Oggi stavo lì per aprire uno di quei logorroici topic che tanto mi piacciono, normalmente avulsi dal contesto. Io mi nutro di emozioni, sono a digiuno di tattica e (per chi ha avuto la sventura di vedermi calcare un campo) anche di tecnica. Per me il calcio, la mia Lazio, sono lampi accecanti di gioia e - ahimé - pozzi profondi di tristezza, alle volte. Mi picco di essere un sognatore laddove la parola ha assunto quasi il significato di sciocco. Quindi mi stavo addentrando in un meandro di ricordi e di dolcezza che - chissà - in altro momento.
Perché il momento attuale pare essere funebre. Oggi avevo da fare, e a malapena mi ricordavo della fine della campagna di gennaio. Con un po' di tristezza avevo dovuto abbandonare vecchi amici, facce che mi ero abituato a vedere là attorno, da quella di Tommaso Rocchi a quella di Lionel Scaloni. Magari non più utili alla causa, ma mi dispiace comunque (se pensate che mi sono dispiaciuto pure per Simone Del Nero...).
Poi scopro che è scoppiato un petardo in una Santabarbara. Cos'è successo? La Lazio non ha acquistato un giocatore, un ragazzino più giovane di mio figlio della cui esistenza fino a stasera ero totalmente all'oscuro. Non un Neymar, che alla sua età vale un fantastiliardo in dobloni, ma un Felipe Anderson, che ci saremmo potuti portare a casa con (si fa per dire) due spiccioli.
Il mancato acquisto di questo fanciullo è stata la causa dello tsunami che si è abbattuto su questo forum, accompagnato da oscuri presagi di inevitabili disgrazie future, mancate qualificazioni in Champions League, sicure sconfitte nel prossimo derby, débacles nelle Coppe, finalmente liberi di poter esprimere appieno il proprio potenziale autolesionistico. Quanto fatto finora è - per l'appunto - travolto da questo tsunami. Lotito e Tare passano in pochi attimi da oculati amministratori che nel corso degli anni hanno costruito una squadra d'alto bordo, tassello dopo tassello, a dopolavoristi allo sbaraglio, oggetto di lazzi e di cachinni. L'antilotitismo latente, sopito sotto la cenere ma sempre pronto a divampare, si accende come benzina sul fuoco. Ci siamo riempiti la bocca di ambiente unito, di blocco di granito e altre amenità, per sfilacciarci al minimo stormir di fronde...
Dico la mia. Non me ne può fregare di meno. Oggi siamo dove siamo, sono contento e ho ancora negli occhi le emozioni di appena due giorni fa, che mi centellino nella mente quando vado a dormire, appena prima di addormentarmi. Stasera invece di macerarmi in un angoscioso F5 ho alimentato una mia piccola perversione, andandomene su Youtube, cuffie, volume al massimo, e mi sono ascoltato come una quinta di Beethoven il boato dello stadio intero ai gol di Gonzo e Floccari, più e più volte. E ci ho messo su anche quello al gol di Klose al derby.
E sai quanti ampissimi, fenomenali, giganteschi, stracazzi se non abbiamo comprato uno che magari potrà essere pure un incrocio tra Messi e Cristiano Ronaldo, ma non ce lo avevamo prima, non ci ha aiutato ad arrivare dove siamo, e non lo avremo manco dopo. Ragazzi me che davero davero siete entrati nel panico pe ste stronzate? Ripijateve, guardateve la classifica, concentratevi per Genova, pensate alla finale di Coppa Italia, dedicate le vostre energie a Moenchengladbach, che ce servono là.
Ah, sì, e romammerda a tutti.