesi a caso.


I have a dream: Veron.


Voliamo bassi, laziali.
Pikkio
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:21
Cragnotti, comprati il Friuli

di Pikkio

Udinese-Lazio
(ma quale stadio nuovo, a Cragno': compra il Friuli e giochiamo sempre là)

Peruzzi: 7 Imbattibile tra i pali e nelle uscite basse, che peraltro ieri non fa
mai quindi che cavolo l'ho scritto a fare? Nel primo tempo, quando ancora la
partita aveva un senso, si oppone bene a Muzzi due o tre volte, anche se la
parata piu' difficile la compie su Jorgensen. Rimane comunque paralizzato dal
freddo e con un felafel in mano a guardare la punizione di Muzzi sfiorare il
sette e sbaglia il tempo di un'uscita su un calcio d'angolo incornato (perche'
di corna trattasi) fuori da Sottil, un altro con dei bei capelli. Nel secondo,
tranne il gol, non subisce tiri nello specchio della porta. Mi sorge un dubbio:
ma se uno tira nello specchio della porta, e lo speccho della porta si rompe,
chi subisce i sette anni di disgrazia: l'attaccante o il portiere?
Negro: 6 Un paio di cappelle le fa, come spesso gli accade ultimamente,
purtroppo. Una di queste costa addirittura il gol furlano, e farsi uccellare
come un salame -ovviamente Negroni- da tale Caballero, scartato persino dal
Roma, non e' impresa di tutti i giorni. E soprattutto: ma un salame si puo'
uccellare? Pero' dopo sedici anni riesce a mettere un cross a rientrare quasi
decente in area di rigore, cross dal quale nasce il raddoppio biancoceleste.
Nesta: 6.5 Il capitano del Real Madrid... io Freud lo odio. Volevo dire: il
capitano della LAZIO, capito Pi', LA-ZI-O, tiene a fatica i due sguscianti
avversari Djalminha e Tristan... ODDDDDDDIOOOOOOOO! Vabbe', accorcio che me vie' da piagne: Muzzi e Scevola gli danno fastidio con la loro velocita', ed a volte
e' costretto al fallo per fermarli visto che Couto collabora poco in questo
senso. Basta. Me date un kleeneex?
Couto: 4 Non gioca male, difende benino la zona di sua competenza (che tradotta
in spazio significa dieci centimetri quadrati, tutto il resto lo copre Nesta) e
sfoggia un bel taglio di capelli grazie al nuovissimo shampoo anticaduta al
vinavil. Il voto basso e' dovuto ad una mia certezza: secondo me, ad inquinare
la provetta di Stam e' stato lui.
(dal 31' -nun e' vero-) Baggio: n.g. E' lui la spia di Lippi nello spogliatoio
juventino, non Roberto. D'altra parte lo spogliatoio biancoceleste e'
l'anticamera di quello juventino.
Favalli: 6 Rimane novanta minuti in posizione, un po' come quella che fa la
madrina a quellilla', come se chiama... vabbe', comunque resta in difesa e non
si propone quasi mai, impaurito dalla potenziale perigliosita' del suo diretto
avversario, uno del quale non vi e' traccia neanche nell'album panini. Una volta
si propone in attacco con una sovrapposizione a Stankovic conclusa con un cross
millimetrico per la testa di Inzaghi. Filippo Inzaghi, per l'esattezza. Che
purtroppo si trovava a Milano. Ah, va in attacco un'altra volta: nell'azione del
vantaggio. Se fosse rimasto in difesa non sarebbe cambiato niente.
Poborsky: 7.5 E' ufficiale: e' finalmente tornato a drogarsi. Da' il cambio di
passo alla squadra con le sue accelerazioni a destra che devastano il povero
Jorgensen, costringendo Bertotto ad uscire dalla difesa a tre e lasciando cosi'
Crespo ed Inzaghi uno contro uno contro Gargo e Sottil. Nessuno e' riuscito a
spiegarmi come mai, sullo zero a zero, sia stato fermato da un fischio di
Treossi (sulle tempie) (questa era satira bovina) mentre stava per entrare in
area di rigore.
Giannichedda: 6.5 Nonostante un pizzico di comprensibile emozione, dona il
solito apporto di raziocinio e dinamismo: e' lui l'allenatore in campo, e forse
anche fuori. Chiama il pressing, aiuta il compagno in difficolta', macina
chilometri, sporca palloni e non da respiro al portatore di palla avversario.
Ottima anche una sua uscita bassa al limite dell'area di rigore, quando para una
gran palla di Di Michele.
Liverani: 6.5 La verticalizzazione che porta al vantaggio biancoceleste, un gol
facilino, una discreta circolazione di palla considerando il pressing
asfissiante dedicatogli, un paio di punizioni calciate in maniera invereconda e
due calci d'angolo inutili calciati alla Mihajlovic sul palo zero. Sembra
piuttosto lento, ed infatti lo e'. Bello e millimetrico un suo cross con il
quale aggiusta la parabola posta sul tetto di casa di Gelindo Bordin.
Stankovic: 6.5 Ma sbaglio, o e' l'unico che ogni tanto azzecca un cross? Vabbe',
comunque una prestazione incoraggiante sotto il profilo della continuita' e
addirittura discretamente ordinata sotto quello tattico. Si preoccupa piu' che
altro di mantenere gli equilibri nel centrocampo biancoceleste, accentrandosi
nel momento in cui la Lazio attaccava sulla fascia opposta a quella di sua
competenza. Dopo tre anni, forse, ha imparato anche a giocare su una fascia. Una
qualsiasi.
(dal salotto di casa sua) Fiore: n.g. Si fa notare soprattutto nel rientrare da
un fuorigioco di sei settimane delle quali due di ritardo, e per un bello stop
di petto e tiro di sinistro in buca d'angolo. Pero' dà anche una buona palla a
Lopez. E dire che era entrato in campo per un sussulto di bonta' di Zaccheroni,
che non se la sentiva di infierire contro la sua ex-squadra e cercava di
limitarne i danni facendo giocare la Lazio in dieci.
Inzaghi: 8 Dai, diteme la verita': questo chi e'? Dai, non e' Simone Inzaghi,
su, non dite cazzate. E basta, dai, non e' lui: l'Inzaghi che conosciamo quando
non sta in posizione orizzontale tira in porta pure se ci sono sei giocatori
liberi. Invece questo passa il pallone a Crespo quando e' solo davanti al
portiere, colpisce un palo di testa in tuffo in torsione che pareva Van Basten,
si rialza subito (stupore), difende palla, la dà di tacco a Liverani che segna.
Straordinario lui, e straordinaria la Marcuzzi che, e' ufficiale, non gliela da'
piu'.
(dal 79' -piu' o meno-) Lopez: n.g. Tocca tre palloni: il primo lo stoppa al
limite dell'area e gli finisce a centrocampo, uno lo mette dentro ed e'
incredibile perche' tira da fuori e prende addirittura la porta, cosa che non
gli succedeva da tre mesi, e un altro lo mette sulla testa di Crespo solo
davanti ad uno con un cognome che non trascrivo che' mi ricorda un arbitro
simpatico come un ictus. Entrato in campo per pareggiare il numero dei giocatori
friulani. Straordinario lui, e straordinaria la Marcuzzi che, evidentemente...
Crespo: 7 Manda Inzaghi in porta dopo un minuto, il quale telefona al portiere
col cognome come l'arbitro cornuto e gli dice tie', para. Poi prova a fare
qualche movimento strano, facendosi spesso anticipare da Gargo. Il suo primo
tempo finisce qui. Nel secondo entra in campo quello vero, che tocca due palloni
e li mette in fondo al sacco. Non fermarti, Hernan.

Voti sfusi:

la Puma: n.g. Gran bel colore la maglietta. Per un attimo ho creduto che avessi
bevuto talmente tanto limoncello che mi era uscito dagli occhi.
don Fabio Capello: 3 Ma vergognati.
Lupo Alberto Zaccheroni: 8 Aho', io sono diventato ufficialmente un suo
sostenitore, e vi invito a fare altrettanto. Essere a suo favore aiuta il morale
della squadra. Perche'? Perche' si e' pro-Zac.
Io: 3 Per quello appena scritto.
L'ispettore Clouseau: 9 Perche' e' riuscito a convincere Campedelli ad
assegnargli la panchina del Chievo.

Fuori concorso:
Sergio Paulo Marcenero da Conceição: 10 oooooooooooooooh, meo amigo
Conseissao...

I have a dream: Nedved che a un minuto dalla fine si gira verso Buffon e gli
tira una saracca imparabile sotto al sette, poi si toglie la maglia della Juve
mostrandone una della Lazio con sopra scritto "ma che ci avevate creduto?".
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:21
Pagelle di regime biancoceleste
Lazio-Brescia
(Brescia, anno di fondazione 1911. Anche loro molto prima dell'oscenita')
di Pikkio

Peruzzi: 6.5
Nel primo tempo si fa du' palle grosse come il Tibet, i giocatori del Brescia faticavano a correre grazie alla maglia in ottone che indossavano e quindi non si sono mai proposti in attacco, lui era abituato male e si annoia non poco. Nel secondo prende provvedimenti contro la noia: gioca con la playstation, telefona alla moglie a casa, fa un paratone su Toni, finisce un puzzle da cinquemila pezzi, e conclude la giornata preparandosi un caffe', un suffle' e due supple' (per la rima)

Negro: 6
Aiuta Poborsky a fare la superiorita' numerica sulla destra e, udite udite, si sovrappone al ceco addirittura due volte. L'ultima sovrapposizione l'aveva fatta a Rambaudi nel 94, da allora solo sovrapposizioni su se stesso, tipo quella nel ritorno del preliminare di CL contro il Copenaghen che gli causo' l'infortunio, sovrapposizioni ingiustamente sottovalutate dalla stampa specializzata. Medica. Durante il primo tempo lascia il negativo del suo naso sul pallone nella scandalosa esultanza di quelli che esultarono quando si fece male nella sovrapposizione su se stesso di cui sopra.

Stam: 6
Giganteggia contro quel segone di Tare, uno che dopo tre giornate era capocannoniere contro tutte le leggi della fisica e nonostante abbia due piedi in porcellana. Sembra a suo agio nel ruolo di centrale in una difesa a quattro, e sembra anche piu' attento nei rari momenti in cui il pallone varca la linea dell'area di rigore biancoceleste con dei cross che fino a ieri erano costantemente preda degli attaccanti avversari. Particolare inquietante: ho scoperto che e' piu' basso di Toni.

Nesta: 6.5
Piu' che discreto in copertura, si propone anche in avanti in chiusura di primo tempo con una tambureggiante azione conclusa con un assist a Inzaghi vergognoso come il proverbiale taglio di capelli denominato "a seppia morta rovesciata" che il capitano sciorina da qualche anno senza vergogna. Ma una volta va in bianco che piu' bianco manco cor Vernel contro Toni. Capitano della mia citta' che non prende a calci in culo i compagni quando se lo meriterebbero, bandiera della mia Lazio a nove miliardi netti l'anno e pronto ad andare a Madrid a prenderne quattordici. Ecco perche' rifiuto' di andare all'Atletico qualche anno fa. Spiazzalo, Sa': di' a Cragnotti che resti e che ti abbassi pure l'ingaggio di quei due miliardi in piu' che, parole tue, non ti cambiano la vita. Povero idiota che sono, ancora ce spero...

Favalli: 6.5
E' ufficiale: la svolta del vicecapitano e' dovuta al colore dei capelli, da quando l'ha cambiato non e' piu' lui e gioca che sembra un terzino vero. Chissa', magari se si tingesse anche il pizzetto inizierebbe ad indovinare anche i cross. Tornando alla partita di ieri: copre bene la fascia di sua competenza e le spalle -e solo quelle, non fate i maliziosi- a Stankovic che tende a lasciarlo solo contro i Filippini, che sono solo due e non milioni come lessi una volta in un libro di geografia.

Poborsky: 7.5
L'hanno drogato. O ieri, o fino a ieri, questo ancora non lo so. E neanche lo voglio sapere.

Giannichedda: 7
Cacciatore di palloni instancabile, nonostante corra lungo tutta l'asse mediana riesce a mantenere la lucidita' necessaria per assicurare gli equilibri tattici della compagine ed a coprire le aggressioni dei difensori ripartenti da un settore centrocampale. Mo' basta, caro De Sisti, vabbe' che siamo quasi omonimi ma un altro giudizio non te lo faccio scrivere.

Giannichedda: 7.5
Come il suo gemello omonimo, solo che in più fa anche dei rutti spettacolari.

Liverani: 6
Non sta attraversando uno splendido periodo di forma, e' vero. Pero' i fischi -chiamiamoli fischi, va- sono, a mio modestissimo -ma insindacabile, eheh- giudizio, ingenerosi. Ingenerosi perche' fischiare lui ed ignorare Poborsky e' un'ingiustizia, per esempio. Ottimo il taglio per Poborsky che da il via al vantaggio ed un paio di altri numerelli niente male, e forse la spalla gli da parecchio fastidio. Sosteniamolo. PS: hai rotto il cazzo Livera', quando tiri una punizione quello in barriera lo devi evitare che' non e' che vinci una bambolina se lo colpisci.

(dal 77' circa -odio la precisione-): Baggio: n.g.
In campo a risultato gia' acquisito, si limita a far girare palla con i suoi compagni nel finale di partita. Ed e' un gigantesco passo in avanti, fino a ieri nel finale giravano solo le palle ai tifosi.

Stankovizz (con due zeta): 6.5 Un po anarchico tatticamente, cosa che non si e' vista molto visto che la Lazio ha giocato quasi sempre sulla fascia opposta, non lesina grinta ed impegno, e realizza il gol del quattro a zero facile facile solo a due metri da Castellazzi, un cognome che fa rima con qualcosa che non ricordo.

(da piu' o meno il 77' -e' che mi piace il sette-) Mendieta: n.g.
Si posiziona a sinistra, dove si esibisce in un numerello niente male e nei soliti suoi due palloni persi. Fatto sintomatico: e' l'unico, insieme a Favalli, che non corre ad abbracciare Crespo dopo il 5 a 0. Favalli l'ha fatto perche' nun gliela faceva piu', gli erano rimasti due bicchieri di fiato e la partita ancora non era finita. Lui?

Inzaghi: 9
Prestazione straordinariamente convincente del fratello forte di Filippo, condita da un gol facile facile ed un assist straordinariamente altruista (straordinariamente soprattutto conoscendo il dna degli inzagos) a Crespo. Ma piu' che altro e' risultato fondamentale perche' riesce quasi sempre, in qualche maniera, a tenere palla dando modo alla squadra di salire ed accorciare in attacco, consentendo ai centrocampisti di affiancare Crespo in area di rigore e non lasciarlo in balìa dell'intera difesa avversaria. Me sa' che la Marcuzzi nun gliela sta manco a fa annusa' piu'.

(da qualche minuto dopo il 77' -non pretenderete mica che mi segni i minuti dei cambi, vero?-) Kovazevizz (le zeta diventano tre): n.g.
Causa in qualche modo l'espulsione di Bonera. Buon giocatore. Bonera, non lui.

Crespo: 8
Un gol di tacco alla Crespo, due di rapina alla Macchia Nera, un assist non proprio volontario (in realta' secondo me si e' allungato troppo il pallone e da quella posizione ha dovuto per forza metterla in mezzo e non tirare in porta) alla me stesso, un azione d'attacco al fulmicotone vanificata dall'unica parata di Castic... ehm, Castellazzi e un movimento continuo. Tacci tua.

Calori: 10
Perche' io ricordo. E per l'assist di ieri a Stankovic.

Voti sfusi:
Quelli che sono scesi in campo ieri: n.g. Non pensate di aver dimostrato qualcosa. Una prestazione convincente sotto il profilo dell'impegno deve essere LA REGOLA, non l'eccezione.

La curva nord: n.g.
Non so che pensare. Bella la coreografia, forse la piu' bella mai realizzata finora, e non me ne frega un cazzo se era griffata dal marchio degli Irriducibili: il lavoro ce lo hanno messo loro, credo sia un loro diritto rivendicarne la paternita'. Bellissima la targa per Paparelli. Ed arrivo a capire anche le accuse di essere mercenari generalizzate e la fuga dalla curva prima della fine. Ma i cori puntuali contro questo o quel giocatore no, non li capisco. Tra l'altro non ottengono niente. E non accetto gli ululati e gli insulti beceri gridati contro Liverani. Badate, badate bene: sto parlando della Curva Nord, non degli Irriducibili.

Quelli che ululano a Liverani: 4
Volete contestarlo? Fischiate. Volete contestare come vi pare? Siamo sotto diffida. Non e' un concetto difficilissimo da capire, se tirate fuori la testa dalla sabbia lo capite pure voi. Forse.

Quelli che hanno goduto della pallonata in faccia a Negro: 4
Nun me toccate Paolo, che tra l'altro e' come sparare contro la Croce Rossa, cosa che gia' fanno abbondantemente gli americani in Afghanistan. Scusate, m'e' scappata. Me sa' che l'avevo pure gia' scritta.

Quelli che cantavano "Torna a Udine" a Stefano Fiore: 8
Sono stati fraintesi, loro non volevano contestarti Ste'. Dicevano cosi' perche' la prossima partita andiamo a Udine, ed era un modo per dirti di stare concentrato che li' ad Udine tornerai grande. Capito? Tie', fatte du' tiri pure tu che io so' pieno...

Zaccheroni: 8
Schiera finalmente una Lazio razionale, con un 4-5-3 dinamico e offensivo grazie all'innesto dei Gianni e Chedda a centrocampo e dell'attaccante supplementare Calori.

I have a dream: Pancaro coi capelli come Mendieta
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:22
 PAGELLE DI REGIME BIANCOCELESTE

Nantes-L'Anzio
di Pikkio

(Hanno vinto solo perche' non c'erano quelli del Lavinio)

Fiori Peruzzi: 5 Guarda un colpo di testa lambire il palo nel primo
tempo, ma poco dopo si rifa' ampiamente sbagliando il tempo su un cross
innocuo che crea il panico in area biancoceleste. Nel secondo tempo va in
affanno su un altro cross che respinge a cazzo de cane (scusate, ho
detto cane) e poi tenta di soffiare con l'alito un pallone che finisce
mirabilmente in rete. Se proprio non sa cosa fare per migliorare nelle
uscite alte, almeno faccia qualcosa per l'alito.
Storgato Stam: 4.5 Zaccheroni ha detto testualmente, qualche giorno fa
"i due centrali devono salire in appoggio all'azione offensiva".
L'orrido esemplare di marines olandese sale una volta sola, ma nel pullman
che lo porta allo stadio. Ingiustificabile l'aver lasciato due metri di
spazio all'unico in area di rigore in occasione del gol.
Filisetti Nesta: 5 Mi spiace Sa', mi dispiace. Mi dispiace ammettere
che neanche te ci stai ne' con la testa ne' con le gambe. Qualche
splendido anticipo di quelli che l'anno prossimo rivedremmo commuovendoci su
"Speciale Champions League" -e noi la CL nun la faremo-, qualche
scivolone, qualche errore di misura non da lui. Sei il capitano Sa', sei
laziale dentro: dove cazzo sta il furore agonistico?
Monti Favalli: 5 Nel tetro grigiore generale, sbaglia poco e niente in
copertura, ma si propone poco e male in appoggio quando la difesa passa
a quattro. Riesce comunque a mettersi in evidenza per i suoi
proverbiali cross a pallonetto dalla tre quarti a tre all'ora che non prenderebbe
manco il miglior Shaq O'Neill con le mani.
Podavini Negro: 4 Va bene, non sei un esterno di centrocampo. Ma il
difensore laterale l'hai fatto per anni: nun te se po' guarda' Paole', te
vojo bene ma sei inguardabile. Non attacca mai e quando la fa riprende
la posizione camminando e mettendoci non meno di sei minuti.
Eccheccazzo, una partita da vincere a tutti i costi se gioca cosi'?
Vinazzani Mendieta: 4 Ci ha una percentuale d'errore del 98 percento,
compreso quando cerca di intercettare il pallone: piu' di una volta
intercetta le gambe avversarie. Secondo me o e' un sosia, o gioca con gli
scarpini di Amedeo Carboni. Da rivedere, ma da uno bravo pero'.
(dal nn') Rizzolo Kovacevic: 3 In venti minuti finisce trentasette
volte in fuorigioco, record mondiale di Filippo Inzaghi demolito. La cosa
straordinaria e' che la difesa avversaria non contemplava questa
tattica. Nell'unica volta in cui non e' un fuorigioco, ha una palla d'oro da
stoppare e buttare in fondo al sacco: lui tenta la girata al volo alla
Mancini, scivola alla Nesta ed esegue alla Diego Dominguez. Secondo me
ci ha due byte di memoria, altrimenti non si spiega come mai si impalli
sempre e entro tre secondi dalla sua attivazione.
Toti Fiore: 5 In discreto miglioramento. Non so se ve ne siete accorti,
ma le ultime quattro parole (5. In discreto miglioramento) fotografano
esattamente la stagione sua e della Lazio tutta. Ispira, ma non la
manovra: ispira Luca Carboni. Avete presente? Un fiore in bocca puo'
servire. Ecco: magnamoselo, magari a qualcosa serve sul serio. M'e' venuto un
dubbio: non e' che Luca Carboni parlasse della marijuana? Vabbe' e'
uguale: assumere marijuana o assumere lui ha gli stessi effetti: lipperli'
te vie' da ride, dopo un po una cifra di sonno.
(dal nn') Muro Stankovic: 4 Gioca poco. Oddio gioca... entra in campo e
ci resta poco. Oddio, entra in campo... sostituisce Fiore nel finale.
Oddio, sostituisce... cioe': ad un certo punto c'e' stato un cambio, e
l'hanno inquadrato. Poi che e' successo nun lo so.
Vella Giannichedda: 5.5 Corre per quattro, pressa da solo, a volte e'
costretto a picchiare perche' a centrocampo erano si in cinque, ma in
teoria. E anche se corre per quattro rimaniamo in inferiorita' numerica.
Va addirittura vicino al pareggio nel finale, con un tiro che causa il
panico al Pentagono finche' il pallone non viene intercettato e colpito
da un caccia americano di stanza a Washington.
Saltarelli Cesar: 4 Ma fateme er piacere, fateme. Ogni tanto scula un
dribbling, ma subito dopo si rende conto e regala palla. Acquistato da
Massimo Cragnotti in persona. C'e' da aggiungere altro? Ah si: se
proprio dovete farlo giocare, almeno montategli il navigatore satellitare
che' ogni tanto non riesce a capire dove si trova.
M. Schillaci Lopez: 3 Questo moo cacci via. Al massimo moo fai gioca'
ar tempo der bruscolinaro. Un attaccante deve essere un giocatore
offensivo, ma non rispetto ai propri tifosi.
(dal 46') Galderisi Inzaghi: 5 Almeno guadagna un paio di punizioni,
riesce a tenere palla, lotta ed e' incazzato agonisticamente. Poi vabbe',
non conclude mai in porta, pero' e' un dettaglio.
Capocchiano Crespo: 4 Che famo, aspettamo tre mesi che poi ce fai sei
triplette consecutive, diventi capocannoniere e te fai alza' l'ingaggio?
No? Manco quello? Come dici? Che cazzo me frega, l'anno prossimo io sto
da un'altra parte? Ah.

Voti sfusi:
La renna norvegese vestita di nero cor fischietto che vagava per il
campo: 7 Meno male che non ci hai fischiato quel rigore sacrosanto. Hai
visto mai, magari credevamo di essere davvero una squadra di calcio.
La giustizia sportiva: 8 D'altra parte perche' utilizzare la prova
televisiva e squalificare Batistuta quando e' stirato e sta fuori due
settimane da solo?
I laziali presenti a Nantes: 10 Grazie, e scusateli. Tanto se non ve lo
dico io non ve lo dice nessuno, soprattutto loro.

I have a dream: la primavera in campo.
I can't have this dream: Cragnotti s'e' venduto pure quella
I change the dream: un amichevole LazioNet-Lazio. Je famo un culo
grosso come la breccia di Porta Pia. E non solo in senso sportivo.

Non mollo, ma manco barcollo. Io.
Nel frattempo risparmio. Sui biglietti delle partite, e sui maglioni.
Oramai compro solo gile', m'hanno fatto casca' le braccia.
E un'altra cosa che non si puo' dire.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:23
Verona-Lazio
("Giulietta si' na zoccola" -piu' penso a sto striscione e piu' me vie' da
ride-)

Marchegiani: 7
Nel primo tempo salva due volte, una su Mutu ed una su Frick,
prima di capitolare sul tiro di Colucci che gli si presenta solo davanti,
dimenticato da Dio, dagli uomini e soprattutto da Negro e Poborsky. Poi
devia incredibilmente in angolo un rasoterra di Camoranesi, ferma Frick
regolarmente per tutti ma non per l'arbitro, prende il rigore ad Oddo. Nel
secondo devia il cross di Mutu che Camoranesi traduce in gol, non assegnato
perche' troppo culo dai, e' inciampato sulla riga di porta e cadendo e'
riuscito a toccare il pallone... poi spiega a tutti come abbia fatto Inzaghi
a mangiarsi quel gol dopo tre minuti, regalando il pallone a Frick con un
uscita facile bassa alla Barthez.

Negro: 4.5
Da Nedved ha ereditato numero di maglia e prime due lettere del
cognome. Fa fatica a rimanere in piedi, non corre, non attacca, non difende,
ma mettemolo dentro a na gabbia e senza compagna che' senno' se riproduce.
No davvero Paole', te voglio tanto bene, ma nun azzecchi una partita da sei
anni. Vabbe', ieri il campo era uno scandalo. Pero pure te non e' che gliela
regali. Poi se me spieghi, cortesemente: a) ndo stavi sul gol di Colucci; b)
ndo stavi sul gol di Camoranesi non visto; c) ndo stavi sul gol di Mutu
potrei anche rivedere il mio voto. E abbassartelo.

Mihajlovic: 5
Batte i primi due calci d'angolo, poi evita di battere i
restanti e non si capisce il perche'. Prova a mettere una punizione dentro
l'area di quelle che Mancini non perdonava mai, ma Crespo e' in leggerissimo
ritardo. Abbastanza puntuale nelle non chiusure, preso di infilata dalla
velocita' degli avanti veronesi e non aiutato per niente dai centrali di
centrocampo. Ammonito perche' ha fatto un intervento duro, si, ma sul
pallone. Oddo tre minuti prima era entrato sulle gambe di Stankovic, da
dietro. Pero' con la vaselina.

Couto: 5.5
Come Sinisa, solo che ogni tanto fa valere il suo senso della
posizione e la propria muscolarita', specie nel finale arrembante nel quale
spesso si trova a fronteggiare Mutu e Frick da solo. Gioca tutto il secondo
tempo in scarpe da ginnastica, tutto il primo con i moon boot e tutta la
partita con una simpatica parrucca in propilene.

Favalli: 5.5
Da Boksic ha ereditato numero di maglia e la possenza
muscolare. Fa comunque in tempo ad eseguire due dei suoi proverbiali cross,
quelli che ci mettono venticinque minuti per arrivare in area di rigore.
Esce perche' era l'unico titolare dell'intero pacchetto difensivo in campo.

(dal 31') Cesar: 5
Vergognosa la mancanza di concentrazione con la quale
concede a Frick la possibilita' di rubare un rigore, ma d'altra parte era
entrato in campo da soli dieci minuti e non aveva fatto in tempo neanche a
scongelarsi i capelli, straordinariamente simili ad un Kobe Bryant prima
maniera, diciamo quando ancora stava a Rieti. Attacca come la pelle di un
pollo arrosto, difende come un avvocato d'ufficio americano assegnato ad un
nero nel braccio della morte. Utile.

Poborsky: 5.5
Finche' e' in campo non dispiace, aggredendo la Sasslong che
per magia e per l'occasione si era spostata dalla Val Gardena al Bentegodi,
mettendo alle strette il suo diretto avversario, creando spazi per Simone
Inzaghi e Crespo e surrogando Negro in fase difensiva. Inizia la discesa di
rendimento con il gol di Colucci, che non segue nell'inserimento in area e
lascia libero di colpire indisturbato.
(dal 65') Nessuno: n.g. Entra al posto di Poborsky, con le sembianze del
ceco e lo stesso numero di maglia. Ma dentro alla maglia non c'e' nessuno.

Giannichedda: 7
Ancora una volta il migliore in campo, un rendimento
costante e sempre all'altezza su qualsiasi campo e contro qualsiasi
avversario. Dopo venti minuti strappa un pallone dai piedi di Mutu a tre
metri dall'area di rigore, con un recupero assolutamente prodigioso. Da solo
annulla Italiano e limita Leonardo Colucci. Straordinario per quantita' e
qualita', se Tommasi e' nei primi cinquanta d'Europa lui e' in zona podio.

Liverani: 5.5
Illumina con due lanci precisi vanificati da Simone Inzaghi e
da Favalli nei primi venti minuti, poi desaparisce per lunghi tratti dalla
partita, riapparendo ogni tanto tocchettando breve e zampettando sul
ghiaccio del Bentegodi come un cigno sul lago di Bracciano. E se il paragone
vi sembra una stronzata, provate ad andare a Bracciano a vede' i cigni le
papere le oche co' 'n freddo che i pinguini ci hanno la sciarpa e guardate
come se muovono: uguale a Liverani.

(dal 78', pari a 0,04 euro) Lopez: n.g.
Regala alla platea un bel cross per
Crespo vanificato da un intervento prodigioso di Ferron, ed uno dei suoi
stop oramai proverbiali. La cosa drammatica e' che mercoledi' gioca
dall'inizio.

Stankovic: 5
Inizia anche lui bene, impaurendo Oddo e costringendolo a
rimanere ancorato alla linea difensiva gialloblu', peraltro discretamente
scarsa. Poi piano piano scompare, forse indebolito da un paio di legnate che
il veronese gli riserva nella compiacenza Borriellana. Esce per i postumi
dell'ennesimo calcione ignorato.

(da un certo punto in poi, cosi' hanno detto) Fiore: n.g. Quando?

Inzaghi: 5
Crea occasioni a raffica, che sbaglia regolarmente, piu' che
altro per problemi di equilibrio. Purtroppo i due gol enormi che sbaglia
sono figli di un errore ben piu' grave, e cioe' la scelta della sciolina
sbagliata. Nel primo tempo, ogni volta che si avvicina all'area di rigore
sembra una via di mezzo tra Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio. Nel
secondo da una palla d'oro a Crespo, che capitalizza, ed arriva in ritardo
su un diagonale dell'argentino. Poi si innervosisce, sgomita Camoranesi pur
senza cattiveria, da un calcetto maligno a Mutu da giallo, che le proteste
coatte dei veronesi e la scarsissima dignita' sportiva del Borriello
tramutano in rosso. In serata Borriello e' stato visto insieme a Frick,
Colucci e Malesani mentre tramutavano il Tocai in Brunello.

