Richiesta di qualsiasi materiale pubblicato su Mauri e sulla Lazio

Aperto da Fiammetta, 16 Ago 2013, 23:23

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Calcioscommesse, è Stefano Mauri il mister x del conto segreto in Svizzera
La Procura di Berna, che indaga per riciclaggio, ha scoperto un deposito bancario intestato ai genitori del calciatore della Lazio e un versamento sospetto di 100 mila euro. I tempi del bonifico, però, non sarebbero corrispondenti con quelli dello scandalo sulle partite truccate. E gli avvocati del centrocampista passano al contrattacco

di Luca Pisapia | 19 settembre 2012
Stefano Mauri
Più informazioni su: Antonio Conte, Calcioscommesse, Lazio, Stefano Mauri, Stefano Palazzi.

Potrebbe essere il capitano della Lazio Stefano Mauri il giocatore su cui la Procura di Berna ha aperto un'inchiesta per il reato di riciclaggio. Sotto la lente degli investigatori elvetici – che con una rogatoria hanno chiesto alla Procura di Cremona buona parte dei documenti concernenti l'intero anno e mezzo di indagini sul calcioscommesse – un conto corrente in Svizzera intestato a nome dei genitori del calciatore e un versamento sospetto di 100 mila euro su quel conto. I tempi del bonifico, a quanto trapela, non sarebbero però corrispondenti con quelli del calcioscommesse: ovvero le due partite del maggio 2011 Lazio-Genoa 4-2 e Lecce-Lazio 2-4 per cui Mauri era stato arrestato lo scorso 28 maggio.

Mauri, che sarà impegnato con la Lazio giovedì a Londra contro il Tottenham in Europa League, è stato convocato dalla Procura di Cremona per venerdì. Un interrogatorio che sarà condotto dal gip Salvini, alla presenza del procuratore Di Martino e al quale assisteranno gli inquirenti svizzeri. Ma i suoi avvocati hanno già pensato di chiedere un rinvio proprio per l'impegno del giocatore in Coppa. Nel pomeriggio, del resto, i legali di Mauri, Buceti e Melandri, hanno diffuso una nota per esprimere la posizione loro e del loro assistito sulla vicenda. "L'atto di notifica ricevuto da Stefano Mauri palesa come lo stesso debba essere sentito in qualità di testimone per conto dell'autorità giudiziaria elvetica – è scritto nel comunicato stampa – Contrariamente alla realtà dei fatti invece si legge oggi praticamente su tutte le testate giornalistiche che Stefano Mauri sarebbe indagato per il reato di riciclaggio, e che lo stesso dovrà essere 'interrogato' dal Gip Salvini".

E dopo aver preso atto "dell'ennesimo episodio di fuga di notizie dal Palazzo di Giustizia di Cremona" sono passati all'attacco: "Trattandosi di rogatoria, e quindi di procedimento a mezzo del quale una autorità straniera chiede di ascoltare un cittadino italiano, non si comprende per quale motivo l'adempimento non debba svolgersi secondo le regole ordinamentali, e quindi davanti al magistrato del tribunale di residenza del soggetto interessato. Resta quindi incomprensibile la designazione dell'unico magistrato sul territorio nazionale che, non solo sta svolgendo il ruolo di gip (che peraltro questa difesa ritiene incompetente territorialmente) nell'indagine nella quale Stefano Mauri è attualmente indagato, ma che nel contesto della medesima indagine ha già emesso un'ordinanza di custodia cautelare".

I due legali poi hanno deplorato "l'inevitabile e gravemente lesivo impatto mediatico" che ha investito il loro assistito. Eppure sempre venerdì, insieme a Mauri saranno sentiti anche altri cinque giocatori dal gip Salvini e dal procuratore Di Martino. Tra questi anche Marco Paoloni: il portiere della Cremonese arrestato il 1 giugno 2011 con l'accusa di aver somministrato dei calmanti ai compagni di squadra per far sì che la Cremonese perdesse le partite. Si tratta del curioso caso che scoperchiò l'intero calderone del calcioscommesse. Qualcosa a Cremona si muove.

