cinquanta sfumature di vittorie

Aperto da Pikkio, 17 Giu 2013, 13:02

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Pikkio

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aesse roma e' una giovane studentessa universitaria di ottantasei anni vicina alla laurea in stelletta d'argento quando la sua amica di vecchia data, andrea stramacciona, le chiede di sostituirla in una gara per la conquista della coppa italia che si giochera' da li' a poco all'olimpico contro essesse lazio, amministratore delegato unico della citta' di roma dal millenovecento, con il quale aesse ha una costante relazione fatta di alti, bassi ma soprattutto di immane dilemma.
sbarazzina e incurante di un passato fatto di scudetti e coppe sfumate rigorosamente in casa, aesse si presenta alla finale con la prosopopea tipica della sua giovane eta', convinta di ritrovare da li' a breve le sue esili mani sulla coppa, e completa i preparativi per celebrare la vittoria molto prima dell'entrata in campo, quando improvvisamente aesse ritrova davanti i suoi occhi i colori del cielo, e ne rimane estasiata. malika ayane non ha ancora finito di cantare l'inno quando un fremito annuncia ad aesse una rinnovata tentazione di piacere masochista che ha da sempre costellato la sua giovane vita, che decide di riprendere la relazione con essesse anche se la strada da percorrere e' difficile, tortuosa, e che come sempre la condurra' davanti all'immane piacere dell'indecisione davanti al bivio che le si porra' inequivocabilmente e inevitabilmente davanti al momento di scegliere cosa preferire tra il congiungersi, previa applicazione o meno di sostanza collante, all'apparato riproduttivo di essesse o se ghermirlo voluttuosamente al termine del sito atto a contenere la propria spina dorsale, purtroppo raramente presente.
in un crescendo quasi rossiniano di erotica eccitazione aesse prega balzaretti di non lasciare passare il filtrante di mauri, poi implora de rossi di non far passare il cross di candreva, supplica lobont di bloccare il pallone, scongiura marquinhos di buttare via il pallone e alla fine, umilmente invoca fervendo l'intervento finale di lulic che arriva, frena, purga.
aesse e' finalmente di nuovo davanti alla solita ricercata e raccapricciante falsa dicotomia: la vittoria e' sfumata per la cinquantesima volta, in un'esplosione di piacere, luci, colori e soprattutto odori.

cinquanta sfumature di vittorie [e tutte in faccia], di e.l. james p., mortadori editore.

Kalle

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blackdahlia

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arkham

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Senz'altro meglio dell'originale :D

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porgascogne

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Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome ma co' a' maja d'aarioma. Spingono un carrello, semivuoto, se si fa eccezione per una coppa delle fiere, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un cross di candreva, ribadito in rete da lulic, che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati ex tifosi d'aarioma. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano qualche testimonianza del loro essere stati i padroni di roma, spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che vedersi alzare una coppainfaccia) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante i festeggiamenti ed il volo di olimpia. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da alzare, anche il romanista ha smesso di essere pubblicato. Visitano la casa d'infanzia del padre, guardano al sua collezione di finali perse ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio vede per la prima volta una maglietta col nuovo logo. "Fa' cacare", dirà al padre. Quando incrociano una carovana di ex tifosi l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva accennato ad una presunta finale di ritorno. Dopo molte tribolazioni arrivano a trigoria: ma è ormai una distesa di campi incolti, senza neppure più l'odore di merda che li contraddistingueva, la temperatura non è affatto piú mite e le scritte minacciose sul muro di recinzione ci sono ancora tutte. Raccolgono qualche oggetto da un romastore abbandonato e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...
Un romanzo denso e selvaggio con squarci di poesia (inarrivabile lo sbandato che recita l'ode "ero pazzo prima che non ero pazzo o sono pazzo adesso..."), salutato dalla critica americana come il capolavoro di James McPallotta. Un pellegrinaggio di molte speranze, ma senza vittorie, in un deserto di trofei disperato in cui brillano istanti di profezia ("vinceremo il tricolor").