Crespo: 7
La prima palla buona gli capita a inizio ripresa, e la infila in
fondo al sacco. La seconda la sbatte sul palo interno alla destra di Ferron,
con pallone che attraversa tutto lo specchio della porta ed esce dalla parte
opposta contro tutte le leggi della fisica. La terza esce di poco, con
Inzaghi in ritardo. La quarta viene salvata miracolosamente da Ferron. Il
piu' grande centravanti del mondo in questo momento, ogni palla che gli
arriva negli ultimi venti metri e' un pericolo incredibile per gli
avversari.

Voti sfusi:
I designatori arbitrali: 3 Certo, avete ragione: mandare a Verona un arbitro
della sezione di Mantova e' l'ideale, almeno torna a casa col motorino. 37
km.
La terna arbitrale: 3 Uno a testa. Uno dei due guardalinee non vede una
palla che era entrata di trenta centimetri, e non vede, in coppia con
Borriello, la volontarieta' in un passaggio all'indietro parato da Ferron.
Borriello non vede un'entrata bruttissima di Oddo su Stankovic, ma giudica
sanzionabile con l'ammonizione una dura -ma sul pallone- di Mihajlovic su
Frick. Borriello vede un rigore che non c'e', e che il suo collaboratore di
destra, molto piu' vicino all'azione di Gennarino, non aveva infatti
segnalato. Camoranesi, che e' quello che ribadisce in gol il rigore di Oddo
parato da Marchegiani, entra in area con dieci minuti di anticipo. Dopo il
gol non visto, lo stesso Camoranesi si mangia il guardalinee, mettendogli le
mani addosso e spingendolo: ammonito. Il campo era impraticabile, ma questo
forse Renga e Biscarde non lo diranno. Camoranesi, gia' ammonito, si porta
volontariamente la palla in avanti con la mano: ignorato. E poi la
trasformazione del giallo per Inzaghi in rosso ha dello straordinario.
David Trezeguet: 3 Palla lunga, Guardalben in netto anticipo, e lui non
salta il portiere ma allunga il piede teso, colpendolo. Quando uno e'
[...], e' [...].
Quelli che segnano solo su autogol: 3, consecutivi. Complimenti, mai vista
una cosa del genere.
Quello che li allena: 3 Eh gia', Collina ha fischiato prima del tiro di
Jose' Mari quindi c'era sicuramente un fallo prima e quindi il gol era
sicuramente irregolare. Uno scorreggia dal volto quasi umano.
Il commentatore di tele+: 4 Non voglio neanche sapere chi fosse. So cosa
fosse, e tanto basta. Due episodi su tutto: il passaggio all'indietro non
sanzionato, da lui commentato con "beh, evidentemente l'arbitro avra'
ritenuto il passaggio involontario ed avra' avuto le sue buone ragioni per
farlo" in un rumore di unghie che graffiano specchi fastidiosissimo. Poi il
gol non visto di Camoranesi "GUARDATE, LE IMMAGINI PARLANO DA SOLE, COME HA
FATTO A NON VEDERLO!", e scrivo stampatello perche' lo ha praticamente
urlato. Conclusione con, testuale, "alla faccia di quelli che dicono che su
campi del genere non si puo' giocare".
Roberto Mancini: 10 Che e' un numero, non un voto. Da giocatore non ha mai
esultato come ha esultato ieri al gol -peraltro irregolare- di quello
[...] di Ganz.

I have a dream: la sfiga che finalmente trova l'uscita 25 del raccordo, da'
le spalle alla Cecchignola e prosegue dritta tre o quattro chilometri.

Hanno ululato a Liverani, ieri? Nah, nei vari servizi non e' stato fatta
menzione di un episodio che e' gravemente stigmatizzato, era sicuramente
l'audio del mio televisore.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:23
Pagelle di regime biancoceleste
Venezia - Lazio 0-0
di Pikkio

Xuzzi: 7,5
Lo chiamo cosi' perche' fa piu' supergiovane, tipo tiziano ferro. Il quale -notiziona- scrisse il suo hit proprio per il portierone etrusco durante una escursione sul gommone del comune di blera. Faceva piu' o meno: xuzzi, ma che te sei magnato tutta la cambusa, t'ho visto prenne a mozzichi pure na medusa, mo' ce tocca torna' in porto e rifa' la spesa... comunque: anche ieri assolutamente fondamentale, salva il risultato con due parate straordinarie su maniero in chiusura di primo tempo e bjorklund nel secondo, ripetendo le straordinarie prestazioni contro atalanta e psv. Promosso da angelo ad arcangelo. Almeno.

John J. Stambo: 6
Il marine olandese con la faccia da criminale psicopatico, in realta', non incide nell'economia della gara se non marginalmente. Gli avversari lo evitano, vuoi per la faccia da hannibal, vuoi perche' cosi' lo rendono inutile; i compagni gli affidano il pallone e lui, che segue i dettami di mister Zac, si limita a farlo girare, il piu' delle volte verso Couto. Sarebbe piu' utile nel Golfo Persico.

Kaiser Franz Nesta: 6.5
Rientro con il botto: stampa una bomba in faccia a Maniero e lo rende inoffensivo per una quarantina di minuti. La solita grande classe, che lo rende impossibile da sostituire. L'unico lato negativo che gli si possa imputare e' la fisionomia straordinariamente somigliante con quella di Fiore, se guardati da lontano, senza occhiali e cor sole a picco.

Fermando Couto: 6
La sua presenza e' ingiustificabile, non perche' ce l'abbia con lui o perche' abbia giocato male, ma perche' contro una squadra impauritissima e dal potenziale offensivo cosi' scarso che prenderebbero Kovacevic di corsa, e che per giunta gioca con una punta e un quartino (Magallanes, piu' che altro in marcatura su Liverani), tre difensori centrali sono veramente uno scempio. Ed infatti lui, come Stam, non si vede. Rimane un mistero il suo utilizzo, ma e' ancora piu' misterioso il fatto che, nonostante una difesa centrale composta da lui, Stam e Nesta, gli unici tiri in porta che impegnano Peruzzi sono di testa.

Mendieta Beta: 6
Sto dando solo sufficienze, e non so perche'. In fondo la Lazio ha giocato l'ennesima partita squallida contro un avversario squallidissimo. Sulla corsia di destra, senza un difensore che ne protegga le incursioni a tutto campo, e' assolutamente sprecato. Meglio quando viene spostato al centro, con Giannichedda a coprirgli le spalle. E' un Nedved della corsia di destra: ed infatti Lippi non si sogna di mettere il ceco a fare il quarto a sinistra a centrocampo e dietro la difesa a tre.

Giannicheyda: 6
Un po' offuscato rispetto alle precedenti prestazioni assolutamente sbalorditive per quantita' e acume tattico. Ma d'altra parte la partita va avanti a ritmi talmente lenti che ad un certo punto mi sono chiesto se stessi vedendo una partita o la sigla di baywatch. Ammonito perche' Claudio Lopez e' un deficiente, sfido chiunque a smentirmi.

Liverano: 4,5
Soffre terribilmente la marcatura ad personam di Magallanes, uno che ha fatto il giro del mondo in barca. Haha. Straordinario il commento di Zaccheroni a fine partita: Mendieta va meglio nel mezzo. Ecco perche' hai fatto comprare un centrocampista centrale... che volpe! Speriamo che Fabio faccia in pieno il suo dovere nelle prossime fondamentali tre partite, per adesso e' al centro di un involuzione che ne ha causato il declassamento da Liveròn a Liverano, dal nome di un noto sito romano ove non e' che ci sia poi cosi' da divertirsi.

(dal 60') Desaparecido Cesar: 5.5
Anvedi, allora esiste sul serio, non e' una plusvalenza! Si mette in luce una mezzora, durante la quale sfodera un gran sinistro cronometrato a tre chilometri orari e riesce anche a farsi male. Boh. Me sa' che questo Cragnotti l'ha vinto con i punti del latte: poteva scegliere tra lui e una radiosveglia, ha scelto lui. Forse era meglio la sveglia.

Rowenta Pancaro: 5
Gli darei nove per un paio di motivi: perche' molti lo considerano -a torto- il problema principale della Lazio e perche' non riesce a giocare piu' di venti minuti nello stesso ruolo. Pero' non posso proprio. Sbaglia una quantita' indefinita di appoggi anche semplici, avvicinando il record di Fiore nella stessa partita, ed indovina un cross su trenta. Conosco ragazzini di dodici anni che sono capaci di meglio sebbene giochino solo a Villa Borghese. Il problema sono i due ferri da stiro che ha in dotazione al posto degli scarpini: facile capire dove attacchi la presa. Nel naso, che avete capito...

Due de Fiore: 5
Piu' che un prezioso jolly, una scartina. Non ho piu' parole, solo parolacce. Da linciaggio a schiaffi sulle guance un tiro di controbalzo di sinistro mandato in Culonia nel finire del primo tempo.

Roberto Rambaudi Lopez: 4,5
E' raccapricciante l'involuzione di questo che una volta era un attaccante. Adesso, una partita su quattro, corre; le altre cammina. Anche nella partita in cui corre, e non e' certo il caso di questa partita, non e' produttivo. Se poi gioca solo spalle alla porta, indietreggiando fino a centrocampo dove gia' siamo in cinque...

(dal 78') Segone Inzaghi: n.g.
Poco in campo, e quel poco senza lasciar traccia. Eppure a mio parere e' uno dei pochi con una forma fisica accettabile. Non ai livelli della Marcuzzi, ma comunque accettabile.

Vladislav Crespo: 5
Si mangia un gol stratosferico, colpendo l'unico ostacolo da evitare, il portiere avversario. L'anno scorso e' riapparso dopo un infortunio simile e per due mesi non si e' visto, quest'anno e' sulla stessa strada. Piu' che Crespo sembra Gresko, il terzino dell'Inter. Proviamolo sulla fascia, no? Tanto, piu' caciara de cosi'...

(dall'88') Komacevic: n.g.
A dieci minuti dalla fine lo svegliano a secchiate, lui entra sbadigliando qualche minuto dopo, gli capita un pallone sui piedoni e tira alla sua maniera. Dopodiche' si riaddormenta. Secondo me o e' diabetico, o soffre di letargia.

Voti sfusi:

Lupo Alberto Zaccheroni: n.g. non ha ancora capito un cazzo, e quindi va avanti a tentativi, sbagliandoli quasi tutti, tra l'altro. Gli altri lo sanno, mettono due cristiani davanti alla loro difesa e non passiamo mai, tanto sulle fasce siamo ridicoli.
Sergio Cragnotti: n.g. 'cci tua, amichevolmente.
Marcelo Salas: n.g. coraggio Matador. Oddio Matador... l'altra settimana avevi davanti il toro ed hai fatto una finaccia...
La Gente Laziale: 10 ma chi ce lo fa fare? Uno non andrebbe al cinema a vedere lo stesso identico film per quaranta volte, perche' noi invece lo facciamo? Voglio dire: io oramai assisto alle partite della Lazio con lo stesso stato d'animo di quando venivo interrogato, che si puo' riassumere in un: speriamo che la sfango pure stavolta.

I have some dreams: Pancaro che azzecca un cross, Crespo che prende la porta ma non il portiere, Lopez che prende la porta, Cragnotti che compra uno che ci serve sul serio, Zaccheroni che da un'idea di gioco alla squadra, fare due fischi al Galatasaray mentre il PSV pareggia, vincere il derby in qualsiasi maniera, Fiore che gioca discretamente per almeno dodici minuti consecutivi, Kovacevic che gioca...

and...
I have a question: ma perche' mo' se tolgono tutti la maglia dopo avere segnato? Pure Pippinzaghi...
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:24
Pagelle di regime biancoceleste
Milan-Lazio (Lazio?)
di Pikkio

Peruzzi: 5
Il cinghialone guarda, controlla, scruta l'orizzone ed il pallone passargli davanti a due metri in occasione del gol di Inzaghi senza riuscire a nascondere un velo di malinconica fame, sbaglia il tempo su un cross di Serginho e regala il pallone a Shevchenko che fortunatamente tira alla Kovacevic (fuori de dieci miglia. Nautiche), poi ripassa lo studio sui palloni aerei vaganti in occasione del raddoppio di Laursen, si assenta per andare in cerca di cibo in una pizzeria a San Donato Milanese, ritorna in tempo per intercettare un tiro a botta sicura di Shevchenko che per l'occasione sfodera il gajardissimo tiro alla Crespo (addosso all'unico ostacolo da evitare). Qualcuno gli dica che essendo il portiere e' autorizzato ad utilizzare anche le mani, e che lo puo' fare addirittura dentro tutta l'intera area, cosa che potrebbe ritornare buona in caso di
cross avversario. Non e' il vero Peruzzi, e non lo vedremo finche' non chiudono la caccia.

Colonnese: 5.5 Uno dei meno peggio. Commette due grandi errori: il primo e' l'essersi perso Inzaghi in occasione del gol del vantaggio milanista, l'altro e' di fidarsi del proprio parrucchiere Edward mani di forbice. Fa tenerezza quando tenta di inseguire con la lingua di fuori Serginho che confronto a lui sembra andare su un monopattino. A motore. Turbo. Non e' il vero Colonnese: non ha dato manco un calcio.

Nesta: 6
Si salva grazie alla sua immensa classe, ma ogni tanto da l'impressione di non sapere dove sia capitato e soprattutto con chi. Tenta di tenere ordinata la propria squadra, cosa che gli riesce molto meglio che con i propri capelli, da una mano a Couto e Colonnese e una coscia alla patria. C'e' un lato positivo nel suo infortunio: giocando senza di lui ci portiamo avanti con il lavoro per il prossimo anno. Non e' il vero Nesta: quello vero gia' e' stato venduto.

(dal nn') Simeone: 5
Quantomeno, leggasi quantomeno, rida' i calci che prende: ammonito per aver tentato l'esame della prostata di Gattuso senza i regolamentari scarpini antiaids. Molto esplicativo del momento della Lazio la sua protesta vibrante rivolta verso Pancaro -uno a caso che era il piu' vicino a lui- a cinque minuti dalla fine, quando urla che sarebbe almeno il caso di fare una corsetta e di mettere una gambina, ogni tanto. Pero' e' in apertissima polemica con il pallone, e questo non e' molto bello. Non e' il vero Simeone, ma e' il vero Simeone Inzaghi.

Couto: 5
Tutto sommato si perde Inzaghi un paio di volte e Shevchenko solo tre, poteva andare peggio. Inoltre, lascia fare a Contra quello che il rumeno non aveva neanche mai osato sperare di poter fare in occasione del vantaggio di Inzaghi. Peggio di Colonnese, e badate che e' una specie di record. Non e' il vero Couto: quello vero era quello che ha giocato cor Losanna, tenemose questo.

Pancaro: 4.5
Dopo l'uscita di Nesta e' stato inquadrato ed ho realizzato che era diventato capitano: ancora sto a ride. Inizia a sinistra maluccio, poi passa a destra dove gioca malino, nel finale e' centrale di una difesa arrangiatissima, e si esprime malaccio. Piu' che altro continuo, gioca male in qualsiasi parte del campo ed in qualsiasi ruolo. E' un ottimo naso laterale in una difesa a quattro, sia a destra che a sinistra, ma se non giochiamo a quattro e' totalmente inutile e forse anche dannoso, almeno nelle condizioni in cui versa attualmente. Cazzo gia' e' preparato tecnicamente alla scuola radio elettra, se poi viene preparato fisicamente da un preparatore atletico diplomato al Cepu puo' anche attaccare gli scarpini al chiodo e fare domanda come usciere al catasto. Non e' il vero Pancaro, che e' impegnato con Benigni nelle riprese di Pinocchio dove a sorpresa non fa la parte del burattino ma del tronco.

Baggio: 5.5
L'altro dei meno peggio. Tampona Rui Costa ma non in senso materiale, non fate quella faccia. Fa da diga davanti alla difesa (Diga Baggio? ahahah... Viva la diga! uahuahuah... vabe' scusate) e cerca di far ragionare e respirare una squadra disastrata atleticamente, sulle gambe sin dal primo minuto. Si fa male perche' tre infortuni in una partita forse gia' si erano visti, ma quattro no. Non e' il vero Baggio: quello vero gioca a Brescia.

Mendieta: 4
Chi?

Favalli: 6
Come laterale sinistro di difesa non dispiace, ma in fase offensiva e' assente totalmente come gran parte della squadra. Il primo a farsi male, e visti i suoi precedenti mi viene da dire ovviamente: muscolarmente e' il punto di incontro tra Cravero, Boksic e una fetta biscottata del Mulino Bianco gia' intinta nel the'. Costantemente in ritardo nell'appoggio all'azione offensiva, non azzecca un cross dal febbraio 1986, cross peraltro mai omologato perche' effettuato con un vento a favore di piu' di due metri al secondo. Pero', tutto sommato, e' l'unico ad uscire imbattuto da San Siro. E' il vero Favalli, non so se mi spiego.

(dal nn') Castroman: 4
Non vede mai il suo diretto avversario, Serginho. Mai visto in attacco. Mai visto in difesa. Mai visto proprio, tranne quando e' entrato in campo veloce come Pamela Andersson nella sigla di Bay Watch, con i capelli di Pamela Prati quando lavorava al Bagaglino ed i calzoncini di
Stam che gli arrivavano sotto al ginocchio. Che fine ha fatto l'incursore incosciente dell'anno scorso? Non e' il vero Castroman, ma Stanislao Moulinsky in uno dei suoi piu' riusciti travestimenti.

Lopez: 4.5
In novanta minuti azzecca un passaggio a Crespo dopo avere rubato palla ad un Kaladze ancora sotto l'effetto della vodka bevuta nel pomeriggio, e basta. Non tira mai, almeno in pubblico, non salta mai l'uomo, almeno in pubblico, non punta mai l'uomo, neanche in privato. Un'altra partita da Poco Lopez, e siamo a trenta su trentadue. Non e' il vero Lopez:
quello vero l'ha fatto sparire Totti con una spaccata, [...].

Crespo: 5
Sarebbe da calci in culo per il gol mangiato in maniera invereconda, ma glielo abbuono perche' inseguito dalla sfiga che per l'occasione utilizza un CBR 900. Prima ruba palla a Kaladze, inciampando sulla riga dell'area di rigore. Poi ruba palla a Gattuso, e si stira. La smettesse di rubar palloni, eccheccazzo. La giocata piu' bella la fa vedere a bordo panchina al momento dell'infortunio, quando tira giu' trentadue santi in ordine alfabetico. Non e' il vero Crespo: e' un suo poster, lui e' appeso in camera der fijo de Galderisi.

(dal 46') Kovacevic: 4
I numeri del suo match: un calcione ricevuto da Gattuso, un calcione regalato a Laursen che gli costa l'ammonizione e che e' stato il momento in cui e' passato piu' vicino al pallone da quando e' alla Lazio, una doccia a fine partita. Ancora non ho capito se sia piu' brutto o piu' inutile. Non e' il vero Kovacevic: quello vero fa er buttafuori alla Baia Imperiale.

Fiore: 4
Come molti hanno avuto a dire al momento dell'acquisto del centrocampista calabrese sostituto di Veron, e' molto continuo seppur leggermente piu' scarso dell'argentino. In effetti e' molto ma molto continuo: otto partite, otto volte quattro. Ed in effetti e' anche leggermente piu' scarso di Veron, Felipe ovviamente: ieri ha sbagliato il novanta percento dei passaggi sotto i tre metri, ma poi nel finale e' cresciuto visibilmente di tono, arrivando alla conclusione due volte: in una tira una sciarpa ad un infreddolitissimo Abbiati, nell'altra esalta un raccattapalle sotto la tribuna che para in tuffo plastico quasi balneare il suo tiro di stinco. Ha indiscutibilmente qualcosa in piu' rispetto a Veron: e' molto ma molto piu' calabrese. Bello il taglio di capelli: probabilmente e' andato dal barbiere con un mazzo di carte ed ha espressamente chiesto il taglio alla fante di coppe. Non e' il vero Fiore: ma chi cazzo e' che ce sostituisce tutti i giocatori?


Fuori concorso:

Lupo Alberto Zaccheroni: n.g.
Da troppo poco tempo sul campo per poter essere giudicato. Pero' iniziamo male. Scioglie finalmente un dubbio: non e' lui ad avere culo, e' il Milan che ha culo con lui in panchina,
indipendentemente dalla panchina ove siede.

francesco Frènzis titti: 3
Perche' si. Se ce rida' Claudio Lopez je posso arza' er voto a quattro. Massimo.

Sergio Scrooge Cragnotti: 4
Preside', non me ne frega un cazzo delle plusvalenze perche' sono un tifoso, pero' comprendo che e' il prezzo da pagare per lo scudetto e le sette coppe. Pero': le campagne acquisti vanno terminate a giugno, non a gennaio. Siamo una squadra incompleta, a centrocampo manca un esterno sinistro ed abbiamo tre esterni destri, manca un costruttore di gioco ed abbiamo tre mediani di copertura. In difesa manca un difensore rapido ed abbiamo tre difensori alti. Davanti manca un rapace d'area di rigore ma abbiamo tre centravanti statici. La campagna acquisti non ti e' stata, evidentemente, suggerita da Zoff; non ti e' stata suggerita, altrettanto evidentemente, neanche da Zaccheroni, che manco e' arrivato e gia' ha iniziato a far capire che la coperta e' corta. Chi te l'ha suggerita: tu fijo, moggi o er mago Otelma?

Edgar Simpatia Davids: 4
Fatte na cura de valeriana, deficiente.

Simpatia Davids e De Coubertin Montero: 4
Perche' esprimersi in tutta la vostra conclamata idiozia proprio al 90° della partita appena precedente quella contro ee mmerde? Ammazza che cretini...

Fabio Franco Capello: 4
Dice "ho solo applaudito ironicamente Mancini perche' la Fiorentina non buttava fuori la palla: se questo significa essere maleducati beh, allora sono maleducato". Te lo confermo, sei un maleducato.

Franco Capello e Ciccio Varriale: 7
la nuova coppia comica del panorama televisivo italiano si esalta in un colloquio straordinario. Ciccio chiede a Franco se lui sia a favore della prova televisiva e Franco risponde affermativamente. Ciccio quindi mostra a Franco le inequivocabili immagini della gomitata di Zago a Vanoli chiedendo se le immagini siano chiari e Franco sorridendo amaramente risponde di nuovo affermativamente. Ciccio conclude chiedendo a Franco se a suo giudizio Zago sia da squalificare e Franco risponde "alt, non ho detto questo, ho solo detto che io sono a favore della prova televisiva". Straordinari. I Toto' e Peppino del duemilauno, anzi, i Buttiglione e Taormina. Aho' a me' me fanno taja'.

Il Chievo: 8
Giocatori semisconosciuti, pagati relativamente poco e mediamente non proprio formidabili ma motivati e messi bene in campo da un allenatore che ha un'idea di gioco, che ha concertato la campagna acquisti insieme al proprio presidente e che ha capito che se ti serve un terzino sinistro e' piu' utile spendere diecimila lire per un Manfredini qualsiasi che centoventi miliardi per Zidane. Se ti serve un terzino sinistro, eh!

I have a dream: esultare dopo un gol della Lazio, nun me ricordo piu' come se fa.

One love,
Pikkio

ma domenica scorsa che parucca s'era messo Panucci?
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:25
Perugia-Lazio
(...)
di Pikkio

Peruzzi: 6.5 Si presenta a difendere i pali della porta biancoceleste visibilmente dimagrito e con la preoccupazione che gli vela lo sguardo, cosa che gli succede ogni anno, all'apertura della caccia. Non e' quasi mai chiamato in causa grazie alla pochezza degli avanti avversari, ma e' davvero strepitoso il volo a planare sotto la traversa per togliere da la' sotto un colpo di testa di Tedesco, un metro e dodici di altezza, svettato tra i nostri tre difensori centrali che in confronto sembravano le tre cime di Lavaredo. Bah.
Stam: 6.5 Buono l'esordio del pennellone olandese, stranamente piu' efficace se attaccato palla al piede che sulle palle alte nonostante la notevolissima distanza che intercorre tra i suoi occhi e i suoi talloni. In ossequio alla sua altezza, alle voci provenienti dall'Inghilterra che ne metterebbero in dubbio l'integrita' fisica e forse alla parentela mai verificata con Raffaella Carra', e' stato prontamente ribattezzato Stam Pellone.
Nesta: 7 Il povero Vryzas non e' mai riuscito a capire dove fosse, ne' lui ne' il pallone. Ahn e' uscito dal campo che cercava di convincere i tecnici di telepiu' che non e' leale schierare uno cosi' in difesa. Convintosi che trattavasi di un solo cristiano, si e' fatto dare il telefono di Cannavaro che, capito il dramma umano del coreano, gli ha insegnato cosa dire e lo ha mandato a citofonare a sera tarda a Sandrino nostro dicendogli testualmente: capo, ce putite ra' o pallon'? P'ppiacere a...
Couto: n.g. Inutile. Non che abbia giocato male, ma era costretto a vagare per il campo in cerca di un avversario da contrastare che non c'era. Il quinto difensore schierato da Zoff per contrastare un attaccante con una vena realizzativa inferiore a Galderisi e una mezzapunta che ancora si chiede perche' sia a Perugia. E non considero Giannichedda e Kovacevic.
Pancaro: 5 Una proiezione offensiva sulla fascia destra, dopo un minuto di gioco, quando ruba una punizione all'altezza del calcio d'angolo alla sinistra di quell'evidente idiota di Mazzantini simulando uno sgambetto. Poi rimane inchiodato alla linea dei difensori, chissa' se per rispetto delle disposizioni tattiche della statua di sale che siede in panchina o se perche' il naso ancora deve entrare in forma, e non si vede piu'.
(dal 53') Poborsky: 4.5 Straordinariamente fuori forma, svagato e forse pure un po scazzato. Come entra fa capire a Milanese che puo' anche evitare di fare la controfigura a BayWatch e arrivare fin sul fondo e crossare, che' tanto ha campo libero. Il sospetto e' che non sia il vero Poborsky, ma il vero Boksic.
Mendieta: 5 Perche' mi dovete far scrivere cose brutte su un campione? Inutile e anche un po dannoso, come un fornelletto antizanzara nel Polesine.
(dal 75') Stankovic: 6.5 La notizia e' che entra in campo e stavolta si vede, anzi, oso dire che e' sembrato l'unico ad avere voglia e fiato per fare qualcosa. Nei pochi minuti nei quali e' stato impiegato ha destato un'ottima impressione, ha creato un po di scompiglio, ha guadagnato qualche fallo, ha provato a far segnare Kovacevic che ha cortesemente rifiutato, ed e' andato vicinissimo al gol con una bomba da fuori allo scadere.
Giannichedda: 6 Un altro praticamente inutile. Gioca il primo quarto d'ora, quando la Lazio prova almeno a fare un po di gioco ragionando, dopodiche' parte la sindrome Mihajlovic e sono quasi ottanta minuti di lanci lunghi. Il piu' costante, comunque, tra i centrocampisti biancocelesti. Pensate gli altri che partitone.
Fiore: 5 Un ottimo assist vanificato da Segone Inzaghi e' tutto il suo primo tempo. Nel secondo prova a fare qualcosa di piu', e addirittura due volte tenta l'iniziativa personale. Deve essere una questione di ruolo: anche Veron, a volte, faceva scendere in campo suo fratello Felipe: ecco, fino ad ora in campo e' sceso Turiddu Fiore, nonno del centrocampista fu Udinese.
Favalli: 5 Come Pancaro, senza naso e senza la discesa iniziale con annessa simulazione.
Capocchianovic: 4 Un centravanti vecchio stile, vecchio stampo, vecchia maniera, e soprattutto vecchia romagna: della quale deve aver fatto una consistente bevuta prima della partita. Vittima della ricerca di un capro espiatorio da parte del tifoso laziale medio, secondo me molto ingiustamente: vorrei vedervi proprio a giocare nelle condizione sue, con i lacci degli scarpini legati tra di loro.
(dall' 80') Berrettoni: n.g. Non ha visto un pallone neanche da lontano, e' uscito dal campo con le scarpette intonse.
Inzaghi: 5 Il primo pallone che tocca a momenti lo mette dentro, e Mazzantini ci mette una scarpa. Poi una serie infinita di duelli perso contro gente del calibro di Sogliano, Di Loreto e addirittura Dellas, che lo anticipano con regolarita'. Ha un buon pallone anche nel secondo tempo, quando intercetta un tiro da fuori di Giannichedda e lo gira in rete colpendolo con la sua parte preferita, la tibia. Fuori di pochissimo. La palla, lui e' fuori come un garage.


Voti sfusi:.


Gatti: 9 Il giovane centrocampista perugino dalle gote Heidi style scegli di giocare con il numero 44. Un genio. Quando e' uscito ho sperato che lo speaker del Curi si mettesse nei miei panni e dicesse "per il Perugia in sostituzione del numero quarantaquattro Gatti in fila per sei col resto di due...".
Muzzi: 8 Cuore biancoceleste...
Il Chievo: 4 Duemila abitanti, quattromila e rotti abbonati, primi in classifica giocando anche benino. A venti minuti dalla fine il Verona va in vantaggio a Venezia e i cugini al Bentegodi gioiscono. Pochi soldi ma spesi bene, nessuna spesa pazza in giocatori dal nome altisonante ed esotico ma gente affidabile, un tecnico che gli ha dato un'impostazione tattica decente, giocatori che danno l'impressione di divertirsi in campo e famigliole allo stadio tranquillissime, niente ululati ai neri e niente ultras duri e puri impegnati a tutto tondo che inviano messaggi politici o sociali. Ehi, che cazzo di fine ha fatto il calcio?
Zoff: n.g. Cinque difensori e un'incontrista opposti ad una squadra con una punta e mezza. I due laterali di centrocampo, che in realta' erano due difensori, bloccati dietro per paura di Milanese e Ze' Maria. Lanci lunghi e niente gioco sulle fasce a cercare il fondo per un cross: con Kovacevic e Inzaghi davanti era l'unica cosa da fare. Una squadra senza ne' capo ne' coda. Aspettiamo, a cominciare da domani in Turchia.

(a piccolissima richiesta...) I HAVE A DREAM: andare allo stadio e non dovermi guardare le spalle per paura dai miei tifosi, oltre che di quelli avversari e della polizia.

