Io non ero ancora nato, per cui l'ho vissuta tra i racconti di mio padre e di altri laziali più grandi di me, tra il materiale che ho trovato in rete e qualche inchiesta televisiva.
L'idea che mi sono fatto è che, al di là di tutto, fossimo davvero ma davvero soli.
Non c'era internet, né altri canali per informarsi e avere la possibilità di creare un minimo di massa critica dal basso. Subimmo con le mani legate un sopruso dietro l'altro, dall'evitabile gogna degli arresti allo stadio e della loro spettacolarizzazione, al clima di caccia alle streghe nei confronti della Lazio tutta, additata, in base alla responsabilità oggettiva, come Male Supremo del Calcio, il tutto mentre tutti gli altri riuscivano, in qualche modo a insabbiare le medesime colpe e a permettersi di ergersi a paladini della giustizia.
Sui nostri calciatori ho difficoltà di giudizio. Lo ammetto: per Wilson ho adottato una sorta di "non accettazione" che penso abbia colpito tantissimi altri tifosi. Per me che non l'ho vissuto, è il Capitano del Primo Scudetto e non riesco in alcun modo, anche ora che sono adulto, a capacitarmi del resto. Su Giordano non riesco a incavolarmi più di tanto, riconoscendogli le difficoltà delle umili origini, di frequentazioni sbagliate ecc.
Manfredonia lo trovo urticante a pelle, le poche volte che l'ho ascoltato. Quel tono viscido e quell'atteggiarsi in maniera fastidiosa a bandiera della roma, quando da loro ci ha trascorso 2 anni e oltretutto non propriamente idilliaci, a fronte di 15 con noi.