La convocazione in procura del laziale Mauri segue poi di soli due giorni l'iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano del suo compagno di squadra Zauri per il reato di riciclaggio: sempre per il versamento di soldi, un milione di euro, su conti svizzeri. Anche se qui l'attenzione degli investigatori concerne il calciomercato, e i fondi neri connessi, più che il calcioscommesse. Fatto sta che ora, con la squadra che vola a punteggio pieno in campionato, sono due i laziali in qualche modo connessi con un trasferimento di fondi in Svizzera. E, per la regolarità del campionato in corso, ancora si attende che sul tavolo del procuratore federale Palazzi giungano i faldoni delle inchieste del quarto (Napoli e Genova) e quinto (Bari) filone delle indagini delle procure.

Ma non è finita qui. Venerdì è infatti in programma la prima udienza davanti al Tnas, dove il tecnico juventino Antonio Conte chiederà il proscioglimento per l'accusa di omessa denuncia e la conseguente squalifica di 10 mesi per i fatti di AlbinoLeffe-Siena. Nel frattempo i suoi legali hanno presentato alla Procura di Cremona l'istanza di archiviazione per il procedimento penale che contesta a Conte il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Dato che la Uefa ha esteso la squalifica del tecnico bianconero anche alle competizioni internazionali, oggi Conte allo stadio di Stamford Bridge seguirà l'esordio della sua Juventus contro il Chelsea da uno sky box, situato in un anello superiore dello stadio e nel lato opposto rispetto alle panchine. Ingabbiato e a debita distanza dai giocatori. Questa l'immagine paradigmatica che esporta il calcio italiano agli occhi dell'audience globale della Champions League.


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Mauri resta fuori. La Corte dispone nuove indagini (Gazzetta dello Sport)

La Corte di giustizia federale (Cgf) a sezioni unite ha deciso che svolgerà «personalmente» ulteriori indagini sulla posizione di Stefano Mauri per le partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Ha invece respinto i ricorsi della Procura federale relativi ai calciatori del Lecce Stefano Ferrario, Massimiliano Benassi e Antonio Rosati (oltre che per il Lecce). Accolta l'istanza dell'avvocato De Rensis per Ferrario e rideterminata la squalifica per omessa denuncia del calciatore a quattro mesi. Comunque il capitano della Lazio, nonostante le speranze dei suoi legali e di quello della società biancoceleste, domani non sarà in campo per la Supercoppa italiana.

Vittoria o sconfitta?
La decisione è favorevole all'accusa o alla difesa? Bisognerà aspettare. Di certo la Cgf ha ritenuto che né le tesi di Palazzi né quelle degli avvocati di Mauri (Melandri e Buceti) fossero sufficienti. Non utili per condannare, ma neanche per prosciogliere o confermare la sola omessa denuncia per Lazio-Genoa. Insomma, tutto da rifare.

Genoa e Milanetto
Ha retto, invece, il proscioglimento di Omar Milanetto e del Genoa per uno dei due illeciti contestati: Lazio-Genoa. I difensori del club e del calciatore (Mattia Grassani e Maurizio Mascia) hanno ribadito la totale mancanza di prove specifiche a carico del loro assistito. A Palazzi in questa occasione non sono servite le «celle» telefoniche agganciate dai telefoni di Zamperini e Iliesky nei pressi dell'albergo sede del ritiro del Genoa. Non esiste prova alcuna di contatti con Milanetto e, sebbene l'illecito sia stato consumato, non è possibile provare la sua partecipazione.

Nessuna decisione
La Cgf presieduta da Gerardo Mastrandrea (componenti Carlo Porceddu, Piero Sandulli, Mario Sanino, Leonardo Salvemini, Mauro Ferrazza, Gianfranco Iadecola, Luigi Impeciati, Lucio Molinari, Alessandro Zampone, segretario Antonello Metitieri) ha deciso di «non decidere» nulla per il momento. Forse in attesa di ulteriori elementi da Cremona, oppure perché probabilmente non sarà riuscita a trovare al suo interno il bandolo della matassa, preferisce scrivere: «Sospesa ogni definitiva decisione in punto di rito e di merito, ritenuto che, allo stato degli atti, appare necessario approfondire alcune emergenze istruttorie, visto l'art. 34, comma 4, C.G.S., dispone ulteriori attività di indagine e di accertamento, a cura di questa stessa Corte, anche mediante audizione personale dei soggetti di interesse, secondo apposito calendario e con garanzia del contraddittorio delle parti». Il linguaggio è criptico e il richiamo dell'articolo 34 del Codice di giustizia sportiva riguarda la possibilità di svolgere indagini.

