Telefonate a Bergamo: anche Pradè?

Aperto da Mr. Mojo, 09 Apr 2010, 08:38

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mazzok

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Citazione di: fish_mark il 10 Apr 2010, 15:09
dai ragazzi che ci siamo, restiamo calmi che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel.
Vederli coinvolti per la prima volta nella storia, loro, paladini del calcio pulito, parte lesa a prescindere, mi darebbe una gioia paragonabile soltanto a un nostro scudetto.
Gli spetta questo trattamento.

Nel passato mi sembrava impossibile che cadesse il muro di Berlino  o che si sciogliesse l'Unione sovietica o per restare in casa nostra il PCI o la DC. Eppure tutto questo accadde.
Pertanto, ho speranza.
Forza consulenti!

se aspetta, le intercettazioni della procura di Livorno, quelle si molto compromettenti, sono uscite sui giornali (il tirreno in primis) e poi scomparse, andate perse tra la procura di roma e l'ufficio indagini della figc.

rio2

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Citazione di: fish_mark il 10 Apr 2010, 15:09
dai ragazzi che ci siamo, restiamo calmi che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel.
Vederli coinvolti per la prima volta nella storia, loro, paladini del calcio pulito, parte lesa a prescindere, mi darebbe una gioia paragonabile soltanto a un nostro scudetto.
Gli spetta questo trattamento.

Nel passato mi sembrava impossibile che cadesse il muro di Berlino  o che si sciogliesse l'Unione sovietica o per restare in casa nostra il PCI o la DC. Eppure tutto questo accadde.
Pertanto, ho speranza.
Forza consulenti!

PS Secondo alcuni rumours l'ex dipendente delle ferrovie, numero uno di Calciopoli, sarebbe interessato alla nostra squadra per una rentrée nel grande calcio ...

bisogna saper aspettare, in fondo chi la regge in piedi ha oramai 91 anni.........

sul P.S. posso dirti che non gli dispiacerebbe al sig. moggi un ruolo nella societa' Lazio e alcuni passi degli ultimi tempi portano verso quella direzione......:D


fish_mark

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Citazione di: rio2 il 10 Apr 2010, 19:32
bisogna saper aspettare, in fondo chi la regge in piedi ha oramai 91 anni.........

sul P.S. posso dirti che non gli dispiacerebbe al sig. moggi un ruolo nella societa' Lazio e alcuni passi degli ultimi tempi portano verso quella direzione......:D

Posto che bisogna saper aspettare, con grande serenità, con calma olimpica e saggezza orientale,
sul P.S. posso dirti che sarebbe curioso e interessante. Già mi immagino lo stupefatto giallozzozzo che nel leggere la - per ora fantastica - notizia sul "Das sportif kurier" subisce dapprima un calo di glicemia e successivamente si vede esplodere la bile, mentre il suo corpo si produce in impressionanti rantoli accompagnati da fragorose flautolenze.

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GoodbyeStranger

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Non li coinvolgeranno mai.

Fantastico il pezzo in cui "non conta nulla se Pradè
telefonava ai designatori..." noi per molto molto molto
meno siamo stati crocifissi, ma si sa che le regole
cambiano col vento....

Mr. Mojo

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Oggi sul cazzettino di trigoria (vedi cds), nell'articolo sul processo Moggi, si legge che, secondo indiscrezioni, molte altre squadre tremano.
Trattasi di Inter, Milan (ancora?), Bologna, Cagliari, altre che non rammento e.......le merde.

Ah! Dunque anche loro telefonavano.....ma va?


BiancoAzzurro

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Istanza dei Moggi per l'acquisizione
di un migliaio di nuove telefonate.
Il processo però rischia di ripartire
da zero: due giudici hanno chiesto
il trasferimento

