Ieri parlavo con un mio conoscente di lunga data il cui figlio gioca, da oramai tre anni, nei pulcini della Lazio. Nonostante sia difettoso, mi trovo spesso a chiacchierare con lui dell'esperienza del figlio: non è il classico padre infoiato e i suoi racconti sono sempre equilibrati.
Per farla breve, ieri parlavamo delle differenze tra il settore giovanile laziale e quello romanista. La più grande, a suo dire, è che la Lazio cresce una quarantina di bambini (fino all'anno scorso erano un centinaio) e ci fa due squadre (per farli giocare tutti), mentre la roma sempre quaranta ne tiene, ma per una squadra sola. Motivazione: alla roma non interessa crescere tanti ragazzini, se li piglia dopo, quando hanno 15 anni e un cartellino.
Sembra una differenza da poco, ma è sostanziale perché se ne porta dietro altre. La prima è che la selezione romanista è più forte, perché giocano sempre (e solo) i migliori. La seconda, abbastanza sconvolgente, è che questi "migliori" vengono addestrati fin da piccoli a fare tutto quello che noi vediamo fare ai romanardi cresciuti (male): chiedere le ammonizioni agli arbitri (e badate bene: a quel livello si gioca in 7, gli arbitri manco ci sono), esultare in faccia all'avversario, commettere "falli tattici", cercare la giocata irridente ecc.
Molto diversa è la situazione alla Lazio: ai bambini viene proibito di esultare scompostamente dopo un gol, la giocata personale è quasi bandita, il rispetto per l'avversario è il primo valore. Da un lato questa cosa ha degli effetti deleteri nell'immediato, perché i nostri pulcini hanno un po' di soggezione dei dirimpettai, che sembrano più sicuri di sé e cresciuti. Allo stesso tempo, però, la dice lunga sulle differenze strutturali tra noi e loro.
"Alla Lazio li crescono secondo il modello Barcellona, facendo più attenzione alla disciplina tattica e alla maturazione umana", mi ha detto questa persona, per poi aggiungere: "la differenza la vedi quando diventano professionisti, perché ai pulcini della roma viene insegnato a comportarsi esattamente come i giocatori della prima squadra, e infatti i vari totti e de rossi sono il frutto di quella scuola lì. E' un circolo vizioso".
E vi ricordo che questo mio conoscente è romanista, anche piuttosto acceso.