Ferrario a Cremona
Hanno invece fatto breccia nella Cgf le argomentazioni dell'avvocato De Rensis che ha ribadito come il suo assistito, Ferrario, voglia collaborare anche con la Procura di Cremona e pertanto ha accolto l'istanza e ridotta a quattro mesi la sua squalifica. Invece la Cgf ha accolto il ricorso di Palazzi per Cassano trasformando la sentenza di primo grado, che aveva derubricato a slealtà la sua accusa, in illecito in prosecuzione: squalifica di 6 mesi. (francesco ceniti/maurizio galdi)

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Vi ringrazio dei complimenti, ma ho bisogno di contributi. Questo lavoro lo stavo già facendo insieme ad altri netter e da settimane. Se ho chiesto il vostro aiuto è perché ne abbiamo bisogno. Non abbiamo poteri sovrannaturali, le cose, in questo marasma mediatico e giuridico, inevitalmente ci sfuggono. Per cortesia, postate gli articoli e le dichiarazioni qui. Grazie.

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Qualcuno vada a pescare le dichiarazioni in radio e su sportitaliadi padovan, senza tralasciare criscitiello, lo farei io, ma sto da cellulare al lavoro


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Combine, liberi tutti Assolti Mauri e gli altri, ancora ko Palazzi La Disciplinare su Lazio-Genoa e Lecce-Lazio: «solo» sei mesi al giocatore, una multa alla società. Altra debacle per il procuratore

di Simone Di Stefano Roma
Due combine rimaste in congelatore per un anno e mezzo, da ieri - in attesa del secondo grado - sono completamente derubricate dalla Commissione Disciplinare, che con un dispositivo di 21 pagine giustifica il «vuoto» giuridico per procedere alle squalifiche per illecito dei deferiti. Salvo i soliti noti (Zamperini, 2 anni in continuazione; Mario Cassano, 4 mesi; e il super pentito Carlo Gervasoni, che aveva patteggiato) tutti gli altri se la cavano con assoluzioni (Omar Milanetto, Antonio Rosati e Massimiliano Benassi) e derubricazioni in meno gravi omesse denunce. È questo il caso (oltre che dell'ex difensore del Lecce, Stefano Ferrario) del capitano della Lazio, Stefano Mauri, condannato a 6 mesi di squalifica (contro la richiesta di 4 anni e mezzo di stop) per l'omessa denuncia in Lazio-Genoa. Per i club coinvolti è una mano santa: Lazio e Lecce rimediano una semplice multa e non la penalizzazione in classifica che, per la Lazio il pm federale Stefano Palazzi aveva quantificato in -6 punti. Per il Genoa, grazie al proscioglimento di Milanetto, arriva l'assoluzione completa. Al contrario, Palazzi si ritrova a fare i conti con una nuova ecatombe sul suo teorema accusatorio. Aveva lasciato in cantina le due gare, Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio della settimana dopo, stralciate volutamente in attesa di nuove e rilevanti prove. Che da Cremona si ridurranno in una serie di stucchevoli e inutilizzabili (almeno a detta dello stesso pm federale) tabulati di contatti telefonici privi di contenuti. Per il pm del calcio, la terza sconfitta di fila da quando ha alzato il tiro e mirato ai «pesci grossi». Quasi che in questa giustizia sportiva si arrivi sempre più a sentenze ponderate in base al blasone. WATERLOO GIUDIZIARIA Sconfitto su tutti i fronti già la scorsa estate su Udinese-Bari (assolti Bonucci, Salvatore Masiello e Simone Pepe) e Bari-Lecce (assolto Vives), e debacle totale fu anche sul caso Gianello (assolti Napoli, Paolo Cannavaro e Gianluca Grava). Ma stavolta Palazzi portava la certezza che almeno Milanetto e Mauri, proprio per aver scontato otto giorni di carcere lo scorso anno, qualcosa dovevano pur aver compiuto. Nella storia di Scommessopoli, è la prima volta (evviva la presunzione di innocenza, ma delle due l'una) che giocatori finiti in prigione risultino poi innocenti per lo sport. Risultato: classifiche salve, la Lega brinda, i tifosi laziali anche. Meno Mauri che mette anche il muso, convinto di poterne uscire totalmente pulito e magari entro il 18 agosto (l'appello il 16) riuscire a giocarsi anche la Supercoppa con la Juve: «Sono contento per la mia Lazio - ha scritto sul suo sito - che non dovrà partire con punti di penalizzazione, ma anche questa condanna per omessa denuncia a me sembra un'ingiustizia%% confido nei prossimi gradi di giudizio per lasciarmi alle spalle questa brutta avventura». MIRACOLI E DUBBI Tecnicamente invece, è la Disciplinare che sembra arrampicarsi sugli specchi nel motivare cotanta bontà, tanto è vero che prima ritiene le accuse del pentito Carlo Gervasoni «pienamente utilizzabili», poi dichiara che «in mancanza di riscontri positivi sulle presunte violazioni contestate a Mauri, per lo meno allo stato degli atti, deve dichiararsene il proscioglimento». Questo vale per Lecce-Lazio, per la quale secondo i giudici «valgono le stesse considerazioni svolte con riferimento alla gara Lazio-Genoa della settimana precedente». Andate a leggere e troverete che a carico di Mauri, in quel caso pesava la consegna dei biglietti a Zamperini, mentre una settimana dopo la stessa dinamica inguaia solo Ferrario, prosciogliendo Mauri. Miracoli di questa giustizia sportiva incoerente e tutta da riformare.

