Citazione di: VeniVidiLulic il 19 Giu 2013, 00:30
Concordo,totalmente,su ogni parola,lettera e punto.
Il divario è a monte,un divario non solo tecnico,tattico,progettuale,ma pure organizzativo,sin dai livelli più alti.
Le società spagnole sono organizzate e iper ramificate in tutto il territorio,in italia c'erano anni fa realtà simili e ora o sono scoppiate,o hanno dovuto tagliare,o non hanno potuto tenere dietro al progresso.
Ho visto video di come si allenano in germania,impressionante,noi c'abbiamo ancora i campetti di periferia tutti grigi e spelacchiati.
In spagna hanno scuole calcio enormi ,da cui le prime squadre attingono costantemente ad alti ed altissimi livelli.
Milan,juve,inter non hanno settori giovanili degni di nota.
Si,c'è qualcuno che arriva attirato dal profumo dei soldi ma non è certo paragonabile agli ambienti stranieri,qua i nostri giovani fanno panchina agli ambrosini,ai mudingaiy e ai taxidis o come se scrive.
Napoli a parte,che dispone di un enorme serbatoio di potenziali talenti da cui attingere,le romane pure,anche se in forma minore,ma ancora non basta,ma senza le prime tre a trainare il movimento come in spagna fanno barca e real, beh, causa persa.
Le altre le lascio stare,perchè non hanno un penny,l'atalanta ce prova,ma 10 anni fa era n'altra storia.
Discorso analogo ahimè per le varie "accademie calcistiche" ormai allo sbando che un tempo erano il motore del nostro calcio.
La corsa sugli spagnoli,o sui tedeschi,è,ad oggi,con le risorse di cui disponiamo,una pretesa assurda e pure di cattivo gusto.
I loro giocano al top con i migliori al mondo sin dai 17/18 anni,i nostri,se va bene,esordiscono a 21/22,magari in una squadretta che si deve salvare e che di valorizzarli ne ha ben poche ragioni.
Tanto di cappello e rispetto per il calcio spagnolo che è cresciuto tantissimo,hanno portato nel calcio una evoluzione come non si vedeva da almeno un decennio e questo gli è valso tutte le vittorie ottenute finora e penso molte altre a venire.
Ha fatto più di 10km, poraccio, che je voi di?
Gli spagnoli arrivavano da tutte le parti,la palla lui la vedeva passare fra isco,thiago e morata,poi fra morata koke e thiago,poi thiago koke e tello...e lui a corrergli dietro,visto che era l'unico centrocampista vero che avevamo.
Il non gioco italiano poi lo penalizzava pure,visto che gli spagnoli,capito l'antifona dei nostri orrendi lancioni e sono adeguati e hanno semplicemente smesso di permetterli.
hai ragione, ma anche qui basterebbe poco, ossia impostare una progressione didattica che, dalla scuola calcio fino all'ultimo giorno di settore giovanile, metta al centro l'insegnamento di tecnica e tattica individuale.
non serve che le società professionistiche abbiano la loro scuola calcio (anche se la Lazio ce l'ha, ad esempio). esistono tante, tantissime scuole calcio specializzate nel territorio che funzionano alla grande e sono i veri serbatoi del calcio professionisstico... pensiamo solo a Roma, in cui ce ne sono almeno 5 di un livello davvero elevato (T3T, Vigor, Savio, Futbolclub, Tor Di Quinto). e forse me ne scordo pure qualcuna.
il problema è che in Italia il risultato è prioritario, anche per queste realtà, per cui tutto è finalizzato ad esso, fin dagli ultimi 2 anni di scuola calcio (esordienti), figuriamoci dopo, in tutta la trafila di settore giovanile... la materia prima ci sarebbe pure, ma se alla fine è la vittoria l'unico obiettivo che viene sollecitato dalle società, io allenatore tenderò a sopravvalutare l'aspetto tattico, soprattutto quello collettivo, nell'ambito della preparazione del giovane calciatore, a scapito di tutto il resto.
la mia squadra alla fine uscirà vittoriosa, e avrò terzini di 12 anni che tatticamente sono perfetti (così come sono molto bravi sotto questo punto di vista i due terzini azzurri di ieri), ma tecnicamente non molto formati.
