A parte il fatto che abbiamo alzato un polverone per qualcosa che a quanto pare nemmeno è successa, vabbè.
In questo polverone si stanno mischiando dei concetti.
Se un giocatore è furbo sta nel gioco delle parti e sta nella bravura dell'arbitro capirlo.
Se larbitro sbaglia fa parte del gioco incaxxarsi, in campo e fuori, protestare, farsi sentire.
Quello che succede al di fuori della norma, vedi la "confessione" di Miro e a suo tempo di De Rossi, è un "cameo", una perla da conservare a futura memoria ma se non succede non va nemmeno demonizzato il "parac.ulo" di turno.
Si gioca a calcio e la "paraculite", in campo, fa parte del gioco.
Va stanata e, nel caso, anche punita, ma è parte stessa del buco temporale che sono i 90 minuti.
Però non c'è uno sdoganamento totale.
Buttare un secondo pallone in campo apposta per fermare l'avversario (cosa che, ripeto, non è successa) oppure simulare un fischi dell'arbitro per far fermare la difesa non equivale a cercare il contatto in area o imboscarsi dopo un fallo di mano.
Questi ultimi sono "meccanismi sporchi" del gioco, quell'altro è truffa.
Se in quei 5 secondi finali l'Inter ribava palla e segnava il pareggio avevi pareggiato.
Punto.
Non te lo aveva messo in quel posto o ti aveva fatto una prepotenza.
Semplicemente il campo avrebbe dato un responso diverso. Il campo.
Se a Palacio lanciato a rete un raccattapalle gli tira tra i piedi un altro pallone NON DEVE ESSERE UN EROE MA CACCIATO DAL CAMPO, a futura memoria, soprattutto la sua.
I corner acchittati con i raccattapalle, i "tre gol" di CAgliari contati per essere il miglior attacco.
Tutte cose che col campo non c'entrano una mazza e che giustamente vengono usate da chi sul campo non vince mai un caxxo!
Lasciamoglielo fare, ma solo a loro.
Per favore.