PicchioMontesacro

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intorno  al  minuto 2,27 . Gli  elementi  per suffragare l'arresto ,sono precisi  concordanti  e  gravi................
http://www.youtube.com/watch?v=O_utKVp2Eu8

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Torakiki

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21 Dicembre 2011, Repubblica, primi riferimenti a Mauri e Brocchi una settimana prima che Gervasoni venga interrogato. E nella foto in cui viene indicato Zamperini c'è Milanetto che sarà messo in mezzo la settimana successiva da Gervasoni stesso. Grazie a oizaL di BC.org che notò per primo questa "stranezza".




Scommesse, 22 le partite di A sospette
Anche la Lazio nel mirino dei pm
Scommesse, 22 le partite di A sospette  Anche la Lazio nel mirino dei pm
Prime ammissioni degli arrestati. "Ci aspettiamo che salti fuori qualche nome grosso". E spunta l'ombra della camorra dai nostri inviati MARCO MENSURATI e GIULIANO FOSCHINI

CREMONA - Il grande pallottoliere del calcioscommesse made in Italy comincia a segnare numeri importanti: i numeri della serie A. Ventidue partite a rischio combine, solo nell'anno scorso, e nove squadre, piccole, medie e grandi, sospette. È la statistica criminale elaborata in questi mesi di indagine dalla task force interforze istituita nel giugno scorso, nel day after dello scandalo Signori, dal ministero dell'Interno. Statistica che nei prossimi mesi dovrà trasformarsi in prove prima, e processi poi, ma che intanto ieri è stata aggiornata ancora una volta, visto che nel mirino è finita ufficialmente Lecce-Lazio del maggio scorso  -  un 2-4 dal forte sapore di  over  -  e, di conseguenza, la Lazio.

Il quadro, racconta un inquirente, è ancora caotico. Tuttavia il sospetto che la squadra di Lotito abbia partecipato alla presunta combine sta prendendo sempre più consistenza. Gli inquirenti, dopo un'intera giornata di accertamenti specifici, hanno finito con il chiedere direttamente notizie a uno degli indagati arrestato nella retata di lunedì,  Alessandro Zamperini, un ex calciatore cresciuto nelle giovanili della Lazio, passato per una decina di squadre, e poi arruolato tra le fila della banda del singaporiano Den, il boss del calcioscommesse.
Zamperini  -  arrestato per aver tentato di corrompere il calciatore del Gubbio, Simone Farina  -  avrebbe trascorso quattro giorni nell'albergo in cui soggiornava il Lecce alla vigilia della gara contro la Lazio. Non ci sarebbe niente di male, si potrebbe obbiettare, se non fosse che quella di alloggiare per qualche giorno insieme alle squadre con cui si era organizzata una combine in modo da avere sempre i giocatori complici sotto mano era una prassi consolidata dell'intero gruppo di Den. Di più, quasi una firma. Firma che però nel corso dell'interrogatorio di ieri Zamperini, dopo aver parzialmente ammesso l'episodio della tentata "corruzione" del collega del Gubbio, ha disconosciuto: "Ero lì a Lecce solo perché un amico mi aveva invitato a vedere la partita".