La Strada (per trigoria) - di James McPallotta - Perdinelli Editore

vaz

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è bello vedervi così in tiro!!!

:since

mansiz

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saramago

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aaa zoro, a questi manco casa je poi spiccià!   :since

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porgascogne

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Undici piccoli calciatori estranei l'uno all'altro sono stati invitati a giocare, nella splendida cornice dello stadio olimpico di roma, una finale di coppa italia, senza sapere il nome del generoso ospite, a parte uno: malago'. Eppure, chi per boriosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito, convinti di poter stravincere. Gli invitati non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli; hanno trovato invece un cross che è poesia incorniciata e, appena sopra il caminetto della loro camera, a guardia del quale avevano posto una statua di cera dell'artigianato romeno, la zampata di un cacciatore bosniaco. E una voce inumana e penetrante, che si solleva dalla curva nord, e che li accusa di essere tutti perdenti. Per i calciatori intrappolati è l'inizio di un interminabile incubo che si concluderà con il collare della sconfitta intorno al loro collo ed una coppa alzata in faccia.
Agata Perchristie, che si è cimentata più volte con il giallo in finali con sconfitta - Il battello sul Liverpool, il favoloso Inter-Express, la villa nei rigori col Torino - con Undici piccoli calciatori, scritto nel 2013, ha sfidato se stessa: undici pippe, isolate, vittime a loro volta di un assassino invisibile, se non fosse per il cono di lulic che lo inquadra.

Undici piccoli calciatori - Agata Perchristie - Edizioni Manco Laseconda, Laterza

Panzabianca

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robylele

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anche se la strada da percorrere e' difficile, tortuosa, e che come sempre la condurra' davanti all'immane piacere dell'indecisione davanti al bivio che le si porra' inequivocabilmente e inevitabilmente davanti al momento di scegliere cosa preferire tra il congiungersi, previa applicazione o meno di sostanza collante, all'apparato riproduttivo di essesse o se ghermirlo voluttuosamente al termine del sito atto a contenere la propria spina dorsale, purtroppo raramente presente.



:lol: :lol: :lol: :lol:



arkham

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Cliath

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Citazione di: saramago il 17 Giu 2013, 14:14
aaa zoro, a questi manco casa je poi spiccià!   :since

:hail:

Meravigliosi!!!  :)

rocchigol

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secondo me glie stamo a da troppa importanza... che non hanno.

prima erano nudd ammiscat cu nenti

ora sono morti...


porgascogne

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Le ragazze vestono Aesse, o qualunque sia l'ultima marca in fatto di bodypoops, parlano delle mode dell'ultimo minuto. I ragazzi invece girano con la loro "Apetta", intabarrata coi colori della peperonata e magari fregata al papà. Le ragazze si preparano a incontrare il coatto della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica alle sconfitte, di velocità di simulazione, di fischio di un rigore. Fino all'ultimo respiro. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, di banda (il mitico gruppo dei Kani: el Coco, Marcoligno, er Cipolla), Dagnelino e Babi si incontrano. Babi è un'ottima studentessa, Dagnelino (Dagnelino) è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in campo piazzandosi davanti all'arbitro o con gli amici ed una bira o in palestra oppure in casa con Monica e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca al picchetto, tanto Mensu ed il Fosco c'hanno altro al quale pensare. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto facile perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori: una perfetta coatta vestita di giallo e di rosso. Dagnelino rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine – faticosamente costruita – da superduro. E in effetti muscoli palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un'ombra scura sulla vita sportiva di Dagnelino e sulla tormentata love story con Babi: una coppa alzata in faccia, non si può dimenticare.