10 settembre 2001

   
         
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:33
Curiosità: il counter storico di Lazionet
data                 progr.       contatti
06/06/1999   34.814   214
07/06/1999   35.147   333
08/06/1999   35.632   485
09/06/1999   36.071   439
10/06/1999   36.451   380
11/06/1999   36.809   358
12/06/1999   37.041   232
13/06/1999   37.255   214
14/06/1999   37.634   379
15/06/1999   37.989   355
16/06/1999   38.411   422
17/06/1999   38.815   404
18/06/1999   39.206   391
19/06/1999   39.467   261
20/06/1999   39.696   229
21/06/1999   40.183   487
22/06/1999   40.575   392
23/06/1999   40.953   378
24/06/1999   41.374   421
25/06/1999   41.801   427
26/06/1999   42.048   247
27/06/1999   42.310   262
28/06/1999   42.730   420
29/06/1999   43.088   358
30/06/1999   43.543   455
01/07/1999   43.988   445
02/07/1999   44.429   441
03/07/1999   44.668   239
04/07/1999   44.940   272
05/07/1999   45.335   395
06/07/1999   45.789   454
07/07/1999   46.172   383
08/07/1999   46.619   447
09/07/1999   47.006   387
10/07/1999   47.204   198
11/07/1999   47.393   189
12/07/1999   47.836   443
13/07/1999   48.289   453
14/07/1999   48.909   620
15/07/1999   49.411   502
16/07/1999   49.899   488
17/07/1999   50.103   204
18/07/1999   50.322   219
19/07/1999   50.743   421
20/07/1999   51.184   441
21/07/1999   51.635   451
22/07/1999   52.068   433
23/07/1999   52.481   413
24/07/1999   52.671   190
25/07/1999   52.911   240
26/07/1999   53.435   524
27/07/1999   54.016   581
28/07/1999   54.514   498
29/07/1999   54.998   484
30/07/1999   55.448   450
31/07/1999   55.684   236
01/08/1999   55.915   231
02/08/1999   56.267   352
03/08/1999   56.650   383
04/08/1999   57.023   373
05/08/1999   57.376   353
06/08/1999   57.757   381
07/08/1999   57.965   208
08/08/1999   58.213   248
09/08/1999   58.484   271
10/08/1999   58.779   295
11/08/1999   59.088   309
12/08/1999   59.406   318
13/08/1999   59.659   253
14/08/1999   59.847   188
15/08/1999   60.046   199
16/08/1999   60.308   262
17/08/1999   60.606   298
18/08/1999   60.853   247
19/08/1999   61.171   318
20/08/1999   61.529   358
21/08/1999   61.765   236
22/08/1999   62.048   283
23/08/1999   62.436   388
24/08/1999   62.826   390
25/08/1999   63.206   380
26/08/1999   63.665   459
27/08/1999   64.084   419
28/08/1999   64.469   385
29/08/1999   64.822   353
30/08/1999   65.403   581
31/08/1999   65.935   532
01/09/1999   66.378   443
02/09/1999   66.796   418
03/09/1999   67.186   390
04/09/1999   67.443   257
05/09/1999   67.731   288
06/09/1999   68.142   411
07/09/1999   68.594   452
08/09/1999   69.013   419
09/09/1999   69.452   439
10/09/1999   69.861   409
11/09/1999   70.157   296
12/09/1999   70.459   302
13/09/1999   70.891   432
14/09/1999   71.357   466
15/09/1999   71.828   471
16/09/1999   72.201   373
17/09/1999   72.643   442
18/09/1999   72.943   300
19/09/1999   73.197   254
20/09/1999   73.661   464
21/09/1999   74.013   352
22/09/1999   74.469   456
23/09/1999   74.965   496
24/09/1999   75.388   423
25/09/1999   75.681   293
26/09/1999   76.050   369
27/09/1999   76.625   575
28/09/1999   77.100   475
29/09/1999   77.592   492
30/09/1999   78.179   587
01/10/1999   78.638   459
02/10/1999   78.964   326
03/10/1999   79.318   354
04/10/1999   79.852   534
05/10/1999   80.285   433
06/10/1999   80.757   472
07/10/1999   81.194   437
08/10/1999   81.615   421
09/10/1999   81.880   265
10/10/1999   82.149   269
11/10/1999   82.598   449
12/10/1999   82.994   396
13/10/1999   83.413   419
14/10/1999   83.845   432
15/10/1999   84.276   431
16/10/1999   84.651   375
17/10/1999   84.937   286
18/10/1999   85.529   592
19/10/1999   86.019   490
20/10/1999   86.553   534
21/10/1999   87.037   484
22/10/1999   87.520   483
23/10/1999   87.834   314
24/10/1999   88.199   365
25/10/1999   88.748   549
26/10/1999   89.218   470
27/10/1999   89.734   516
28/10/1999   90.201   467
29/10/1999   90.639   438
30/10/1999   91.040   401
31/10/1999   91.342   302
01/11/1999   91.731   389
02/11/1999   92.171   440
03/11/1999   92.676   505
04/11/1999   93.099   423
05/11/1999   93.556   457
06/11/1999   93.880   324
07/11/1999   94.238   358
08/11/1999   94.763   525
09/11/1999   95.278   515
10/11/1999   95.780   502
11/11/1999   96.286   506
12/11/1999   96.738   452
13/11/1999   97.029   291
14/11/1999   97.340   311
15/11/1999   97.833   493
16/11/1999   98.366   533
17/11/1999   98.846   480
18/11/1999   99.353   507
19/11/1999   99.914   561
20/11/1999   100.307   393
21/11/1999   100.757   450
22/11/1999   101.459   702
23/11/1999   101.993   534
24/11/1999   102.549   556
25/11/1999   103.135   586
26/11/1999   103.740   605
27/11/1999   104.081   341
28/11/1999   104.480   399
29/11/1999   105.012   532
30/11/1999   105.509   497
01/12/1999   105.997   488
02/12/1999   106.464   467
03/12/1999   106.981   517
04/12/1999   107.399   418
05/12/1999   107.805   406
06/12/1999   108.350   545
07/12/1999   108.866   516
08/12/1999   109.273   407
09/12/1999   109.728   455
10/12/1999   110.236   508
11/12/1999   110.583   347
12/12/1999   110.955   372
13/12/1999   111.537   582
14/12/1999   112.083   546
15/12/1999   112.642   559
16/12/1999   113.152   510
17/12/1999   113.637   485
18/12/1999   113.923   286
19/12/1999   114.347   424
20/12/1999   114.984   637
21/12/1999   115.523   539
22/12/1999   116.513
23/12/1999   116.536   500
24/12/1999   116.879   343
25/12/1999   117.138   259
26/12/1999   117.422   284
27/12/1999   117.836   414
28/12/1999   118.271   435
29/12/1999   118.704   433
30/12/1999   119.111   407
31/12/1999   119.372   261
01/01/2000   119.637   265
02/01/2000   120.090   453
03/01/2000   120.571   481
04/01/2000   121.151   580
05/01/2000   121.719   568
06/01/2000   122.155   436
07/01/2000   122.586   431
08/01/2000   122.975   389
09/01/2000   123.456   481
10/01/2000   124.264   808
11/01/2000   124.901   637
12/01/2000   125.534   633
13/01/2000   126.159   625
14/01/2000   126.855   696
15/01/2000   127.304   449
16/01/2000   127.734   430
17/01/2000   128.239   505
18/01/2000   128.888   649
19/01/2000   129.473   585
20/01/2000   130.107   634
21/01/2000   130.734   627
22/01/2000   131.338   604
23/01/2000   131.833   495
24/01/2000   132.533   700
25/01/2000   133.168   635
26/01/2000   133.856   688
27/01/2000   134.620   764
28/01/2000   135.314   694
29/01/2000   135.797   483
30/01/2000   136.235   438
31/01/2000   137.033   798
01/02/2000   137.680   647
02/02/2000   138.389   709
03/02/2000   139.057   668
04/02/2000   139.745   688
05/02/2000   140.197   452
06/02/2000   140.656   459
07/02/2000   141.322   666
08/02/2000   141.928   606
09/02/2000   142.540   612
10/02/2000   143.112   572
11/02/2000   143.703   591
12/02/2000   144.124   421
13/02/2000   144.538   414
14/02/2000   145.224   686
15/02/2000   145.788   564
16/02/2000   146.414   626
17/02/2000   147.197   783
18/02/2000   147.999   802
19/02/2000   148.497   498
20/02/2000   149.022   525
21/02/2000   149.818   796
22/02/2000   150.632   814
23/02/2000   151.271   639
24/02/2000   151.947   676
25/02/2000   152.638   691
26/02/2000   153.199   561
27/02/2000   153.775   576
28/02/2000   154.854   1.079
29/02/2000   155.986   1.132
01/03/2000   157.009   1.023
02/03/2000   157.774   765
03/03/2000   158.600   826
04/03/2000   159.117   517
05/03/2000   159.613   496
06/03/2000   160.468   855
07/03/2000   161.245   777
08/03/2000   162.018   773
09/03/2000   162.851   833
10/03/2000   163.629   778
11/03/2000   164.492   863
12/03/2000   165.217   725
13/03/2000   166.259   1.042
14/03/2000   167.243   984
15/03/2000   168.195   952
16/03/2000   169.046   851
17/03/2000   169.900   854
18/03/2000   170.465   565
19/03/2000   171.179   714
20/03/2000   172.110   931
21/03/2000   172.974   864
22/03/2000   174.050   1.076
23/03/2000   175.134   1.084
24/03/2000   176.161   1.027
25/03/2000   177.114   953
26/03/2000   178.115   1.001
27/03/2000   179.371   1.256
28/03/2000   180.528   1.157
29/03/2000   181.594   1.066
30/03/2000   182.576   982
31/03/2000   183.547   971
01/04/2000   184.527   980
02/04/2000   185.423   896
03/04/2000   186.929   1.506
04/04/2000   188.138   1.209
05/04/2000   189.303   1.165
06/04/2000   190.550   1.247
07/04/2000   191.613   1.063
08/04/2000   192.329   716
09/04/2000   193.141   812
10/04/2000   194.340   1.199
11/04/2000   195.478   1.138
12/04/2000   196.528   1.050
13/04/2000   197.647   1.119
14/04/2000   198.773   1.126
15/04/2000   199.579   806
16/04/2000   200.287   708
17/04/2000   201.238   951
18/04/2000   202.343   1.105
19/04/2000   203.400   1.057
20/04/2000   204.641   1.241
21/04/2000   205.527   886
22/04/2000   206.104   577
23/04/2000   206.542   438
24/04/2000   207.139   597
25/04/2000   207.655   516
26/04/2000   208.546   891
27/04/2000   209.354   808
28/04/2000   210.190   836
29/04/2000   210.819   629
30/04/2000   211.488   669
01/05/2000   212.436   948
02/05/2000   213.449   1.013
03/05/2000   214.534   1.085
04/05/2000   215.542   1.008
05/05/2000   216.595   1.053
06/05/2000   217.300   705
07/05/2000   218.098   798
08/05/2000   219.369   1.271
09/05/2000   220.621   1.252
10/05/2000   221.654   1.033
11/05/2000   222.981   1.327
12/05/2000   224.304   1.323
13/05/2000   225.038   734
14/05/2000   226.697   1.659
15/05/2000   231.353   4.656

16/05/2000   234.034   2.681
17/05/2000   236.026   1.992
18/05/2000   237.993   1.967
19/05/2000   240.150   2.157
20/05/2000   241.548   1.398
21/05/2000   242.555   1.007
22/05/2000   244.945   2.390
23/05/2000   246.851   1.906
24/05/2000   248.562   1.711
25/05/2000   250.052   1.490
26/05/2000   251.548   1.496
27/05/2000   252.483   935
28/05/2000   253.517   1.034
29/05/2000   254.943   1.426
30/05/2000   256.370   1.427
31/05/2000   257.846   1.476
01/06/2000   259.123   1.277
02/06/2000   260.333   1.210
03/06/2000   261.212   879
04/06/2000   261.952   740
05/06/2000   263.225   1.273
06/06/2000   264.539   1.314
07/06/2000   266.020   1.481
08/06/2000   267.450   1.430
09/06/2000   268.724   1.274
10/06/2000   269.545   821
11/06/2000   270.319   774
12/06/2000   271.673   1.354
13/06/2000   273.277   1.604
14/06/2000   274.549   1.272
15/06/2000   275.861   1.312
16/06/2000   277.287   1.426
17/06/2000   278.005   718
18/06/2000   278.699   694
19/06/2000   280.054   1.355
20/06/2000   281.467   1.413
21/06/2000   282.741   1.274
22/06/2000   284.147   1.406
23/06/2000   285.481   1.334
24/06/2000   286.169   688
25/06/2000   286.933   764
26/06/2000   288.302   1.369
27/06/2000   289.698   1.396
28/06/2000   291.019   1.321
29/06/2000   291.831   812
30/06/2000   293.015   1.184
01/07/2000   293.753   738
02/07/2000   294.475   722
03/07/2000   295.790   1.315
04/07/2000   297.346   1.556
05/07/2000   298.709   1.363
06/07/2000   300.177   1.468
07/07/2000   301.556   1.379
08/07/2000   302.401   845
09/07/2000   303.202   801
10/07/2000   304.628   1.426
11/07/2000   306.238   1.610
12/07/2000   307.780   1.542
13/07/2000   309.280   1.500
14/07/2000   310.677   1.397
15/07/2000   311.599   922
16/07/2000   312.358   759
17/07/2000   313.728   1.370
18/07/2000   315.078   1.350
19/07/2000   316.389   1.311
20/07/2000   317.681   1.292
21/07/2000   318.795   1.114
22/07/2000   319.501   706
23/07/2000   320.200   699
24/07/2000   321.478   1.278
25/07/2000   322.783   1.305
26/07/2000   323.988   1.205
27/07/2000   325.120   1.132
28/07/2000   326.281   1.161
29/07/2000   326.913   632
30/07/2000   327.614   701
31/07/2000   328.769   1.155
01/08/2000   329.856   1.087
02/08/2000   330.892   1.036
03/08/2000   332.034   1.142
04/08/2000   332.810   776
05/08/2000   333.300   490
06/08/2000   333.827   527
07/08/2000   334.998   1.171
08/08/2000   335.998   1.000
09/08/2000   336.948   950
10/08/2000   337.948   1.000
11/08/2000   338.648   700
12/08/2000   339.048   400
13/08/2000   339.500   452
14/08/2000   340.400   900
15/08/2000   340.900   500
16/08/2000   341.722   822
17/08/2000   342.585   863
18/08/2000   343.111   526
19/08/2000   343.624   513
20/08/2000   344.164   540
21/08/2000   345.105   941
22/08/2000   345.800   695
23/08/2000   346.350   550
24/08/2000   347.007   657
25/08/2000   347.919   912
26/08/2000   348.789   870
27/08/2000   349.301   512
28/08/2000   349.741   440
29/08/2000   351.744   2.003
30/08/2000   352.749   1.005
31/08/2000   354.828   2.079
01/09/2000   356.158   1.330
02/09/2000   356.990   832
03/09/2000   357.383   393
04/09/2000   358.515   1.132
05/09/2000   359.667   1.152
06/09/2000   360.700   1.033
07/09/2000   361.902   1.202
08/09/2000   363.360   1.458
09/09/2000   364.000   640
10/09/2000   364.566   566
11/09/2000   365.684   1.118
12/09/2000   367.060   1.376
13/09/2000   368.252   1.192
14/09/2000   369.285   1.033
15/09/2000   370.375   1.090
16/09/2000   371.021   646
17/09/2000   371.600   579
18/09/2000   372.580   980
19/09/2000   373.591   1.011
20/09/2000   374.454   863
21/09/2000   375.473   1.019
22/09/2000   376.588   1.115
23/09/2000   377.094   506
24/09/2000   377.585   491
25/09/2000   378.783   1.198
26/09/2000   379.814   1.031
27/09/2000   380.821   1.007
28/09/2000   381.808   987
29/09/2000   382.751   943
30/09/2000   383.306   555
01/10/2000   383.834   528
02/10/2000   384.756   922
03/10/2000   385.694   938
04/10/2000   386.615   921
05/10/2000   387.618   1.003
06/10/2000   388.640   1.022
07/10/2000   389.246   606
08/10/2000   389.850   604
09/10/2000   390.800   950
10/10/2000   391.785   985
Titolo: Re : Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: JoseAntonio il 02 Nov 2013, 00:35
Citazione di: Silverado il 06 Ott 2010, 20:36
Solo una volta ho viaggiato con Avventure nel Mondo, andammo a Ovindoli.
Primi di febbraio del '79, un freddo cane, neve e ghiaccio a terra.
Rimanemmo tutto il giorno in pullman, anche perché non eravamo preparati alla neve e nessuno era andato per sciare.
Ripartimmo a metà pomeriggio.
La Lazio pareggiò 0-0 ad Avellino ma a Tutto il calcio minuto per minuto non era campo principale.
In tutti questi anni ho tenuto le foto ma non mi è mai venuta la voglia di guardarle.

PS 'scolta Pentiux e Fede75, esperienze indirette mi confermano che non è proprio un gran risparmio.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:38
La scheda di presentazione di Pikkio

Nome: Pikkio
Vero nome: Pierpikkio Rambaudi
Eta' anagrafica: 30 e due figure
Eta' biologica: 97
Eta' spirituale: 2
Una sigaretta: Marlboro lights
Una bevanda: Guinness
Un superalcolico: Jack Daniels
Un pregio: smodatamente laziale
Un difetto: fedelta' a Pikkia
Una caratteristica: disordinatamente disordinato
Un vizio: arrivare in ritardo
Automobile: Ford Fiesta con il guardarail di destra dell' A1 (3 km. prima di Orvieto) incollato davanti grazie ad una volpe che gli ha attraversato la strada
Cantante preferito: roberto renga
Scrittore preferito: Thomas Doll
Piatto preferito: la pasta con il sugo di totani di papa'Pikkio
Personaggio televisivo preferito: Lisa Simpson
Cartone animato preferito: South Park
Sogno nel cassetto: essere invitato a cena in un ristorante alla moda da quella della pubblicita' della tissot. E paga lei.
Incubo ricorrente: Lazio ai rigori in finale di Champions League, ultimo rigore, e Chiodi che si avvicina al dischetto.
Dubbio esistenziale: che faccia avra' fatto Maometto la prima volta che la montagna gli ha bussato a casa?
Dubbio sociopolitico: come si fa a dire che in Italia vige un regime se il capo dell'opposizione ha tre canali televisivi?
Dubbio terribile: come facevano a rimettere il grande mazinga dentro al laghetto?
Traumi infantili: Lens.
Traumi giovanili: avere letto che Giordano sarebbe andato alla juve in cambio di Favero e Limido.
Traumi recenti: avere scoperto che l'inno del centenario lo canta pure mino reitano
Frase preferita: 'sti cazzi
Filosofia di vita: non fare oggi cio' che puoi rimandare a domani
Punto di arrivo: Paperoga
Segni particolari: paga 350mila lire annue di bollo per il naso
AVANTI UN ALTRO!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:39
e quella di Tarallo


Nome: Tarallo
Vero nome: CariTaralloColaprete
Eta' anagrafica: 36 meno meno
Eta' biologica: 49, e sale
Eta' spirituale: 51, e scende. Il prossimo anno si incontrano. Grande festa.
Una sigaretta: dovrebbe costa' circa 465.000 lire
Una bevanda: Tachipiriña (fa passa' pure er mar de testa)
Un superalcolico: che me voi fa' mori'?
Un pregio: modesto
Un difetto: non ne ho
Una caratteristica: Cio' una memoria fracica. Pero' una faccia, una volta vista, non me la scordo piu'. Non me chiedete a che serve...
Un' altra caratteristica: pigro come un bradipo impotente.
Un'altra caratteristica: paziente come un bradipo femmina in calore, moglie del bradipo di cui sopra.
Un vizio: mangiarmi leunghie. Cerco cure e soluzioni.
Automobile: Peugeot 206 nuova nuova, che intendo pagare con le stesse modalita' di pagamento scelte da Sensi per Mihajlovic.
Cantante preferito: mia sorella e Emma Kirby
Scrittore preferito: Thomas Doll/Pikkio
Piatto preferito: Forse la mia pasta e fagioli, con la pasta fatta in casa (sempre da me). See, ve pare facile.. V'aa dovete guadagna'.....
Vino preferito: Barbaresco Gaja (Piersi, dimmi un anno)
Personaggio televisivo preferito: Esperimento di un anno senza TV procede a meraviglia. Andare a casa di mamma (con annessa Telepiu') per eventi –non programmi: EVENTI-sportivi aiuta.
Cartone animato preferito: Franco Sensi. E pure Wallace & Gromit, se fosse un cartone animato....
Sogno nel cassetto: ritrovare le chiavi del cassetto
Incubo ricorrente: "Papa', papa', so' dela roma!!"
Incubo ricorrente futuro: "Papa', papa', me so' messa co' uno dela roma!"
Dubbio esistenziale: Come je l'hanno spiegato a Rene' Van de Kerkov che avevano scherzato e doveva torna' a casa?
Dubbio sociopolitico: Se ce ne avessi solo uno starei ar cerebrolesi der San Giovanni.
Dubbio terribile: il roma e i romisti: preservarli o eliminarli?
Traumi infantili: Lazio-Ipswich. C'ero, e nun cio' capito un ca*#o.
Traumi giovanili: Cambio di materia alla maturita'. Ah, si, e anche Buriani che rifiuta la Lazio
Traumi giovanili positivi: Lazio-Juventus 3-0 Garlaschelli Giordano Giordano. La partita piu' vicina alla perfezione che io ricordi.
Traumi recenti: dopo anni di assenza, riavere a che fare con la burocrazia italiana. Ho pensato al suicidio e alla strage, non in quest'ordine.
Avrei voluto essere: Maradona, fino al 1990
Non avrei voluto essere: Maradona, dopo il1990
Frase preferita: SFL
Filosofia di vita: "Nun vale la pena."
Punto di arrivo: Gia' raggiunto. Ner senso che da mo' che so' arivato.
Segni particolari: non ho nemici. Ma se avessi motivo di averne, me ne sarei gia' dimenticato.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:45
La presentazione di WBB (24/3/2000)

Ecco la mia presentazione: sarò l'ennesimo ozioso grafomane, o qualcosa di peggio? Innanzitutto il mio soprannome è si in riferimento ai Blues Brothers (delle cui gesta sono un cultore), ma soprattutto perché ritengo che noi laziali dobbiamo essere una "fratellanza" (non parlo di Massoneria o di altre fregnacce...) molto più unita di quanto lo sia adesso; e questo è un obiettivo. Per conseguire questo obiettivo, e per ricacciare nei vicoli sterrati delle sordide borgate da cui provengono i [...]ni, tifosi di una squadra minore di cui ora mi sfugge il nome, occorrerebbe fare molta, come dire..., pulizia nelle nostre fila: non mi piacciono quei tizi di mezz'età che biascicano per l'intera partita insulti a tutti i giocatori, gli stessi che poi glorificano al momento del goal; non comprendo quelli che fanno i laziali da casa e poi chiamano le radio private pontificando su schemi e moduli (fateve 'na doccia/pippa che è meglio); detesto ferocemente la teppaglia nazi-fascio-razzista che si annida in curva Nord (posto ormai insalubre: se ti azzardi a commentare con un amico certi episodi di intolleranza varia come minimo qualche fallocefalo ti apostrofa sconnessamente biascicando oscure minacce al "comunista" -!!!??????)e che tifa solo quando gli pare con alcuni cori dal testo perlomeno discutibile. "Insomma- direte voi- te stanno tutti sur cazzo!!!". A me basterebbe sapere che c'è un pò di gente come me, a cui piace la Lazio, il Rock, l'umorismo sagace e canzonatorio, e che odiasse gli ambienti politici in genere (sono un astensionista selvaggio). Qualcuno lo conosco di persona, altri potreste essere voi! A presto su queste pagine...rispondetemi. Saranno affari vostri...
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:48
Un ricordo di Dixie, che non c'è più.
Ti sia lieve la terra, Giovanna.

(nel topic spiega il perché del suo nick)
tempo fà, tutti, chi + chi, pure, +, l'han spiegato.
tocca a me.
"In Dixieland i will take my stand to live and die for Dixie", diceva la canzone degli Stati Confederati.
E' un omaggio a un Dream.
L'ultimo, prima d'essere inghiottiti dalla Storia contemporanea, fatta di -futuri- marketings, Coca Cola, GM, Microsoft e quant'altro.
E' il ricordo d'un viaggio fantastico, percorso da bambina con una famiglia felice, su una Cord decapp.le (sì, una Cord, non una Ford!), sui percorsi di Dixie.
E' un omaggio all'ultima poesia, a Tara, alle 12 Querce, ad un mondo agricolo e nobile, alle sofferenze degli schiavi (minori di quelle d'un suo contemporaneo, contadino pugliese o operaio di Torino o Chicago), ad una contraddizione che andava a morire e lo faceva con lo spirito esaltato di difendere le libertà di Montesquieu e di Lafayette.
E' il ricordo di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.
D'un mondo, dove i giovani erano baldi cavalieri (i prodi cavalieri di Johnstone, l'invitta Armata della Virginia Settentrionale) ele ragazze li salutavano con un "au revoir, mon chéri" o s'inchinavano a "Maman".
E' un mondo che, chissà perché, ancora m'affascina.
E' un mondo sconfitto sulle colline di Gettysburg, in un bagno di sangue, ma sempre vivo.
Hearth of Dixie, dice la memoria.
Nobile, sincero, tentativo di fermare (e migliorare? quien sabe...) il Tempo.
Con un vezzeggiativo, femminile, di rara bellezza.
Oggi, certo, lo si può confonne con un detersivo e questo dà la misura di ciò che Dixie non era e non voleva divenire.
Ma Dixie non morirà mai.
Vero?
Bisous e grazie a tutti per il Vostro affetto al mio rientro, ne sono commossa e incredula.
Non credevo di meritarlo.
Ancora bisous, Giovanna, in Lazio Dixie.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 00:49
Ciao, sono uno nuovo.
Nome: Alfa
Cognome: Scusate ma che vengo a dire così il mio cognome al primo che passa
Età: Giordano, Manfredonia, Borg, Stenmark...
Professione: mi professo laziale
La macchina: Alfa
Il gatto: Romeo
Il mito: Steve Jobs
Il peto: Bill Gates
Il momento più bello in trasferta: Como-Lazio 2-2, maggio 1976.
Il momento più brutto in trasferta: Como-Lazio 2-2, un minuto dopo il momento precedente, quando mi sono accorto di essermi perso le chiavi della macchina nella calca.
L'hobby: consulenza informatica
Il lavoro: Lazionet
L'LP: London Calling
Il singolo: Stairway to Heaven
Il libro: Delitto e castigo
La donna ideale: tutte quelle che me l'hanno data. Ancora, grazie ad entrambe.
Il film: Frankenstein Junior
Il gruppo: Stranglers
La partita della vita: Roma-Lazio 1-3, 1 novembre 1997
Il mito/2: il vespone.
La nazione: Irlanda.
Segni caratteristici: un naso che al confronto Pancaro.
Difetti: permaloso. Anche se a voi che cazzo ve ne frega.
Pregi: incoerenza allo stato puro.
Altri difetti: fumo le sigarette altrui.
Altri pregi: però poche.
Altri difetti ancora: non è vero, tutte quelle che riesco.
Altri pregi (il più importante): vi sopporto.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Dusk il 02 Nov 2013, 00:53
Citazione di: robylele il 05 Dic 2012, 14:43
di Silverado ricordo un post dove raccontava di aver detto a una signora che quelle pentole (o quel soffitto) avevano un colore che si intonavano ai suoi occhi, o qualcosa del genere..   :)

Era quella del TUPPERWARE.

