21 Dicembre 2011, Repubblica, primi riferimenti a Mauri e Brocchi una settimana prima che Gervasoni venga interrogato. E nella foto in cui viene indicato Zamperini c'è Milanetto che sarà messo in mezzo la settimana successiva da Gervasoni stesso. Grazie a oizaL di
BC.org che notò per primo questa "stranezza".

Scommesse, 22 le partite di A sospetteAnche la Lazio nel mirino dei pm
Scommesse, 22 le partite di A sospette Anche la Lazio nel mirino dei pm
Prime ammissioni degli arrestati. "Ci aspettiamo che salti fuori qualche nome grosso". E spunta l'ombra della camorra dai nostri inviati MARCO MENSURATI e GIULIANO FOSCHINI
CREMONA - Il grande pallottoliere del calcioscommesse made in Italy comincia a segnare numeri importanti: i numeri della serie A. Ventidue partite a rischio combine, solo nell'anno scorso, e nove squadre, piccole, medie e grandi, sospette. È la statistica criminale elaborata in questi mesi di indagine dalla task force interforze istituita nel giugno scorso, nel day after dello scandalo Signori, dal ministero dell'Interno. Statistica che nei prossimi mesi dovrà trasformarsi in prove prima, e processi poi, ma che intanto ieri è stata aggiornata ancora una volta, visto che nel mirino è finita ufficialmente Lecce-Lazio del maggio scorso - un 2-4 dal forte sapore di over - e, di conseguenza, la Lazio.
Il quadro, racconta un inquirente, è ancora caotico. Tuttavia il sospetto che la squadra di Lotito abbia partecipato alla presunta combine sta prendendo sempre più consistenza. Gli inquirenti, dopo un'intera giornata di accertamenti specifici, hanno finito con il chiedere direttamente notizie a uno degli indagati arrestato nella retata di lunedì, Alessandro Zamperini, un ex calciatore cresciuto nelle giovanili della Lazio, passato per una decina di squadre, e poi arruolato tra le fila della banda del singaporiano Den, il boss del calcioscommesse.
Zamperini - arrestato per aver tentato di corrompere il calciatore del Gubbio, Simone Farina - avrebbe trascorso quattro giorni nell'albergo in cui soggiornava il Lecce alla vigilia della gara contro la Lazio. Non ci sarebbe niente di male, si potrebbe obbiettare, se non fosse che quella di alloggiare per qualche giorno insieme alle squadre con cui si era organizzata una combine in modo da avere sempre i giocatori complici sotto mano era una prassi consolidata dell'intero gruppo di Den. Di più, quasi una firma. Firma che però nel corso dell'interrogatorio di ieri Zamperini, dopo aver parzialmente ammesso l'episodio della tentata "corruzione" del collega del Gubbio, ha disconosciuto: "Ero lì a Lecce solo perché un amico mi aveva invitato a vedere la partita".
Il muro opposto da Zamperini costringe adesso gli uomini guidati dal procuratore Roberto Di Martino ad aspettare l'esito di alcuni atti di indagine eseguiti per rogatoria nei paesi "preferiti" dalla banda di Den, Svizzera e Singapore. Dalla rogatoria Svizzera in particolare gli inquirenti si aspettano notizie importanti relative ai conti correnti che alimentavano le giocate degli Zingari. "Se dovesse saltare fuori qualche grosso nome non ci stupiremmo affatto".
Oltre alla Lazio, le squadre della lista al centro delle attenzioni principali delle procure sono sempre le stesse: Brescia, Lecce, Bari, Sampdoria, Genoa, Bologna, Cagliari, Napoli. Ovviamente non tutte le gare dell'elenco sono state compromesse allo stesso modo. Per alcune si tratta di semplici combine di origine sportiva (accordo tacito tra una squadra che non ha nulla per cui giocare e un'altra a cui servono punti) su cui qualcuno ha lucrato, per altre di partite decise e giocate direttamente dalle organizzazioni criminali come quella di Den il singaporiano o, peggio, come la camorra, interessata spesso non solo a lucrare ma anche a riciclare soldi sporchi. E sono proprio le tracce di questa attività camorristica l'aspetto più inquietante dell'inchiesta di Cremona: "A Napoli - dice uno dei pentiti - ci sono degli asiatici che fanno le scommesse, quando vincevi potevi andare lì a prendere i soldi".
