dopo tre giorni passati ad Auronzo, dopo aver seguito con attenzione e curiosità schemi e allenamenti, partitelle e la sfida con lo spezia, provo a dire la mia sui termini nuovi nei quali potrebbe porsi, quest'anno, la questione dell'attacco
dell'attacco, preciso, non dell'attaccante. perché il punto sta esattamente qui: se non puoi puntare su ibra o su cavani o su dzeko o su tevez o su un qualsiasi altro degli inarrivabili top player e se non ci sono le condizioni per realizzare un'altra operazione klose, la strada che puoi tentare è quella di vedere se con i giocatori che hai a disposizione c'è la possibilità di disegnare strategie offensive alternative a quelle vincenti della prima parte della stagione scorsa
il gioco d'attacco dello scorso anno girava, essenzialmente, intorno ai gol e ai movimenti di klose, alle incursioni e ai tiri di candreva, alla precisione balistica di hernanes, alle accelerazioni di lulic, ai movimenti e agli assist di mauri. floccari, ederson in una manciata di partite, kozak in euro league, han fatto ciò che hanno potuto per integrare questi schemi e per supplire alle assenze, inevitabili, di questo o quel protagonista. sappiamo il risultato: inceppato il meccanismo, pochi gol, poco gioco, pochi punti
da quello che credo di aver capito, quest'anno ci sono, o potrebbero esserci, tre varianti, o forse quattro, in base alle quali riconsiderare per intero il quadro delle soluzioni offensive. le varianti: 1. ederson, 2. rozzi, 3. keita, 4 perea (dico forse e non mi ci soffermo perché di lui sappiamo tutti poco o nulla). a un attacco formato klose/candreva/hernanes che va in calo o che deve rifiatare la risposta su cui si sta lavorando non è tanto matri o chi per lui al posto di klose, quanto un terzetto diverso e altri schemi offensivi, ovvero due tra ederson, keita o rozzi a girare intorno al perno floccari o kozak
su rozzi e keita leggo, qui sul forum e sulla stampa, analisi e ipotesi a mio parere davvero molto lontane dal vero (sul tempo di ieri ad esempio si scriveva di rozzi in prestito al pescara...). rozzi e keità, secondo me, sono due perni centrali del progetto Lazio su sui stanno lavorando, già da ora, tare e petkovic. non pedine inamovibili di un inesistente undici base, naturalmente, bensì opzioni fondamentali all'interno di una rosa ricca e multiforme, pronta a proporre, partita dopo partita, schemi uomi e soluzioni diverse
chi insomma pensa a un rozzi e più ancora a un keita come vice klose è completamente fuori strada, secondo me. petkovic non ripeterà l'errore dello scorso anno con kozak. un vice miro che giochi all'altezza di miro la Lazio - salvo colpi dal cilindro ad ora imprevedibili da parte di tare - non può permetterselo. e allora, perché nulla cambi in termini di risultato occorre che tutto cambi in termini uomini e di movimenti. in questo senso rozzi e keita, accanto a ederson e ai protagonisti dello scorso anno, potrebero rivelarsi perfetti e potrebbero stupire molti tra tifosi e addetti ai lavori. serve fiducia ma la mia impressione è che i mezzi ci siano tutti