Capolavoro, insieme a un post in cui parlava del suo incontro con Lucio Battisti, durante la sua infanzia. :lol:

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:02
Questa è per Tarallo:


Robertino
Membro/Member   inviato / posted: 06-02-2000 13:03     Click Here to See the Profile for Robertino   Click Here to Email Robertino     
--------------------------------------------------------------------------------
STo facendo un elecon dei film che nun possono mancare nella mia videoteca.
Me so venuti in mente questi, cosi' al volo:
Frankenstein Junior
I soliti sospetti
I guerrieri della notte
Febbre da cavallo
The blues brothers
Animal House
Borotalco
Local hero
I sette samurai
La spada nella roccia
Leon
Provaci ancora Sam
Un americano a Roma

Me potete da' una mano a completare la collezione? Oppure fate la vostra, de collezione. Grazie

Er Geco

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:03
Caro Diario 5
di Tarallo

07-02-2000 09:30     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
Caro Diario mio,
e' un po' che ti trascuro, ma recentemente le cose sono filate via abbastanza liscie. Anche la storia dell' orologgi s'era un po' calmata. Questo fino a ieri, domenica, quanno m'e' successo un fatto strano che te vojo aricconta'.
Siccome c'era er blocco der traffico, avevo deciso de pija' l'autobbusse (aoo, era gratis!) e famme un giro pe' Roma, magari leggeme un bel libro e poi anna' a vede' la maggica. Ho dato un bacetto a Maria mia (che puzzava gia' de cipolla ale otto e mezza de mattina, ma lei i sughi se nu li assaggia nu li sa fa'...) e so' escito. Ho preso l'autobbusse e so' sceso a Largo Argentina. Li' c'e' 'na bella libbreria, e ho pensato de annamme a compra' un libbro sula roma. Io la storia dela roma la conosco bbene, ma volevo trova' quarcosa de particolare. Cerca che te ricerca, finalmente trovo un libro intitolato "La figlia di Jorio". Io avevo conosciuto la moje de Pruzzo e la cuggina de Chierico, ma la fija de Jorio prorpio nu l'avevo mai sentita. Allora l'ho comprato e me so' diretto su Lungotevere. Arivato a Piazza Trilussa, me so' fatto ajuta' da du' regazzetti e me so' messo seduto sul muretto de' Lungotevere. Ahh, com'e' bella Roma. Che giornata meravijosa. Deve esse' proprio bello esse nati a Roma, lo dicevo co' ++++++++ l'artro giorno. Noi se sforzamo a parla' romano, ma ce lo sanno tutti de 'ndo semo.. Che bber posto!
'Nzomma, comincio a legge er libro e a 'n certo punto lascio perde perche' nun ce se capisce gnente e dela roma manco parlava. Allora strappo 'na paggina e butto er resto der libro giu' verso er fiume. Poi ho avvoltolato la paggina pe' lungo, stretta stretta, e me so' 'nfilato la punta dentro all'orecchio. M'e' sempre piaciuto stuzzicamme l'interno dell'orecchio, ma la cosa piu' bella e' quela sostanza giallognola che esce, m'ha sempre affascinato. Mentre me la studiavo, passandomela da un' unghia all'altra, bella, lucente, morbida, sento 'na voce che fa': "Ci segua" "Ando'?" "In questura. Lei ha sporcato il Tevere. E' contro la legge." "Ma io..." "Ci segua, le ho detto." "Ma io..." "Poche chiacchiere, deve venire con noi!" "No, ho capito, io verei pure, ma cio' bisogno de aiuto a scenne che 'sto muretto e' troppo arto." "Ah, vabbe', mo l'ajutamo noi", me fa uno dei Poliziotti. Me porteno in Questura e il Giudice me fa' "Prima dell'udienza lei ha diritto ad una telefonata." In un momento cosi' difficile, ovviamente ero molto preoccupato. Quindi ho telefonato a Maria mia e j'ho detto de aspetta' a mette i fegatelli sula brace e de non comincia' a magnasse li facioli co' le cotiche senza de me. Dopo 'n po' er Giudice me fa: "Si alzi l'imputato! " "Veramente io sto gia' impiedi Vostro Onore" "Bene." "Lei, signor Franco Sensi, e' accusato di blablabla secondo l'articolo blablabla ed il reato e' flagrante. Che vogliamo fare?" "E che ne so' io signor giudice? " "Hmm, vediamo, vediamo... Qualcuno sa che ore sono?" Io me so' avvicinato ar bancone der Giudice e questo ha cominciato a strilla' "E' scappato, fermatelo, prendetelo!" "Signor Giu', sto qua davanti ar bancone" "Ah, non la vedevo. Percaso, EHM EHM EHM, sa che ore sono?" "Ecco signor giudice, avevo comprato questo Swatch per la nipotina mia, ma se lei lo vuole, e' un pensierino..." "Bene, puo' andare."
Ner frattempo s'era fatto scuro. Io so' ritornato a casa, un po' moscio, ma m'aspettava Maria mia, svenuta pe' la fame. Dopo che j'ho dato i sali, se semo fatti 'na bella magnata e poi go telefonato a Robertino come ar solito pe dije quello che deve scrive domani. Lui m'ha detto che la magica ha massacrato un avversario temutissimo, me so fatto 'n po' racconta' e poi so' annato a dormi'.
A presto Dia'!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:04
Caro diario 7, di Tarallo

Caro Diario,
ieri me so' successe un paio de cosette che te vojo ricconta'.
Io stavo sdrajato sur divano a strappamme le unghie dei piedi co' le mano (e' 'na passione mia perzonale), e stavo a legge un depilantes che m'e' arivato dove me dicheno "Abbonati a 'Il sole 24 ore' ".
"A Mari', che d'e' er zole 24 ore?", ho chiesto a Maria mia che ha studiato.
" Deve esse uno de quei settimanali de meteorologgia, Franchi', che parleno der clima ar polo norde. Oppure e' 'n posto de vacanza. Perche' 'n ciannamo?"
"Ma 'ndo 'nnamo, Mari', stamo scannati.."
A quer punto squilla er telefono, e risponde Maria mia, lasciando per un attimo la preparazzione dela trippa.
"Pronto? Zoffe? No guardi io uso Breffe e me trovo tanto bbene. E poi ve l'ho gia' detto de nun telefonamme co' sti prodotti pe' la cucina che m'avete rotto li co..."
"E damme 'sto telefono, 'ssinammazza'... Pronto Commissario Tecnico, come va?"
"Bene", me fa lui. "La chiamo per scusarmi dello scarso utilizzo di Totti. Pero', capisce, nella confusione generale, finche' non me l'hanno spiegato, io l'ho scambiato per il tutor di Alex Del Piero, 25 anni, studente CEPU. Sa, c'e' una certa somiglianza..."
"Non si preoccupi Mister, ci parlo io. Checchino per me e' come una figlia. Piuttosto a Palermo e' andata malino, eh, ho sentito dei fischi.." ho risposto io mentre me continuavo a strappa' le unghie dei piedi.
"No, li c'e' stato un malinteso. Loro erano arrabbiati perche' giocando con la Svezia, che non ha piu' Martin Dahlin, non hanno potuto fare i buuu goliardici e scherzosi. E' colpa mia, ho sbagliato la scelta dell'avversario e loro non si sono divertiti...."
"Dahlin, Dahlin, questo nome non mi e' nuovo... Vabbe' mister, a presto"
Come attacco, er telefono risquilla.
Era l'avvocato de famija. Oddio, avvocato.....Quanno ha smesso je mancavano sei esami, ma e' tanto bravo e poi se fa' paga' poco. Quell'anno che er condominio c'ha fatto causa pe' la veranda abbusiva sur barconcino ce la semo cavata co' 'no scatolone de carne simmenta e una murta de poche mila lire.... Dice che er Mila cia' fatto causa pe' danni. Io cercavo de capi' perche', che posso ave' fatto, visto che da quanno so' Presidente io la roma alo scudetto nun gne' manco ita vicino, nu gnavemo levato manco una coppetta, un gelato, gnente... Stavo a fa' tutti 'sti pensieri, e nun m'ero accorto che Maria mia stava a senti'. Quanno ha capito che c'eravamo 'nguajati, BBOOMMMM, ha fatto 'n botto e e' cascata svenuta. Io li', co' l'unghie deli piedi che me sanguinaveno, ho provato a tiralla su ma nun c'e' stato verso. Dice che je se danno i sali, allora io ho preso un po' de sale grosso e un po' de sale fino e je l'ho sparzi addosso, ma nun ha funzionato. Allora ho pensato che forze er gusto forte der limone la poteva sveja', e j'ho spremuto un limone in bocca, ma gnente da fa'. L'aceto! Ho preso l'aceto, je l'ho messo sotto ar naso e PAM! s'e' svejata. Purtroppo j'e' preso subbito 'n' antro corpo, perche' ha visto che j'avevo sparzo er sale sur corpo, io che ciavevo in mano l'aceto e il limone, s'e' creduta che m'ero impazzito e che me la volevo fa' ala diavola. Ha 'ncominciato a strilla' come una pazza isterica, aiuto, me se vo' magna', fermatelo, nun se riusciva a carma'. Bella Maria mia, j'ho detto io, e 'ndo lo trovo un forno pe' 'nfilattece a te, manco all'Itarsider. Li' s'e' tranquillizzata e piano piano s'e' ripresa. Meno male che era rimasto un sistema de carucole e puleggie da quando avemo fatto la veranda abbusiva; j'ho fatto passa' 'na corda sotto la panza e l'ho tirata su.
Bella Maria mia che spavento che m'hai fatto prende... Poi pero' se semo fatti la trippa, du' rigatoni sugo capellini e sarvia, du' bistecche de manzo, quattro sarcicce e tre fettine panate, e ce semo ripresi tutti e due.
Mo vado a parla' co l'avvocato.
Ciao Diario mio, a presto.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:05
Quando Tarallo scriveva pezzi lunghi...

posted: 05-02-2000 15:33     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
"Che mestiere fai?" "Il tifoso"

Se sono fuori Forum, prego il Webby di spostarmi, se sono fuori di testa prego un operatore sanitario di disporre il mio ricovero nel piu' vicino ospedale psichiatrico.
E si', perche' i convenuti erano tutti d'accordo con l'on. Gigi Martini, quindi devo essere io quello che ha perso la testa o che arriva da un altro pianeta.
La proposta deriva dalla comprensione dei problemi sociali che spingono i "tifosi" a queste manifestazioni di "protesta" (e cito a memoria): queste cause risiedono, secondo l'on. Martini, "nel fatto che finche' questi ragazzi fanno il tifo, le coreografie, fanno sacrifici e spendono soldi per andare in trasferta ecc. ecc., tutto bene, ma quando si tratta di far parte attivamente della macchina finanziaria ed economica della Societa', si sentono giustamente abbandonati e dimenticati, insomma tenuti in disparte"; la soluzione, sempre secondo l'on. Martini, e' di renderli protagonisti, di coinvolgerli attivamente, per esempio affidandogli il controllo e il servizio d'ordine della Curva (e questa si era gia' sentita, ed infatti era stata gia' commentata su queste pagine), il servizio parcheggi fuori dello stadio ed altre attivita' che dovrebbero essere remunerate dalla Societa' in questione.

Traduco per i nostri amici che sono in cerca di un lavoro fisso al momento.

Mettete da parte (rubacchiando qua e la', magari ai vostri genitori, o spacciando moderate quantita' di sostanze stupefacenti, se non trovate altri mezzi) una quantita' di denaro pari a circa 5 o 6 milioni di lire. Poi trasferitevi in una citta' di vostro gradimento, che so',Perugia se vi piace l'arte e l'olio d'oliva, Cagliari se preferite il mare, Genova se amate il pesto. Se avete una squadra nella vostra citta' non dovrete neanche trasferirvi. Poi entrate nel cosiddetto "tifo organizzato" della squadra di quella citta'. Usate le vostre abilita' dialettiche (o, se necessario, la violenza) per assumere pian piano un ruolo importante all'interno di questa struttura di "tifo organizzato". Portate avanti le attivita' per un po', spendendo i vostri risparmi in trasferte, striscioni, la cosiddetta "coreografia", della quale presto la squadra in questione non potra' piu' fare a meno. Questo vi consentira' di entrare nelle grazie del Presidente e forse rimedierete anche dei biglietti, o addirittura la possibilita' di venderli, aiutando le vostre finanze gia' provate. Incitare per 90 minuti la suddetta squadra e' facoltativo, ma farlo per 10 o 20 minuti aiutera' a non far scoprire il vostro vero scopo. Non aspettate troppo o i vostri risparmi non basteranno, ma nel caso cio' succedesse potreste, ad esempio, pubblicare un periodico che tratta i temi della vostra squadra, magari devastando le sedi di pubblicazioni concorrenti, nel caso ce ne fossero. Poi, dopo qualche tempo cominciate a mettere sotto scacco l'intero settore che voi ed il vostro gruppo avete occupato, coinvolgendo/costringendo i piu' giovani in manifestazioni razziste, possibilmente in alcuni reati, tipo apologie varie, meglio se inneggianti a criminali di guerra o a famosi dittatori. Presto la stampa, prima locale poi nazionale, non potra' fare a meno di parlare di voi. Una delle soluzioni proposte al problema da voi abilmente creato -diciamocelo, ne avreste fatto volentieri a meno se fosse piu' facile trovare lavoro-, sara', specialmente se vivete in un paese dove la liberta' di espressione e' sancita dalla Costituzione ed il rispetto delle leggi suddette da voi sapientemente infrante non e' richiesto all'interno dello stadio, quella di coinvolgervi attivamente, farvi sentire parte dell'organizzazione delal Societa' di calcio piu' imporetante delal ridente localita' da voi scelta.
Presto indosserete una nuova uniforme, avrete il diritto -sancito da un contratto- di picchiare qualcuno ogni tanto per mantenere l'ordine, il che fa sempre bene a distendere un po' i nervi; potrete finalmente far tornare ai semafori (dove dovrebbero essere, e siamo anche generosi) quegli immigrati clandestini che rubano tremila lire a chi vuole parcheggiare vicino allo stadio, tremila lire che invece ora i tifosi della vostra squadra saranno felicissimi di dare a voi. Alcuni anzi vi riconosceranno pure, un po' di gloria non guasta.
Se qualcuno -per assurdo- dicesse che in questo "schema" c'e' puzza di manipolazione, violenza e basso e vile ricatto, probabilmente e' perche' questi un lavoro gia' ce l'hanno, e' facile parlare. Se avete una Laurea, o comunque avete ottenuto un diploma professionale durante gli anni scolastici, pensate a quel periodo come un'esperienza, che comunque vi e' servita per mettere nella giusta prospettiva il sistema scolastico italiano e quei [...] dei professori (ripensandoci, bruciare la macchina del prof di matematica non e' che poi abbia danneggiato la vostra carriera, anzi). Se invece a scuola, come e' piu' probabile, non ci siete andati, gioite del fatto che avete trovato lavoro senza dover sudare le proverbiali sette camicie, passare esami con relative notti insonni, stressarvi come solo dei poveracci che non hanno mai capito le potenzialita' del "mercato globale" possono fare.
E ringraziate la Lazio e Gigi Martini dell'idea. Utile, no?






Zona oraria / All times are: CET
Questo è un argomento ARCHIVIATO. Non sono ammesse repliche
This is an ARCHIVED topic. You may not reply to it!


Hop to: Forum / Archive  Elenco / List:  Lazio e basta / Only Lazio --------------------LazioTalk (English)LazioTalk (Italiano) LazioNet --------------------Annunci dallo staffSuggerimenti / Suggestions Pronostici e giochi / Online games --------------------Gioco dei PagantiGioco del Pronostico Varie / General --------------------Bacheca / Bulletin BoardLazioNet FriendsPresentazioni List of Archives: 1999/09 LazioTalk-ITA1999/10 LazioTalk-ITA1999/11 LazioTalk-ITA1999/12 LazioTalk-ITA2000/01 LazioTalk-ITA2000/02 LazioTalk-ITA2000/03 LazioTalk-ITA2000/04 LazioTalk-ITALazioNet Friends2000/05 LazioTalk-ITA2000/06 LazioTalk-ITA   


Contattaci / Contact Us | LazioNet HomePage 


Powered by: Ultimate Bulletin Board, Version 5.38d
© Infopop Corporation (formerly Madrona Park, Inc.), 1998 - 1999.


Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:08
Il primo non laziale iscritto a Lazio.net.
Diventerà un influentissimo critico musicale...

Charly
Membro/Member   inviato / posted: 28-09-1999 21:47     Click Here to See the Profile for Charly   Click Here to Email Charly     
--------------------------------------------------------------------------------
Salve, lazionetters! Sono un torinese tifoso del Toro (come l'ottanta per cento dei torinesi, checchè ne dica la Stampa...come voi mi insegnate, don't believe the hype!!). Probabilmente ho sbagliato topic, sicuramente ho sbagliato curva, ma prima di mandarmi degli "scemo, scemo" virtuali, lasciate che vi dica quanto mi piace questo sito. Mi unisco agli auguri anche se mi sono aggregato alla simpatica brigata solo da pochi giorni. Credo che questo sia in assoluto il miglior sito tifoideo del web. Almeno è quello dove (siti granata esclusi, of course)mi trovo più a mio agio. C'è passione, ma anche intelligenza a tonnellate (p.es su come avete affrontato l'argomento combat18 e affini), ironia e un po' di sana caciarosità che un sabaudo come me (gente a cui notoriamente si infila un palo nel culo alla nascita, e che non ride neppure se gli spari) non può che definire "tipicamente romanesca". Confesso di essere finito su lazionet perchè cercavo qualche cronaca "esterna" sulla debacle dei miei beneamati all'Olimpico, una settimana fa. Be', non credevo di dover invece cambiare la mia percezione del tifoso laziale. Non so quanto siate attendibili come campione statistico, ma almeno adesso so (ok, potevo sospettarlo anche prima...) che non tutti i laziali fanno parte della mejo gioventù hitleriana propagandata dai media e dall'idiozia di quelli che chiamate irriducibili. Frequentando abitualmente una curva di tradizione anarco-libertaria-menefreghista, comunque antifascista (a parte quei fessacchiotti dei granata korps, che peraltro non sono mai scesi sotto certi livelli) ho sempre considerato la Lazio una delle società più stronze d'Italia. Pregiudizio, sicuramente, in cui si mischiava un po' di tutto, flash televisivi e ricordi della mia infanzia: dalla triste storia di Re Cecconi alla faccia da cazzo di daniela fini, da Paparelli alle svastiche in curva, dalla squadra del '74 che sembrava ordine nuovo in calzoncini a quella bestia di Kalleri (voi rimpiangete Vieri?? E noi, allora, che l'abbiamo dato via per la metà di Petrachi???). Invece, gratta gratta, scopro che abbiamo forse più cose in comune di quante potessi sospettare: le radici popolaresche, la sfiga come condizione permanente del nostro stare al mondo, la continua sensazione di essere figli di nessuno, una serie infinita di presidenti ladri e/o deficienti che ha rischiato di farci sparire dalla faccia del calcio italiano, e così via. Identico, purtroppo, anche il vittimismo, e la mania di guardare il bicchiere mezzo vuoto. Prendi lo sciopero del tifo. Ma dico, siete scemi? Avete una squadra fantastica, a parer mio la migliore in Italia attualmente (fatevelo dire da uno che si è visto bastonare da Lazio e Inter in rapida successione: loro sono fortissimi, ma secondo me non c'è partita. Per un motivo soprattutto: bene o male gli interisti sono dei mercenari miliardari, la Lazio è invece una squadra di gente che cerca una sacrosanta rivincita, e lì sta la differenza). Per quel che mi riguarda, farò il tifo per la Lazio - mi riferisco alla prima metà del tabellone, ovvio, quella che ahime NON ci riguarda, a noi del Toro- anche grazie a questo sito. E poi voglio vedervi ricacciare in gola al berluscaz tutta la sua arroganza. Da neutrale mi ha dato enormemente fastidio vedere come veniva (viene tuttora) trattata la Lazio su Mediaset, furto dello scudetto a parte (chi c'è di mezzo? ovviamente quell'ubriacone di Gaucci...visto quanto abbiamo in comune?): ricordo che telefonai persino a una trasmissione condotta da quel pirla (Guido Scannagatta, Scaccabarozzi, una roba così)che adessa presenta Real TV, insieme a quell'autentico caso umano che è la moglie di Collovati. Mancavano un paio di giornate alla fine del campionato, e i due berluscones, con un servilismo rivoltante, prendevano allegramente per il culo la Lazio. "Be', questi qua cosa vogliono? Hanno vinto uno scudetto in cento anni, volete metter con il Milan, gneh gneh gneh?" Bell'argomento, complimenti. In televisione, mica al bar. Telefonai apposta per mandarli affanculo.
Lasciamo però stare il rapporto con l'altra sponda cittadina, perché per quanto potrete sentirvi trascurati non è niente in confronto a noi. La sapete tutti la storia di Tanzi che doveva comprare il Toro dieci anni fa (è tifosissimo granata), e di Agnelli che gli ha fatto capire che non era cosa? Ecco, quello dice tutto.
Tornando a voi: siete fortissimi, solo un po' leggeri in attacco. Inzaghino è quello che è, Salas è un grande (complimenti sinceri per come si è comportato l'altra sera: se penso che dalle mie parti certa gente alzava tutta felice una Coppa vinta con 36 cadaveri intorno...) ma mi sembra un po' acciaccato. Comunque finchè avete gente che centra la porta da duecento metri di distanza, non avete problemi. Se Boksic invece proprio non lo fate giocare, non è che ce lo potete dare?
Bene, ho finito. Scusate per lo spazio che ho occupato, ma credo che poi alla fine i veri "gemellaggi" siano tra le persone, non tra Kommandos, Collettivi o Ultras. A tal proposito, un saluto particolare a colei che si firma Dixie: non condivido una virgola della sua visione del mondo, ma penso che se tutte le persone di destra fossero come lei questo secolo sarebbe stato un po' meno schifoso.
Voglio saperne di più sulla storia della Lazio, adesso. Per esempio questo Polentes (gran pezzo di prosa, la presentazione del vostro club: appassionato, ribelle, romantico...grande!) che a me ricorda tanti splendidi "losers" che hanno vestito il granata negli ultimi cinquant'anni. Di personaggi così noi ne abbiamo avuti a mazzi.
Per chi tra voi volesse una bella introduzione allo spirito granata, consiglio la lettura di "Belli e dannati" di Marco Cassardo. Leggetelo e capirete perché solo i tifosi del Toro possono trovarsi in cinquantamila sotto la pioggia torrenziale - è successo il 4 maggio scorso - non per vedere una partita, ma per urlare, tra le lacrime, "campioni, campioni" a diciotto ragazzi volati via un pomeriggio [...] di cinquant'anni fa. Era il nostro modo di dire loro "grazie", ancora una volta.
Sensazioni che i Berlusconi, i Galliani, i Mughini, i Blatter, i Bettega, i Melli e gli Sconcerti non potranno mai capire.
In bocca al lupo (e in culo alla lupa), ragazzi.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:17
Il mio primo post su Lazionet.

24-11-1999 12:39           
--------------------------------------------------------------------------------
Previsioni per l'anno calcistico 2000 a cura del mago Herrera (Occhio, regà, questo ce coje)
Gennaio
Centenario della SS Lazio annullato: il millennium bug cancella dagli archivi della Lega e della FIGC il nome della Lazio che non
risulta esistere al mondo, perciò non è iscritta al campionato. Intervistati per la Mediaset, Nizzola e Carraro giurano di non
conoscere questo signor Cragnotti che millanta di essere presidente della squadra più ricca e più forte d'Italia. Franco Sensi
rincara la dose denunciando l'attentato alla regolarità del campionato a 17 squadre. Il torneo viene momentaneamente sospeso
in attesa di un pronunciamento della giustizia sportiva: nominato un collegio di saggi costituito da giornalisti (Renga), allenatori
(Capello), calciatori (Giannini) e dirigenti sportivi (Galliani e Sensi). Le testimonianze a favore della Lazio rese spontaneamente
da Zeman, Gascoigne, Plastino sortiscono effetto contrario a quello desiderato: i tre vengono tradotti a Rebibbia rispettivamente
per esortazione al consumo di sostanze dopanti, ubriachezza molesta e manesca, contrabbando di filmati in bianco e nero dove
si cerca di dimostrare che quella squadra dalle maglie sbiadite ha vinto uno scudetto nel lontano 1974. La condanna pare
inevitabile, quando irrompe un colpo di scena clamoroso: Plastino, libero su cauzione, diffonde a tutti i mezzi d'informazione una
videocassetta girata durante una pausa del dibattimento che mostra i cinque saggi mentre si fregano le mani per aver tolto di
mezzo l'avversario più difficile e si mettono d'accordo per spartirsi il campionato (Ferilli, Totti e Delvecchio al Milan dalla
prossima stagione in cambio di Treossi, Bazzoli, Trentalange, Cadeo, Mengacci, l'ex moglie di Galliani, la maglia di Franco
Baresi, tre paia di scarpe col rialzo di nanoprimo in gentile omaggio a nanosecondo, il Gabibbo in costume giallorosso nella
prossima edizione di striscia la notizia, Liguori capo ufficio stampa della Roma e Cesare Maldini -da subito- a conguaglio). Ci si
chiede come abbia fatto il diabolico Lacrima a filmare il tutto, si cerca la talpa negli uffici della Lega, ma la frittata è fatta:
Galliani con un comunicato ufficiale informa la collettività che trattavasi dell'ultima trovata, assai riuscita, del popolare spettacolo
"Scherzi a parte". Il comunicato si chiude con la frase: auguri, Laziotta. Sensi confessa al popolare quotidiano sportivo romano:
"Ancora una volta sfuma una nostra grande operazione di mercato per colpa di Cragnotti. E' una scorrettezza inammissibile.".
Lazio multata di 72 miliardi per responsabilità oggettiva nell'episodio: per colpa del suo centenario è stato sospeso il
campionato.
Colpo di mercato della Roma: arriva da Largo Argentina lo stopper Samuele Puto, talento del futuro. "E' l'erede di Zago! L'ho
scoperto personalmente, con uno scaracchio solo, al semaforo, è riuscito a lavarmi tutta la macchina, una Daf 44 del '70. E'
costato solo 44 miliardi! " dichiara raggiante il presidente giallobasso

Febbraio
Problema arbitri sempre più alla ribalta. Collina, nella partita Lazio-Parma, concede sul 5-0 un
rigore alla Lazio per fallo di mano sulla linea di porta di Thuram e Cannavaro che respingono in
bagher congiunto un tiro di Mihaijlovic su punizione concessa alla stessa squadra per una
coltellata di Dino Baggio a Matias Almeyda, il quale lo aveva indiscutibilmente provocato
ridendo del suo naso. Il dibattito infuria, anche perchè la Lazio vince la partita per 6-2 (chiara,
secondo Mediaset, l'opportunità di rimonta negata al Parma). Almeyda viene colto dalla prova
TV nel suo atteggiamento ilare. La punizione è esemplare: 23 miliardi di multa alla società per
responsabilità oggettiva e inibizione al riso del giocatore mediante espianto degli incisivi e dei
canini, sostituiti fino al 30 giugno con un becco di papero. Nizzola tuona in conferenza stampa:
Nessuna tregua ai provocatori.
Si corre ai ripari: dalla prossima giornata esperimento-doppio arbitro in una partita sorteggiata
nella serie A.
A SORPRESA, viene sorteggiata Milan-Lazio il 20/2/2000. Gli arbitri designati sono Treossi e
Trentalange. L'esperimento riesce solo in parte: si fa apprezzare Treossi, che in tackle scivolato
anticipa Salas in fuga solitaria al 4°, devia di testa un pallonetto pericolosissimo di Veron al 24°,
ferma d'astuzia Conceicao mentre andava al tiro a botta sicura al 38°, ma non annulla un goal
palesemente irregolare a Mihaijlovic che respinge di sinistro al volo una punizione concessa a
metacampo ai cAMPIONI per una beccata di Almeyda all'orecchio di Gattuso. Treossi non si
avvede del bolide del serbo che lo centra al plesso solare facendogli ingoiare il fischietto e
cacciandolo in porta con tutta la palla. Trentalange aveva espulso Almeyda, ma non ha
giurisdizione sulla metacampo del romagnolo. Riavutosi, Treossi chiede il cambio: entra al suo
posto Ambrosini. La Lazio in dieci si chiude bene e respinge gli assalti del Malan, ma deve
capitolare al quarto giorno di recupero: Pancaro sviene per il sonno e la fame, e Shevchenko
infila la palla sotto la maglietta e scappa in porta, mentre gli avversari cercano invano di
afferrarlo. Finisce 1-1 per il tripudio della tifoseria meneghina sopravvissuta. I giornali titolano:
Lazio in debito d'ossigeno: mantiene la testa della classifica immeritatamente con soli 8 punti di
vantaggio sui giallototti. Lazio ancora nel mirino del giudice sportivo: 144 miliardi di multa per i
danni fisici arrecati a Treossi e Mihaijlovic inibito fino al 31/5/2000 a indossare la scarpa sinistra
per gittata irregolamentare. Almeyda squalificato per 6 giornate e condannato a scorciare il
becco.
Colpo di mercato, intanto, della Roma: acquistato per 38 miliardi un frigorifero Emerson in un
negozio di Leverkusen. "L'ho scoperto personalmente, mentre rientravo in albergo dopo una
notte di trattative estenuanti per quello del Bayer. Sono fiducioso: rispetto all'altro, è meno agile
ma più quadrato" dichiara raggiante l'illuminato presidente giallovisso.


Marzo

Il mese si apre con un grande colpo di mercato della Roma, che non lascia nulla d'intentato per riagguantare i Cugini nella lotta per lo scudetto del giubileo. Ingaggiato dal Real Madrid Clarence Seedorf per 74 miliardi + la comproprietà
di Gurenko. Sensi brinda con Capello allo scudetto. La tifoseria in festa invade le strade del centro. L'olandese esordirà nel derby di ritorno.
Torna alla ribalta la vicenda del pentito. La procura friulana chiede una pausa di riflessione dopo aver fatto pedinare per mesi le nonne bizzoche di alcuni calciatori, sulla cui identità si addensa il mistero più fitto (Turci, Bertotto, Calori, Pierini, Genaux, Walem, Appiah, Locatelli, Jorgensen, Poggi, Amoroso, Zanchi, Gargo, Giannichedda, Navas, Bachini, Bisgaard, Sosa, Van der Vegt, Louhenappessy, Leopizzi, Pineda, Wapenaar). Alcune indiscrezioni provenienti da frange deviate della polizia locale indicano che il pentito ha le ore contate e presto verrà torchiato dalla magistratura.

Big-Match di calendario il 12: Lazio-Inter tiene banco. Chiarito il mistero del trasferimento-record del bomber Vieri. "Volevo restare" dichiara Bobogol "ma hanno rifiutato di inserire nel contratto le novecentomila lire mensili che avevo richiesto per la filippina che si occupa del mio gatto Pippo. Allora ho accettato le proposte di Moratti, che mi ha dato in bonus un'intera clinica per animali a disposizione col suo staff per Pippo. Ora vorrei tornare, perché Pippo odia la nebbia. Se la Lazio accetta la mia richiesta di ritocco (un panino col salame al giorno e tre scatole di Kitekat) torno dall'anno prossimo, ma attenti che il mio procuratore sta vagliando vantaggiose offerte della Roma".

La partita delude le aspettative, complice l'espulsione al primo minuto di Veron, Nedved, Boksic e Salas che avevano dimenticato di indossare il sospensorio d'ordinanza (Ai sensi e per gli effetti della 18ma direttiva Blatter emessa a Zurigo dopo che il suddetto era stato irriso da tre prostitute venezuelane che avevano constatato come l'attrazione gravitazionale ne avesse irrimediabilmente compromesso la funzione erettile).
La Lazio in 7 contro 11 subisce le iniziative neroazzurre e soccombe per 0-1 con rete realizzata al 98° da Jugovic su rigore concesso dall'arbitro Treossi per fallo commesso nel cerchio del centrocampo da Dabo su Favalli.
La squalifica dei quattro ribelli è esemplare: 5 giornate per Salas e tre per gli altri (il Matador ce l'ha più lungo). Lazio multata di 12 miliardi per responsabilità oggettiva.
La Roma ha il fiato sul collo dei rivali: arriva al derby di ritorno con soli 5 punti di ritardo, è in grande rimonta.


Speciale Derby dal mago Herrera
20 marzo
Si apre la settimana che porta al Grande Evento con un proclama di Francesco Totti che dichiara alla stampa: "eeeer misteee ciàddetto ...........deeee ripete aaaa partita dell'annata ..........e ddde stà tttranquilliiiii perché semo piùùù gajardi e noi famoooooo.......... comeeee ciaaaaaddettooo er misteeeee Capellooooo.....perchèèèè..... èèèèèèènnngrande allenatooreee, comeeee......... misteeee zemaaaa e misteee zoffee anche se nun me fa ggiocà ndela posizzioneee........... quella chemmepiace deppiù quanno chermisteee............. me diceeee daggiocààà...... ddietroaepunteee...... chejedamooooggiùùùùaaalazzio ecco"

21 marzo
Servizi da Formello di Mediaset rimarcano che la grande paura dell'andata è ancora palpabile e visibile sui volti dei laziali. Dopo la grande disfatta, dettano i cronisti, la Lazio ha vinto solo 19 volte, pareggiando due e perdendo addirittura una volta, segnando la miseria di 126 goals e subendone ben 9. Si rimarca la fortuna contingente della compagine biancoceleste, che a parte le assenze degli squalificati Almeyda, Veron, Salas, Nedved, Boksic risulta al gran completo mentre i giallopuzzi temono di dover fare a meno di Tempestilli leggermente influenzato. Inquadrature di sguincio mostrano la tensione dipinta sul volto di Eriksson (ha la pappagorgia che trema verso sinistra, per il resto è impassibile con un lieve sorriso ebete e una mosca posata sulla fronte).