MASSIMILIANO NEROZZI ed EMANUELE RIGHI
TORINO
Da stamattina, comunque decidano i giudici della nona sezione penale del Tribunale di Napoli, dove riprende il processo a Calciopoli-parte prima, le centinaia di telefonate setacciate dalla difesa di Luciano Moggi, dai giornali finiranno su carte ufficiali: siano quelle del procedimento penale in corso, molto difficile essendo ormai scaduti i termini, o quelle di un'inchiesta sportiva che la Procura della Federcalcio aprirà quasi automaticamente. Sono circa mille le conversazioni «mai ascoltate» che i difensori dell'ex direttore generale della Juve, Maurilio Prioreschi, Paolo Trofino e Paolo Rodella, chiederanno di acquisire al collegio presieduto da Teresa Casoria: fosse respinta l'istanza, ed è più di un'ipotesi, i legali sono pronti a ridurne il numero fino a duecento, cento telefonate. Scartate dalla Procura perché ritenute irrilevanti ai fini dell'indagine, per la difesa cambierebbero invece la scenografia di Calciopoli. Forse quella della giustizia sportiva, dove pure è in agguato la ghigliottina della prescrizione, difficilmente al processo penale di Napoli: la trascrizione delle telefonate, già depositate da anni, doveva infatti essere richiesta alla prima udienza dibattimentale. Richiesta tardiva, dunque, contro la quale Procura e parti civili si dovrebbero opporre.

La difesa di Moggi potrebbe però avere una seconda occasione, come nella miglior tradizione giudiziaria italiana: tra circa un mese, infatti, il processo rischia di azzerarsi per formare un nuovo collegio. Da tempo i due giudici consiglieri del presidente, Maria Pia Gualtieri e Francesca Pandolfi hanno chiesto al Consiglio superiore della magistratura l'applicazione ad altra sede: cioè, un altro incarico, che il governo dei magistrati avrebbe accolto. Tutto da rifare, insomma. Lo stesso che potrebbe capitare alla giustizia sportiva, almeno secondo i difensori di Lucianone che così aveva riassunto la sterzata: «Tutti colpevoli o tutti innocenti». Non sarà proprio così, ma di certo al telefono s'affacciavano in molti. A partire dall'Inter che sui codici rischia di dover anticipare la sfida alla Juve di venerdì sera, sul prato del campionato. Ma in quell'intreccio di voci restano coinvolte, il che non significa colpevoli, pure Palermo, Udinese, Cagliari, Bologna, Roma, Reggina e Milan. Oltre ad arbitri e agli immancabili designatori dell'epoca. Poi, certo, andranno pesati toni e merito dei dialoghi, con un'avvertenza: la bilancia della giustizia sportiva è ben più sensibile di quella penale. Potrà non esserci reato, ma violazione per le leggi del pallone sì: nel caso, sarà dibattito sulla prescrizione. Quel che è certo è che un'inchiesta della Federcalcio scatterà, per verificare se, davvero, «così facevan tutti». O, comunque, non solo Moggi. Battaglia, in ogni caso, ci sarà già oggi: in menù c'è ancora l'esame, da parte della difesa, del tenente colonnello dei carabinieri Attilio Auricchio, che coordinò l'indagine.

La Juve resta in attesa, con gli occhi spalancati. Di certo analizzerà le telefonate eventualmente sospette. A parte l'azione diretta della Procura della Figc, il club bianconero valuterà un'eventuale istanza di revocazione che potrà riguardare l'assegnazione dello scudetto o l'intero procedimento di Calciopoli. L'avversario numero uno sarebbe ancora una volta l'Inter. Lo stesso presidente Massimo Moratti (già nella lista testi) aveva già comunicato ai magistrati di essere pronto a chiarire la natura dei suoi rapporti con Bergamo. Ieri sera, parlava come uno cui è passata la voglia di pallone, ricordando quando il padre Angelo vendette a Fraizzoli: «Arrivammo a un punto in cui eravamo un po' intossicati, un po' dalle critiche, un po' dalla stampa, certo, adesso (l'intossicazione, ndr) è un milione di volte di più».

BiancoAzzurro

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Inter, Milan, Roma, Bologna, Palermo, Cagliari e Udinese, oltre alle già citate Juventus, Reggina, Lazio e Fiorentina. Tutte queste società, secondo le ultime rivelazioni provenienti da Napoli, dove è appena iniziata un'udienza fondamentale del processo Calciopoli, avrebbero telefonato ai designatori arbitrali che si sono alternati nel ruolo. Prende così sempre più corpo la teoria del 'così facevano tutti', che i legali di Luciano Moggi vogliono proporre a difesa del loro assistito, protagonista dell'udienza odierna. Delle 171 mila intercettazioni rilevate, verranno proposte come prove circa un centinaio, considerate rilevanti ai fini del processo. In questo blocco di telefonate potrebbe esserci qualche bomba ad orologeria, ancora inesplosa ma pronta a scoppiare tra poche ore.