Il muro opposto da Zamperini costringe adesso gli uomini guidati dal procuratore Roberto Di Martino ad aspettare l'esito di alcuni atti di indagine eseguiti per rogatoria nei paesi "preferiti" dalla banda di Den, Svizzera e Singapore. Dalla  rogatoria Svizzera in particolare gli inquirenti si aspettano notizie importanti relative ai conti correnti che alimentavano le giocate degli Zingari. "Se dovesse saltare fuori qualche grosso nome non ci stupiremmo affatto".

Oltre alla Lazio, le squadre della lista al centro delle attenzioni principali delle procure sono sempre le stesse: Brescia, Lecce, Bari, Sampdoria, Genoa, Bologna, Cagliari, Napoli. Ovviamente non tutte le gare dell'elenco sono state compromesse allo stesso modo. Per alcune si tratta di semplici combine di origine sportiva (accordo tacito tra una squadra che non ha nulla per cui giocare e un'altra a cui servono punti) su cui qualcuno ha lucrato,  per altre di partite decise e giocate direttamente dalle organizzazioni criminali come quella di Den il singaporiano o, peggio, come la camorra, interessata spesso non solo a lucrare ma anche a riciclare soldi sporchi. E sono proprio le tracce di questa attività camorristica l'aspetto più inquietante dell'inchiesta di Cremona: "A Napoli  -  dice uno dei pentiti  -  ci sono degli asiatici che fanno le scommesse, quando vincevi  potevi andare lì a prendere i soldi". 

