Piccoli cento appunti
di fish_mark
Interessante l'intervista fiume nella redazione del Corriere dello sport. Dopo tre ore e mezza di conversazione con il presidente della Lazio, vogliamo anzitutto esprimere la nostra solidarietà verso gli eroici giornalisti del giornale romano, capaci di una performance davvero notevole, anche in termini podistici.
Andiamo per ordine a fare alcune osservazioni sui punti toccati dal presidente.
Sulla Lazio
Piace sottolineare l'umiltà di un personaggio non sempre compreso tanto è vero che ricorda come "non è colpa mia se cammino con cinque anni di anticipo rispetto agli altri". Tutto questo lo ha spinto ad assumere quella iniziale "posizione frontista", di chiusura, con la conseguente "visione dissenziente da parte di tutto l'ambiente". Frontismo versus dissidio.
Poi spiega il cambiamento del rapporto con la curva, con la sua consueta bonomia, visto che fa presente come "Non ho fatto un passo indietro, sono loro che fanno le cose giuste. Il Terzo Tempo è una cosa positiva. Non sono cambiato io, è cambiato il mondo intorno a me". Giusta autocritica.
In tutto questo ci segnala come la sovraesposizione mediatica del passato era dovuta alla necessità di far valere certi principi, mentre ora lascia l'opinione alla gente. Non si capisce bene di chi in particolare (Tare? Petkovic?), ma è lo stesso apprezzabile questa apertura.
Apprezzabile lo sforzo di coniugare il risanamento con i risultati sportivi e condivisibile lo spirito che lo anima, ossia quello di non voler raccogliere meriti, perché le sfide sono con sé stesso, non con gli altri e il tempo lo dirà. Bella la citazione dantesca per cui "L'anelito di ogni uomo è migliorare sempre". Quest'anno puntiamo al terzo posto, può essere la traduzione?
Sul capitolo scudetto non si fa illusioni, visto che la Juventus è troppo lontana non soltanto in classifica ma anche nel fatturato. Pertanto, nessuna illusione: non si faranno grossi acquisti nel mercato di gennaio.
Per quanto riguarda lo stadio, fa presente che faceva una battaglia da cui sono passati quattro anni (ma non aveva presentato il progetto già otto anni fa?) e assicura che non ci saranno speculazioni per un progetto comunque faraonico, che schiaccerà il ricordo di quello juventino. In ogni caso, siamo ancora allo "stadio" degli proto-annunci, ma ci siamo abituati da otto anni.
Sul calcio
Condivisibile l'idea di un campionato a 18 squadre e le motivazioni che lo hanno spinto a questa proposta, che però sembra zoppa se legata a una sola retrocessione in B come lui stesso ha riferito in una intervista di qualche tempo fa.
Sul tema della proprietà americana, diciamo proprietà diffusa rispetto all'assolutismo lotitiano, la sua idea è abbastanza chiara per cui secondo lui "i tifosi si vogliono identificare, hanno bisogno di un capofamiglia" (una necessità non proprio avvertita dal primo passante che si incontra).
Poi si lancia in un ragionamento dove nello spazio di un minuto si contraddice visto che ricorda come abbia cercato di ricreare un legame con la storia, portando l'Aquila e Gascoigne all'Olimpico, ma se in altre squadre come simbolo è rimasto il giocatore, da noi "la Lazio è Lotito, nel bene o nel male, forse per 99 su 100 nel male, l'interlocutore ti rappresenta". Nel passato, ma ancora nel presente, ci si appassionava per un giocatore, per l'eroe domenicale della pedata; il futuro (almeno, quello degli ultimi 8 anni) sarebbe il padre di famiglia che ci guarda benevolo dalla sua scrivania, mentre controlla le fatture dei riscaldamenti? Un'immagine che scalda l'esofago, più che il cuore, non c'è che dire.
Infine sulla politica, ha dato la sua disponibilità a fare un patto per risanamento dell'Italia e fa presente di avere due o tre richieste (si, ma due o tre?).
Non è chiaro quale sia l'area politica (ma è difficile immaginare un Vendola che tempesta di telefonate il nostro), ma non coltiva interessi personali visto che si è chiesto se sia giusto mettere a rischio le sue cose per l'interesse collettivo. Insomma, se ritenesse di esser utile e gli fosse richiesto si metterebbe a disposizione per interesse politico perché se fa parte di un sistema è giusto che risponda positivamente ragionando nell'ottica della polis non per interessi personali. La politica come sacrificio personale: come non complimentarsi? Stai a vedere che ci darà i suoi terreni edificabili, gratuitamente, per costruire un parco, una scuola o un ospedale.
Del resto con la Lazio non ci sarebbe conflitto di interessi, ma la stessa verifica andrebbe fatta, semmai, con le aziende che hanno appalti con enti pubblici.
Insomma, si presenterebbe con il saio perché nel dopoguerra le famiglie hanno fatto sacrifici risparmiando e comprandosi casa, le famiglie che rappresentano la colonna vertebrale e l'IMU è una tassa iniqua, una patrimoniale mascherata senza senso, che ha provocato un danno fermando l'economia e bloccando l'edilizia. L'edilizia, gira e rigira siamo sempre lì.
Ci permettiamo di suggerire uno slogan di sicura efficacia: "Avanti popolo, con il saio (qui è tutto un guaio)".