22 marzo
Seedorf arriva da Madrid per guidare la carica ai rivali cittadini. E' atteso a fiumicino per le 12,30. I tifosi giallorotti accorrono ad aspettarlo all'aeroporto in 1.685.003 con i clacson spianati. La fila sull'autostrada arriva fino allo Sheraton. Le tv e le radio locali diffondono in diretta lo sbarco del Campione. L'aereo dell'Iberia atterra, si aprono i portelli e ne esce...Gurenko. Ripresasi dallo stupore, la stampa si getta sul bielorusso che dichiara "Io arrivuato a Madrid ieri sera. Società Real Madrid detto me non conoscere. Loro muolto gentili, offuerto me bicchierino di vuodka e lavuoro da magazziniere. Io detto loro me essere calciatuore della Ruoma con contratto. Io tornuato per giocare duerby, urca". Sensi è irreperibile. Un comunicato diffuso in serata dalla società giallopippa recita: "L'AS Roma si scusa per il disguido arecato alla popolazzione accorsa nummerosa ndellaroporto de Fiummicino per salutare l'arivo der campione Clarens Sidorfe. Pe evità lo stresse der bagno de folla, che er popolo gialorrosso è nummeroso morto ppiù che quellidaalazzio, er campione è arivato attrigoria nder pommeriggio co la Daffe der presidente nostro bbello ed è stato ricevuto dar pupone e dar macomefai. Da domani comincia l'allenamenti co li compagni peppreparasse alla grande vittoria de domenica caalazzio che jarifamo libbozzi dajeamaggica"

23 marzo
I cronisti appostati a Trigoria non riescono a scorgere l'inconfondibile sagoma del campione olandese. Si ritiene che Capello lo faccia allenare in palestra per nasconderne la vista ad eventuali osservatori laziali. Il contratto di Gurenko viene comunque rescisso unilateralmente dalla società giallopazza.
Inconveniente in casa laziale: Nesta morso da un cane mastino nella natica destra è giudicato guaribile in cinque giorni dal pronto soccorso dove si reca immediatamente. L'accalappiacani fa il suo dovere e il cane viene assicurato nelle mani della giustizia. La Cirinnà, nello stigmatizzare il comportamento del Capitano laziale (Ha urlato:"dechiccazzoèstocanemedevidì") che ha spaventato a morte l'animale già scioccato per la cattura, comunica che dalla lettura del tatuaggio si evince che la cara bestiola è di proprietà di Aldo Fabio Junior, noto calciatore giallopippo.

24 marzo
La sfida s'accende. Fabio Junior disconosce la paternità del cane mastino e lo rinvia sdegnato all'allevamento che lo aveva garantito addestrato perfettamente a mordere le caviglie. Nesta giura che sarà in campo con un paio di speciali mutande in gommapiuma e poliuretano a proteggere le preziose terga. Seedorf non compare ancora in pubblico.

25 marzo
La giornata trascorre tranquilla nella lettura degli speciali giornalistici e nell'ascolto degli sfottò radiofonici .
Colpo di scena in serata: nella partita teletrasmessa Real Madrid - Oviedo gioca Seedorf, che segna tre goal (di testa, di destro e di tacco) per il successo finale delle Merengues col punteggio di 6-1.
La società giallorozza trasmette alla stampa un laconico comunicato che recita: "L'AS Romamaggica comunica che er Rearmadridde ha cacato fori dar vaso. Sidorfe stava a dormì ar ritiro de trigoria, l'amo visto coll'occhi nostra durante la partita, gne date retta che è na sola, ar derby je ne famo n'antriquattro dajeamaggica".

26 marzo - antefatto dal magone Herrera
Con un blitz congiunto, la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia arrestano nella notte Roberto Mancini, Giuseppe Pancaro, Luca Marchegiani , Sergio Conceicao e Fernando Couto. Stretto riserbo sulle motivazioni degli arresti. Da frange deviate interne ai corpi di polizia, si apprende che i tre calciatori italiani sarebbero inquisiti perché trovati in possesso di droga. I due portoghesi sarebbero i capi della banda di falsificatori di biglietti dello stadio che imperversa negli ultimi tempi in Italia (appunto la "Ganga dei portoghesi").
Sensi riemerge in mattinata, e rifiutandosi in conferenza stampa di stigmatizzare l'arresto dei cinque laziali ("la giustizia farà il suo corso, Dio li perdoni", dichiara) attacca sulla questione-Seedorf. "Sidorfe sarà in campo regolarmente, ma in questo momento mi preme presentare l'acquisto di un nuovo giocatore da me scoperto: Anacleto "Nico" Canu, grande portiere rumeno che passo a presentarvi subito.".
La presentazione nella cronaca di un commosso Renga:
"Entra in punta di piedi dalla porta della stanza delle conferenze il nuovo grande acquisto della società giallorossa, l'uomo del riscatto capitolino che ci condurrà dritti al trionfo nell'anno del Giubileo. Non molto alto, magro, occhi piccoli e furbi lievemente sgranati, i baffetti che ne esaltano il fascino, Anacleto "Nico" Canu ha tutto per essere la carta vincente del derby di oggi".
Canu, visibilmente emozionato, rilascia una breve dichiarazione alla stampa prima di sottoporsi al rituale fuoco di fila delle domande. "Erro sulla pporta dello stabbille dove lavoravvo quando mi si avviccina un signorre basso e grassottello che mi dicce: - Senti, capò, che niente niente avessi visto ncane yorchesce' che stavo a portà a piscià quaddefori? Mo si nu lo ritrovo mi moje mesenchiappetta.- Io gli ho risposto: ajò, l'ho visto che arrivavvo con la macchina, lui erra sul marciappiedde dovve parcheggio di solitto, ho dato un colpo al gas invecce che al frenno e l'ho schiacciatto. E' statto un inciddente. A sua moglie dicca che lei non sta a sfamarre tutti gli yorchescè del viccinatto. E lui mi ha risposto: - Ma lo sai che sei 'nparaculo? Ma tu che fai qua?- E io: il portierre. Da quindicci anni in questo stabille di Vialle Romannia. Allorra ho visto l'ominno trasfigurarre, ha tiratto fuorri il telefoninno e ha fatto una telefonatta: - A mistere, ciò avuto n'intuizione: ho appena comprato er portiere dela Romania. Je famo li bozzi, mistere, hai da vede chedè - ha attaccato e mi ha detto: - er mistere nun c'era, j'ho lasciato un messaggio ndela segreteria, nnamo a firmà er contratto, aaaa rumeno. Ma com'è che parli italiano così bbene? Se vede che sei inteligente....-

La partita

Olimpico esaurito per il derby scudetto.
La Lazio, priva di squalificati e galeotti si schiera con (4-5-1)Ballotta; Negro, Mihaijlovic, Sensini, Favalli; Gottardi, Stankovic, Simeone, Marcolin, Lombardo; Inzaghi. In panchina, Mondini, Pinzi, D'Amico, Spinosi e Elisabetta Cragnotti. Nesta non recupera e va in tribuna.
La Roma si oppone con il suo 3-4-3: Antonioli; Mangone, Aldair, Zago; Cafù, Seedorf, Assuncao, Candela;
Totti, Delvecchio, Montella. A disp. Canu, Rinaldi, Samuel Puto, Emerson, Zanetti, Fabio Junior e Tommasi.
Sensi siede in panchina come dirigente accompagnatore al fianco di Capello, per l'indisponibilità di Tempestilli.
Arbitra Treossi di Forlì.

Nel tunnel
Misterioso alterco tra Sensi e Capello, che abbandona lo stadio urlando le proprie dimissioni. Sensi assume il comando delle operazioni coadiuvato da Alicicco.

Sugli spalti
Megastriscione della Sud: Ve mannamo in B
La Nord: Liberi i laziali arrestati

(segue)




Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:18
(continua)

Fischio d'inizio
I giallarrosti si gettano come furie sui malcapitati cugini, decimati dal giudice sportivo e dalle polizie.
Al 3° l'aeroplanino scambia con il pupone e fionda in porta un pallone potentissimo che si insacca dopo aver centrato alla fronte Ballotta. La Ferilli si toglie la giacca.
Al 6° il pupone crossa dalla sinistra e pluto schiaccia imparabilmente in rete da due passi. La Ferilli si sfila la gonna.
Al 10° vola a segnare supermarco su azione di contropiede: tocco sotto a saltare l'impotente estremo difensore biancoceleste. La Nord tace. La Ferilli libera le boccione. Visto Seedorf con la mano sul sedere del pupone.
Al 14° punizione di macomefai ribattuta dalla frastornata barriera laziale, entra il pendolino che con una gran castagna centra il sette. 0-4 come all'andata. La nord tace. La Sud è impazzita. La Ferilli è nuda e si copre solo con un cuscino della Roma. Seedorf tenta di baciare sulla bocca Zago, che gli sputa.
Al 15° Sensi in sollucchero ordina tre cambi: fuori Antonioli, Zago e Assuncao, dentro gli esordienti Canu, Puto e il frigorifero Emerson, portato su un carrello da Zanetti e Fabio Junior. Vuole il trionfo per se, inserendo i giocatori da lui scoperti.
Emerson viene piazzato a due metri dalla linea di porta. La squadra si schiera con un nuovo modulo: 1-2-4-3.
La nord srotola uno striscione misterioso che recita: A D E S S O !
E' il segnale.
La Lazio sembra scuotersi e incomincia a macinare gioco.
Al 22° un cross di Marcolin viene intercettato di mano da Samuele Puto in area. L'arbitro non accorda il rigore ai laziali, che protestano vivacemente. Treossi inamovibile passa davanti al difensore romanista che lo investe con una verde cozzona maleodorante in un orecchio. "Ma è pazzo?" tuona l'arbitro assalito da conati di vomito. E Puto: "Pputo limortaccitua, come nun l'ho toccata co la mano, che nun ce lo sai che chi non ha sceso gli scalini de Reggina nun è romano? So stato io, so stato, e me ne vanto, perché sò malandrino". L'arbitro estrae il cartellino rosso e concede il rigore alla Lazio.
Sinisa calcia col piede sinistro scalzo un bolide che centra Nico Canu sul naso e si insacca in porta. "Ajò, guarda che ti spezzo le braccinne!" esclama il portiere, battuto.1-4.
La Nord suona la carica.
Al 35° un gran tiro di Simeone viene deviato dalla maniglia di Emerson e si insacca in rete tra le gambe di Nico Canu 2-4, la Nord canta.
Al 40° Seedorf viene ammonito per aver toccato il culo all'arbitro.
Al 45° Seedorf viene espulso per aver tentato di toccare col dito indice le parti più recondite dell'arbitro.
Al 5° della ripresa Inzaghi, lanciato sul filo del fuorigioco da Marcolin, supera Canu in uscita giocando a battimuro sul congelatore di Emerson. 3-4, pronti all'aggancio.
All'8° Canu si scontra con lo spigolo di Emerson mentre tenta di uscire su un cross di Marcolin. Esce per infortunio gridando "Porca Troia". Va in porta Emerson.
Al 10° un rinvio di Mihaijlovic si insacca al sette. 4-4. Canti di giubilo.
All'11° midivertosolosegiocaGuerinoGottardi fugge sulla destra, supera in dribbling Candela e scarica una gran botta che viene respinta dal portellone di Emerson, che si apre rovesciando in campo un chilo di cicoria marca trigoria già pulita. Sulla ribattuta si getta ancora il prode Guerino che ribadisce in rete. Che la festa cominci, 5-4 per la Lazio.
La partita termina 41-4 dopo 13 secondi di recupero. Mattatore Gottardi che realizza 37 reti portandosi al comando della classifica dei cannonieri.
La Nord canta e balla.
La Sud sprofonda nella disperazione più cupa. Dopo cinque minuti, un ruggito si propaga nello stadio di parte giallorossa: prendete Sensi! Nessuna traccia dello stratega giallobasso.

Dopopartita dal magone Herrera
Raggiunto dalla stampa, Capello non rilascia dichiarazioni. Alcune indiscrezioni parlano di dimissioni per "divergenze sulla strategia di mercato". Ci sono delle grandi perplessità sul comportamento in campo di Seedorf. Una lettera anonima giunge alla redazione del Messaggero. La riportiamo testuale:


"L'ho fregato. Sono andato da Sensi e gli ho proposto su un piatto d'argento l'acquisto di Seedorf. In realtà volevo solo fargli uno scherzo. Avete visto giocare nella Roma Aloysius "Florence" Seedorf, fratello gemello di Clarence, del quale non si parla mai perché è gay e vive nel quartiere a luci rosse di Amsterdam, dove esercita, appunto, con il nome d'arte di Florence. Firmato un buontempone."

Le inevitabili indiscrezioni dalle redazioni dei giornali fanno pensare che il buontempone sia Vincenzo Morabito.

Perse le tracce, intanto, del presidente Sensi. Si parla di una precipitosa fuga nel dopopartita, nascosto dentro Emerson.
La città si sveglia completamente trasformata dopo la netta vittoria dei biancazzurri. Nella notte tutti i tifosi romanisti hanno lasciato la capitale in gruppi organizzati e si sono sparpagliati in tutte le direzioni. Non si sa se si tratta di esodo o se stiano dando la caccia al presidente fuggitivo. Nella mattinata elicotteri della forestale hanno avvistato delle tendopoli in varie zone dell'abruzzo, dell'umbria, della campania e della toscana, sulle quali sventolavano bandiere giallorosse. Si ritiene siano gli avamposti della caccia allo gnomo. Ritrovata la carcassa di un frigorifero nei pressi di Avezzano. Dalla verniciatura giallorossa si ritiene possa trattarsi di Emerson, del quale si sarebbe sbarazzato il fuggitivo.
Il sindaco Rutelli convoca in campidoglio Guerino Gottardi e gli conferisce l'onorificenza di "Salvatore della città". Sembra che i suoi goal abbiano definitivamente risolto i cronici problemi di traffico della metropoli. Le agenzie immobiliari hanno segnalato, intanto, una pioggia di mandati a vendere gli alloggi di innumerevoli cittadini che hanno deciso di trasferirsi in altre località. Crollano per eccesso di offerta i prezzi delle case: a Testaccio si è rapidamente scesi sotto le trentamila/mq.

Vengono scarcerati i giocatori della Lazio arrestati alla vigilia del derby. Nelle case di Pancaro, Mancini e Marchegiani sono state rinvenute delle pillole che, a una più attenta analisi, si sono rivelate confetti di dolce euchessina. Una telefonata anonima aveva messo sull'avviso le forze dell'ordine circa un traffico di pastiglie. In realtà Pancaro era passato in farmacia ed aveva acquistato, oltre ai fazzoletti extra-large per la sua protuberanza facciale, i confettini per la rinfrescata di primavera dei pupi dei suoi compagni. Couto e Conceicao sono stati riconosciuti estranei alla gang dei portoghesi: un carabiniere zelante aveva appreso dal corriere dello sport che c'erano due portoghesi nella Lazio, di qui l'equivoco.

Guai con la giustizia anche per Simeone e Almeyda: i due argentini sono a rischio permanenza in Italia dopo la messa al bando legale dei Pitbull.

Avvistato un esemplare anomalo di lupo nel parco nazionale degli abruzzi: basso e tarchiato, con un manto spelacchiato e la testa grossa e rotonda. Alcuni bracconieri, che hanno preteso l'anonimato per rendere le loro dichiarazioni, giurano di averlo sentito ululare, dopo averlo colpito nelle terga con un colpo di doppietta, "malimortaaaccivoostraaaahhh!". Il lupo, nonostante la stazza, è riuscito a dileguarsi. Qualcuno pensa che si tratti del presidente fuggitivo in uno dei suoi travestimenti più riusciti.

(Per adesso, fine. Innanzitutto mi scuso per la lunghezza dei post, colpa del torrenziale fantasma del mago, e per l'imperfetta impaginazione, dovuta al copia-incolla. Grazie a tutti quelli che si sono divertiti, specialmente a Cicalone, e a tutti coloro che mi hanno inviato il loro benvenuto. Mi scuso per non aver postato un messaggio per presentarmi, ma sono...schivo. I fatti e alcuni personaggi oggetto delle profezie sono inventati, purtroppo. Spero che almeno una si avveri, indovinate quale...)
Ah, ovviamente Forza Lazio!!!!!!!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:20
Alfa: una capitale che si rispetti...

... NON ha una squadra col suo nome, che si arroghi arbitrariamente il diritto ad credersi sua rappresentante.
Estendendo un concetto di Piersi,

a Londra non esiste il Londra, ma Arsenal, Tottenham, Chelsea, West Ham ecc. ecc.
a Parigi non esiste il Parigi, ma PSG, Racing, ecc.
a Berlino non esiste il Berlino, ma Hertha e TeBe
a Lisbona non esiste il Lisbona, ma Benfica e Sporting
a Madrid non esiste il Madrid, ma Real, Atletico, Rayo...
a Stoccolma, Oslo e Helsinki non esistono lo Stoccolma, l'Oslo e l'Helsinki
a Bucarest esistono Rapid e Steaua
a Budapest esistono Vasas, Ferencvaros, Ujpest, Honved, MTK...
ad Atene esistono Panathinaikos, AEK, Panionios...
a Vienna esistono Rapid, Admira, Austria...
ad Amsterdam esiste l'Ajax
a Bruxelles l'Anderlecht
a Glasgow ci sono Rangers e Celtic
a Dublino St.Patrick, Bohemians...
a Belgrado Stella Rossa e Partizan
a Zagabria il Croatia
a Mosca Spartak, Dinamo, Lokomotiv
a Lubiana l'Olimpia
a Tallinn ci sono Flora, Lantana, Norma
a Sofia CSKA e Levski
a Praga Slavia, Sparta, Dukla...
non dico nemmeno Copenhagen, Nicosia, Berna, Reykjavik, Istanbul, insomma NESSUNA capitale europea ha una squadra col suo nome, solo la AS Roma, disonore di questa città. Ma, si sa, loro non sono nati dal popolo, ma per decreto ministeriale....

Alfa

PS scusate, non sono stato preciso. Ho testé scoperto un errore, e chiedo venia. In Liechtenstein esiste il Vaduz.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:22
RobertoCouto

Inter-Cities Fairs' Cup - La vera storia 
RobertoCouto
Membro/Member   inviato / posted: 17-12-1999 12:22     Click Here to See the Profile for RobertoCouto   Click Here to Email RobertoCouto     
--------------------------------------------------------------------------------
Altrimenti detta Coppa delle Fiere.
La UEFA viene fondata nel 1954 e organizza dalla stagione successiva la Coppa dei Campioni, alla quale partecipano i vincitori dei Campionati Nazionali delle squadre iscritte all'UEFA, e di diritto i detentori della Coppa (ci fu qualche eccezione all'inizio, ad esempio la squadra Campione di Olanda 1954-55, il Willem II, non si iscrisse, e partecipò il PSV). Della trasformazione in Champions League negli anni '90 sappiamo tutto.

La Coppa delle Coppe vide la nascita nella stagione 1960-61, sempre organizzata dall'UEFA. Vi hanno sempre partecipato i vincitori di Coppe nazionali o i secondi classificati se la vincente partecipava alla Coppa dei Campioni, ma la Coppa non acquistò subito "spessore", tanto è vero che il roma vincitore della Coppa Italia 63-64 nella stagione successiva si iscrisse alla Coppa delle Fiere.

La Coppa delle Fiere nasce nel 1956 organizzata AL DI FUORI DELL'UEFA da un'Ente con sede a Basilea. La prima edizione si disputa nel biennio 1956-58 e viene vinta dal Barcellona che batte in finale il London (quest'ultimo era addirittura una RAPPRESENTATIVA mista di vari clubs, diverse partecipanti alle primissime edizioni lo erano). I criteri di partecipazione sono del tutto avulsi da meriti acquisiti durante la stagione calcistica (Campionato o altre Coppe): per l'Italia partecipa l'Inter che nella stagione 1954-55 è giunta OTTAVA in Campionato.
Ancora nel biennio 1958-60 si disputa un'altra edizione alla quale partecipano Inter e roma che nel Campionato 1956-57 arrivano rispettivamente SESTA e QUINDICESIMA in campionato (la Lazio quall'anno giunse TERZA).
E' da notare nelle prime edizioni la presenza di Clubs, in particolare olandesi, del tutto privi di tradizione in patria (due partecipanti tradizionali erano il DOS Utrecht e il DWS Amsterdam, squadre delle quali sinceramente pochi hanno sentito parlare).
Nella stagione 1960-61 partecipa, unica italiana, il roma, che nel campionato 1959-60 si piazza al SESTO posto in Campionato. Vince 'sta benedetta Coppa (che se avete mai visto è del tutto diversa dalla Coppa UEFA, anche perché NON ERA organizzata dall'UEFA) e partecipa anche l'anno successivo, benché giunta QUINTA in campionato. Stavolta ci sono anche INTER e MILAN (seconda e terza), manca la SAMPDORIA, QUARTA classificata. La SAMP però partecipa l'anno dopo, nonostante l'UNDICESIMO posto in Campionato. C'è anche il roma, QUINTA classificata, peccato che manchino INTER, FIORENTINA e BOLOGNA, rispettivamente SECONDA, TERZA e QUARTA. Per farla breve si va avanti così fino alla stagione 1965-66; dal 66-67 viene introdotta sia pure non ufficialmente la qualificazione in base ai piazzamenti in Campionato. Partecipano BOLOGNA, NAPOLI e JUVENTUS (seconda, terza e quinta, la FIORENTINA quarta va in Coppa Coppe). Del roma, OTTAVO, non c'è più traccia. Ritroveremo il roma in Europa nella stagione 1969-70, quando effettuerà il PRIMO dei SEI (vani) tentativi di vincere la disprezzata Coppa delle Coppe (che a Formello invece mi pare ci sia). Nelle stagioni dal 68-69 al 70-71 il criterio del piazzamento in Campionato diventa UFFICIALE per la Coppa delle Fiere che infatti verrà anche chiamata Runners' Up Cup. Nel 1971 l'UEFA rileva il torneo che dal 1971-72 si chiamerà appunto Coppa UEFA e manterrà come criterio di partecipazione quello dei piazzamenti in Campionato. Resta da aggiudicare DEFINITIVAMENTE la Coppa delle Fiere: si decide di fare una FINALE tra la prima e l'ultima vincitrice: Il Barcellona e il Leeds United. Vince il Barca ed ora la Coppa delle Fiere è nella sua bacheca.

Giudicate ora sa la Coppa delle Fiere vinta dal roma ha più valore o no della Coppa delle Alpi o del Trofeo Berlusconi o di qualunque torneo AMICHEVOLE.

Fonti: sito Gazzetta dello Sport; sito RSSSF; sito ufficiale as roma; sito ufficiale UEFA.

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:25
Venezia 2 - Lazio 0 : la vera storia 
Pikkio
Membro/Member   inviato / posted: 07-01-2000 18:59     Click Here to See the Profile for Pikkio   Click Here to Email Pikkio     
--------------------------------------------------------------------------------
La Lazio ha 5 attaccanti: Boksic, Inzaghi, Mancini, Ravanelli e Salas.
Con Salas fuso dal fuso e quindi affidabile come una Y10 in curva (e si e' visto), Ravanelli che fisicamente ha la mia stessa lucidita' atletica dopo il quarto Jack Daniels (e si e' visto), e Boksic di nuovo in fin di vita (e si sapeva. Se per un menisco e' stato fuori un anno per un' influenza sta' fuori almeno un mese, quota in lavagna stracciatissima, 2/5 al massimo. Si era na' donna ee doje je duravano come er 131 a mi' padre e er giorno dopo er parto er fijo annava a fa' i 3 giorni), Eriksson opta inspiegabilmente per un attacco composto da Simone Inzaghi e Mancini, ovvero una raccomandatissima pippa inopinata e un dittatore andropausato con la visione di gioco di mr. Magoo e un principio di arteriosclerosi.

Simone Inzaghi ed Almeyda si fanno male in allenamento e non sono disponibili. Eriksson ha tre possibilita': o affiancare a Mancini Stankovic e rischiare Conceicao su un campo di merda, o effettuare una staffetta tra Ravanelli e Salas, o schierare me. Eriksson sceglie di non rischiare: dentro me e Mancini, Stanko a centrocampo, Ravanelli pronto a subentrare e Salas a girare intorno al capezzale di Boksic.

Durante il riscaldamento Mancini mi guarda e cortesemente mi chiede: "CHI CAZZO SEI TU, RAMBAUDI?" io gli dico "no Sire, sono Pikkio" e lui "[...]NE, HAI MAI GIOCATO CON LA SAMP?" e io "una volta a PC Calcio ci ho vinto lo scudetto" e lui "SVEN, [...], COME TI SEI PERMESSO?" e Sven "chiedo scusa Santita', ma lui sgioca beeene" e Mancio "QUI COMANDO IO, CHI TI CREDI DI ESSERE? MANDA VIA 'STO NASONE, MAIALE!" e cosi' di sua sponte riconvoca Salas, mette dentro Ravanelli e manda me con un calcio in culo a cambiare la pezza bagnata sulla fronte di Boksic.

Inizio della partita.

Il venezia entra in campo indossando la maglietta piu' brutta mai vista su un campo di calcio, superando il record detenuto dalla Ternana nella stagione 1977-78. Sembra che faccia piu' danni questa maglia di quella del Borussia Dortmund.

Mancini si fa' male nel mandare a fare in culo Ravanelli ed e' costretto ad uscire: Sven sveglia Salas e lo manda dentro al suo posto. Lazio sotto di un gol frutto di uno schema studiato a lungo in allenamento: il boss del Brenta tira apposta fuori, proprio dove era un calciatore simpatico come una spinta sulle scale che la butta dentro. Mancini da' la colpa per un ottavo a Marchegiani, un ottavo a Favalli, un quarto a Nesta e due quarti alla sfiga, shakera e serve con un'olivetta.

La reazione della Lazio e' sterile: una punizione di Mihajlovic dal limite di Piazza San Marco parata con facilita' da konsel, e una mischia furibonda in area veneta su calcio d'angolo di Sinisa ribattutto con i pugni da konsel proprio sul destro di Favalli che tira, palla che carambola sul destro di Salas che tira, palla che carambola sul sinistro di Negro che tira, alto. Cioe': destro di Favalli, destro di Salas e sinistro di Negro, non so se vi siete resi conto. Avessero azzeccato un piede in tre.

Salas ha una buona opportunita': Veron con un rutto digerisce una fetta di pandoro, disorienta Iachini che per questo sara' costretto ad uscire dal campo in preda a visioni mistiche, verticalizza per Ravanelli, sponda per Salas che sbadigliando tocca di punta sbagliando il bersaglio. Mancini telefona a Simone Inzaghi dicendogli: "[...]!" e lui "perche', Trinita'?" e Mancio "PERCHE' SE FOSSI STATO AL SUO POSTO AVRESTI SBAGLIATO LO STESSO, MA TE S'ENCULAVANO!"

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:31
Caro Diario 9 (Prima parte: il giorno) 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 29-03-2000 18:37     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
Caro Diario,
quanno le cose vanno storte, vanno storte. Quella che doveva esse 'na giornata rilassata, trascorza in compagnia de Checchino, s'è trasformata in tragedia. Mo' che me so' quasi ripreso te ricconto tutto.
Checchino era proprio giù de morale, così ho deciso de fallo distrarre portandolo da quarche parte. Lui, tutto contento, me dice de' passa' da lui la mattina e poi ce n'annamo a diverticce. Io e Maria salimo sur tranve, e piano piano arivamo. Come entramo, Checchino e la fidanzata ce fanno accomoda' in cucina. Er tavolo era tutto un casino, tutti pezzetti de robba che nun capivo che era.
"Ciao belli, che fate?"
"Ciao Preside'. Io e Maria, la mia fitanzata, pe' rilassacce stavamo a fa' un puzzle. Vedi Preside', bisogna mette 'nzieme tutti li pezzi e ala fine esce la faccia de' 'sta tigre, com'è disegnata sula scatola." Io guardo la scatola e rimango senza fiato.
"A Checchi', questo nun è un puzzle, questi so' cereali. I cornefleichs, come li voi chiama'. Questi se magneno nel latte."
"Aaa, ecco perché nun ce riuscivamo.."
Mentre loro se preparavano, io giro un po' pe' casa. Su uno scaffale vedo una serie de cassette pe' 'mpara' er giapponese. Dopo un po' Checchino esce dar bagno co' 'n'espressione de dolore.
"Che hai fatto, Checchi'?"
"Gnente, 'sti cottonfiocche, ogni vorta me faccio un male de la madonna... Ma nu li potrebbero fa' un po' più corti?"
Io ero quasi sotto shock, e ho cominciato a tamponaje er sangue che j'usciva dale orecchie.
"Vedi, Checchi', quanno che incontri resistenza te devi ferma', funzionano così. Cerca de' sta più attento." Porca pupazza, pensavo io. "Senti, Checchi', com'è che te stai a impara' er giapponese? Voi fa' amicizzia co' Nakata?"
""Ma quale Nakata, a Preside'. Io e Maria avemo deciso de adotta' un bambino giapponese. Ce l'hanno già trovato e ariverà che cià solo due mesi de' vita." "E allora?", chiedo io. "Beh, io e Maria nun volemo fasse coje impreparati pe' quanno comincerà a parla'". Dio mio. Se questo è er capitano, penza l'artri......
Ner frattempo ce preparamo pe' anna' a pranzo da quarche parte, che a me a senti' Checchino m'è venuta un po' de fame.
Io pure mo' smetto de scrive e vado a magna' 'na cosa. Poi te ricconto e' resto de la ggiornata.
Ciao Dia'.

