ieri sera la curva nord ha esposto due striscioni. uno, relativo alla vicenda raciti, esprimeva la solidarietà degli ultras laziali a "speziale e micale". posizione comune, questa, a molte altre curve italiane. nell'altro striscione invece il riferimento andava alle vicende connesse a Lazio-tottenham ed era articolato in due parti ben distinte (frutto di una mediazione?)
nella prima, relativa ai fatti di campo de fiori, si leggeva: "Stoltezza ed idiozia non albergano in questa Curva ... giù le mani dalla Lazio e dai Laziali!". non un gran ché, se vogliamo, quei fatti, drammaticamente, sono stati assai più che "stolti e idioti", comunque una qualche presa di distanza c'è stata, in altre occasioni ci si sarebbe limitati, con il "giù le mani ...", ad attaccare la malainformazione. si poteva fare di più, ma va bene così
lo striscione comprendeva poi una seconda parte, della quale è stata vietata l'esposizione. il testo "censurato" dovrebbe essere questo: " La vostra accezione di razzismo non ci appartiene". ora, più che continuare questa assurda discussione sulla presenza o meno di certi cori in curva (ma davvero qualcuno non li sente, quei cori?), sarebbe il caso, secondo me, di ragionare su questa che, apertis verbis, altro non è, che la rivendicazione di una attività ideologico-politico-culturale nello stadio
lo dicono loro, non io: la destra antisistema romana che egemonizza il tifo ultras della Lazio (o parte di esso) rivendica il diritto di battersi, in curva, negli stadi, per affermare una diversa concezione del razzismo e del rapporto tra quelle che loro individuano come diverse razze umane. alla base, il rifiuto e la lotta contro la società multietnica
tutto questo - diceva in fondo lo striscione censurato - non in nome della superiorità, secondo gli schemi del razzismo tradizionale, di una razza sull'altra. bensì, secondo i principi del moderno razzismo differenzialista, in nome del rispetto delle differenze tra una razza e l'altra, i bianchi con i bianchi, gli ebrei con gli ebrei, i neri con i neri, i meticci con i meticci
in sostanza, l'ostentazione, ieri sera, dei cori antiebraici e degli uh-uh ad armero (soprattutto a lui) - un comportamento ai nostri occhi vieppiù incomprensibile e inaccettabile visti i trascorsi di questa settimana e l'iniziativa forte della Lazio con la maglietta "no racism" - era in qualche modo "obbligata" per la destra antisistema della curva: tacere avrebbe significato accettare il giudizio negativo sui loro comportamenti, perpetuare invece i comportamenti abituali ha significato affermare il diritto di non accettare l'accusa di razzismo che viene mossa loro. "giocare" sulle differenze - questo vuole essere il messaggio - non è razzismo, è, semplicemente, la presa d'atto di diferenze che esistono e che debbono, che dovranno, stare alla base della nuova organizzazione sociale
sia chiaro: non siamo di fronte a quattro ragazzotti esaltati né a un centinaio di stupidi impegnati a contrastare la noia e l'indifferenza contemporanea. siamo di fronte a un progetto politico chiaro ed esplicito nei suoi lineamenti
si dirà: ma la Lazio cosa c'entra in tutto ciò? niente, ovviamente, la Lazio non c'entra assolutamente nulla, la Lazio ahinoi è stata semplicememte scelta come campo di battaglia di una guerra che dei destini biancocelesti non si cura e non si è mai curata né poco né tanto