"Sarei l'uomo più felice del mondo se morissi su un campo di calcio, è l'essenza della mia vita".
"Ci alzavamo presto la mattina, andavamo a raccogliere arachidi: toccava portare in spalla sacchi da 50 e 60 chili. Il lavoro era molto duro, lì ho appreso il modo di vivere e di lavorare"
"Giorno dopo giorno ti alzavi presto e imparavi a soffrire, a sopportare lo sforzo. Quell'esperienza mi ha temprato, mi ha insegnato a giocare con il dolore, con le infiltrazioni"
"Mi devo ricordare sempre da dove sono partito" e "Umiltà e rispetto, ho sempre cercato di vivere così"
"Se la squadra va bene dipende anche dal singolo, bisogna pensare al bene comune"
"Il più grande idolo della mia vita è mio padre. Ho imparato da lui, non ha avuto la fortuna di giocare a grandi livelli. Io, grazie ai miei genitori, sono arrivato in alto, lo devo a loro"
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Questo è uno tosto, questo c'ha palle e grinta!
FORZA DIEGO!