Caro Diario 9 (Seconda parte: la sera) 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 29-03-2000 18:37     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
Allora, dove eravamo?
Er pomeriggio annamo ar mare, e nun te dico li probblemi co' Maria mia che me s'è impantanata nela sabbia bagnata e avemo dovuto chiama' er caroattrezzi. C'è voluto tutto er pommeriggio, ma io me riconsolavo cor fatto che la serata sarebbe andata sicuramente bene. Infatti avevo pensato a un posticino dove Checchino se sarebbe sicuramente tirato su' er morale. E' arivata la Primavera, e come ogni anno, come tu sai bene Caro Diario mio, noi amici dela Roma cominciamo a trova' modi alternativi de trascore le serate. Da ormai parecchi anni er mercoledi' sera se ritrovamo ar Circolo degli Anziani Giallorossi de Tibburtino Terzo, mentre la domenica chi puo' va ar mare a godesse i primi soli.
Mercoleddi' sera c'era proprio l' apertura dela stagione 2000, con in programma la Grande Tombola. Checchino co' la fidanzata, non senza quarche difficortà, ce spingheno dentro ala Clio (maria ancora co' le gambe gonfie e piene de sabbia, ma che je devi fa'..). Pe' strada parlamo un po' dela bborza, tanto pe' nun tocca' argomenti spiacevoli. Arivati ar Circolo, Checchino dice che lui aspetta de fori, sai com'è fatto lui, è timido. Io e Maria entramo. Devo di' che so' rimasto impressionato, tanta gente nun me l'aspettavo, e non tutti erano anziani. Evidentemente è bello rivedesse ogni anno pe' dimentica', ala fine, er motivo che cià fatto conosce inzziarmente (la Roma). La serata comincia e io, Caro Diario, te la ricconto para para.
"Quante cartelle pijamo, Franchi'?"
"Una in due, Mari', e quante ne voi pija'?"
Ce mettemo seduti. C'è un palco, e sopra una co' le tette grosse comincia a tira' fori li nummeri.
"Anvedi, Franchi', aa Ferilli!"
"E chi è?"
"Gnente, gnente. Metti er faciolo che è uscito er 27."
Scruto la sala, e vedo in lontananza er Mistere Vincente, però faccio finta de gnente. Sta a gioca' co le bucce d'arancia, e non sembra che segua attentamente quello che succede. Certo è che dopo venti minuti ancora nun ne aveva messa manco una. Lo sguardo vitreo, la mascella rigida, l'espressione sembrava proprio incazzata. A un angolo c'è pure una televisione accesa, c'è una partita de pallone e tre o quattro vecchietti la stanno a guarda'. La tettona continua a chiama' li nummeri, ma io nun metto manco un faciolo.
A un certo punto uno co' la barbetta, l'occhiali e un cappellone bianco viene presentato, dice che è un cantante, la faccia la conosco. Dopo dieci secondi m'ha fatto veni' du' palle come du' cocommeri, allora esco a pija' un po' d'aria che me sto a soffoca'. "Mari', controlla li nummeri, mo' ritorno." Vado verso er giardino prima der parcheggio, e da dietro un cespujo vedo una scena strana. La fidanzata de Checchino, inchinata per tera, raccojeva un ber po' de bijetti da centomila che staveno sdrajati davanti ala macchina. Poi se arza, li conta, poi li rimette per tera, dietro ala Clio de Checchino. Lui sale, mette la retromarcia, fa tre metri e riscende. Io da dietro er cespujo ero rimasto proprio allibbito. Ma che stanno a fa'? Lei raccoje li sordi e li riconta.
"A Checchi', a me 'sta cosa me pare 'na stupidaggine.", je fa' lei.
"Aa bbella, c'è da aspetta du' settimane, l'hai sentito er Presidente, no? Ha detto de investi' li sordi che in un paio de settimane se quadruplicano."
"Vabbe', Checchi', famo come dici tu. però me so' stufata de abbassamme, me dole la schiena."
Io nun ce potevo crede. Me s'è stretto un cerchio ala testa, m'è salita la nausea; la musica de quer poveraccio, che parlava de donne che l'hanno mollato e nu' lo vojono più arivava fino ar giardino. La tettona continuava a chiama' li nummeri co' quela voce stridula, er Mistere Vincente che esce incazzato perché nun ciaveva manco un ambo e eravamo arivati ala cinquina, inzomma tutte 'ste cose inzieme più tutto quello che era successo ar mare, me so' messo dietro ar cespujo e me so' rivommitato tutto er pranzo. Stavo così male e ero così allucinato che posso giura' de ave' visto er conijo ala cacciatora riprende forma e vita, e scappa' via scrollandose de' dosso le fettuccine panna prociutto funghi e piselli e du' foje de 'nsalata. Appena rientro trovo Maria mia svenuta co' la testa sule cartelle e li facioli sparzi dapertutto. "Mamma mia ch'è successo !?!" Era successo che due dei vecchietti che guardaveno la partita -la squadra in maja gialla aveva vinto due a uno- erano morti de 'nfarto, a uno j'era venuto un ictus che resterà sempre a bocca a perta, e la gente s'era scatenata e se l'era presa cor cantante, tutti a dije che porta jella. Lui che s'è messo a piagne, a di' che le donne lo lasceno, e che lo lasceno pure l'allenatori. La tettona che cercava de rianima' uno svedese de ottant'anni che aveva vinto er premio perché aveva fatto tombola (pare sia l'unico de noi che ha mai vinto quarche cosa, e er premio era vede' la tettona nuda). Le ambulanze che arivaveno a decine, Maria mia che nun se ripiava, Checchino che nun se trovava, una catastrofe. Ala fine semo riusciti a carica' Maria in un'ambulanza, e ce semo fatti porta' a casa.
Doveva esse 'na giornatina tranquilla, pe' dimenticasse dele traggedie de' 'sta squadra che ciavemo, e invece..;
So' stanco, Dia', mo' vado a dormi'.
Ce risentimo presto, se sopravvivo....


Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:32
Chelsea-Lazio: regime di celeste biancopagelle 
Pikkio
Membro/Member   inviato / posted: 23-03-2000 17:25     Click Here to See the Profile for Pikkio   Click Here to Email Pikkio     
--------------------------------------------------------------------------------
Marchegiani: 8 Vola a prendere un tiraccio di zola nel primo tempo, e chiude la porta in faccia a petrescu nel secondo. Da quando ha smesso de pippasse la colla e' un altro. Ottima la sua imitazione di michele cucuzza negli spogliatoi che tira su il morale alla truppa depressa.
Negro: 7.5 Un ottimo assist vanificato da Stankovic e un salvataggio sulla riga nel finale gli valgono un voto in piu'. Buona prestazione sebbene il coro che i tifosi gli dedicano da diverso tempo sia vincitore del campionato europeo indoor dei cori piu' brutti.
Couto: 7.5 Si immola per la causa fermando un'azione potenzialmente molto pericolosa di flo fallosamente e guadagnando gli spogliatoi anzitempo. Si incazza con l'operatore che lo riprendeva permettendo al regista di mostrare una sua inquadratura a discapito della partita. Ottimi alcuni recuperi. Un voto in piu' per il primo cartellino giallo, ottenuto per avere messo le mani addosso a leboeuf, uno simpatico come un gavettone di piscio.
Mihajlovic: 8 Chiude in ritardo su poyet concedendogli il tiro che poi lui sfortunatamente devìa sotto al sette, ma per il resto e' puntuale nelle chiusure come il macchinista crucco del treno Ginevra-Basilea. Un voto in piu' per il missile che ci regala il primo posto. Altro mezzo per la dedica finale.
Pancaro: 6 Una percentuale d'errore vicina all'ottanta percento e diverse volte mandato in white dal tamburino sardo, ma oggi niente insufficienze. E' comprensibilmente stanco: vorrei vedere voi a fare su e giu' per un campo di calcio con un comodino in mezzo alla faccia. Esce fuori nel finale, brandendo il paralume posto sopra al suo comodino per difendersi dagli attacchi combinati di ferrer e petrescu.
Stankovic: 6 Ha una buona opportunita' di testa ma la spreca, per il resto fa il suo specialmente in fase offensiva, costringendo babayaro a rimanere sulla difensiva e privando di una possibile fonte di pericoli il chelsea. Sostituisce degnamente Conceicao alle prese con il suo phon.
Boksic: 7 Si divora un gol un minuto dopo il suo ingresso in campo, pero' ha il merito di far partire l'azione del pareggio, di conquistare la punizione del vantaggio, di tenere la palla lontana negli ultimi cinque minuti e di non farsi male al frappicipide.
Almeyda: 6.5 El tractorito lotta su tutti i palloni, forse temporeggiando un po' troppo nel disfarsene in qualche circostanza. Un gemello e mezzo, ma non si poteva pretendere di piu' dopo tre mesi di mal di gola (?) e fancazzìa. Piu' passa il tempo e piu' somiglia a gianluca grignani: che facesse qualcosa immediatamente, per piacere.
Veron: 6 Alterna buone giocate ad errori di misura degni del nonno di Heidi e le sue notevoli scarpe. Una via di mezzo tra Felipe e Juan Sebastian: Luis Veron?
Simeone: 7.5 Il migliore in campo. Taglia il campo centralmente, facendo il pendolo tra la nostra area di rigore e quella avversaria e recuperando decine di palloni gestiti poi con la sagacia propria di un gladiatore delle pampas, che non esistevano prima del suo avvento. I gladiatori, I mean.
Nedved: 6.5 Perde diversi palloni, ma tenta spesso la conclusione, da una palla d'oro sprecata da Inzaghi dopo tre minuti, ripete il tentativo nel finale del primo tempo, si mangia un gol all'inizio del secondo, tenta di ripetersi dopo altri tre minuti ma il suo errore viene capitalizzato da Inzaghi. Colpito duro piu' volte, fa numero nel finale lasciando di fatto la Lazio in nove.
Inzaghi: 9 Un pericolo costante per la difesa londinese. Si e' decisamente insuofratellito e si avventa su ogni pallone vagante, traducendone uno in gol. Capocannoniere di CL pur avendo giocato la meta' delle partite, e' l'italiano che ha segnato piu' gol in una partita di CL, lo ha cercato il manchester, lo cerca l'Arsenal e desailly ancora lo sta a cerca': solo noi lo volevamo butta'.
Salas: n.g. Venti minuti senza incidere troppo, si fa notare per un gesto comprensibile ma stupido, che gli costa anche una ancor piu' stupida ammonizione.
Gottardi: n.g. Da' una mano in difesa nel finale arrembante del chelsea.
Fuori concorso:
leboeuf: 4 Ma chi cazzo se crede de esse? Qualcuno gli dica che a piu' di trent'anni il suo massimo e' stato fare la riserva a blanc in nazionale. E che con un giocatore in terra al limite dell'area di rigore la palla si butta fuori.
vitor manuel melo pereira: 4 Non per come ha arbitrato. Nun te puoi chiama' Mela Pero de cognome, e su, essi 'bbono, fatte 'n giro all'anagrafe no...
vialli: 5 Di stima. Couto andava espulso venti minuti prima, dice. Non spiega perche'. Nei primi venti minuti ho visto tre calci in faccia presi da calciatori Laziali nell'indifferenza arbitrale, piu' di un entrata a gamba acuminata e un fallo di babayaro su Stankovic a palla lontana. E quello che andava espulso prima era Couto. Mah.
Batistuta: 7.5 Dopo una decina d'anni buttati a Firenze, e' comprensibilissimo che chieda quantomeno un po' di serieta' da parte della dirigenza viola. Non e' ammissibile che il presidente sia un'analfabeta che si porti sempre dietro la vecchia madre che si addormenta regolarmente, povera crista ma lasciala in pace!
Pikkio: 8 Ieri sera ha vinto il campionato del mondo di mani sudate con il nuovo record mondiale: un decalitro esatto e un pesce rosso venduto immediatamente al luna park dell'Eur. Due voti in meno per il titolo del thread osceno.
Eriksson: 9 Per la faccia fatta quando Inzaghi ha spedito la palla alta di testa poco prima della fine del primo tempo.
Laziali al seguito: 10 Perche' si sentivano solo loro, anche con il chelsea in vantaggio e co' quer [...] de d'aguanno (noto romaiolo) che diceva che erano ammutoliti.

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:34
il derby scudetto

Lazio-gnònte: pagelle di regime biancoceleste 
Pikkio
Membro/Member   inviato / posted: 27-03-2000 18:36     Click Here to See the Profile for Pikkio   Click Here to Email Pikkio     
--------------------------------------------------------------------------------
Marchegiani: 6 Dopo due minuti si addormenta come il nonno di Bart Simpson facendosi infilzare da montella. Decolla per smanacciare via un pallone pericoloso atterrando di coppino, che se non fosse che si e' fatto male starei ancora a ride.
Ballotta: 6.5 Blocca con sicurezza un pallone calciato da delvecchio nel finale, evitando cosi' un intervento d'urgenza a cuore aperto su un Pikkio a caso in curva Nord.
Gottardi: 7 Guerino incarna ancora una volta l'anima del Laziale medio, che magari sbaglia ma riparte sempre a testa bassa, concentrato come un detersivo. candela o delvecchio non passano mai.
Negro: 7 Un momento di appannamento nel finale quando si lascia pericolosamente scappare delvecchio, per il resto impeccabile. Salva sulla riga un colpo di testa di titty che sportivamente cercava di approfittare della morte di Marchegiani per pareggiare gridandogli "attaccate ar caaaaaaa.... ehm, no, ho sbagliato: staccatece, va'!".
Couto: 8 Il migliore in campo. Svetta su tutti i palloni alti, e piu' di una volta esce palla al piede, petto in fuori e testa alta, guadagnando metri, punizioni e secondi preziosi. Al termine della partita òffre un pòchettcòffi a montella, che lo rifiuta e scappa con gli alieni insieme a vieri.
Pancaro: 7.5 cafu avrebbe dovuto essere l'arma in piu', in realta' si e' visto solo sopra la macchinetta. Il Raz Degan della Sila tiene bene botta sulla sinistra e attacca spesso con convinzione cercando la superiorita' numerica sul lato sinistro, che si concretizza piu' volte grazie al suo naso con il quale disorienta il malcapitato romaiolo di turno.
Conceicao: 6.5 Fa un ottimo lavoro di copertura e ripartenza. Da calci in culo con rincorsa una sua conclusione al volo in fallo laterale nel primo tempo e un errato assist per Simoncino nel secondo, debilitato dal phon da ottomila watt usato in mattinata.
Simeone: 7 Corre, tampona, legna all'occorrenza e riparte: un guerriero. Vicinissimo al gol nel finale, come gli sta'(con l'accento) succendendo troppo spesso quest'anno. Mezzo voto in meno perche' ancora non ho capito che cazzo voglia di' Cholo.
Veron: 7.5 Prende per mano la Lazio e la conduce alla vittoria con i suoi tagli profondi e un ricamino sotto al sette. Stavolta era Giovan Sebastiano, la streghetta pelata dai piedi di seta, quello che quando scende in campo si gioca in dodici. Dopo il gol, si esibisce nell'imitazione dell'aeroplanino montelliano con Pancaro vicino a fare il concorde: ancora godo e mezzo voto in piu'.
Sensini: 6.5 Si piazza davanti alla difesa e non fa passare nessuno. Finita la partita vola a Los Angeles a ritirare l'oscar per gli effetti speciali che gli devastano il viso.
Almeyda: 7 Il cuore e' quello dei gemelli, il fiato e' di un gemello e mezzo, la lucidita' di un figlio unico, i capelli dell'allenatore di bierhoff. A volte tiene troppo palla permettendo agli avversari di rischierarsi, ma sradica dai loro piedi un'infinita' di palloni. Spreme un pedicello di delvecchio senza paura. Finale con crampi, anche se lui preferirebbe la polpa di granchi. Madonna che cazzata.
Nedved: 7 Si guadagna un mezzo rigore e segna il gol del pareggio. Per il resto il solito inimitabile e ineguagliabile combattente, assolutamente incedibile. Un giocatore straordineeerio.
Inzaghi: 7.5 Da solo tiene in apprensione tutta la difesa schierata romaiola. Suo l'assist per il gol di Nedved e diverse ottime protezioni del pallone. Attualmente indispensabile. Mezzo voto in piu' per la convocazione in nazionale che gli avevamo predetto io e Mancini, due che di calcio ci capiscono molto (eheh)
Boksic: 6.5 Tiene palla nel finale ed ha il merito di alitare del propano puro in faccia al coattone nel finale rendendolo sterile.
Fuori concorso:
franco sensi: 4 il gol di Veron lo gela e lui diventa un noto aperitivo.
fabio capello: 4 il vincente prende sganasse a destra e a manca: che lo faccia per par condicio?
Attilio Lombardo: 10 Molto piu' Laziale di chi lo fischia.
SS Lazio 1900: 10 Cuore, grinta, carattere e voglia di non arrendersi: questa e' la Mia Lazio. Tutti insieme, titolari, riserve, societa', tecnico, pubblico e cielo, in un tripudio di bianco e celeste. CIRCONDIAMOLI!
Sergio Cragnotti: 10 La cessione di Vieri, alla fine, si e' rivelata la piu' grossa sòla mai data dalla Lazio ad una diretta concorrente.

Ciao Rosario.

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:36
Questa è storia. La profezia di Piersifal.

It ain't over till the fat lady sings! 
Piersifal
Membro/Member   inviato / posted: 13-03-2000 01:27     Click Here to See the Profile for Piersifal   Click Here to Email Piersifal     
--------------------------------------------------------------------------------
Traduz. "Non è finita finché la cicciona non canta!"
Gli americani so' forti, aho': questo è il motto che vige negli Sates quando si vuol dire che i conti si fanno in ascensore, che chi si astiene dalla lotta...ecc ecc!
Dopo una serata adrenalinica e un po' incazzata per colpa di pseudolaziali e arbitro "il recupero lo assegno solo al Milan" braschi, io dico una sola cosa, dopo le emozioni fantastiche di ieri sera:
CI CREDO. E VOI?

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:41
E quella di RobertoCouto...

Lo scudetto 
RobertoCouto
Membro/Member   inviato / posted: 05-03-2000 18:45     Click Here to See the Profile for RobertoCouto   Click Here to Email RobertoCouto     
--------------------------------------------------------------------------------
Si può pensare di vincere il campionato perdendo a Torino con la Juventus? Ovviamente no. Tolta questa partita, ne restano nove.
Per noi, 5 in casa e 4 fuori.
Per loro, 3 in casa e 6 fuori.
Si può pareggiare a Torino e recuperare altrove i quattro punti.

Si può vincere a Torino e allora ci si cuce un bel pezzo di Scudetto addosso.

Non è facile ovviamente.

Ma neanche impossibile.

Prima di iniziare autoflagellazioni, caccia ad allenatori palluti e campagne acquisti virtuali, mi giocherei il Campionato fino in fondo.

E anche la Coppa Campioni.

E anche la Coppa Italia.


Il Grande Slam è dietro l'angolo...


Voglio andare a Tokio.
Volgio rigiocare le due SuperCoppe.
Rivoglio il PortaOmbrelli.
Voglio il Coppone.
Voglio la maglia del Centenario con lo Scudo.
Voglio vedere i romanisti che se buttano ner Tevere come i sorci der pifferaio maggico.
Voglio che Cragnotti quando va a Formello inciampi nelle Coppe buttate quà e là nella sede perché non sanno più do' mettele.

SOLO NOI AL MONDO possiamo esprimere 'sti desideri.

Chi sta meno che vicino alla Lazio da qui alla fine, je potesse nasce un fijo daaaaa roma.

A Giugno se faranno i conti. Prima SE TIFA.

E basta. O faccio sgombrare l'aula.



Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:41
caro Diario 4 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 10-01-2000 13:45     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
A Mariii', li mortacci tua, ma nu' lo senti che se sta' a bbrucia' l'abbacchio, spegni er forno, cori!!!!
Caro Diario mio,
e che te devo di'.... Pure Maria mia sta a da segni de' stanchezza. Se me comincia a brucia' l'abbacchio e' la fine.
Ancora una volta, proprio mentre credevo de avenne fatta una giusta, pensavo de ave' risorto un problema una vorta pe' tutte, me s'e' scatenato un putiferio.
Dopo la riunione che m'aveva spedito dritto ar Sant'Eugenio pe' la storia dela cozza, abbisognava fasse veni' un'idea pe' risorve er problema dell'arbitraggi. L'idea m'e' venuta er giorno che so' annato a chiede udienza ar Santo Padre, pe' famme invita' ar Vaticano a spigne quela storia propagandistica de 'sti cazzo de' regazzini che avemo adottato in uno de 'sti paesi 'ndo se moreno de fame (no come qui che c'e' Maria mia che me fa 'sti cinque pasti ar giorno che so' 'no spettacolo -tra parentesi oggi pe' ppranzo c'e' antipasto de peperoni arosto e verdure varie alla grija, rigatoni co' la pajata, trippa ar sugo, abbacchio aa scottadito -se nu lo fa' abbrucia'-, patate ar forno, melanzane ripiene, zucchine marinate, musse ar cioccolato, caffe' ammazzacaffe' e 'na pennica).
Quer giorno me ricevette un alto prelato, che nun so perche' li chiamano cosi', pe' mme so' tutti arti 'na cifra. Mentre me stiravo er collo pe' arivaje a bbacia' la mano, ho visto che ciaveva un sacco d'oro da tutte le parti. Anelli, bracciali, catene, Crocefissi e Madonne, e un orologgio spettacolare. Allora fra me e me ho pensato. Certo che se un Cardinale po' porta' un orologgio cosi', nun c'e' niente de' male a regalallo all'arbitri. Je dico che e' un'idea che ccia' un significato mistico e religgioso, che Iddio li accompagni nelle loro decisioni (li mortacci loro), e cosi' me li tengo bboni.
Mentre io e Maria ritornavamo da una visita a Peruggia dar caro Gauccio nostro pe' cerca' de convincelo a rigalacce er giapponese, me' so' fermato a fa' bbenzina sull'autostrada. Me s'avvicina un signore bello, distinto e me fa' "Dotto', e' un'offerta iripetibbile: Cio' cinque ROLEXXE D'ORO!!! Hai sentito? ROLEXXE!! Te li do' a settecentomila lire tutti!! Ao', de 'sti tempi nun ce compri manco un cesto natalizzio!" Io ho chiesto a Maria "A Mari', ma che e' u Rolexxe?" Maria mia, che ha fatto le medie e poi ha viaggiato, me fa "A Franchi', so' orologgi! Nun te ricordi quanno Jole fece i sessant'anni de matrimonio, che Ettore je ne regalo' uno puro a lei, e piagneva, noi se credevamo che era l'emozzione invece ereno le cambiale?" "E come no'! Questo ce ne vo' da' 5 pe settecentomilalire. Mo' ce penso io"
Me so' avvicinato al distinto venditore dela Rolexxe, e je faccio "Aaa, coso, vieqqua'. Tu vvoi settecentomila lire? Ma lo sai co' chi ciai a che fa'? Io faccio affari a livelli che tu manco te 'mmaggini. Te credi che butto li sordi pe' strada? Mezzo mijone, non una lira de ppiu'!"
Er venditore devo di' che nun cia' penzato pe gnente. Me l'ha praticamente tirati ner finestrino. S'e' preso li sordi senza contalli, poi e' sartato su una BMW fiammante (mo che ce' penso nun c'era la targa), e se n'e' annato che pareva un diabbetico che s'era scordato de fasse l'insulina.
Comunque sti orologgi erano 'na bellezza. Quanno l'ho detto ai collabboratori, tutti entusiasti. "Un affare, dotto', un'affare. E mo' i rigori nun ponno piu' negacceli"
Io nun ce sto a capi' gnente. Ieri sera mentre diggerivo la polenta co' le spuntature de majale che me so' magnato dopo cena e l'incazzature che se spennevo du' sordi in piu' Giuseppe e Maria staveno co' nnoi, Maria mia me chiama e me fa' "A Franchi' stai intelevisione. Ma perche' te chiameno "L'orologiaio"? "
Quando ne sapro' de ppiu' te riscrivo, diario mio. Mo' vado a famme un Arca Serze.


Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:42
Caro Diario 8 (ovvero "Donna al volante....") 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 05-03-2000 08:11     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
Caro Diario, questa e' preoccupante. Ieri m'ha telefonato Checchino. Me fa "Preside', m'hanno levato la patente. Mo' come faccio? Devo rifa' l'esame. Che me la daresti 'na mano?" "Checchino mio", j'ho detto io "ce mancherebbe artro. Pija l'autobbusse e vieni da me."
Quanno e' arivato ho deciso de vede' a che punto staveno le sue consocenze del veicolo e del codice stradale. Allora j'ho dato un fojo co 'na lista de parole e j'ho detto de scrivece er significato. Intanto io so' annato dall'urologo pe' 'na visita de controllo. Quanno so' tornato Checchino stava ala seconda parola, allora ho approfittato e so' annato a Messa. So' tornato e lui stava ala quinta, allora j'ho detto de fermasse a dormi' da noi e de damme la risposta stamattina.
Ecco er fojo che ho trovato sur tavolo dela cucina.
VENTOLA
"E che nu oo so'? M'ooo ricordo dall'anderventuno. Mo' sta cor Bologna."
DINAMO
"Io nun me pare che cio' mai giocato. Ce ne' una a Chieffe, una a Mosca e quarcun'antra che mo' nun me viene."
CAMBIO
"Eeee, aaa sostituzzione, no?"
CAMBIO AUTOMATICO
"Montella"
PORTIERA
"Aa sora Giovanna, quella der palazzo mio, che la conoschi Preside'?"
COPPA DELL'OLIO
"Aa Preside', a me me vieni a parla' de Coppe? E chi l'ha mai viste..."
FRIZIONE
"So che er parucca me la mette sula chioma, ma esattamente nun te saprei di'.."
ABBAGLIANTI
"Questa cia' a che fa' coi cani. Noo?"
LUCI DI POSIZIONE
"Nun se vedono e nugne ne frega gnente a nisuno, come er foriggioco de posizzione, di cui viene er nome."
STOP
"Lo so, Preside', devo mijora', ma Nagata me lo sta a 'mpara'. Lui e' forte."
VOLANO
"Questa e' 'na proposta zozza che me fanno la sera nei locali dove bazzico io."
CANDELA
"A Preside', ma che me stai a cojona? E' Vincenzino, no, che pensi, chi me ce porta a Trigoria mo' che nun guido?
A Preside', come so ito?"

Io so sconvorto.
Io so 'gnorante, ma questo 'nse batte. Ma che titolo de studio cia', er battesimo? A questo artro che la patente, a questo je levano er diritto de voto, la capacita' di intendere e di volere. Questo porta l'infermita' mentale a nuovi livelli.
Mo' dice che vole che lo ajuto co' la pratica. E che so' scemo? Me devo 'nventa' quarcosa.
Ciao Diario mio, a presto.

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:43
Questo sollevò polemiche furiose.

DECALOGO DEL LAZIONETTER 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 14-01-2000 18:39     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
Prendo spunto dall'idea lanciata recentemente per un LAZIONETTER CLUB. Cosi' come l'idea, anche questa mia replica e' del tutto teorica quindi priva di qualunque implicazione nel reale.
Visti anche i recenti messaggi di risposta a Tedesco (Amen a Pikkio) ed altri messaggi simili mi sono chiesto: quali caratteristiche dovrebbero avere i membri di un Club del quale vorrei far parte? E se questo Club fosse creato in nome di LazioNet come dovrebbe essere il "LazioNetter secondo Tarallo" perché io possa sedere al suo fianco e divertirmi nel godere dei successi della grande Lazio?
Facendo questi pensieri ho stilato un Decalogo del LazioNetter che potrà risultare pretenzioso, perchè io non sono nessuno, specie all'interno di LazioNet, ma chiarirà almeno quali sono le mie idee sul Club in questione, e su come vorrei che fosse LazioNet.
DECALOGO DEL LAZIONETTER

1) Il LazioNetter è, per sua stessa dichiarazione, tifoso e innamorato della Lazio. Sono consentite eccezioni a questa regola.
2) Il LazioNetter augura al roma ed ai romisti le peggiori disgrazie (sportive) immaginabili. Lo scopo ultimo è la scomparsa dei suddetti dalla scena professionistica o dilettantistica per restituire dignità e rispetto al calcio romano ed alla città di Roma.
3) Il LazioNetter condanna CHIARAMENTE ed INEQUIVOCABILMENTE qualunque manifestazione politica all'interno dello stadio, e lotta affinché questa piaga venga sanata.
4) Il LazioNetter condanna CHIARAMENTE ed INEQUIVOCABILMENTE qualunque manifestazione, sonora o di altro tipo,di intolleranza e discriminazione verso minoranze etniche o religiose, e lotta affinché questa piaga venga sanata.
5) Il LazioNetter condanna CHIARAMENTE ed INEQUIVOCABILMENTE qualunque forma di violenza fisica o psicologica.
6) Il LazioNetter INCITA e SOSTIENE in modo completo e totale i giocatori e l'allenatore della Lazio durante la partita. Il LazioNetter si dissocia da qualunque forma di disapprovazione sonora collettiva dell'operato di elementi che vestono la maglia della Lazio e si riserva di criticare i suddetti in modo civile sulle pagine di LazioNet.
7) Il LazioNetter non è un "tifoso a scopo di lucro" e condanna quei "tifosi" che antepongono il guadagno economico o la gloria personale al bene della Lazio e dei Laziali.
8 ) Il LazioNetter ODIA con tutte le sue forze la sconfitta, ma la concepisce come uno dei possibili risultati di una competizione sportiva, e al contempo si adopera affinché la Lazio ne subisca il minor numero possibile.
9) Il LazioNetter rifiuta l'acquisto di prodotti della stampa romana serva del nano e delle masse romiste acquistanti e non sentienti, se non a scopo ludico.
10) Laziali si nasce LazioNetters si diventa.

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:58
Finale col botto.

