Cavanda, la verità dell'agente: "Escluso dopo l'incontro con Lotito, ecco perché non si trova l'accordo". E su Diakité...
Una non convocazione che ha fatto rumore, perché inaspettata. Luis Pedro Cavanda out, escluso dal big-match contro il Napoli, senza un apparente perché. In realtà, basta riavvolgere di poco il nastro della settimana laziale, per andare a trovare il punto focale di una situazione che sta diventando sempre più intricata. E' giovedì, Lotito incontra l'entourage del calciatore belga, sul tavolo la proposta di rinnovo della Lazio, di fronte le richieste dell'agente. Le due non collimano, non c'è accordo, la fumata è di un grigio intenso. Il giovane Luis viene tenuto fuori dalla lista dei convocati, ma non solo. "In realtà Cavanda non si è allenato con la squadra
neanche venerdì . A seguito del nostro incontro, nel quale non abbiamo trovato un accordo, il ragazzo è stato esentato dagli allenamenti sia venerdì che sabato. Io non so se il ragazzo è fuori rosa –ha commentato Ulisse Savini in esclusiva ai nostri microfoni-, è una situazione particolare, anche perché parliamo di un giocatore in scadenza nel 2014. La cosa non ci è piaciuta, ma non volevamo creare casi, anche perché eravamo alla vigilia di una partita importante. A oggi, non so dire se lui domani si allenerà con la squadra o con i fuori rosa. Una conseguenza dell'incontro? Penso proprio di si". Domanda e offerta sono distanti, Savini spiega le ragioni del loro no alla proposta biancoceleste: "L'offerta della Lazio è sempre la stessa e la società dice di averla concordata con l'agente precedente (Zavaglia ndr). A noi questa cosa non risulta, abbiamo chiesto la ridiscussione totale del contratto, visto che l'agente è diverso e considerato che nessuno aveva dato l'ok a quell'offerta. Credo neanche il procuratore precedente, che considero un ottimo professionista. La Lazio sostiene, invece, che l'offerta era stata accettata e quindi l'equivoco nasce da qui. Noi questa offerta non l'accettiamo. L'offerta della Lazio si aggira intorno ai 180 mila euro netti". Inutile fare i conti. Ma si parla di cifre piuttosto contenute per gli standard della Serie A. La linea scelta dalla Lazio, però, è chiara. Nonostante le 24 presenze collezionate in stagione dal terzino, segno che a Petkovic il giocatore piace. Eccome. La situazione non giova a nessuno, urge trovare una soluzione. Va evitato un nuovo muro contro muro, soprattutto per il bene della Lazio: "Noi ci siamo resi disponibili a continuare a discutere di rinnovo –continua l'agente di Cavanda-, perché il nostro obiettivo non è andare a scadenza. Assolutamente. Non vogliamo arrivare a quel punto. Dunque o si trova un accordo soddisfacente per le parti, oppure spero che la Lazio lavori con noi a una soluzione a giugno che vada bene per tutti". Cavanda ha diversi estimatori. In Italia, ma soprattutto oltremanica, dove Fulham, Aston Villa e Tottenham, hanno già mandato segnali d'interesse: "Lui piace in Premier e sogna di giocare lì, ma se trovasse l'accordo con la Lazio firmerebbe subito. Alla base del non rinnovo non c'è la volontà di andare in Inghilterra".
DIAKITE' - Da Cavanda a Diakité, il passo è breve. Savini assiste anche il gigante francese, ormai ai margini della rosa laziale. Si è discusso di rinnovo fino a qualche settimana fa, la rottura definitiva è arrivata all'inizio di gennaio. L'offerta della Lazio era lontana circa 250.000 euro, dalla domanda di Diakité, non si è riusciti a trovare un punto d'incontro. Ora Modibo si guarda intorno, non ha ancora preso una decisione, non c'è ancora l'accordo con il Napoli: "Quella di De Laurentiis è una delle società che stiamo considerando, ma non possiamo parlare di trattativa chiusa. Diakité piace anche a Juve, Liverpool, Rubin Kazan e Terek Grozny. La situazione è ancora aperta, credo che decideremo da qui a fine mese". La realtà, intanto, dice di un giocatore escluso da inizio anno. Una sola presenza, contro il Siena in Coppa Italia, quando si aprì uno spiraglio nella linea dura scelta da Lotito. Poi più nulla. E pensare che, ieri sera, il Napoli ha raggiunto il pareggio grazie alla giocata di un giocatore in scadenza di contratto, un giocatore in partenza a giugno. Proprio come Diakité, quasi una pena del contrappasso tradotta al calcio: "Non il solo Campagnaro –commenta Savini-, anche Andreolli e altri andranno a scadenza fra qualche mese, eppure sono regolarmente in campo a dare il loro contributo. Quella di Diaki non mi sembra una situazione normale. Poi il giocatore può scegliere di non esasperare la situazione. Altri, invece, sono arrivati anche a cause. Io credo che se hai un calciatore a disposizione sarebbe giusto "sfruttarlo" fino alla fine. Noi abbiamo deciso, per quieto vivere, di non puntualizzare la situazione, ma non trovo la situazione molto lineare. Se un direttore sportivo decide di cambiare società, porta avanti il suo lavoro fino alla scadenza del contratto. E questo accade anche negli altri mestieri". C'è sempre, però, l'eccezione che conferma la regola.
TMW