Spese folli, ville e champagne quelle vecchie glorie in vendita per non arrendersi al declino
DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI
CREMONA - C' è Zamperini che, in una specie di Truman show consapevole e volontario, posta i suoi attimi in tempo reale su Facebook: lui accanto al seno esplosivo dell' amica estiva Nicole Minetti; lui nella villa dieci stanze con piscina affittata sull' isola dal «gruppo di Formentera», al quale il nostro si pregia di appartenere. E fa niente se, dopo un' onorata carriera italoinglese tra serie A e Premier League, lo Zamperini era finito sotto contratto prima con il Pescina Valle del Giovenco (C2) e poi con il Ventspils (prima divisione del campionato lettone). L' importante è essere nel Giro. E farlo sapere. Per dire: domenica notte, tre ore prima dell' arresto. Sul profilo Fb il difensore scrive: «Milano». Nell' ambiente della movida pallonaraè un dress code: informi che ci sei, chi vuole ti trova lì, Ibiza, Hollywood, Toqueville, i templi notturni dei calciatori non più di primissima fascia ma, con un po' di sforzo, a costo di deragliare, ancora aggrappati all' onda. Non sono più ma vogliono e devono essere ancora. Provanoa fermare il loro tempo. Un azzardo: perché dentro quel tempo non ci sono solo le aspiranti soubrette che ti fanno sentire ancora uno «importante», i residui dei cortigiani di un tempo, il pierre che in discoteca non smette di riservarti il tavolo buono. Dentro quel tempo magari c' entrano gli "zingari" (che agganciano Zamperini e Filippo Carobbio), o un viaggio non culturale in Oriente (lo racconta alla madre un preoccupatissimo Luigi Sartor), o una valigetta con 40mila euro da recapitarea un complice a un casello autostradale (l' ex portiere Nicola Santoni, amico fraterno di Doni che ha in mano il destino suo e dell' Atalanta). Facevi impazzire gli stadi: adesso ti ritrovi a parlare in codice al telefono, fai Fantozzi per cancellare le prove, usi le sim «sicure» come un Lavitola; da svelto centrocampista che eri devi improvvisarti hacker fuori tempo massimo (Doni); ma intanto il «maresciallo» di cui ti prendi beffa ti ascolta. Sono le vite parallele dei calciatori scommettitori sul viale del tramonto. Una galassia fatta di gruppi e sotto gruppi. Nomi che furono e nomi che non saranno più. Ostinati. Non mi arrendo, finché la ruota gira ci sto. La scimmia delle scommesse, certo. Ma non è solo malattia:è calcolo, incapacità di ridimensionarsi. I giocatori (in senso molto lato) arrestati a Cremona hanno tutti (tranne Doni, forse) una caratteristica di cui le intercettazioni non dicono abbastanza: non vogliono sparire dall' unica vita che hanno conosciuto, quella degli stereotipi che indossano come una maglia. Le feste, i locali, il triangolo delle stellee delle stelline (Costa Smeralda, Milano, Formentera), le auto sportive, le grandisorelle da paparazzo, i lenoni factotum. Quelli di cui magari nel frattempo sono diventati soci. Anche di scommesse. Ma stare nel Giro costa: e se hai smesso di giocare, o se fai la C, «tenere botta» (copyright Doni, intercettato con Santoni) può diventare un problema. «I giocatori meno sono importanti e più se la tirano» dice un ex che «fuoricampo» dei calciatori, vizi e virtù, li conosce bene. «Il problemaè che nel calcio di soldi ne girano sempre meno: in serie serie B e C molti fanno fatica a portare a casa lo stipendio. E quelli di prima fascia, i medio grandi abituati a un tenore di vita alto, non si arrendono all' idea di doversi dare una regolata». «I soldi mi fan comodo», va al nocciolo Carlo Gervasoni parlando al telefono con lo «zingaro» Gecic. Si scusa perché, sciagurato, in Brescia-Mantova brucia una scommessa salvando sulla linea della porta un gol che doveva far segnare. «Dice che ero il contabile» si sfoga l' «orientale» Sartor con la madre. «Ci mettiamo a posto tutti», «un chilo», «due chili»: è il lessico dei biscazzieri del pallone. Affamati di soldi (la media dei loro stipendi non supera i 150mila euro: per loro bazzecole). Ingordi, in alcuni casi. Big Doni si becca 600mila euro l' anno (nonostante l' indagine e l' arresto l' Atalanta continua a pagarlo?). Con Santoni (un «ex amico» diceva quest' estate dopo il botto, però poi gli ha pagato l' avvocato e ha continuato a pressarlo perché non parlasse) e con l' ex Napoli Maurizio Neri (allenatore delle giovanili del Parma, indagato) nel 2000 Doni fonda i Figli del Sole. Il lido balneare di Cervia divenuto base di un gruppo di amici-sodali (Doni, Santoni, Neri, il gestore Antonio Benfenati) che i magistrati definiscono «associazione a delinquere». D' estate lo stabilimento è frequentato anche da altri calciatori amici dell' ex capitano atalantino: Gervasoni (arrestato), Manfredini (coinvolto nell' inchiesta "Last bet" e poi scagionato) e altri habitué che con le scommesse non c' entrano niente (Simone Inzaghi, Elvis Abbruscato, Gianni Munari). Ques' estate gli sponsor dell' Atalanta l' avevano scelto come location per un meeting: poi hanno pensato che come immagine non era carina. Chi invece se l' è spassata da leone, a giugno, è Zamperini: vacanze a Formentera con «quelli che contano». In villa assieme al suo amicissimo Stefano Mauri, a Vieri, Brocchi, Matri, alle veline e alla consigliera regionale del bunga bunga Nicole Minetti. «Il seno esplosivo di Nicole conquista Alessandro Zamperini» titolarono le riviste gossippare. Un quarto d' ora warholiano. Poi,i titoli di coda.



irisheagle

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Ok raccogliere tutti gli articoli diffamatori , ma una volta raccolta tutta questa montagna di merda che si fa ? mi sono perso questo passaggio .

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Citazione di: irisheagle il 17 Ago 2013, 20:45
Ok raccogliere tutti gli articoli diffamatori , ma una volta raccolta tutta questa montagna di merda che si fa ? mi sono perso questo passaggio .
Perdonami, ma non tollero queste esternazioni. Voi siete in vacanza? No? Sì? Io mi sto facendo il culo per una causa. Se non ci credi, se non vuoi collaborare, semplicemente, taci. Grazie.
La visibilità ci sarà.

