Citazione di: silvia84 il 22 Lug 2013, 14:49
beh se uno è così credo non si voglia proprio sposare di default.. cmq considerando quante persone al giorno d'oggi prendono certe situazioni con leggerezza tutto può essere..
Silvia, non credo sia così netto il confine tra il non volere e il volere. Il problema non è quello. Quando l'uomo che ho più amato in vita mia mi chiese di sposarlo, cominciai a sudare freddo. Mi venivano in mente gli sguardi accesi di tutte le persone che ci stavano passando o c'erano già passate. E non riuscivo a considerarla solo gioia, ma anche una profonda incoscienza. Il mio sguardo, davanti a quella richiesta non brillò. Anzi, cominciai a chiedermi seriamente come possa una persona capace di intendere e di volere garantire il proprio amore per tutta la vita. Gli risposi che ci avrei pensato, ma che in ogni caso, al momento non volevo nemmeno parlarne. Avevo ventiquattro anni (anche se sono sempre stata di una precocità pazzesca rispetto all'età cronologica). Mi martellò per mesi. Io niente, non ce la facevo proprio, ed ero innamorata pazza, persa, fottuta. Il problema è tuffarsi o non tuffarsi, non sapendo cosa c'è sotto, perché nessuno di noi lo sa. Gli sguardi accesi di cui ti parlavo prima, sono diventati grigi con il tempo. Sono quasi tutti separati o divorziati, con figli o senza. Il mio brilla per fatti suoi, perché sono innamorata della vita, a parte tutto.
I miei sono insieme da sessant'anni. Dovrei dunque crederci se il mio specchio fosse la famiglia e superficialmente la famiglia a tutti i costi. E invece è proprio per quello che non ci credo. Perché la casa dei miei si è fondata e continua a non crollare solo in virtù degli sforzi di mia madre, che non ha mai nemmeno concepito la sua vita senza mio padre. Ma è un fatto culturale, educativo, didatticamente coercitivo tipico di una mentalità vetusta. Non è reale. Io non concepisco una coppia come la loro, squilibrata, asfittica (solo per mia madre), con un rapporto di forza che pende da una sola parte (mio padre).
Mi hanno proposto diverse volte di sposarmi. Non ho mai accettato. Solo convivenza e una volta rifiutai pure quella. E' bello anche prendersi la responsabilità di amare qualcuno con tutto ciò che ne deriva. Ma da qui a stipulare un'assicurazione sulla vita c'è un baratro che dovrebbe chiamarsi buonsenso. Il buonsenso di non prendere impegni enormi come se si stesse andando a fare un bel viaggio.
(io poi viaggio pure da sola, quindi nemmeno quello. Quando pensavo al matrimonio mi veniva in mente l'ergastolo

)