Assalto ultrà al pub di Campo de' Fiori
Perquisizioni per nove tifosi della Lazio
Blitz all'alba della Digos e degli agenti del commissariato Trevi: perquisizioni nelle abitazioni di ragazzi tra i 25 e i 40 anni appartenenti a frange estreme della tiforseria laziale residenti tra Alberone e Aurelio. Coinvolte altre 20 persone
di FLAMINIA SAVELLI
Blitz questa mattina all'alba: fermate nove persone coinvolte nel raid di Campo de' Fiori dello scorso 22 novembre scatenato dopo il match di Europa League tra Lazio e Tottenham. Il gruppo è stato individuato grazie ad alcuni testimoni che hanno messo sulle loro tracce responsabili di polizia e agenti della Digos.
Stamattina quindi sono partite le perquisizioni nelle loro abitazioni, si tratterebbe di ragazzi tra i 25 e i 40 anni residenti tra il quartiere dell'Alberone e l'Aurelia e appartenenti alle frange estreme della tifoseria laziale. Tra gli indagati c'è anche uno straniero. Tra loro anche un pregiudicato appartenente all'estrema destra e con diversi precedenti per rissa e rapina. Gli agenti li avevano individuati già da tempo, fino a questa mattina appunto quando hanno deciso di entrare in azione. Ma l'operazione non è ancora conclusa, ci sarebbero infatti almeno altre 20 persone coinvolte e individuate. Le indagine sono coordinate dal pm Luca Tescaroli.
Il 22 novembre scorso un centinaio di ultras a volto coperto avevano fatto irruzione intorno all'1.30 in un pub, il Drunken Ship di Campo dè Fiori, a Roma, aggredendo un gruppo di tifosi inglesi, giunti nella capitale per assistere al match di Europa League tra biancocelesti e Tottenham. Il raid sarebbe durato una manciata di minuti. I teppisti si sarebbero poi sparpagliati tra Campo dè Fiori e via della Gatta, abbandonando le armi. Sette le persone rimaste ferite, uno dei quali, colpito all'aorta, in condizioni gravi.
Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni alla polizia, il gruppo di teppisti era composto da un centinaio di persone con il viso coperto da caschi o sciarpe della Lazio ed armati di coltelli, mazze da baseball, cinte e tirapugni. "Abbiamo avuto tanta paura - aveva raccontato Robert presente durante l'aggressione - temevamo il peggio, saranno stati un centinaio, tutti col volto coperto, sui caschi alcuni avevano adesivi della Lazio, picchiavano con bastoni, colpivano con coltelli. Ho notato che un gruppo era rimasto all'esterno, non permettendo né l'ingresso, né l'uscita".
Per l'aggressione erano già finiti in carcere Francesco Ianari e Mauro Pinnelli, ultras romanisti accusati di lesioni aggravate in concorso.