le previsioni per la nuova stagione
L'Inter cerca l'equilibrio con Kuyt
Ma la nuova Juve è già competitivaBenitez cerca la sintesi di due Inter. Delneri usa il gioco più semplice. È quasi il tempo di un'eccezione: oltre al Napoli, ci sono il Palermo e il GenoaCominciare a fare pronostici in agosto significa cominciare a sbagliare molto prima del dovuto. Gianni Brera aveva un suo metodo per evitare le brutte figure del Grande Pronostico Estivo. Faceva la smazzata, giocava con le carte e attribuiva a loro le profezie. Parlavano loro, non lui. Sosteneva con questo la tesi molto seria che il calcio non ha certezze scientifiche e si va anzi più vicino alla realtà forzando le stelle che parlando di schemi. Ma era anche un modo per salvare se stessi. Dovessimo provarci seriamente adesso, dovremmo dire le cose dette negli ultimi quattro anni. C'è una squadra sola al comando, l'Inter. Si può semmai cercare di capire cos'è successo di nuovo in questi ultimi due mesi e se può bastare a cambiare opinione.
Tre squadre delle quattro più importanti hanno cambiato allenatore: Milan, Inter, Juve. È rimasta con lo stesso tecnico solo la Roma. Tre squadre di queste quattro hanno aggiunto pochissimo alla loro rosa. L'Inter ha messo dentro Biabiany, un uomo da episodi, non da squadra, e Coutinho. La Roma ha preso Adriano e Simplicio. Adriano per ora non va, sembra uno di quelli tetragoni nel prendersi il torto. Non resuscita mai. Simplicio deve ancora cominciare. Il Milan ha preso Boateng. Non è Baggio, non è Ibrahimovic. Meglio averlo che farne senza, ma non cambia il contenuto. Questo lo sanno anche al Milan. D'altra parte le squadre sono fatte di angoli. O c'è l'uomo che fa la partita per tutti, o bisogna avere sette-otto giocatori che ne fanno ciascuno un pezzetto. Dentro questa geometria Boateng sta bene.
L'Inter sta per prendere Kuyt e darsi un assetto sicuro. Lo scorso anno c'è stata un'Inter che ha vinto il campionato e una che lo ha abbondantemente perso. La prima è stata quella del girone di andata, con il rombo e le due punte. La seconda è stata quella a tre punte che però ha vinto la Champions. La seconda è stata quella a tre punte e due ali che rincorrevano gli avversari arrivando stremate sotto porta. Questa ha perso alla fine 12 punti dalla Roma ma ha vinto la Champions. Una verità di mezzo per adesso non è esistita. Benitez la cerca in Kuyt, vecchio ragazzo pieno di saggezza tattica, meno gol di Pandev ma uno che sa far tutto ed equilibra da solo la squadra. La differenza vera tra Mourinho e Benitez passa proprio attraverso questo giocatore. Lo avesse avuto, anche Mourinho ne avrebbe fatto un punto di partenza. In attesa di Kuyt, l'unica ad aver messo insieme una serie di differenze è la Juventus di Delneri e di Andrea Agnelli.
Non è mai esistita una vera Juve senza un Agnelli di riferimento. Non è per niente un caso che la Juve oggi abbia acquistato dieci giocatori e si ripresenti quasi completa alla corsa. Andrea Agnelli ha adesso un tesoro di soldi ed entusiasmo che né Berlusconi né Moratti possono più avere. In due hanno già speso tre miliardi di euro. Agnelli comincia ora. La differenza è fondamentale. Nuova Juve, dunque, forse troppa, tanti giocatori da mettere insieme. Ma Delneri gioca il 4-4-2 puro, cioè il gioco più semplice. È in difesa che forza. Lascia tutto il peso su quattro difensori aiutandosi con il fuorigioco basso, fin dentro l'area. In sostanza, la Juventus è probabilmente già competitiva. Fondamentale Aquilani, forse il miglior centrocampista italiano con De Rossi e Pirlo. Il problema è se dura. Ha una fragilità fisica inquietante. Mancava alla Juve un grande attaccante, difficile vincere senza l'uomo che fa venti gol. Di Natale è una correzione in corsa perfetta, anche se a questo punto tutti gli attaccanti della Juve sono vecchi o fragili. Questo lascia il peso della squadra sulla linea di centrocampo, che comunque promette molto.
In definitiva, per capire la stagione bisogna di nuovo capire l'Inter. Se si completa, quale schema sceglie, quello che ha vinto o quello che ha perso. Se ha ancora motivazioni. Se l'Inter ha tutto, vince. Se l'Inter ha una gomma a terra, possono succedere molte cose. È per esempio quasi il tempo di un'eccezione, il Napoli è pronto, il Palermo forse, il Genoa è un eccesso che ha logica. Mancano i grandi giocatori nuovi. Ne ha quasi solo la Juve (Krasic, Aquilani, Bonucci). Ne ha uno che cresce il Palermo, Hernandez. Ne ha uno forse maturo il Napoli (Cavani), ne ha uno saltato la Fiorentina (Jovetic). Consiglio un'occhiata su Candreva e Pinilla e giurerei che Toni farà più di venti gol. Non c'è stato centravanti che abbia fallito con il gioco di Gasperini.
Mario Sconcerti
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Il pornografo snobba la Lazio....
Ci rileggiamo tra qualche mese