14 maggio 2000 
Pikkio
Membro/Member   inviato / posted: 16-05-2000 18:00     Click Here to See the Profile for Pikkio   Click Here to Email Pikkio     
--------------------------------------------------------------------------------
Arrivo in curva Nord, tiro fuori l'abbonamento, lo mostro al carabiniere all'ingresso e passo, mi avvicino al cancello 48, ovviamente il solito, ed entro. Il ragazzo del servizio mi buca l'ultima casella, la numero 17, e penso per la prima volta a Gatto Silvestro. La solita perquisizione, poi mi avvicino al banco del Lazio point e chiedo la maglia del centenario, taglia XL. Pago, mi spoglio e me la infilo subito, lamentandomi sarcasticamente del fatto che non ci fosse cucito il triangolino tricolore. Entrando in curva litigo subito con uno che probabilmente aveva sentito la mia lamentela ed aveva frainteso. Allora gli dico che dobbiamo crederci, lui mi guarda malissimo e mi dice che lui al massimo ci spera ma poco, io gli ripeto che abbiamo il dovere di crederci fino in fondo, lui ribadisce che il calcio e' morto la settimana prima a Torino ucciso da De Santis, io gli dico che De Santis e' l'unica vittima accertata fino ad ora, lui ripete che e' solo un pezzo di merda e io me ne vado bestemmiando. Il tutto con toni da processo di Biscardi, io sembro melli e lui corno. Guardo la mia maglia del centenario uguale alla sua e non capisco.
Poi la partita. Lazio nervosissima, laziali anche, io invece ostento una strana, forse falsa tranquillita' che non mi riconosco e non e' mai stata mia. Radio curva diffonde la voce della mancata espulsione di montero, la gente si incazza e urla la sua rabbia contro moggi e compagnia ladrocinante. Io rimango tranquillo e aspetto di andare in vantaggio: lo so che sta per arrivare, e' solo questione di tempo. Entrano gli irriducibili prima della fine degli annunciati quindici minuti di sciopero, mentre in curva Nord una bara raffigurante il calcio italiano viene fatta scivolare giu'. Io lo prendo come un segnale di resa e non mi piace, non mi piace per niente. Ripenso al gatto nero. Daje Silve', dico ad alta voce. Un vicino mi guarda con aria interrogativa, io fingo di non sentirmi i suoi occhi straniti addosso, lui si volta verso un suo amico e gli chiede "A Cla', ma chi e' Silve'?" ma l'amico non risponde.
Poi la Lazio va in vantaggio, poi raddoppia. Io, stranamente, non penso a Perugia. Anzi, non troppo stranamente: forse e' l'ultima mia trovata scaramantica, la tranquillita'; durante Lazio-Parma dello scorso anno ero nervoso e teso come una corda e' manduline: ha portato male. La Lazio invece e' sempre molto nervosa: Veron non accetta le scuse di un reggino dopo un fallo, poi Couto va in cerca di un'ammonizione trovandola, e mentre Simeone e Veron imbruttiscono congiuntamente a Cirillo autore di un brutto fallo, va in cerca anche del secondo cartellino giallo. L'arbitro Borriello capisce il momento e soprassiede. Meno male. All'olimpico c'e' un'atmosfera strana, stranissima: violentissimi cori urlati con rabbia da tutto lo stadio si alternano a momenti di assoluto, irreale silenzio.
Fine del primo tempo. L'intervallo lo passo ostentando la mia previsione a tutti: bisogna crederci, il Perugia ci fa il miracolo, ripeto, segna Melli di anca. Franco Melli, aggiungo. Non ride nessuno. Radio curva informa che gli spogliatoi di Perugia sono completamente allagati e che quindi molto probabilmente non si riprendera', io chiedo se gia' hanno dato la notizia dell'avvistamento di un vecchio con una lunga barba bianca che dal ponte della sua strana barca di legno piena di animali ha chiesto a Collina la strada per il monte Ararat. Non ride nessuno neanche stavolta. Capisco che non e' aria. Guardo il cielo su Roma: e' un po velato, e' incredibilmente bianco e celeste. Incredibile. I giocatori rientrano in campo e aspettano il via da Perugia. Niente, a Perugia non si gioca. Si riparte lo stesso. La Lazio si tranquillizza e gioca senza piu' l'ansia del risultato del Curi, la Reggina non punge, segna Simeone, poi esce il Mancio ed entra Conceicao. Mentre lo stadio intero regala all'ultimo grande poeta italiano in scarpe da calcio il giusto tributo realizzo: ognuno di noi, forse, ha un numero fortunato, il mio e' il sette. Hanno segnato Inzaghi e Simeone, il ventuno ed il quattordici: due multipli di sette. Ha segnato il ventitre, altro numero fortunato. E' appena entrato Conceicao, il sette. I radiolinati dicono che a Perugia non si puo' giocare, quasi tutti maledicono la sorte che concede alla juve un tempo in piu', io penso che e' meglio cosi' perche' me la gufero' con una violenza invereconda. Prima invasione di campo, poi l'annuncio: a Perugia si ricomincia, stanno facendo riscaldamento. Guardo l'orologio: sono le diciassette e otto minuti. Diciassette piu' otto: venticinque. Due piu' cinque: sette. Ancora sette. Guardo il cielo sempre piu' maledettamente biancoceleste. Oramai sono quasi convinto. Cerco una conferma, mi giro di scatto e chiedo ad uno di dirmi un numero: sette. Cazzo, non e' possibile. Mi giro dall'altra parte, chiedo ad uno chi fosse secondo lui il migliore in campo e lui mi dice Veron. Numero: ventitre. Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Basta, sto diventando piu' paranoico del solito. Riprende la partita. I radiolinati dicono che a Perugia si e' finalmente iniziato. Dopo un minuto il campionato della Lazio finisce, io inizio a cercare con lo sguardo il piu' vicino con la radio e lo individuo poco distante. Mi guardo in giro e l'atmosfera e' davvero surreale: sono ancora tutti dentro allo stadio, ma non c'e' neanche l'ombra di un calciatore e non sono neanche previsti. Io metto il cervello in play-rec, tengo gli occhi aperti ma non per vedere: per guardare e registrare. Neanche il tempo di iniziare a gufare che l'aria e' squarciata da un poderoso, disumano, raccapricciante urlo: e' il Grande Boato, quello che aspettavo da quasi un anno, da quella maledetta domenica di Lazio-Parma. Stavolta non mi fido e cerco tremando per l'emozione l'uomo con la radiolina: e' in piedi che urla e nonostante una ragazza tenti di abbracciarlo riesce a saltare tranquillamente come una cavalletta, come se invece di una ragazza avesse addosso uno zaino. Allora e' vero, ha segnato il Perugia davvero. Guardo l'orologio: sono le diciassette e diciassette. Diciassette e diciassette: trentaquattro, tre piu' quattro: sette, ancora lui. Lo spirito di Tarzan si impossessa del mio corpo e urlo. Il tabellone conferma: Perugia 1 juventus 0, ed allo spirito di Tarzan si unisce l'ugola di Luciano Pavarotti. Non riesco a smettere di urlare. Eccola, la zampata di Gatto Silvestro. E' il Gol, il Perugia ha segnato sul serio, la juve sta perdendo sul serio. E' il Grande Boato, e' l'Urlo, e' il Popolo Laziale che sfoga tutta la propria rabbia. Capisco che non siamo sessantamila: ognuno di noi porta con se anche la rabbia di chi e' lontano o di chi non c'e' piu' ma che e' dentro di noi, indissolubile. Saremo non meno di seicentomila, e stiamo urlando tutti insieme la nostra rabbia al cielo biancoceleste, che capisce e forse urla con noi.
Mi giro: e' tutto un fiorire di giovani virgulti che aiutano provati genitori a riprendersi dallo choc. Una signora dietro di me si sente male, piange e chiede un po d'acqua. E' pallidissima, le lacrime le solcano silenziosamente il viso stravolto, senza ne' un lamento ne' un singhiozzo. Beve lentamente e lentamente si riprende. E 'nnamo signo', ma che proprio sul piu' bello? Oramai sono un automa: ripeto solo una parola, calma, piu' che altro a me stesso. Chiedo una gomma perche' le ho finite, poi chiedo una sigaretta perche' le ho finite, poi un'unghia perche' ho finito anche quelle, anche se non me le ero mai mangiate prima di domenica. Un mio amico si alza e mi chiede di andare in mezzo al campo ma io lo fulmino: "Se ti muovi da dove eri ti gonfio". Non si scherza con la scaramanzia, lui mi guarda e si risiede comprendendo che se si fosse mosso, forse, lo avrei gonfiato per davvero.
Devo fare qualcosa: decido di provare a seguire la radiocronaca guardando la faccia del radiolinato. Dopo un minuto mi rendo conto che non posso: ad ogni azione offensiva della juve il suo volto quasi si trasfigura per la sofferenza. Devo stare calmo. Faccio un calcolo mentale e fisso il punto X non prima dele ore 18. Sono ancora le 17 e 30, ancora mezzora. Silvestro non mi ha tradito, ora c'e' solo da stringere i denti, stare calmi e sperare.
Espulso zambrotta, juve in dieci. Penso al numero di zambrotta: il ventitre. Cazzo, e' fatta, mi dico, ma poi cancello immediatamente questo pensiero: non e' ancora finita Pi', stai calmo. Improvvisamente dagli altoparlanti viene diffusa la voce di Cucchi da Perugia. Io non riesco a stare fermo, il seggiolino e' diventato rovente e sto stravincendo il campionato del mondo di mani sudate. Voglio sentire ma non voglio sentire, non so se mi spiego. Collina da cinque lunghissimi minuti di recupero, prendo un bel respiro, Cucchi urla: "inzaghi, e' solo, manca clamorosamente il pareggio della juve". Un attimo interminabile di silenzio: sospetto terrorizzato di avere capito male, guardo il radiolinato che mi capisce e con la testa dice no. Davanti a me uno sfoga la tensione piangendo e insultando Cucchi reo di avere detto la frase "pareggio della juve", io cerco di calmarlo ma sono teso come lui, come tutti, e ovviamente non ci riesco. La voce di Cucchi e' l'unica cosa che spacca il silenzio astrale caduto sull'Olimpico: qualcuno e' con le dita dentro le orecchie perche' non vuole sentire la radio, molti tengono incrociate da quasi un'ora le dita diventate praticamente viola, quasi tutti sono seduti e si tengono la testa fra le mani, concentrati ed in silenzio assoluto. Qualcuno si abbraccia per farsi coraggio, qualcuno non ce la fa e piange, molti chiedono quanto cazzo manchi ancora e perche' quel [...] di arbitro pelato non fischi ancora. Io mi chiedo come sia possibile che ci sia gente che ancora riesce a dire che questo, in fondo, e' solo un gioco fatto di ventidue miliardari in mutande che rincorrono un pallone. Non capite un cazzo, non capite.
Cucchi chiama l'ultimo minuto di recupero ed il cemento dell'Olimpico sussulta per un attimo. Inizio mentalmente un conto alla rovescia, mi alzo, il seggiolino e' improvvisamente diventato troppo piccolo per permettermi di stare calmo e seduto come mi ero prefissato. Non passa mai. Chi ha detto che un minuto dura sempre sessanta secondi? Cazzate, emerite cazzate, certi minuti durano un'eternita'. Dentro le orecchie la voce di Cucchi cerca di farsi strada tra il bum-bum di un cuore che batte in testa come un martello pneumatico impazzito e il rumore dell'adrenalina che scorre nelle vene come un torrente in piena. Il cielo sembra voler passare la copertura dell'olimpico ed entrare nello stadio per quanto e' bianco e celeste. Mando giu' un rospo enorme che si era aggrappato nella gola, alzo gli occhi al cielo, oramai lo tocco, chiudo gli occhi, faccio in tempo a sentire Cucchi dire "...chiuso pero' dal difensore della formazione perugina Materazzi mentre in questo istante Collina dichiara concluso...".
Il vuoto. Qualcosa di molto simile al big bang. Un'implosione ed un'esplosione contemporaneamente. Il niente, adesso non sento piu' niente, non vedo piu' niente, non capisco piu' niente ma urlo, piango e abbraccio tutti. Non so neanche se sto abbracciando uno dei soliti amici, uno dei soliti rompi[...], la signora che si e' sentita male, quello con la radiolina, Yuri degli irriducibili o un celerino. Non so piu' neanche dove mi trovo: se al solito posto, se vicino a RobertoCouto o vicino a Parione, se in Tevere con Cicalone o in Monte Mario con Dixie. Forse non sono neanche all'Olimpico: forse sono a Toronto con ArticEagle, o a Montecarlo con il mitico Ciccio, o a casa con papa' o in cielo con mia nonna. Forse sono dappertutto. Si, si, sono dappertutto. Gatto Silvestro ha finalmente preso quel maledetto canarino [...], ed io urlo, piango e abbraccio tutti.
Sono le diciotto e quattro minuti del quattordici maggio duemila.
Pikkio

Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 02:05
Nanni per lo scudetto

Nanni :
Vi amo a tutti!
Perché siete della Lazio come me.
Perchè avete amato Gazza, Ruben Sosa, Vieri, Riedle e Veron come me. E perchè avete amato forse di più Corino, Salafia, Gottardi, Papadopulo, Rizzolo, Garbuglia, Carosi, Dolso, Amarildo e Troglio, come me.
Vi amo
Perché ieri avete pianto e riso come me.

Pikkio : Onore al gatto Silvestro
Titolo del thread liberamente tratto da uno striscione dei tifosi del Toro.
Non credo di dover aggiungere altro.
Il mio nome e' Roberto, il mio nick e' Pikkio, la mia squadra e' la Lazio, i miei colori sono il bianco ed il
celeste, sono Campione d'Italia e amo smodatamente i gatti neri.

Nanni :
Ah... e mo' che ce penzo, venerdì a pranzo m'è cascato l'olio sulla tovaglia, poi ho visto passa' un pulma carico de suore, e sabato mattina un gattino nero m'ha attraversato 'a strada. C'erano du' ragazze e un signore davanti a me che l'avevano visto e s'erano fermati, e io:
-... fermi tutti che devo passacce io!!!
E ho fatto bene, 'o ve'...




purtroppo il passaggio da UBB ad altri sistemi di forum ha cambiato le cose, e degli archivi degli anni successivi esistono backup del db che credo fosse mysql. Questi topic sono di facile accesso perché all'epoca il sistema di forum generava pagine html. Non sono in grado di recuperare con facilità dei veri tesori di quel periodo: l'estate del 2001 fu per Lazionet un'eruzione vulcanica. Comunque di materiale da leggere ce n'è a iosa...
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 02:13
Nanni, eccolo, tiè, all'ultimo tuffo!
Mandami il tuo indirizzo, che ti mando il file.

Una settimana vissuta pericolosamente... 
Nanni
Membro/Member   inviato / posted: 02-05-2000 11:17     Click Here to See the Profile for Nanni   Click Here to Email Nanni     
--------------------------------------------------------------------------------
Per questo primo messaggio che invio a Lazionet volevo usare un altro pseudonimo: Jena Plissken avevo pensato, uno tosto. Per questa settimana di passione (l'ennesima) che ci aspetta, poteva essere il nome giusto. Poi avevo optato per Fielding Mellish, uno molto meno tosto, ma più simpatico. Poi a Travis Bickle, questo sì che andrebbe bene, duro, vendicativo.
L'avete capito, lo so... vi ho già proposto in via subliminale tre quiz d'ambiente cinefilo, chi li indovina credo che meriti un encomio. Provateci.
Servirà per alleggerirci, diluire la tensione che ci stringe.
Facciamo finta di niente, lo so, ma siamo qui a vivere ancora una volta ognuno da solo, una settimana da ricordare.
Just me in the corner... Suona la sveglia la mattina e il primo pensiero è "Fuser... vedrai che ce penza Fuser!". Poi sei in mezzo al traffico e: "Ma 'ncè probblema... se Crespo e Buffon dicono che hanno già firmato... daranno er fritto!". Arrivi in ufficio e ti viene in mente "Tanto je manneranno Paparesta, o Cesari... - e il terrore fatalistico proprio di noi laziali rimonta - e a noi magari Treossa..."
Finalmente la sera torni a casa e provi a rincuorarti da solo: "Ma... magari un rigoretto... che manco c'è..."
Già, da quanti anni... chi di voi è capace di aiutarmi a risolvere questo dilemma? Da quanti ca&&o di anni la Lazio non vince una partita 1 a 0 su rigore che manco c'era? Io ricordo un rigore all'Olimpico, forse con la Triestina o l'Arezzo (avevano maglie scure) in Serie B l'anno dopo i -9, su Gregucci, col difensore che l'aveva appena sfiorato con la manina sulla schiena, lui che scivola a terra, si gira... Rigore? Certo, sacrosanto!!! e fa sì col capoccione in cenno di assenso, ma poi torna verso centrocampo e sorride come a dire ma che cacchio ha fischiato questo... Forse vincemmo 1 a 0 quella volta. Forse è stata l'ultima. La Juve quest'anno ha vinto 5 volte 1 a 0.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 02 Nov 2013, 09:38
Tanta roba
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Roxy00 il 02 Nov 2013, 15:29
Citazione di: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:58
Finale col botto.

14 maggio 2000 
Pikkio
Membro/Member   inviato / posted: 16-05-2000 18:00     Click Here to See the Profile for Pikkio   Click Here to Email Pikkio     
--------------------------------------------------------------------------------
Arrivo in curva Nord, tiro fuori l'abbonamento, lo mostro al carabiniere all'ingresso e passo, mi avvicino al cancello 48, ovviamente il solito, ed entro. Il ragazzo del servizio mi buca l'ultima casella, la numero 17, e penso per la prima volta a Gatto Silvestro. La solita perquisizione, poi mi avvicino al banco del Lazio point e chiedo la maglia del centenario, taglia XL. Pago, mi spoglio e me la infilo subito, lamentandomi sarcasticamente del fatto che non ci fosse cucito il triangolino tricolore. Entrando in curva litigo subito con uno che probabilmente aveva sentito la mia lamentela ed aveva frainteso. Allora gli dico che dobbiamo crederci, lui mi guarda malissimo e mi dice che lui al massimo ci spera ma poco, io gli ripeto che abbiamo il dovere di crederci fino in fondo, lui ribadisce che il calcio e' morto la settimana prima a Torino ucciso da De Santis, io gli dico che De Santis e' l'unica vittima accertata fino ad ora, lui ripete che e' solo un pezzo di merda e io me ne vado bestemmiando. Il tutto con toni da processo di Biscardi, io sembro melli e lui corno. Guardo la mia maglia del centenario uguale alla sua e non capisco.
Poi la partita. Lazio nervosissima, laziali anche, io invece ostento una strana, forse falsa tranquillita' che non mi riconosco e non e' mai stata mia. Radio curva diffonde la voce della mancata espulsione di montero, la gente si incazza e urla la sua rabbia contro moggi e compagnia ladrocinante. Io rimango tranquillo e aspetto di andare in vantaggio: lo so che sta per arrivare, e' solo questione di tempo. Entrano gli irriducibili prima della fine degli annunciati quindici minuti di sciopero, mentre in curva Nord una bara raffigurante il calcio italiano viene fatta scivolare giu'. Io lo prendo come un segnale di resa e non mi piace, non mi piace per niente. Ripenso al gatto nero. Daje Silve', dico ad alta voce. Un vicino mi guarda con aria interrogativa, io fingo di non sentirmi i suoi occhi straniti addosso, lui si volta verso un suo amico e gli chiede "A Cla', ma chi e' Silve'?" ma l'amico non risponde.
Poi la Lazio va in vantaggio, poi raddoppia. Io, stranamente, non penso a Perugia. Anzi, non troppo stranamente: forse e' l'ultima mia trovata scaramantica, la tranquillita'; durante Lazio-Parma dello scorso anno ero nervoso e teso come una corda e' manduline: ha portato male. La Lazio invece e' sempre molto nervosa: Veron non accetta le scuse di un reggino dopo un fallo, poi Couto va in cerca di un'ammonizione trovandola, e mentre Simeone e Veron imbruttiscono congiuntamente a Cirillo autore di un brutto fallo, va in cerca anche del secondo cartellino giallo. L'arbitro Borriello capisce il momento e soprassiede. Meno male. All'olimpico c'e' un'atmosfera strana, stranissima: violentissimi cori urlati con rabbia da tutto lo stadio si alternano a momenti di assoluto, irreale silenzio.
Fine del primo tempo. L'intervallo lo passo ostentando la mia previsione a tutti: bisogna crederci, il Perugia ci fa il miracolo, ripeto, segna Melli di anca. Franco Melli, aggiungo. Non ride nessuno. Radio curva informa che gli spogliatoi di Perugia sono completamente allagati e che quindi molto probabilmente non si riprendera', io chiedo se gia' hanno dato la notizia dell'avvistamento di un vecchio con una lunga barba bianca che dal ponte della sua strana barca di legno piena di animali ha chiesto a Collina la strada per il monte Ararat. Non ride nessuno neanche stavolta. Capisco che non e' aria. Guardo il cielo su Roma: e' un po velato, e' incredibilmente bianco e celeste. Incredibile. I giocatori rientrano in campo e aspettano il via da Perugia. Niente, a Perugia non si gioca. Si riparte lo stesso. La Lazio si tranquillizza e gioca senza piu' l'ansia del risultato del Curi, la Reggina non punge, segna Simeone, poi esce il Mancio ed entra Conceicao. Mentre lo stadio intero regala all'ultimo grande poeta italiano in scarpe da calcio il giusto tributo realizzo: ognuno di noi, forse, ha un numero fortunato, il mio e' il sette. Hanno segnato Inzaghi e Simeone, il ventuno ed il quattordici: due multipli di sette. Ha segnato il ventitre, altro numero fortunato. E' appena entrato Conceicao, il sette. I radiolinati dicono che a Perugia non si puo' giocare, quasi tutti maledicono la sorte che concede alla juve un tempo in piu', io penso che e' meglio cosi' perche' me la gufero' con una violenza invereconda. Prima invasione di campo, poi l'annuncio: a Perugia si ricomincia, stanno facendo riscaldamento. Guardo l'orologio: sono le diciassette e otto minuti. Diciassette piu' otto: venticinque. Due piu' cinque: sette. Ancora sette. Guardo il cielo sempre piu' maledettamente biancoceleste. Oramai sono quasi convinto. Cerco una conferma, mi giro di scatto e chiedo ad uno di dirmi un numero: sette. Cazzo, non e' possibile. Mi giro dall'altra parte, chiedo ad uno chi fosse secondo lui il migliore in campo e lui mi dice Veron. Numero: ventitre. Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Basta, sto diventando piu' paranoico del solito. Riprende la partita. I radiolinati dicono che a Perugia si e' finalmente iniziato. Dopo un minuto il campionato della Lazio finisce, io inizio a cercare con lo sguardo il piu' vicino con la radio e lo individuo poco distante. Mi guardo in giro e l'atmosfera e' davvero surreale: sono ancora tutti dentro allo stadio, ma non c'e' neanche l'ombra di un calciatore e non sono neanche previsti. Io metto il cervello in play-rec, tengo gli occhi aperti ma non per vedere: per guardare e registrare. Neanche il tempo di iniziare a gufare che l'aria e' squarciata da un poderoso, disumano, raccapricciante urlo: e' il Grande Boato, quello che aspettavo da quasi un anno, da quella maledetta domenica di Lazio-Parma. Stavolta non mi fido e cerco tremando per l'emozione l'uomo con la radiolina: e' in piedi che urla e nonostante una ragazza tenti di abbracciarlo riesce a saltare tranquillamente come una cavalletta, come se invece di una ragazza avesse addosso uno zaino. Allora e' vero, ha segnato il Perugia davvero. Guardo l'orologio: sono le diciassette e diciassette. Diciassette e diciassette: trentaquattro, tre piu' quattro: sette, ancora lui. Lo spirito di Tarzan si impossessa del mio corpo e urlo. Il tabellone conferma: Perugia 1 juventus 0, ed allo spirito di Tarzan si unisce l'ugola di Luciano Pavarotti. Non riesco a smettere di urlare. Eccola, la zampata di Gatto Silvestro. E' il Gol, il Perugia ha segnato sul serio, la juve sta perdendo sul serio. E' il Grande Boato, e' l'Urlo, e' il Popolo Laziale che sfoga tutta la propria rabbia. Capisco che non siamo sessantamila: ognuno di noi porta con se anche la rabbia di chi e' lontano o di chi non c'e' piu' ma che e' dentro di noi, indissolubile. Saremo non meno di seicentomila, e stiamo urlando tutti insieme la nostra rabbia al cielo biancoceleste, che capisce e forse urla con noi.
Mi giro: e' tutto un fiorire di giovani virgulti che aiutano provati genitori a riprendersi dallo choc. Una signora dietro di me si sente male, piange e chiede un po d'acqua. E' pallidissima, le lacrime le solcano silenziosamente il viso stravolto, senza ne' un lamento ne' un singhiozzo. Beve lentamente e lentamente si riprende. E 'nnamo signo', ma che proprio sul piu' bello? Oramai sono un automa: ripeto solo una parola, calma, piu' che altro a me stesso. Chiedo una gomma perche' le ho finite, poi chiedo una sigaretta perche' le ho finite, poi un'unghia perche' ho finito anche quelle, anche se non me le ero mai mangiate prima di domenica. Un mio amico si alza e mi chiede di andare in mezzo al campo ma io lo fulmino: "Se ti muovi da dove eri ti gonfio". Non si scherza con la scaramanzia, lui mi guarda e si risiede comprendendo che se si fosse mosso, forse, lo avrei gonfiato per davvero.
Devo fare qualcosa: decido di provare a seguire la radiocronaca guardando la faccia del radiolinato. Dopo un minuto mi rendo conto che non posso: ad ogni azione offensiva della juve il suo volto quasi si trasfigura per la sofferenza. Devo stare calmo. Faccio un calcolo mentale e fisso il punto X non prima dele ore 18. Sono ancora le 17 e 30, ancora mezzora. Silvestro non mi ha tradito, ora c'e' solo da stringere i denti, stare calmi e sperare.
Espulso zambrotta, juve in dieci. Penso al numero di zambrotta: il ventitre. Cazzo, e' fatta, mi dico, ma poi cancello immediatamente questo pensiero: non e' ancora finita Pi', stai calmo. Improvvisamente dagli altoparlanti viene diffusa la voce di Cucchi da Perugia. Io non riesco a stare fermo, il seggiolino e' diventato rovente e sto stravincendo il campionato del mondo di mani sudate. Voglio sentire ma non voglio sentire, non so se mi spiego. Collina da cinque lunghissimi minuti di recupero, prendo un bel respiro, Cucchi urla: "inzaghi, e' solo, manca clamorosamente il pareggio della juve". Un attimo interminabile di silenzio: sospetto terrorizzato di avere capito male, guardo il radiolinato che mi capisce e con la testa dice no. Davanti a me uno sfoga la tensione piangendo e insultando Cucchi reo di avere detto la frase "pareggio della juve", io cerco di calmarlo ma sono teso come lui, come tutti, e ovviamente non ci riesco. La voce di Cucchi e' l'unica cosa che spacca il silenzio astrale caduto sull'Olimpico: qualcuno e' con le dita dentro le orecchie perche' non vuole sentire la radio, molti tengono incrociate da quasi un'ora le dita diventate praticamente viola, quasi tutti sono seduti e si tengono la testa fra le mani, concentrati ed in silenzio assoluto. Qualcuno si abbraccia per farsi coraggio, qualcuno non ce la fa e piange, molti chiedono quanto cazzo manchi ancora e perche' quel [...] di arbitro pelato non fischi ancora. Io mi chiedo come sia possibile che ci sia gente che ancora riesce a dire che questo, in fondo, e' solo un gioco fatto di ventidue miliardari in mutande che rincorrono un pallone. Non capite un cazzo, non capite.
Cucchi chiama l'ultimo minuto di recupero ed il cemento dell'Olimpico sussulta per un attimo. Inizio mentalmente un conto alla rovescia, mi alzo, il seggiolino e' improvvisamente diventato troppo piccolo per permettermi di stare calmo e seduto come mi ero prefissato. Non passa mai. Chi ha detto che un minuto dura sempre sessanta secondi? Cazzate, emerite cazzate, certi minuti durano un'eternita'. Dentro le orecchie la voce di Cucchi cerca di farsi strada tra il bum-bum di un cuore che batte in testa come un martello pneumatico impazzito e il rumore dell'adrenalina che scorre nelle vene come un torrente in piena. Il cielo sembra voler passare la copertura dell'olimpico ed entrare nello stadio per quanto e' bianco e celeste. Mando giu' un rospo enorme che si era aggrappato nella gola, alzo gli occhi al cielo, oramai lo tocco, chiudo gli occhi, faccio in tempo a sentire Cucchi dire "...chiuso pero' dal difensore della formazione perugina Materazzi mentre in questo istante Collina dichiara concluso...".
Il vuoto. Qualcosa di molto simile al big bang. Un'implosione ed un'esplosione contemporaneamente. Il niente, adesso non sento piu' niente, non vedo piu' niente, non capisco piu' niente ma urlo, piango e abbraccio tutti. Non so neanche se sto abbracciando uno dei soliti amici, uno dei soliti rompi[...], la signora che si e' sentita male, quello con la radiolina, Yuri degli irriducibili o un celerino. Non so piu' neanche dove mi trovo: se al solito posto, se vicino a RobertoCouto o vicino a Parione, se in Tevere con Cicalone o in Monte Mario con Dixie. Forse non sono neanche all'Olimpico: forse sono a Toronto con ArticEagle, o a Montecarlo con il mitico Ciccio, o a casa con papa' o in cielo con mia nonna. Forse sono dappertutto. Si, si, sono dappertutto. Gatto Silvestro ha finalmente preso quel maledetto canarino [...], ed io urlo, piango e abbraccio tutti.
Sono le diciotto e quattro minuti del quattordici maggio duemila.
Pikkio

che meraviglia.... leggere questo post di quasi 14 anni fa mi ha fatto ritornare le lacrime agli occhi proprio come quel 14 maggio... :ssl :ssl :ssl
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: BomberMax il 04 Nov 2013, 11:26
che splendore !!!!

grazie TD 
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: arkham il 04 Nov 2013, 13:14
La cronaca della partita scudetto di Pikkio, che all'epoca non avevo letto, mi ha fatto ridere e piangere. Quanta gioia mi ha saputo dare la Lazio mia.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Nanni il 05 Nov 2013, 14:25
Grazie Panghe, grazie a tutti.
Grandissimo viaggio nella memoria.
:hail:


Però... m sento come Brusuillis (aaaheeemmmm) in Loopers: io da vecchio che ritrovo il me giovane di quattordici anni prima... e'sto [...] che allora me postava un quizzetto de cinema che io, io stesso, oggi, manco so risolvere...
:cry:

ma chicazz'era Travis Bickle???
:P  :shock:

:roll:

La cosa straordinaria (permettetemi un po' di sano nonnismo) per chi c'era è che a rileggere solo le prime righe di certi post... ti torna in mente tutto!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Nanni il 05 Nov 2013, 14:29
Anche roba seria (da Pikkio, incredibile!  :cool2: )

Pikkio - "Dakar"

anno 2028 dopo cristo, o 25 dalla caduta del grande impero del bene.

