Svennis è un tipico esempio di pianificazione quinquennale

insomma, noi tutti questi problemi non ce li siamo fatti, abbiamo ragionato esattamente come IB

: nostra figlia vive, gioca, studierà e lavorerà (se vorrà) in Germania.
L'importante è che non dovrà cominciare da zero a parlare italiano e che capisca come comunicare con noi, noi le diamo le basi, anche perché deve poter comunicare con noi che il tedesco bene non lo parliamo, e con i nonni, ché essendo la loro prima nipotina (per i genitori di mia moglie) se squajano per lei.
Se non ce sapesse comunicà sarebbe peccato.
Non c'é ragione per mandare i bambini ad una scuola esclusiva, e anche in questo sono con IB.
I bimbi vanno lasciati fare quel che vogliono fare (also, nei limiti del possibile) altrimenti li si rende insicuri perché avranno sempre bisogno di decidere qualcosa in relazione con noi.
Sve, vedrai che l'apprendimento dell'italiano verrá automatico, ma se non vorrá leggere, accanna.
Su questo non ci sono regole scritte, vale quel che il tuo istinto e la personalità di tuo/a figlio/a ritenrranno più necessario.
Ci vuole solo un po' di sensibilità per interpretare le situazioni che man mano si presenteranno, senza essere troppo rigidi con una tabella di apprendimento (molto tedesca sta cosa, per altro).
Altrimenti te diventa come me, e lì so' dolori.