in spagna è da anni in atto una rivoluzione in questo senso, attraverso un metodo che si ispira a quello olandese (non è un caso che al barcelona siano transitati nel corso degli anni gente come Cruyff, Van Gaal, Rijkaard): il concetto per cui tutte le squadre blaugrana giochino col 433 e visto da noialtri come palese dimostrazione di puzza sotto il naso da parte dei catalani che si sentono superiori al resto del mondo, in realtà risponde all'esigenza di esaltare il discorso della crescita tecnica all'interno di un ambito tattico facilmente assimilabile e soprattutto immutabile: una volta apprese le nozioni di tattica collettiva tipiche del modulo, puoi concentrarti unicamente sulla crescita tecnica, sapendo che il modulo sarà sempre quello e non cambierà mai, sia che si vinca, sia che si perda.
al contrario nostro, dove nelle scuole calcio può capitare di assistere durante gli allenamenti ad interminabili esercitazioni tattiche collettive basate su qualsiasi tipo di modulo perché non sia mai, in Italia bisogna cambiare sempre anche in funzione dell'avversario o delle mutevoli situazioni che possono capitarti durante la partita (concetto che approvo in serie A, ma che mi sembra abbastanza spropositato per i contesti giovanili).
il risultato è la nostra palese inconsistenza di fronte agli spagnoli che come detto già ieri in fase di commento, hanno dominato in ogni angolo del campo non per superiorità tattica, ma tecnica.
quasi tutti gli 1vs1 si sono risolti a loro favore, indipendentemente da chi avesse palla.
la proprietà di palleggio, da molti scambiata per sterile esercizio di torello, in realtà è soltanto superiorità tecnica a livello individuale di ciascuno dei loro calciatori nei confronti dei nostri. il reiterato giro palla che provoca a molti irritazione in realtà è possesso allo stato puro, in cui non c'è nulla di tatticamente rivoluzionario a livello collettivo, si parla di capacità di smarcamento, protezione della palla, guida della stessa e precisione del passaggio. l'abc del calcio, quello che dovrebbe davvero essere insegnato fin da piccoli e che loro in effetti insegnano e poi allenano fino all'ultimo giorno di settore giovanile, permettendo ai loro ragazzi di essere pronti per il salto nel professionismo.
la supposta predominanza fisica degli spagnoli, di cui molti dubitano, in realtà non esiste: le statistiche di fine gara dimostrano quasi immancabilmente che ad aver percorso più km sono sempre i loro avversari. ci si stupisce di montoya che all'85simo ancora fluidifica come un cavallo pazzo sulla fascia? montoya ha fatto 10 discese in tutta la partita, nessuna delle quali sprecata. il terzino sinistro italiano ne avrà fatte una cinquantina, gran parte delle quali inutili. montoya gioca in un contesto tattico di facile lettura, deve fare 4 o 5 cose in tutto, a livello di tattica collettiva, e le scelte si basano su situazioni che hanno metabolizzato fin da piccoli. sanno quando devono avanzare e quando retrocedere, quando devono accorciare sull'avversario diretto e quando invece avvicinarsi al compagno.
il terzino italiano invece ha mille altri input dal punto di vista tattico, nel corso della carriera ha imparato a giocare a 3 dietro, a 4, a 5, con e senza tattica del fuorigioco, con un centrocampista laterale davanti o senza, in marcatura fissa o a zona, contro squadre a 1, 2 o 3 punte, perché ogni anno c'era un campionato da vincere e quindi guai a sottovalutare l'aspetto tattico collettivo, perché da un momento all'altro possiamo e dobbiamo passare da un modulo al suo esatto contrario senza perdere l'equilibrio tattico.
ed è sicuramente bravo, per carità, da questo punto di vista.
solo che non hai speranze se poi nell'1vs1 non levi mai palla al tuo avversario, o il tuo te la leva sempre, se con palla al piede i tuoi compagni non si smarcano o tu non offri al tuo compagno la possibilità di uno scarico perché stai a pensa' alla posizione da mantenere nel caso in cui succedano mille cose, tutte rigorosamente provate durante la tua formazione di calciatore, e se moltiplichi tutto ciò per ciascuno degli altri giocatori in campo.
in realtà un movimento calcistico di un livello superiore non ha bisogno di migliaia di giocatori di un certo tipo, alla fine in nazionale ce ne vanno una ventina alla volta, e quelli nel giro sono 40 massimo.
ma come per la spagna, in Italia abbiamo i vivai pieni (ci mancherebbe che non fossimo tra i migliori in Europa, italicbold... ma il vero miracolo è quello olandese, non il nostro...), e non è possibile che non si riesca a mandare in campo una formazione in grado di reggere il confronto.
un confronto che, prima di tutto, da quando il calcio è stato inventato, si basa sulla tecnica individuale.