Citazione di: aquilante il 05 Giu 2013, 11:11
devo dire però che, se la nostra reazione è questa, dotto ha fatto centro
visto che stiamo parlando del corriere dello sport, non si può leggere dotto come si leggono ferrajolo o d'ubaldo. giornalisti cioè che cercano quotidianamente di dare razionalità al caos, o comunque di spiegare le scelte e le contraddizioni di casa giallorossa, di cucire consecutio logiche tra le smagliature di una società in questi ultimi anni palesemente allo sbando
dotto fa - sempre, da sempre - esattamente l'opposto: cancella il razionale e fortifica l'immaginario dei tifosi romanisti intorno al desiderio, alla passione, alla irrazionalità, a tutto ciò che insomma si distanzia e si differenzia dal reale
questo piccolo saggio post collasso del 26 maggio, altro non è che un esercizio - non riuscito molto bene, va detto - che ruota intorno a due concetti, la provocazione e la rimozione. nun ce vonno sta, ed è anche giusto che sia così; e se non possono batterci, meglio far finta che non esistiamo
la nostra risposta: hic manemibus optime. più tardi sapranno farsene una ragione, tanto meglio sarà per noi
E' tutto qui, bravo Aquilante.
Senza scomodare (ci mancherebbe solo!) Anna Arendt, ma è l'ennesima realizzazione pratica e del tutto evidente della "banalità del male".
Ma quale disegno organico, ma quale riunione di redazione per vendere qualche copia in più... no, dietro non c'è NIENTE.
C'è l'idea del Direttore di far fare dei pezzi "di colore" a due rinomate belle-penne (Dotto da una parte e, mi sembra di aver capito, Melli dall'altra), capaci (nelle intenzioni) di essere ironici, lievi, di "alleggerire" sopratutto la cappa di disperazione in cui sono finiti i romanisti.
Tentativo non riuscito, come hai detto bene tu, del tutto non riuscito.
Perchè fuori da quella cappa non ci sono, non c'è sopratutto lui, l'autore del pezzo. Che avrebbe dovuto contribuire a svelenire ma che non è stato proprio capace, anzi ha fatto pure peggiori danni.
Io comunque, ma sono strano io, non gli darei gran peso. Se n'è preso pure troppo fino ad ora, senza meritarne neanche un centesimo, ho letto quasi dieci pagine di interventi qui sopra, ho sentito parte della requisitoria (contenuta e attenta peraltro, ma comunque esageratamente piccata) di De Martino stamattina alla radio. Io resto dell'idea, sempre quella, vanitosa e un po' d'antan che... sarà una risata che vi seppellirà.