Tra queste c'è sicuramente la telefonata del regalo a Bergamo, quel "appena puoi passa dal­l'azionista di maggioranza che c'è un regalo per te", che costituisce un illecito, in quanto i designatori non possono accettare regali. Resta da svelare l'identità della società coinvolta, ma sembra non essere l'Inter. Oggi è previsto l'interrogatorio dei legali di Moggi al colonnello Auricchio, responsabile dell'inchiesta del 2004-2005. L'obiettivo è accertare se quelle telefonate furono volontariamente ignorate o meno.


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Murmur

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figuriamoci se mai uscirà qualcosa che possa intaccare l'integrità assoluta delle cacche. Se botti ci saranno, di sicuro riguarderanno l'inter.

DaMilano

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io mi chiedo...ma Narducci o Beatrice (non ricordo chi dei due) che spergiurava che non ci fossero intercettazioni con altri presidenti e che le definiva balle....ma che credibilità ha?

grmo di potere......grumo di potere......più mi tora in mente 'sta frase più mi inczz.....

BiancoAzzurro

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Il processo sportivo
si deve riaprire
di CORRADO ZUNINO

NAPOLI  -  Alle 11 e 48 di una mattina affollata e aggressiva, nell'aula 216 del Tribunale di Napoli l'avvocato Paolo Trofino materializza la più importante delle "nuove intercettazioni" su Calciopoli. Quelle che, anticipate a mozziconi, direbbero che tutti parlavano con i designatori nel calcio all'epoca di Moggi. Non solo Luciano Moggi direttore generale della vecchia Juventus, oggi imputato per associazione a delinquere ai fini della frode sportiva con altri 36. L'avvocato Trofino legge ciò che poi depositerà al processo, una conversazione del 26 novembre 2004 tra Giacinto Facchetti, in quel momento presidente pro tempore dell'Inter, e il designatore arbitrale Paolo Bergamo. "Senti, per domenica?", chiede Facchetti. Bergamo risponde: "Ci vuole un gruppo di internazionali". Intende arbitri internazionali, servono anche per dirigere la partita dell'Inter. Facchetti allora, cita Trofino in aula, suggerisce al designatore: "Metti dentro Collina". E' la telefonata clou, dice l'avvocato di Moggi, "la madre di tutte le 171 mila telefonate" della grande inchiesta su Calciopoli. "Metti dentro Collina". Settantacinque conversazioni al telefonino sono state rintracciate in queste settimane dai consulenti di Moggi con uno sfinente lavoro di ascolto, quindi masterizzate su un dischetto e ora consegnate alla cancelleria del collegio giudicante. Trofino promette che non citerà più Giacinto Facchetti, gloria calcistica e del paese che di lì a poco si spegnerà. Ma il tenore della comunicazione scuote l'aula.

Per la sesta volta consecutiva i difensori degli imputati stanno conducendo il controesame del colonnello Auricchio, architrave investigativa dell'intera Calciopoli. E l'avvocato Trofino, convinto di aver messo in difficoltà il carabiniere, ora alza il tono: "Perché non l'avete trascritta, questa intercettazione? Sulle griglie conosciute in anticipo Moggi è stato crocifisso per quattro anni e, invece, qui il presidente dell'Inter indica l'arbitro gradito e voi non avete trascritto la telefonata. Perché, perché?". Il colonnello Auricchio rettifica. Dice di conoscere quella telefonata, ma di non averla considerata "importante sul piano investigativo". Le difese, schierate in forza in aula in questo martedì cruciale per il processo, insorgono: si è indagato in una sola direzione. L'avvocato del guardalinee Gemignani arriva a scontrarsi con il pm Narducci: "Lei non può suggerire le risposte al colonnello". Poi si scuserà. Prende corpo la tesi moggiana: tutti parlavano con tutti. In altre nuove intercettazioni si ascolterebbero dirigenti della Roma, del Bologna, dell'Udinese, della Reggina (e questo si sapeva) conversare con i designatori, Bergamo in particolare. In una telefonata un dirigente dell'Inter inviterebbe un designatore a ritirare il regalo di Natale.

