La Lazio è stata ai vertici del calcio italiano per una decina d'anni grazie a un presidente molto a suo agio con la "finanza creativa". Un presidente che ho amato, ma che mi ha fatto rivivere dopo quasi venti anni lo spettro del fallimento. Un presidente che, al di fuori della Lazio, con la sua finanza creativa ha mandato in fumo i risparmi di famiglie intere.
Lotito è riuscito a mettere le pezze alla situazione sopra menzionata, e sta gestendo la Lazio portandola ai livelli che può permettersi senza compiere ulteriori nefandezze sul piano finanziario. Mi è simpatico? No, non molto. Penso che abbia azzeccato sempre tutto? No, riconosco che ha fatto degli errori, molti dei quali dovuti a una innegabile presunzione. Ma questi sono dettagli, la verità è che, in un Paese in crisi devastante, avere una Lazio che, autofinanziandosi, lotta su tre fronti, sfiorando ripetutamente la Champions, mi va non bene, ma benissimo, perché è un miracolo di gestione sportiva. Vi siete chiesti quanti dei giocatori in rosa hanno militato in squadre più blasonate della Lazio? Sicuramente Klose e Brocchi quando erano più giovani, probabilmente Cana e Ederson, forse Dias ed Hernanes (ovviamente Bizzarri, che ha vestito la maglia del Real). Gli altri li abbiamo lanciati noi. Biava era uno scarto 32enne del Genoa, Radu un 21enne della Dinamo Bucarest, Ledesma aveva giocato solo a Lecce, Mauri faticava a trovare un posto nell'Udinese, Marchetti era fermo da un anno a Cagliari, Candreva faceva panchina a Cesena, Lulic giocava in Svizzera, Floccari veniva da tre mesi deludenti al Genoa, e così protremmo andare avanti con Pandev, Rocchi, Zarate, Kolarov, Lichtstener, Muslera e altri che non mi vengono in mente. Con questa gestione ILLUMINATA la Lazio è quinta in campionato, in finale in Coppa Italia, è stata buttata fuori dalla Europa League anche e soprattutto per merito delle simpatie che "i regazzi" hanno saputo calamitare in questi anni con i loro repertorio di ululati e saluti romani. E il bilancio, a seguito di due sessioni di mercato con più cessioni che acquisti, è in rosso, se pure di poco. Questo significa che, se vogliamo una società stabile, in linea con le direttive dell'UEFA (solo nominali, purtroppo, ma sacrosante) e che non rischia di fallire ogni tot anni, la minestra è questa. Azzeccando uno Zarate in più puoi giocarti un preliminare Champions, toppando l'equivalente di un Hernanes sei fuori dall'Europa. Ci siamo arrivati dopo periodacci marcati Lotito (calciopoli, vicenda Ledesma-Pandev), che hanno rischiato di farci retrocedere/fallire anche sotto la geftione del geftore, ma sono tre anni e spiccioli (dall'arrivo di Reja in poi) che abbiamo trovato equilibrio e stabilità, sarei felicissimo di assestarmi su questi livelli, pronto a fare critiche sul piano tecnico, ma senza invocare sceicchi e mecenati che non esistono.
Se poi a Unidebit, Berluskaiser e Denti Marci è permesso di fare lo schifo nel bilancio per poi ripianare, rosico ma resto con Lotito: ho scelto la Lazio, ho scelto gli Indiani, fanculo i cowboys.