Citazione di: strike il 04 Ago 2013, 19:50
qui non si parla di intercettazione, si parla solo di tabulati
almeno io ho capito così
ma soprattutto su mister x, il cui nome suppongo sia noto agli inquirenti, leggo addirittura che sarebbe indagato, non ci sono elementi sufficienti perché se no lo avrebbero arrestato
finché è questo è fuffa
Fuffa imbarazzante, però.
Ovviamente, i conti si fanno alla fine, quando tutte le carte sono state scoperte.
Al momento, però, dopo i già vergognosi abusi dell'estate scorsa, dobbiamo assistere in rapida successione a:
1) deposito di una sentenza (di un ordinamento autonomo) che giudica insufficiente l'apparato probatorio "prestato" dalla procura di Cremona a quella sportiva (sulla cui base, dodici mesi fa, sono state sbattute in galera persone senza alcuno dei presupposti che potesse giustificare una simile eccezionale misura);
2) intervento, il giorno dopo, del pm di Cremona che, esorbitando del tutto da ogni limite, a testate unite attacca frontalmente questa sentenza, dando del dilettante a chi l'ha scritta, in contrapposizione al togato giudice che, invece, ha autorizzato la detenzione di Mauri e Milanetto
a scopo confessorio (sic!);
3) nella stessa intervista il pm lascia presagire - non è chiaro sulla base di quale facoltà di vaticinio - l'imminente applicazione, in sede di giustizia ordinaria, di pene durissime, che faranno fare una brutta figura agli impavidi giudici spotivi
4) il giorno immediatamente successivo, le stesse testate unite danno risalto, curando di modificare qualche parola qua e là, ad una velina con cui vengono propalati particolari investigativi (i trenta contatti telefonici) coperti da un segreto istruttorio tanto rigoroso da non poter neppure essere comunicati alla procura federale, i quali - ci si dice (sulla parola, ca va sans dire) - renderanno inevitabile l'applicazione della giusta pena a coloro che per ora, grazie all'insipienza dell'ordine giudiziario sportiva, l'hanno fatta franca.
Ora le possibili spiegazioni di questi eventi e di queste stravaganti dichiarazioni sono parecchie.
Una più sconfortante dell'altra, però. Almeno per chi (ed a questo punto penso siano rimasti in pochi) ancora si ostina a ritenere che l'amministrazione della Giustizia nel nostro Paese sia una cosa seria.
Certo è che in qualsiasi altro posto al mondo sarebbe già intervenuto chi di dovere a sottrarre l'indagine ed il processo ad un Ufficio così, evidentemente, poco sereno da non garantire neppure un minimo di imparzialità, ed a sanzionare chi, da oltre un anno, viola impunemente tutte le regole di condotta proprie della funzione che ricopre.