E' una tesi facile: tutti parlavano con i designatori, quindi Moggi non ha commesso reati, né realizzato illeciti sportivo. In realtà è importante ascoltare che cosa si diceva in quelle telefonate, con quale frequenza (e le telefonate di Moggi sono enormemente più ampie e profonde, in tutte le direzioni). Ed è importante valutare perché per nessun altro protagonista del calcio di metà Duemila sia emerso un corredo di incontri, cene riservate (in casa dei designatori), schede telefoniche svizzere segrete, forzature sul mercato e minacce come invece si è verificato per Luciano Moggi. Ma il "tutti parlavano, nessun colpevole" è una tesi  -  supportata dalle nuove 75 intercettazioni - che fornisce armi alla difesa di Moggi, e a ricasco dei designatori, dei satelliti moggiani. Massimo Moratti lo aveva detto nel 2006: "Parlavamo con i designatori, ma questo non sposta la questione: noi eravamo le vittime di un sistema che voleva controllare gli arbitri". La qualità dell'intercettazione su Giacinto Facchetti  -  "metti dentro Collina"  -  fa salire la qualità dell'intervento difensivo dell'Inter.

C'è materia per aprire un'inchiesta sportiva (che fin qui ipotizza slealtà sportiva da parte dei dirigenti dell'Inter, non illecito). Per capire se le rivelazioni telefoniche imprimeranno una nuova direzione al processo penale è necessario attendere la prossima udienza: i giudici diranno se acquisiranno le settantacinque telefonate oppure  -  come deciso una prima volta nel maggio 2008  -  le lasceranno fuori dal processo. (13 aprile 2010)


Aò se lo scrive Repubblica, ed in particolare Zunino...  :roll:

TheVoice

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* 7.115
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Ho letto che l'avvocato Trofino ha chiesto ad Auricchio di un pranzo a Trigoria con Baldini, circostanza che Auricchio ha negato.

E' la prima volta che esce fuori questa cosa dell'incontro?

E da quale fonte Trofino pesca la notizia?

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orchetto

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La butto lì: è capitato nella storia che si smentisca per confermare.

ralphmalph

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Citazione di: BiancoAzzurro il 13 Apr 2010, 11:52
Inter, Milan, Roma, Bologna, Palermo, Cagliari e Udinese, oltre alle già citate Juventus, Reggina, Lazio e Fiorentina. Tutte queste società, secondo le ultime rivelazioni provenienti da Napoli, dove è appena iniziata un'udienza fondamentale del processo Calciopoli, avrebbero telefonato ai designatori arbitrali che si sono alternati nel ruolo.

Falso, falso, falso. La Lazio non ha mai parlato coi designatori.

Mr. Mojo

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Citazione di: ralphmalph il 13 Apr 2010, 16:24
Falso, falso, falso. La Lazio non ha mai parlato coi designatori.

esatto...mi pare che Lotito parlava con Mazzini (un nome simile..)

cosmo

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Continuano a rimanere coperti.
Ma anche fuori di qui, vedi i forum dei fosi juventini (da 4 anni concentrati unicamente sulla vendetta nei confronti dell'Inter) ci si comincia a fare qualche domanda.
Perché, alla fine, l'unica vera beneficiaria a livello economico di tutta questa faccenda è stata la riom, visto anche che adesso il bubbone Inter sta venendo allo scoperto.
Ci sono domande senza risposta e indagini troncate sul nascere.
Secondo me la madre di tutte le telefonate è quella in cui Baldini anticipa a Mazzini il futuro ribaltone.
E l'uomo dei segreti (lasciatemi romanzare un po'...) sembra essere il colonnello (ex capitano) Auricchio i cui rapporti con l'ex ds dei peperonici rimane alquanto misterioso.
Se cede lui, se riescono ad incastrarlo dialetticamente, potrebbe uscire fuori qualcosa. Certo, poi ci sarebbe il discorso prescrizione ma quello lo vedremmo più avanti.

Mr. Mojo

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lo riposTo qui...

DA NOTARE L'ASSOLUTA ASSENZA DI QUESTA NOTIZIA, PUBBLICATA ANCHE DA FOGLI CLANDESTINI, SUL CORRIERE DEL TRIGORIA
Una vergogna, nessun rispetto per il lettore, professionalità e deontologia gettate nel cesso. Vocalelli sarebbe da deferire all'Ordine.
Cambiassero nome alla testata: cazzettino ultras trigoria, sarebbe più giusto

http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2010/04/13-63819/Calciopoli,+il+giorno+della+verit%C3%A0:+telefonavano+11+squadre