senti che freddo. fa un freddo porco, perdio. fa talmente freddo che non sento piu' niente, ne' la fame, ne' la sete, ne' le punte della dita dei piedi. e si che saremo in cinquecento, chiusi qua dentro. l'unica cosa che sento e' questo odore tremebondo. qualcuno deve anche avere scorreggiato, anche perche' e' difficile che sia altro visto che sono tre giorni che siamo stipati qua dentro e nessuno ci ha dato mai da ne' mangiare ne' da bere. c'e' della gente qua dentro che non farei entrare neanche allo zoo safari, esseri spregevoli che faranno la fine che meritano presto, spero, e con i quali non voglio avere niente a che fare. sara' difficile, da morire. mi viene in mente una frase che devo aver letto o sentito da qualche parte, tanto tempo fa. resistere, resistere, resistere. chissa' chi l'aveva detto e perche', questo freddo deve avermi surgelato i pensieri. comunque fa al caso mio. al caso nostro, di tutti quelli che come me sono chiusi qua dentro, i risparmi di una vita per la sola speranza che questo maledetto freddo passi in fretta. voglio una vita, rivoglio la mia vita, ma anche se non e' la mia basta che me ne danno una. non tanto per me, che almeno io una ce l'ho avuta, tanto tempo fa. sono passati tanti anni, trenta o forse mille. si stava maluccio, ma si stava bene: c'era sempre da lamentarsi perche' le migliorie tardavano ad arrivare appositamente ritardate per questo o quel motivo, provavo un diffuso senso di nausea verso l'altrettanto diffuso malessere egoista ed egocentrico del genere umano ma c'erano poche difficolta' a vivere, o sopravvivere. sorridendo dei guai, incazzandosi contro i mulini a vento alimentati dagli aliti di milioni di persone che a loro volta si credevano don chisciotte, anestetizzati dalla paura dell'omologazione. mamma mia, se ci penso mi stupisco di quanto inutilmente mi ci incazzavo, e di trovare ancora adesso la forza di incazzarmi. se ci ripenso mi stupisco di essere mai riuscito a sorridere dei miei guai. se ci ripenso mi stupisco di riuscire ancora a pensare. forse fa tutto parte del mio istintivo progetto di sopravvivenza.
devo stare attento a pensare, se mi si congelassero i pensieri qualcuno potrebbe leggerli e capire che non mi sono sottoposto al programma di rieducazione e allineamento del governo senegalese, e da quello che ho saputo i controlli sono molto rigidi e i controllori inflessibili. no, via la paura: andasse male posso sempre chiedere di farlo la e sanare la mia posizione in maniera legale. certo, agli occhi di tutti dovro' nasconderlo, e chissa' la vergogna che provero' e cosa penseranno gli altri di me. chissenefrega, tanto vale la mia vita. molto meno di quella di sara e luca che la vita l'hanno sempre vista attraverso un tubo catodico o un monitor al plasma. maledetto freddo. chissa' se in questi cinque giorni gli sono mancato. a lei credo proprio di si, ma ai due ragazzi non so, ogni tanto avevo l'impressione che mi trovassero fuori luogo, uno di troppo, un rompi[...] e basta. ho solo provato a fare il papa', non e' facile. in fondo essere papa' significa essere un esordiente, ed in fondo se sto qui a rischiare la vita e' per loro che lo faccio e un giorno forse se ne accorgeranno, e se non dovesse accadere va bene uguale. ma si, accada quel che accada, almeno mi sentiro' papa' fino in fondo. e forse un giorno riusciro' a sentire di nuovo la loro voce dire quelle tre paroline che non sento piu' da quando sono cresciuti ed hanno smesso di vedere in me un appoggio sicuro. dai, se riusciro' a dar loro una vita migliore, sara' stato comunque un successone, il resto e' avanzo. in fondo, pure io non e' che con loro abbia mai abbondato con quelle tre paroline li'.
beh, fa freddo ma non cosi' tanto, poi. la differenza si sente, sembra di essere tornati a... quanto tempo. venticinque, trenta anni fa, quando e' iniziato. che anno era? forse il duemila, forse qualche anno dopo. un inverno rigido, un'estate pessima, pioggia e vento freddo e i telegiornali che si sprecavano a miagolare sul danno economico di una stagione turistica buttata. beh, d'altra parte chi se lo sarebbe aspettato, che il clima ci mostrasse le spalle? e chi se lo sarebbe aspettato che quel texano li', com'e' che si chiamava? dush, dash... bush, ecco. chi e' che non credeva che bush si sarebbe imbarcato in una vittoriosa guerra lampo? e invece da allora bombe su di noi, vigliacche perche' chi bombardava noi non era in divisa come noi quando bombardavamo loro, e c'e' un'etica anche nelle bombe. cosi' dicevano. nonostante il freddo ed il rin[...]mento, ancora sento il sapore amaro in bocca. ricordo da allora solo freddo, esplosioni, malattie,
freddo. nessuno si aspettava che come i russi anche gli arabi avessero un alleato nel generale inverno. poi la resa. tardiva, per il bene di tutti, un piccolo passo indietro ma un grosso passo in avanti per l'umanita'. questo dissero. santo dio... rimase il freddo, il nulla e pure gelato, e l'eco dei telegiornali che mentivano dicendo che si, avevamo vinto la guerra del bene, che tutto sarebbe tornato come prima e noi [...] a festeggiare a piedi nudi nella neve, niente da mangiare, solo ghiaccio da bere. non piu' un immigrato per le strade, ai semafori, nei locali a vendere rose o simpatici accendini a forma di pisello. tutti a casa loro e cosi' la gente cantava finalmente vittoria due volte, mentre la terra bruciava e nessuno provava a strapparla al ghiaccio perche' la dignita' chiedeva un qualcosa diverso da fare. ma i bluff televisivi e le sconcezze umane reggono fino ad un certo punto, finche' il rumore della ruota della fortuna non riesce piu' a coprire quello di uno stomaco o il pianto di un bambino affamato. e fu gia' allora che partirono i primi, lungimiranti. ancora ricordo lo stupore nell'apprendere che diversi stati del sudamerica erano stati acquistati da una cordata di magnanimi, a loro dire, e potentissimi, a dire di pochi, imprenditori a capo delle multinazionali piu' in di quello che rimaneva del mondo occidentale, e lo stupore ancora maggiore nel sentire le giustificazioni di quelli che una multinazionale non ce l'avevano mai avuta eppure dicevano che si, era per il bene di tutti, era giusto cosi', e che per giudicare se fosse una porcata bisognava essere li', nel suriname o nella guyana o nell'argentina devastata dalla fame. e intanto tentavano di impiegare la loro vita a raggranellare come potevano pochi maledetti spiccioli, troppi per tutti, e scappare dove la terra era ancora tiepida, dove la terra una volta era arida e secca ed ora era verde e rigogliosa e riabbracciava i propri figli, senza piu' una scatola di elefantini portafortuna da vendere ignorando, o facendo finta di ignorare, la sottile perfidia razzista di chi era nato nel posto giusto al momento giusto, e con il gusto della rivalsa di chi ha ritrovato forse per sempre la dignita' calpestata. e adesso, chi glielo dice a questi che io non sono come loro? chi avra' il coraggio di pensare male di chi rovesciera' su di me anni di sorrisi affettati e cambi di marciapiede? chi glielo spiega che non sono venuto a rubare niente e che sono disposto a tutto pur di dare la possibilita' di sorridere ai miei figli che come loro sono nati, ahiloro, nel posto sbagliato al momento sbagliato?
cazzo, ci siamo, le luci della terraferma. dakar.
speravo facesse piu' caldo. deve essere una giornata uggiosa, la fuori. tra poco ci butteranno in mare. qualcuno non ce la fara', qualcuno ci sparera' addosso dicendo che siamo gia' troppi ad avere invaso le loro campagne e che se continua cosi' li cacceremo di casa, noi che una casa non ce l'abbiamo. qualcuno ci prendera' per il culo in tutti i sensi, qualcuno trovera' un'anima compassionevole. com'e' che si chiamava quello che conobbi a passoscuro tanti anni fa? mustafa', ecco. faceva il romanista per vendere due borse in piu', secondo me sotto sotto la odiava piu' di me, sicuramente odiava loro. e poi c'era quell'altro, quello dei cd, mi sembra si chiamasse buba. e poi ghulam. se ho culo magari li incontro, se mi riconoscono, forse, e se si ricordano di me, forse. loro lo sanno come sono. speriamo lo vogliano ricordare.
e' il momento. per fortuna non ho ne' il tempo ne' la possibilita' di farmela addosso. luca, sara: papa' vi vuole bene. amore, sta loro vicini. pensate a voi, io ce la faro'. non so quando potro' pensarvi di nuovo, e' pericoloso ed io non sono in regola. ce la faro', so nuotare, non ho pretese, imparo presto e so fare bene il deficiente. speriamo di ricordarsi qualche coro da stadio, che a loro piacciono talmente tanto da escludere la loro eliminazione dal programma di rieducazione. si che ce la faccio, pure se me sto a caca' sotto. forza ragazzo, non mollare. niente paura, non serve la paura: giu' il gettone, che la giostra sta per partire.
resistere, resistere, resistere.
splash.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Nanni il 05 Nov 2013, 14:46
Questo è mio (permettetemi un po' di vanagloria)  :))

-----

Nanni - "Frase: io ho due vacche"



TEDESCO:
Ebbene si, mi ergerò sulla cima più alta del mondo e griderò ai quattro venti tutta la mia potenza economica, e nel libero mercato affermerò alla faccia di tutti i governi comunisti degli ultimi cinquant'anni che queste due vacche, libere da ipoteca e quotate regolarmente in borsa, sono di chi le detiene, per cui sono mie, mie, mieeeeeeeeeee!

PIKKIO
muu. one love.

RADAR
Onore a te, compagno allevatore.

MAPUCHE
In tre fate sei corna.

ROBCOUTO
Vacche domestiche. Preferisco due gnù.

TDOLL
Ma no, perché gli gnù. Parliamone, cerchiamo amichevolmente e insieme una soluzione partecipativa ai problemi dell'allevamento. Dell'allevamento? Ma non solo, perché c'è anche nascosto dietro un problema di alimentazione (il latte che posso mungere dalle vacche), di agricoltura (l'aratro che posso attaccare alle vacche), di trasporto (il carro che posso far tirare dalle vacche), di etica e genetica (la carne delle vacche che necessariamente devo uccidere). Non ci fossilizziamo sempre, pensiamo anche a Caetano Veloso, ogni tanto.

MAXSCORBUTICO
Macchecazzostateaddì, quelle nun so' du vacche!!! Ma poi, che ne sapete voi, ce siete mai annati in giro pe stalle, de notte quando pioveva e tirava pure vento, e le stalle le trovavi tutte chiuse e dovevi usà la tecnica dello scavalco, e annavi in giro che nun incontravi nessuno, e quelli che incontravi te corevano appresso coi forconi?  Co tutte le scarpe zozze anna' stalla pe stalla... Bene io ste cose le posso di' e allora lasciateme perde sennò do na botta da matto! Comunque te vojo bene, a te e alle vacche.

MARA
In che senso???

EAGLES77
"Fiorina la vacca", di Vittorio De Sisti vero mito del firmaggio trasc con la bellissima Jenny Tamburi, Gastone Moschin, Felice Andreasi e (questa nun me la ricordo manco io... me so' fatto un quizze da solo) Graziella Galvani. SECONDO ME.

BIANCHINA
Hai due vacche? Bene, comincia a chiamarle mucche, perché non si possono nascondere cento anni di femminismo militante, e già nel 1926 a via del governo vecchio il primo Collettivo Autonomo Femminista aborriva il termine vacca altamente offensivo e padronale. Porcavacca!

PARIONE
Due vacche per te? E magari una la darai a tuo figlio. Sei peggio de Cragnotti, tuo figlio senza aver fatto niente se trova proprietario de un bene che non sa nemmeno amministrare. Fuori te e fuori i Cragnotti dalla Lazio! E fata cambià l'insegna a Tornado.

TARALLO
La targa di Dusseldorf + la compagna di Diabolik + C + Ernesto Guevara.

DUKE66
Due vacche. Vabbè due vacche, diciamo due occasioni di lavoro per chi ha buona volontà e soprattutto voglia di intrapresa, senza stare lì a sottilizzare saranno della Roma, saranno di destra, saranno di sinistra? E poi, avendo imparato a parlare romanesco io dico che so buone pe fa la coda alla vaccinera...
MAGO MERLINO
Sììì ancora, ma proprio non vuoi capire!!! Te l'ho spiegato che le due vacche sono il risultato della politica berlusconiana... possibile che non capisci che Capello nell'ottica forzitaliana che ha accolto le esigenze di sensi, costringendolo all'acquisto delle due vacche. E' palese, mi fa specie che ancora non ci sei arrivato...

DUKE66
Ma che stai addì (parlo bene ormai il romanesco)

MAGO MERLINO
Ma non mi contraddire, ogni volta, ogni volta! E per favore sbrigati a editare il messaggio... hai scritto due  ==acche utilizzando una lettera che davvero non si deve utilizzare perché è la stessa con cui comincia... un noto cantautore... poi non mi venite a dire abbiamo perso col Chievo...

SILVERADO
No è sublime. Io che credevo di aver visto tutto nella mia vita, io che avevo visto i tramonti rigonfio di amatricana sulle coste del Lago del Salto, io che avevo vissuto ottobrate romane nei tardi pomeriggi attaccato alla radiolina alla voce di Roberto Bortoluzzi in un lontano Novantesimo minuto affacciato al finestrino posteriore di una Fiat 1100 D verde acqua, mentre Spinozzi e Mario Piga riempivano i miei sogni di bambino... no due vacche no, l'esperienza si sublima in un rincorrersi telepatico di alternanze ideologiche, no. Preferisco ridere.

ROSCO
:D

LANZARA
Sticazzi che c'hai due vacche. Rimani andò stai e nun me provoca'. Io nun ciò padroni e ne posso fa a meno delle vacche e pure de te.

TORNADO
Due vacche. Carino, ma sono donne? Nel senso donne-vacche... se rimedia qualche cosa pure per me?

FATA TURCHINA
Tornado sei sempre il solito provolone! Basta, pensa alla famiglia!

DARK LADY
Solo a pensare alle tue splendide vacche mi fa male la testa, debbo sforzarmi per tenere gli occhi chiusi perché se penso alle vacche mi viene in mente l'erba, il prato, ecco il prato dell'Olimpico... e Re Cecconi che corre, corre, corre... e mi fa male il petto e mi fa male il cuore, il prato, il cielo, corri Cecco corri nel prato e nel cielo!

LAURENCE
Due vacche? Basta che non siano due pazze...

GESULIO
Eh mi ricordo anch'io quando avere due vacche significava possedere il futuro, avere nelle mani il proprio avvenire e venire a giocarselo così come si gioca a dadi, come ne Lo Spaventapasseri di Jerry Schatzberg film indimenticabile, ma anche io faccio fatica ad applicare questo concetto, visto che spesso mi sbaglio coi riferimanti cinematografici, infatti è rimasta epica una mia topica di una enormità inaudita, quella volta che tirai fuori a sproposito il nome di Joseph L. Mankiewicz confondendolo con Anthony Mann o con Norman Jewison manco me lo ricordo. E voi che invece continuate a parlare di cinema e proiezionisti, ma metti che Keanu Reeves avesse già firmato e andasse a fare il remake del Titanic al posto di Leonardo Di Caprio in quel di Trigoria, e cascasse dentro la piscina che nemmeno ha pagato la retta e ronf ronf ronf tanto fino a qua nun c'è arrivato nessuno a leggere, posso continuà a dì quello che me pare tanto nun se n'accorge nessuno, pappappero pappappà allora vediamo un po' la formazione dei Jethro Tull nel 1971 era Ian Anderson al flauto, chitarra e canto, Mick Abrahams alla chitarra solista, Martin  Lancelot Barre al basso e alla batteria Clive Bunker o forse era John Evans non mi ricordo, bene questa l'ho detta adesso posso parlare delle radio romane negli anni 70 dunque c'era Radio Onda Rossa, Radio Proletaria, Radio Chat Noir, Tele Radio Sterio maledetti che possino schiattà, poi venne Radio Città Futura e via irradiando... poi nell'Ignis che vinse Scudetto e Coppa dei Campioni nel 1975 giocavano Iellini, Flaborea, Bariviera, Dino Meneghin, Bob Morse, Ossola, no Ossola era già andato via, e lo straniero di coppa era il leggendario Manuel Raga il chicano. Vabbè sono stato abbastanza lungo, tanto lo so che non mi legge nessuno, mai nessuno.
Scusate la lunghezza ma ho scritto così di getto.

SIGURD
Due vacche sono due cilindri paraboloidi e otto cilindri per mammella. Mi sembra plausibile.

BRAVE EAGLE
[...]. Lo sanno tutti che tanto va la vacca al ladro che ci lascia le cornone. Non c'è bisognio che ce lo ripeti onni volta.
Paguri Nucleo aggregante.

NO SURRENDER
Ma dai! Ma è tutto così entusiasmante!!!
Paguro di Lazionet, soldato semplice.

ALEXBIANCHINI
E vabbè, ma allora siete proprio incorregibili. Comunisti e   i n c o r r e g i b i l i.
Non lo sapete che c'è una sentenza della cassazione che vieta, ed era ora, questo Governo cambierà l'Italia finalmente, vieta la detenzione indebita delle vacche nella misura superiora a una cadauno. Mi fate proprio ridere.
Se non sai le cose salle!

PIERSIFAL
Vacche? Serbatoio per serbatoio, io preferisco le botti...

CHARLY
Bella colle' sei proprio un mitico copy... qua io ci metterei un sottofondino di Dusty Springfield, per esempio "I just don't know what to do with myself" che mi parrebbe apropriata appropriatissima. E cross di Asta, Lucarelli e goal...

TESTINA
Bella bella la canzone di Bacharac. Da sentire e da risentire, è praticamente l'inno del Laziale 2001-2002, ascoltate le parole. Zac zac zac, braccobaldi di essere!

BOMBER MAX
Due vacche fanno tre o quattrocento hamburger. Quando se magna?

PIALLA
Anvedi Eagles77, sto film l'hanno dato ieri su Channell-Tevere coi sottotitoli in inglese... adavede che spasso! Fiorina la vacca pensa l'hanno tradotto "Little-flower the Cow", ah ahahahah...

POMATA
L'ho visto anche su Tv-Minneapolis. I buoni film li danno anche in America...

PINGUINO
Basta co le vacche! Berlusconi hai rotto li co$$ni! Salut. Hard times.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: arkham il 13 Nov 2013, 12:15
Citazione di: Nanni il 05 Nov 2013, 14:46
Questo è mio (permettetemi un po' di vanagloria)  :))

-----

Nanni - "Frase: io ho due vacche"



TEDESCO:
Ebbene si, mi ergerò sulla cima più alta del mondo e griderò ai quattro venti tutta la mia potenza economica, e nel libero mercato affermerò alla faccia di tutti i governi comunisti degli ultimi cinquant'anni che queste due vacche, libere da ipoteca e quotate regolarmente in borsa, sono di chi le detiene, per cui sono mie, mie, mieeeeeeeeeee!

PIKKIO
muu. one love.

RADAR
Onore a te, compagno allevatore.

MAPUCHE
In tre fate sei corna.

ROBCOUTO
Vacche domestiche. Preferisco due gnù.

TDOLL
Ma no, perché gli gnù. Parliamone, cerchiamo amichevolmente e insieme una soluzione partecipativa ai problemi dell'allevamento. Dell'allevamento? Ma non solo, perché c'è anche nascosto dietro un problema di alimentazione (il latte che posso mungere dalle vacche), di agricoltura (l'aratro che posso attaccare alle vacche), di trasporto (il carro che posso far tirare dalle vacche), di etica e genetica (la carne delle vacche che necessariamente devo uccidere). Non ci fossilizziamo sempre, pensiamo anche a Caetano Veloso, ogni tanto.

MAXSCORBUTICO
Macchecazzostateaddì, quelle nun so' du vacche!!! Ma poi, che ne sapete voi, ce siete mai annati in giro pe stalle, de notte quando pioveva e tirava pure vento, e le stalle le trovavi tutte chiuse e dovevi usà la tecnica dello scavalco, e annavi in giro che nun incontravi nessuno, e quelli che incontravi te corevano appresso coi forconi?  Co tutte le scarpe zozze anna' stalla pe stalla... Bene io ste cose le posso di' e allora lasciateme perde sennò do na botta da matto! Comunque te vojo bene, a te e alle vacche.

MARA
In che senso???

EAGLES77
"Fiorina la vacca", di Vittorio De Sisti vero mito del firmaggio trasc con la bellissima Jenny Tamburi, Gastone Moschin, Felice Andreasi e (questa nun me la ricordo manco io... me so' fatto un quizze da solo) Graziella Galvani. SECONDO ME.

BIANCHINA
Hai due vacche? Bene, comincia a chiamarle mucche, perché non si possono nascondere cento anni di femminismo militante, e già nel 1926 a via del governo vecchio il primo Collettivo Autonomo Femminista aborriva il termine vacca altamente offensivo e padronale. Porcavacca!

PARIONE
Due vacche per te? E magari una la darai a tuo figlio. Sei peggio de Cragnotti, tuo figlio senza aver fatto niente se trova proprietario de un bene che non sa nemmeno amministrare. Fuori te e fuori i Cragnotti dalla Lazio! E fata cambià l'insegna a Tornado.

TARALLO
La targa di Dusseldorf + la compagna di Diabolik + C + Ernesto Guevara.

DUKE66
Due vacche. Vabbè due vacche, diciamo due occasioni di lavoro per chi ha buona volontà e soprattutto voglia di intrapresa, senza stare lì a sottilizzare saranno della Roma, saranno di destra, saranno di sinistra? E poi, avendo imparato a parlare romanesco io dico che so buone pe fa la coda alla vaccinera...
MAGO MERLINO
Sììì ancora, ma proprio non vuoi capire!!! Te l'ho spiegato che le due vacche sono il risultato della politica berlusconiana... possibile che non capisci che Capello nell'ottica forzitaliana che ha accolto le esigenze di sensi, costringendolo all'acquisto delle due vacche. E' palese, mi fa specie che ancora non ci sei arrivato...

DUKE66
Ma che stai addì (parlo bene ormai il romanesco)

MAGO MERLINO
Ma non mi contraddire, ogni volta, ogni volta! E per favore sbrigati a editare il messaggio... hai scritto due  ==acche utilizzando una lettera che davvero non si deve utilizzare perché è la stessa con cui comincia... un noto cantautore... poi non mi venite a dire abbiamo perso col Chievo...

SILVERADO
No è sublime. Io che credevo di aver visto tutto nella mia vita, io che avevo visto i tramonti rigonfio di amatricana sulle coste del Lago del Salto, io che avevo vissuto ottobrate romane nei tardi pomeriggi attaccato alla radiolina alla voce di Roberto Bortoluzzi in un lontano Novantesimo minuto affacciato al finestrino posteriore di una Fiat 1100 D verde acqua, mentre Spinozzi e Mario Piga riempivano i miei sogni di bambino... no due vacche no, l'esperienza si sublima in un rincorrersi telepatico di alternanze ideologiche, no. Preferisco ridere.

ROSCO
:D

LANZARA
Sticazzi che c'hai due vacche. Rimani andò stai e nun me provoca'. Io nun ciò padroni e ne posso fa a meno delle vacche e pure de te.

TORNADO
Due vacche. Carino, ma sono donne? Nel senso donne-vacche... se rimedia qualche cosa pure per me?

FATA TURCHINA
Tornado sei sempre il solito provolone! Basta, pensa alla famiglia!

DARK LADY
Solo a pensare alle tue splendide vacche mi fa male la testa, debbo sforzarmi per tenere gli occhi chiusi perché se penso alle vacche mi viene in mente l'erba, il prato, ecco il prato dell'Olimpico... e Re Cecconi che corre, corre, corre... e mi fa male il petto e mi fa male il cuore, il prato, il cielo, corri Cecco corri nel prato e nel cielo!

LAURENCE
Due vacche? Basta che non siano due pazze...

GESULIO
Eh mi ricordo anch'io quando avere due vacche significava possedere il futuro, avere nelle mani il proprio avvenire e venire a giocarselo così come si gioca a dadi, come ne Lo Spaventapasseri di Jerry Schatzberg film indimenticabile, ma anche io faccio fatica ad applicare questo concetto, visto che spesso mi sbaglio coi riferimanti cinematografici, infatti è rimasta epica una mia topica di una enormità inaudita, quella volta che tirai fuori a sproposito il nome di Joseph L. Mankiewicz confondendolo con Anthony Mann o con Norman Jewison manco me lo ricordo. E voi che invece continuate a parlare di cinema e proiezionisti, ma metti che Keanu Reeves avesse già firmato e andasse a fare il remake del Titanic al posto di Leonardo Di Caprio in quel di Trigoria, e cascasse dentro la piscina che nemmeno ha pagato la retta e ronf ronf ronf tanto fino a qua nun c'è arrivato nessuno a leggere, posso continuà a dì quello che me pare tanto nun se n'accorge nessuno, pappappero pappappà allora vediamo un po' la formazione dei Jethro Tull nel 1971 era Ian Anderson al flauto, chitarra e canto, Mick Abrahams alla chitarra solista, Martin  Lancelot Barre al basso e alla batteria Clive Bunker o forse era John Evans non mi ricordo, bene questa l'ho detta adesso posso parlare delle radio romane negli anni 70 dunque c'era Radio Onda Rossa, Radio Proletaria, Radio Chat Noir, Tele Radio Sterio maledetti che possino schiattà, poi venne Radio Città Futura e via irradiando... poi nell'Ignis che vinse Scudetto e Coppa dei Campioni nel 1975 giocavano Iellini, Flaborea, Bariviera, Dino Meneghin, Bob Morse, Ossola, no Ossola era già andato via, e lo straniero di coppa era il leggendario Manuel Raga il chicano. Vabbè sono stato abbastanza lungo, tanto lo so che non mi legge nessuno, mai nessuno.
Scusate la lunghezza ma ho scritto così di getto.

SIGURD
Due vacche sono due cilindri paraboloidi e otto cilindri per mammella. Mi sembra plausibile.

BRAVE EAGLE
[...]. Lo sanno tutti che tanto va la vacca al ladro che ci lascia le cornone. Non c'è bisognio che ce lo ripeti onni volta.
Paguri Nucleo aggregante.

NO SURRENDER
Ma dai! Ma è tutto così entusiasmante!!!
Paguro di Lazionet, soldato semplice.

ALEXBIANCHINI
E vabbè, ma allora siete proprio incorregibili. Comunisti e   i n c o r r e g i b i l i.
Non lo sapete che c'è una sentenza della cassazione che vieta, ed era ora, questo Governo cambierà l'Italia finalmente, vieta la detenzione indebita delle vacche nella misura superiora a una cadauno. Mi fate proprio ridere.
Se non sai le cose salle!

PIERSIFAL
Vacche? Serbatoio per serbatoio, io preferisco le botti...

CHARLY
Bella colle' sei proprio un mitico copy... qua io ci metterei un sottofondino di Dusty Springfield, per esempio "I just don't know what to do with myself" che mi parrebbe apropriata appropriatissima. E cross di Asta, Lucarelli e goal...

TESTINA
Bella bella la canzone di Bacharac. Da sentire e da risentire, è praticamente l'inno del Laziale 2001-2002, ascoltate le parole. Zac zac zac, braccobaldi di essere!

BOMBER MAX
Due vacche fanno tre o quattrocento hamburger. Quando se magna?

PIALLA
Anvedi Eagles77, sto film l'hanno dato ieri su Channell-Tevere coi sottotitoli in inglese... adavede che spasso! Fiorina la vacca pensa l'hanno tradotto "Little-flower the Cow", ah ahahahah...

POMATA
L'ho visto anche su Tv-Minneapolis. I buoni film li danno anche in America...

PINGUINO
Basta co le vacche! Berlusconi hai rotto li co$$ni! Salut. Hard times.

FANTASTICO NANNI!
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: MARA il 13 Nov 2013, 19:08
Io ricordo "gita negli bbruzzi" di DarkLady
1400... Quasi 1500
:DD


chi lo ricorda?????
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Cialtron_Heston il 13 Nov 2013, 19:48
Citazione di: arkham il 13 Nov 2013, 12:15
FANTASTICO NANNI!

Veramente, ho riso di gusto,geniale,un vero Maestro.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Magnopèl il 13 Nov 2013, 19:51
Vi prego, quello di Silverado sulle telecronache di De Angelis.
C'era un carro funebre di mezzo o qualcosa del genere, se ci penso ancora rido.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: arkham il 14 Nov 2013, 12:27
Citazione di: Magnopèl il 13 Nov 2013, 19:51
Vi prego, quello di Silverado sulle telecronache di De Angelis.
C'era un carro funebre di mezzo o qualcosa del genere, se ci penso ancora rido.

Non ero iscritto ma me lo ricordo. esilarante, fu il primo a farmi notare questa caratteristica piagnona di Guidone. :D
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: ddg il 13 Dic 2013, 18:56
Citazione di: italicbold il 19 Nov 2012, 07:28
Il Teorema di Lequi forse Cuchillo ce l'ha da qualche parte.
Io no.
Io lo avevo salvato nel PC, eccolo...

Ciao!

D



ITALICBOLD (su Lazionet) - Gio 04 Ago - 2005 10:44    Soggetto: Il Teorema di Lequi


IL TEOREMA DI LEQUI


Io ho capito il problema di Lequi.
secondo me lui sarebbe il più difensore del mondo se il pallone fosse quadrato.
Cioé se il pallone fosse fisso e immobile e si dovesse muovere a spinta utilizzando dei piani inclinati.

(http://imageshack.com/a/img707/117/nn0v.png)

O il concetto di leva. Con le equazioni che corrispondono.
Come un moderno Archimede io sono convinto che se gli si desse una leva e il pallone fosse quadrato (ma anche un altro parallelepipedo con facce piane eh...) lui lo potrebbe sollevare e farci cio' che vuole.

Il problema di Lequi é che l'uomo ha inventato la ruota, e le superfici rotonde.
Quindi il pallone é rotondo.
Questo é il grande problema di Lequi.

Il problema é che alle leggi della fisica si sostituiscono le leggi della dinamica.
Lo studio del movimento dei corpi.
la moltiplicazione all'infinito delle facce piane del oggetto ha distrutto tutte le potenzialità di Lequi.
La trasformazione della massa del pallone in energia motoria, in movimento ha sensibilmente diminuito le possibilità di Lequi nel gioco del pallone.
Essendo Lequi comparabile a un punto fisso (molto fisso), che chiamiamo Lequi per distinguerlo da altri punti fissi, sulla retta determinata dalla superficie del terreno di gioco.

(http://imageshack.com/a/img17/9681/hfdv.png)

Problema aggravato da un'eventuale associazione col teorema del piano inclinato. Ovvero terreni di gioco in discesa.
Ma, con buona pace di Sepp Blatter, questa infausta evenienza sembra scongiurata per il momento.

(http://imageshack.com/a/img600/7263/kpjc.png)

Allora oggi il problema che si pone é la giustificazione del concetto di Lequi, come punto fisso, e del pallone come sfera, quindi come oggetto contenente infinite potenzialità di movimento. Potenzialità assenti nel concetto di Lequi.
Visto che la quantità di moto in relazione alla massa

Ecco, io credo che la soluzione del teorema di Lequi debba essere cercato nella forza d'attrito, ovvero nella possibilità che le potenzialità motorie della sfera pallone siano inibite dalla forza d'attrito cercando di ridurre al minimo il delta tra l'energia motoria del pallone (elevata) e la potenzialità motoria del concetto di Lequi (scarsa) esemplificata dalla formula :

Em(sfera) - Forza attrito = Pm(lequi)

Quindi dopo aver teorizzato questa formula non resta che la messa in pratica.
Ovvero la realizzazione del piano geometrico in materiale avente una forza d'attrito molto alta.

Che ne pensate ?
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: Stiso il 13 Dic 2013, 19:22
 :blob: :blob: :blob: :hail: :hail: :hail: :clap: :clap: :clap: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Io continuo ad aspettare coloro che hanno, nascosta tra le pieghe dei loro ardischi, l'antologia di Silverado.
Titolo: Re:Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)
Inserito da: white-blu il 13 Dic 2013, 20:04
 :rotfl2: