Una Coppa Italia al termine di una stagione tra alti e bassi ma comunque esaltanti. Una finale giocata con grande personalità e controllo della situazione, con degli avversari mai capaci di portarci minacce serie. La partita della vita, quella del secolo, dove non si poteva e non si doveva sbagliare è stata vinta con naturalezza e concentrazione, con personalità, fortuna e sagacia.
Ed ora, come se non bastasse, lo scudetto primavera, il quinto della nostra storia, con tanti giovani promettenti. Ieri sera ho visto tutto il secondo tempo. Si partiva dall'1-0 della prima frazione, ma abbiamo dilagato schiacciando un'Atalanta vogliosa ma incapace di proporre alcunché in attacco. Una prova di superiorità davvero impressionante. Con tanti giovani così bravi, viene voglia di dire a Tare e al Presidente che metà del mercato per il mercato estivo è già fatto.
Ti guardi allo specchio e ti dici "Cazzo, va tutto bene!". Poi, dopo il sorriso stupefatto di chi ha la schedina del Superenalotto vincente in mano, ritorna il laziale che è in te, quello che non ci crede e non ci vuole credere, quello diffida degli ammiccamenti della buona sorte. E invece è tutto vero, nonostante i mille problemi e tanto lavoro sempre da fare.
Caro presidente, ora hai davanti a te una tifoseria finalmente pacificata, ma non perché si è semplicemente vinto, ma perché lo si è fatto in una circostanza "eccezionale" il che non attiene alla fortuna – che semper audax iuvat, lo ricordiamo – ma perché è stato conseguito un risultato assolutamente storico, senza precedenti.
Lei ha di fronte su un piatto di argento - come quattro anni fa ma ancora di più oggi - una tifoseria che ha sempre più fiducia in lei, nella squadra ed anche in sé stessa, tanto che è bello tra laziali incontrarsi e sorridersi, senza dirsi niente, come gli innamorati dopo il viaggio di nozze.
La prego di non dissipare questa fortuna che ha di fronte. Non se lo può e non se lo deve permettere.
Qualche sera fa qualcuno cercava di fargli dire qualcosa su questo o quel nome di mercato, ma ovviamente e giustamente lei non era con noi per rivelazioni clamorose ma soltanto per un saluto e un abbraccio. In ogni caso, il tifoso vorrebbe a questo punto continuare e puntare ancora più in alto.
Noi ci crediamo e vorremmo che ci credesse anche lei. Non si ponga limiti, non ha senso in questo momento.