Citazione di: Zanzalf il 03 Ago 2010, 20:06
Un paio di giorni fa, su radio-ce-sei, un sms diceva "io quando giocava Tare dicevo: se segna Tare non e' gol". Il Buzzanca prorompeva in una risata sguaiata. Provava a far passare come sontuosa ironia il triste risultato delle miserie che si vomitano quotidianamente sulla Lazio. Rideva, il Buzzanca, perche', del mostro che ha contribuito a costruire, se ne vergognava.
Le critiche a Tare sono questo: un misto di ignoranza, razzismo, becerume e antilotitismo militante. E il rimpianto per non averci al suo posto "Bettega", con l'auricolare.
E chi e' senza peccato, scagli la prima coda di paglia.
Premessa.
Queste ultime settimane mi hanno dato in pasto alle radio.
Tutte.
Parto dalle 6 e rotti minuti con isoradio, passo per la rassegna stampa di radio3 mondo fino a quella di radio radicale.
A una certa sbrocco e cedo, lo ammeto, e faccio zapping anche sulle aradio.
Qualche giorno fa un Buzzanca in grande spolvero - vado a memoria, ma credo di non sbagliare - dava a Tare del "kretino" (sic!) "incompetente", "raccomandato" e chi più ne ha, più ne metta, perculeggiandone anche le doti sportive di quando era in attività.
Un livore, un veleno, una violenza verbale che ha messo in difficoltà anche Stefano Pantano, che cercava di metterci qualche pezza.
Inutilmente, perché più provava a ricondurre la cosa sui binari della civiltà, più il signor Buzzanca rincarava la dose.
Una cosa triste.
E' stato un istante e confesso che mi è balenata l'immagine di Buzzanca che con Tare di fronte, in carne ed ossa, apre bocca e ridice le stesse cose, con lo stesso tono e la medesima gratuità.
Ovvio che non lo farebbe, mica è stupido.
Ci tiene alle chiappe.
Ma il solo pensarlo mi ha fatto resistere dal telefonare a quella radio e dirgli che in quel frangente si è dimostrato una persona piccola piccola.
Tutto questo -ovviamente - prima che la campagna acquisti della Lazio cominciasse a delinearsi.
Ora cuordileone vola più basso.
Molto più basso.
Di Tare so poco, ma mi è sembrato un onesto lavoratore, uno sgobbone (sennò corca' che lavori con Lotito), uno che crede in quello che fa e lo fa con passione e dedizione.
Un'aziendalista? Anche, certo, ma non meno di quanto non lo siano certi professionisti che inzeppano i palinsesti radiofonici capitolini.
Con la differenza, magari, che nel caso di Tare ogni tanto arrivano anche risultati soddisfacenti.
Dargli del "kretino" "raccomandato" e "incompetente" rimanda come uno specchio nitido e splendente l'immagine di chi certe affermazioni le ha pronunciate.
E anche di chi le ha condivise.