«Piaccia o non piaccia agli imputati, non ci sono mai telefonate tra Bergamo e Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. E'inutile sostenere balle smentite dai fatti. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24, e non è vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzini (ex vicepresidente Figc, ndr) o a Lanese. Chia­mavano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Val­le e Diego Della Valle». Così diceva, il pm, ed era d'autun­no. Le parole arrivano, infatti, dalla prima udienza del processo ad Antonio Giraudo e datano 27 ottobre 2008. Le pronunciò Giuseppe Narducci, pubblico ministero che li­quidò in modo perentorio la tesi del «così facevan tutti». Oggi, nell'aula di Napoli, quelle categoriche affermazioni strideranno con la realtà dei fatti, perché le «altre squadre» chiamavano eccome i designatori e le intercettazioni, emerse dal vaso di Pandora delle 171.000 telefonate regi­strate, ma non tutte trascritte dagli inquirenti, riguarda­no anche Inter, Milan, Roma, Bologna, Palermo, Reggi­na, Cagliari e Udinese. Queste, sommate a Juventus, La­zio e Fiorentina di cui già si sapeva, portano a undici il to­tale dei club in contatto con i designatori arbitrali di allo­ra (la stagione è la 2004-05), come dire che più della metà di tutto il campionato di serie Atelefonava a Bergamo e Pairetto. La maggioranza assoluta, roba da far passare una legge in Parlamento o eleggere il Presidente della Re­pubblica al quarto tentativo. Piaccia o non piaccia......

ES

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Citazione di: Kane Sciolto il 14 Apr 2010, 08:37
lo riposTo qui...

DA NOTARE L'ASSOLUTA ASSENZA DI QUESTA NOTIZIA, PUBBLICATA ANCHE DA FOGLI CLANDESTINI, SUL CORRIERE DEL TRIGORIA
Una vergogna, nessun rispetto per il lettore, professionalità e deontologia gettate nel cesso. Vocalelli sarebbe da deferire all'Ordine.
Cambiassero nome alla testata: cazzettino ultras trigoria, sarebbe più giusto

http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2010/04/13-63819/Calciopoli,+il+giorno+della+verit%C3%A0:+telefonavano+11+squadre

«Piaccia o non piaccia agli imputati, non ci sono mai telefonate tra Bergamo e Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. E'inutile sostenere balle smentite dai fatti. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24, e non è vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzini (ex vicepresidente Figc, ndr) o a Lanese. Chia­mavano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Val­le e Diego Della Valle». Così diceva, il pm, ed era d'autun­no. Le parole arrivano, infatti, dalla prima udienza del processo ad Antonio Giraudo e datano 27 ottobre 2008. Le pronunciò Giuseppe Narducci, pubblico ministero che li­quidò in modo perentorio la tesi del «così facevan tutti». Oggi, nell'aula di Napoli, quelle categoriche affermazioni strideranno con la realtà dei fatti, perché le «altre squadre» chiamavano eccome i designatori e le intercettazioni, emerse dal vaso di Pandora delle 171.000 telefonate regi­strate, ma non tutte trascritte dagli inquirenti, riguarda­no anche Inter, Milan, Roma, Bologna, Palermo, Reggi­na, Cagliari e Udinese. Queste, sommate a Juventus, La­zio e Fiorentina di cui già si sapeva, portano a undici il to­tale dei club in contatto con i designatori arbitrali di allo­ra (la stagione è la 2004-05), come dire che più della metà di tutto il campionato di serie Atelefonava a Bergamo e Pairetto. La maggioranza assoluta, roba da far passare una legge in Parlamento o eleggere il Presidente della Re­pubblica al quarto tentativo. Piaccia o non piaccia......

Che poi Lotito telefonava a mazzini,non certo ai designatori.Ed è questione molto molto diversa.Uno dei pochissimi che non telefonava ai designatori.

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ES

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Fonte gazzetta

Titolo

Calciopoli, nuova puntata
Ecco le 74 telefonate
Riassumiamo la lista presentata dalla difesa di Moggi e che sarà integrata agli atti processuali. Si tratta di 41 chiamate di Facchetti, 3 di Moratti e altre di tesserati delle società: Bologna, Cagliari, Milan, Palermo, Reggina, Udinese. Per i legali dell'ex d.g. dimostrerebbero che tutti parlavano con i designatori


la roma non compare.

allora leggi l'articolo in cui,ultima parte c'è scritto:

BOLOGNA, CAGLIARI E GLI ALTRI — Tre anche le chiamate del presidente del Cagliari, Massimo Cellino: 2 a Bergamo e 1 a Pairetto, già comunque emerse nei giorni scorsi e in passato. Poi c'è anche il presidente (fino al 2005) del Bologna Renato Cipollini a colloquio 2 volte con Paolo Bergamo (su questa intercettazione il pm Narducci ha sottolineato si trattasse di una richiesta di numero telefonico di Mazzone, allenatore del Bologna). Poi anche un colloquio fra Bergamo e Pairetto, 1 fra il direttore sportivo della Roma Pradè e Mazzini, quella fra Spalletti (allenatore dell'Udinese) e Bergamo già pubblicata nei giorni scorsi.

