Conferenza stampa di Tommaso Rocchi ad Auronzo di Cadore. Il capitano biancoceleste ha parlato sotto al gazebo bianco adibito alle interviste.
Motivo per il quale bisogna fidarsi della Lazio.
"Ha una grandissima voglia di riscatto. Ha i mezzi e le potenzialità per fare bene in questo campionato e quindi i presupposti ci sono. Il periodo di ritiro è stato ottimo, abbiamo lavorato bene e quindi conta molto la voglia e il desiderio di fare una grande stagione".
Gruppo figlio di Norcia?
"Si, perché comunque la squadra è la stessa. Ci sono stati degli acquisti e quindi penso sia importante soprattutto continuare come abbiamo finito l'anno scorso."
Possibile quantificare la voglia con un obiettivo?
"Io penso che la Lazio debba puntare ad arrivare fra le prime sette, quindi arrivare in Europa. Ha i mezzi per farlo e penso che, tranne le prime quattro della lista, ce ne siano altre sei che si giocheranno i tre posti per l'Europa. Noi siamo tra quelli, ce la giocheremo fino in fondo".
Chiacchierata col presidente, hai chiesto qualcosa?
"Sono contento di chiarire un po' perché dal dopo chiacchierata ne ho sentite tante. E' stata una bella chiacchierata, col Presidente che è venuto a trovare la squadra. Da capitano abbiamo parlato di tutto, dalle cose del campo, all'esterno. Una visione generale che è durata parecchio però non è mai venuto fuori il mio nome per il mercato. Non si è mai parlando di cessioni. Ho letto che io ho litigato, che io volevo andar via, ma non è cosi. Io, chiaramente, parlando a nome della squadra, ho parlato per il bene della Lazio."
Presidente vuole rilanciarsi?
"Certo, anche lui sa che l'anno scorso molte cose non sono andate nel modo migliore e che il finale di stagione ha portato a lavorare meglio, con serenità e maggior determinazione. Se le cose si fanno nel migliore dei modi anche da parte della società, alla fine il lavoro paga."
Ti sei ripreso la Lazio tornandone al centro?
"Si, c'è stato un momento dove non c'era molta chiarezza. Quindi le cose si sono rimesse a posto, ma non nel giocare o non giocare. Penso che ognuno abbia dei ruoli e che vadano rispettati. Poi il campo è l'unico giudice. E' stato bravo l'allenatore quando è arrivato l'anno scorso a impostare una situazione dicendo: "E' una situazione difficile, stiamo precipitando, e tutti devono andare al massimo dalla stessa parte. Chi merita gioca". Ci siamo rimessi tutti quanti in carreggiata, e siamo ripartiti ora ad Auronzo al meglio, con la voglia di dare tutto. La società cercherà di fare il resto per riportare la Lazio nelle zone di classifica che meglio."
Calendario. Inizio molto difficile. Ne avete parlato?
"Chiaro che aspettavamo di vedere le partite. Io ero più curioso di vedere se si giocava di mezzogiorno, lunedi, venerdi, ecc. E' un calendario subito importante ed insidioso. Comunque le squadre le devi affrontare tutte, e sarà difficile anche per le altre affrontare noi."
Cosa manca per lottare per le alte posizioni?
"Ho già risposto. Ci penserà la società a prendere qualche altro giocatore per puntare a traguardi più elevati. E' intenzione loro rendere la squadra ancora più competitiva."
Modulo che si sposa di più alla squadra?
"Penso che in questo momento le garanzie le hai avute con il modulo dell'anno scorso, negli ultimi due mesi. La squadra ha giocato bene, ha raccolto risultati. Penso sia il modulo di base, su cui il Mister potrà partire. Il 4-3-3 penso sia una valida alternativa, anche per le caratteristiche dei giocatori. Però questa è una mia idea. E' una domanda più precisa per l'allenatore."
Traguardo dei 100 gol?
"Si ci penso ancora di più. Speravo di arrivarci già l'anno scorso."
Pochi abbonamenti, tessera del tifoso.
"Ci sono rimasto male per i pochi abbonamenti, perché il tifoso nel negativo e nel positivo è sempre importante nella squadra. E' giusto che non sia contento quando le cose vanno male, e strafelice quando le cose vanno bene. Spero di non vedere una stadio senza la curva, perché sono fondamentali. Spero si ricreai quell'armonia e quell'amore che vada oltre le problematiche, perché, ripeto il tifoso è fondamentale."
Griglia di partenza per il campionato.
"Le prime quattro Inter, Milan, Juve e Roma. Penso siano le squadre che stanno davanti".
Dopo Norcia, tante cose dette. La garanzia è l'allenatore.
"Beh, ripeto, i ruoli sono importanti, dentro e fuori dal campo. L'allenatore, ha un ruolo molto importante, perché comunque diciamo che è quello che, sia dentro al campo, sia dentro il calcio globale, è quello che segue l'evolversi delle giornate e del lavoro. Penso abbia voglia ed esperienza per farlo."
Perché l'anno dovrebbe essere diverso, rispetto a quelli in cui avete detto bisogna ripartire in maniera diversa.
"Di diverso è che negli anni precedenti non li abbiamo risolti. Quest'anno abbiamo avuto la dimostrazione che da Marzo a fine stagione li abbiamo risolti e i risultati si sono visti. Abbiamo finito l'annata cercando di risolvere l'annata coi problemi che c'erano, con idee chiare, e il finale della stagione precedente."
Cavanda, Kozak e Barreto. Se ne parla molto bene. Cosa pensi di loro?
"Giovani promettenti, si sono ambientati subito, nonostante abbiano giocato poco con la prima squadra. Se continueranno a far parte della rosa sono valutazioni del mister. Per una società avere dei giovani bravi, che fanno parte della prima squadra, sarebbe risaltare il lavoro del settore giovanile. L'augurio è che, quando chiamati in causa, possano dare il suo contributo."
Kolarov, l'avete salutato, cosa pensi della sua cessione?
"E' chiaro che Kolarov è un giocatore bravo, è ancora giovane con margini di miglioramento. E' una cessione importante che però è stata l'unica vera cessione. Adesso però penso che la società si sta muovendo. Garrido è un buon giocatore che ci darà una mano. Poi sarà il campo a dire il valore dei giocatori. Penso sia un acquisto importante, cercheremo di continuare a lavorare per preparare la stagione importante, positiva sotto tutti i punti di vista."
Mirko Borghesi