Spese folli, ville e champagne quelle vecchie glorie in vendita per non arrendersi al declinoDAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI
CREMONA - C' è Zamperini che, in una specie di Truman show consapevole e volontario, posta i suoi attimi in tempo reale su Facebook: lui accanto al seno esplosivo dell' amica estiva Nicole Minetti; lui nella villa dieci stanze con piscina affittata sull' isola dal «gruppo di Formentera», al quale il nostro si pregia di appartenere. E fa niente se, dopo un' onorata carriera italoinglese tra serie A e Premier League, lo Zamperini era finito sotto contratto prima con il Pescina Valle del Giovenco (C2) e poi con il Ventspils (prima divisione del campionato lettone). L' importante è essere nel Giro. E farlo sapere. Per dire: domenica notte, tre ore prima dell' arresto. Sul profilo Fb il difensore scrive: «Milano». Nell' ambiente della movida pallonaraè un dress code: informi che ci sei, chi vuole ti trova lì, Ibiza, Hollywood, Toqueville, i templi notturni dei calciatori non più di primissima fascia ma, con un po' di sforzo, a costo di deragliare, ancora aggrappati all' onda. Non sono più ma vogliono e devono essere ancora. Provanoa fermare il loro tempo. Un azzardo: perché dentro quel tempo non ci sono solo le aspiranti soubrette che ti fanno sentire ancora uno «importante», i residui dei cortigiani di un tempo, il pierre che in discoteca non smette di riservarti il tavolo buono. Dentro quel tempo magari c' entrano gli "zingari" (che agganciano Zamperini e Filippo Carobbio), o un viaggio non culturale in Oriente (lo racconta alla madre un preoccupatissimo Luigi Sartor), o una valigetta con 40mila euro da recapitarea un complice a un casello autostradale (l' ex portiere Nicola Santoni, amico fraterno di Doni che ha in mano il destino suo e dell' Atalanta). Facevi impazzire gli stadi: adesso ti ritrovi a parlare in codice al telefono, fai Fantozzi per cancellare le prove, usi le sim «sicure» come un Lavitola; da svelto centrocampista che eri devi improvvisarti hacker fuori tempo massimo (Doni); ma intanto il «maresciallo» di cui ti prendi beffa ti ascolta. Sono le vite parallele dei calciatori scommettitori sul viale del tramonto. Una galassia fatta di gruppi e sotto gruppi. Nomi che furono e nomi che non saranno più. Ostinati. Non mi arrendo, finché la ruota gira ci sto. La scimmia delle scommesse, certo. Ma non è solo malattia:è calcolo, incapacità di ridimensionarsi. I giocatori (in senso molto lato) arrestati a Cremona hanno tutti (tranne Doni, forse) una caratteristica di cui le intercettazioni non dicono abbastanza: non vogliono sparire dall' unica vita che hanno conosciuto, quella degli stereotipi che indossano come una maglia. Le feste, i locali, il triangolo delle stellee delle stelline (Costa Smeralda, Milano, Formentera), le auto sportive, le grandisorelle da paparazzo, i lenoni factotum. Quelli di cui magari nel frattempo sono diventati soci. Anche di scommesse. Ma stare nel Giro costa: e se hai smesso di giocare, o se fai la C, «tenere botta» (copyright Doni, intercettato con Santoni) può diventare un problema. «I giocatori meno sono importanti e più se la tirano» dice un ex che «fuoricampo» dei calciatori, vizi e virtù, li conosce bene. «Il problemaè che nel calcio di soldi ne girano sempre meno: in serie serie B e C molti fanno fatica a portare a casa lo stipendio. E quelli di prima fascia, i medio grandi abituati a un tenore di vita alto, non si arrendono all' idea di doversi dare una regolata». «I soldi mi fan comodo», va al nocciolo Carlo Gervasoni parlando al telefono con lo «zingaro» Gecic. Si scusa perché, sciagurato, in Brescia-Mantova brucia una scommessa salvando sulla linea della porta un gol che doveva far segnare. «Dice che ero il contabile» si sfoga l' «orientale» Sartor con la madre. «Ci mettiamo a posto tutti», «un chilo», «due chili»: è il lessico dei biscazzieri del pallone. Affamati di soldi (la media dei loro stipendi non supera i 150mila euro: per loro bazzecole). Ingordi, in alcuni casi. Big Doni si becca 600mila euro l' anno (nonostante l' indagine e l' arresto l' Atalanta continua a pagarlo?). Con Santoni (un «ex amico» diceva quest' estate dopo il botto, però poi gli ha pagato l' avvocato e ha continuato a pressarlo perché non parlasse) e con l' ex Napoli Maurizio Neri (allenatore delle giovanili del Parma, indagato) nel 2000 Doni fonda i Figli del Sole. Il lido balneare di Cervia divenuto base di un gruppo di amici-sodali (Doni, Santoni, Neri, il gestore Antonio Benfenati) che i magistrati definiscono «associazione a delinquere». D' estate lo stabilimento è frequentato anche da altri calciatori amici dell' ex capitano atalantino: Gervasoni (arrestato), Manfredini (coinvolto nell' inchiesta "Last bet" e poi scagionato) e altri habitué che con le scommesse non c' entrano niente (Simone Inzaghi, Elvis Abbruscato, Gianni Munari). Ques' estate gli sponsor dell' Atalanta l' avevano scelto come location per un meeting: poi hanno pensato che come immagine non era carina. Chi invece se l' è spassata da leone, a giugno, è Zamperini: vacanze a Formentera con «quelli che contano». In villa assieme al suo amicissimo Stefano Mauri, a Vieri, Brocchi, Matri, alle veline e alla consigliera regionale del bunga bunga Nicole Minetti. «Il seno esplosivo di Nicole conquista Alessandro Zamperini» titolarono le riviste gossippare. Un quarto d' ora warholiano. Poi,i titoli di coda.