La roma c'è,una sola telefonata,ma c'è,al pari delle altre squadre indicate nel titolo.Però non viene indicata nel titolo.

BiancoAzzurro

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Calciopoli - Il figlio dell'ex capitano nerazzurro: inaccettabile falsificazione.
«Bergamo, c'è un regalino per te»
La difesa di Moggi produce una telefonata tra Facchetti e il designatore
Calciopoli - Il figlio dell'ex capitano nerazzurro: inaccettabile falsificazione.

«Bergamo, c'è un regalino per te»

La difesa di Moggi produce una telefonata tra Facchetti e il designatore

NAPOLI — Alla fine il colpo di scena è al contrario. Le telefonate inedite ci sono e si sapeva, i difensori di Moggi ne chiedono l'acquisizione — per ora solo di 75 ma dicono che ce ne saranno altre — e pure questo si sapeva, il tribunale è favorevole e la Procura non si oppone, ma nemmeno queste sono sorprese. La notizia semmai viene da tutt'altra parte rispetto al tribunale di Napoli dove ieri mattina si è svolta l'udienza del processo Calciopoli più affollata di sempre. La novità viene dall'apertura dell'inchiesta della Procura della Federcalcio, che chiederà al tribunale di Napoli la trasmissione dei nuovi atti e indagherà sul contenuto delle telefonate appena acquisite, in cui ci sarebbero conversazioni di dirigenti di Inter, Roma e di altre società.

Ma è un altro il colpo di scena all'incontrario. E lo fa venir fuori un uomo che con Calciopoli non c'entra niente e vuole che nemmeno il nome di suo padre venga tirato in mezzo a questa storia: è Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto, a spegnere la luce della ribalta mediatica messa in piedi dall'entourage di Luciano Moggi. Quando viene a sapere che in tribunale l'avvocato Paolo Trofino, per dimostrare che anche l'Inter telefonava ai designatori e parlava anche di «griglie » (il tris di nomi tra i quali sorteggiare l'arbitro di ogni partita), cita una conversazione tra Facchetti e Bergamo in cui — sostiene l'avvocato — il primo dice all'altro: «Metti dentro Collina», Gianfelice detta alle agenzie una dichiarazione in cui parla di «grave, vergognosa e inaccettabile falsificazione dei fatti», e spiega che «in quella telefonata non è mio padre che pronuncia il nome di Collina ma Bergamo». Lo scopre grazie all'ormai solita diffusione delle telefonate inedite scelta da Moggi come linea difensiva fuori dal tribunale. Ma stavolta invece dei testi, ai siti di tifosi juventini nostalgici dell'ex dg sono stati mandati i file audio, ed è venuta fuori la bufala. Qualche ora dopo ne hanno diffusa un'altra in cui, stando alla trascrizione fatta dalle stesse persone che hanno attribuito a Facchetti — cambiando il senso dell'intero discorso - una parola pronunciata da Bergamo, il compianto capitano di Inter e Nazionale parla al telefono con Bergamo (è il 23 dicembre 2004) e gli dice tra l'altro: «Se tu chiami Moratti... son stato... anche ieri da lui... abbiamo parlato». Bergamo: «Io non ho più il suo numero, se tu me lo dai... infatti ricordi... ne avevamo parlato ». Facchetti: «Sì dai perché voleva... se passi di qui un giorno... ». Bergamo: «Ma dov'è è a Forte?». Facchetti: «In ufficio, no no a Milano se ti capita di venire giù perché aveva là un regalino da darti». Bergamo: «Volevo sentirlo anche così anzi avevo piacere anche di incontrarlo, di incontrarvi, insomma per fare così qualche riflessione insieme».

Da questa strategia mediatica si è sempre dissociato l'avvocato Trofino che ieri in aula ha citato l'intercettazione tra Facchetti e Bergamo per sostenere che anche altri dirigenti parlavano con i designatori: «Se Facchetti e Bergamo parlavano di griglie senza commettere, cosa di cui io sono convinto, alcun illecito — dice —, lo stesso discorso dovrebbe valere per Moggi».

Fulvio Bufi
14 aprile 2010
corriere.it

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