Federico Mocciolo è nato a Roma nel 1963, due anni dopo la vittoria della Coppa delle Fiere.
È autore per la televisione e sceneggiatore per il cinema. Tre facce sopra la Coppa (2013), il suo primo romanzo, ha superato la soglia di un par de milioni di copie vendute diventando il caso letterario del 2013, vincitore del premio Ponte dell'Ariccia, sezione Narrativa, e del premio Zero Tituli, sezione Giovani adulti. Con Perdinelli ha pubblicato anche Ho voglia di Coppa (1983, premio Città di Liverpool) e Amore Inter-no (uscito in due fasi: 1991 e 2010).
Emozioni Tante, Coppe Zero (2007) con Ed. Il Romatriste; Scusa ma ti chiamo Merda (2007), Cercasi Vittoria Disperatamente (2011), La passeggiata in finale di Coppa Italia (2013) e Diario di un sogno: Manchester (2007). I suoi libri sono stati pubblicati in quindici paesi europei e inoltre in Argentina, Brasile e Giappone, ma soprattutto Boston. Dai suoi libri sono tratti i film omonimi Tre Facce sopra la Coppa (2013), Ho voglia di Coppa (1983) e Scusa ma ti chiamo Merda (2007, di cui Mocciolo è anche regista, oltre che assaggiatore).

Tre Facce sopra la Coppa - Federico Mocciolo - Ed. Il Romatriste

loquace

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Frangiesco Totti, un anziano cappetano che grazie al suo lavoro mantiene la propria famiglia, si risveglia un mattino nelle sembianze di un orrido e gigantesco tocco di merda riverso sulla sua maglietta di gioco. I familiari non solo si accorgono che il cappetà non è ancora partito per andare agli allenamenti ma cominciano inspiegabilmente a chiamarlo Marione. Preoccupati gliene chiedono spiegazione, convinti che sia malato. Frangiè cerca di tranquillizzarli ammettendo che qualcosa in lui è cambiato tranne l'odore. Nel frattempo giunge presso la sua abitazione il suo amico e dirigente Ceo Zanzi, determinato a capire il motivo dell'assenza ingiustificata all'allenamento e per scroccare una colazione.

Nella sua nuova situazione Frangiè risulta in grande difficoltà nei movimenti, e, pur abituato a cadere spesso e senza motivo, non riesce nonostante gli immani sforzi a trascinarsi fino alla porta della propria stanza, Ceo spazientito dall'attesa minaccia di non rinnovargli il contratto. Alla fine il richiamo dei soldi è talmente forte che l'uscio si schiude dopo pochi istanti, facendo retrocedere l'esterrefatto ospite fino alla rampa delle scale e lasciando impietriti i familiari, ai quali si era aggiunto anche cappetan futuro. La vista di ciò che "mister 15 persi" è diventato scatena in costoro forti reazioni d'invidia: "ora è lampante che sei un vero romanista" esclama il compagno di mille sgomitate.

Eppure da quel momento, la sua presenza è respinta da chiunque non sia contemporaneamente romano e romanista, escluso er sor Pallotta, che sembra preoccuparsi per lui conscio che ora incontrerà grandi difficoltà nel mollare gomitate agli avversari cosa che inevitabilmente gli preclude la possibilità di continuare la carriera. Impietosito, dopo poco tempo gli trova un impiego, come nuovo logo della maggica e colloca la sua immagine su tutti i gadget. Sembra l'inizio di una nuova vita ma clamorosamente il nuovo logo viene rifiutato dal magifico bobolo, cosicchè anche il buon Pallotta lo abbandona. Frangè si trova ben presto in uno stato di depressione tale da condurlo a rifiutare il cibo offertogli dai pochi giornalisti della riomma rimastigli accanto fino a giungere ad una morte lenta. In seguito a ciò, si sbarazzano del suo cadavere, raccogliendolo riverso per strada e inserendolo nell'apposita bustina che conclude il suo viaggio nell'apposito cassonetto.

La Merdamorfosi - Franz Ka(f)ka -Immondadori Editore

StylishKid

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Aspetto "Ombre (giallo)rosse" e "Qualcuno volò sul nido del (pijander)cuculo".

Neal

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porgascogne

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Cliath

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complimenti Robè, quell'"in casa con Monica" è sottilissima...  :)



P.S. Loquace: sto ancora a ride!  :DD

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