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complimenti Fiammetta per il lavoro e la dedizione per la nostra lazio  :since :since

tommasino

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Citazione di: Fiammetta il 18 Ago 2013, 02:40
Perdonami, ma non tollero queste esternazioni. Voi siete in vacanza? No? Sì? Io mi sto facendo il culo per una causa. Se non ci credi, se non vuoi collaborare, semplicemente, taci. Grazie.
La visibilità ci sarà.
complimenti a te, ed a chi sta lavorando con te, per tutto quello che stai facendo. Purtroppo non sono "tecnologicamente" in grado di darti una mano, ma sono sicuro che il risultato sarà ottimo e molto fiducioso sul fatto che possa avere il giusto risalto e visibilità

mizio67

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da il messaggero 29/mag/2012



E Mauri diventò «Samanta»
nelle telefonate con gli zingari

Le carte, la tessera telefonica ad hoc, il nome in codice e quei due milioni con le scommesse su Lecce-Lazio


ROMA - Lo hanno inchiodato per quel nome esotico, Samanta, che si era scelto per non essere intercettato. Samanta R., ventinove anni, romana, esisteva davvero, era l'amante del gestore della sala giochi che raccoglieva le scommesse clandestine.E aveva accettato di intestarsi la sim che Stefano Mauri utilizzava per trattare con gli Zingari.
L'accusa è nero su bianco, nell'ordinanza di custodia cautelare notificata ieri: «Stefano Mauri, manifestava la sua costante disponibilità, a favore del gruppo degli Zingari, ad alterare in cambio di denaro il naturale risultato di partite della Lazio nell'ambito del campionato 2010-2011, favorendone la vittoria anche ai fini di una migliore posizione in classifica. In concreto partecipava quantomeno alla manipolazione delle partite Lazio-Genoa, del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio del 22.5.2011».
Gli amici Zingari
Stefano Mauri li aveva conosciuti grazie all'amico Zamperini. E poi aveva stretto rapporti soprattutto con Gegic ed Ilievski, ritenuti i più autorevoli esponenti della banda degli Zingari che accumulava milioni truccando la Serie A. Si legge nell'ordinanza: «Dalla parte degli Zingari ad agire in prima persona ed a prendere i contatti è Ilievski, che in occasione del primo episodio si reca personalmente sia nel campo della Lazio, che presso l'albergo ove è alloggiato il Genoa a Roma; l'elemento catalizzatore tra corruttori e corrotti è Zamperini, che prima ancora di mettersi in contatto con gli Zingari, era già alla ricerca di squadre che fossero disponibili a vendere la sconfitta con la Lazio; il referente della Lazio è invece Stefano Mauri, che s'incontra a Roma con Ilievski e Zamperini e che s'incontra a Lecce, quantomeno con lo stesso Zamperini, come ammesso con ambiguità e reticenze anche da quest'ultimo. Accanto a Mauri si trova, almeno con riferimento a Lazio-Genoa, probabilmente Sculli, che aveva giocato in entrambe le formazioni, e che è in contatto con Milanetto, che è, invece, il referente del Genoa.
I soldi nel bagagliaio
Quando c'era l'accordo, e succedeva spesso, gli Zingari giocavano forte e riuscivano a guadagnare anche due milioni con una sola partita della Lazio. Anche se una bella fetta di quella vincita andava anticipata in contanti per oliare i giocatori. E in quel caso, ad esempio, a fronte di una vincita di due milioni, l'investimento iniziale fu di seicentomila euro, che arrivarono in Italia grazie agli «spalloni» di Ilievski. Spiega l'ordinanza del Gip: «Si è appreso dalle dichiarazioni del collaboratore Horvath, che Borgulya Gabor e Schultz Lazslo hanno portato con la loro autovettura in Italia ben 600mila euro destinati alla corruzione dei calciatori».
I pagamenti in hotel
Spiega l'ordinanza: «I tabulati telefonici hanno consentito di tracciare il percorso in Italia dei soggetti zingari e ungheresi attraverso l'esame delle celle che hanno interessato i loro spostamenti. E quindi si vedrà, ad esempio, come Ilievski e Zamperini il 14 maggio s'incontrino non solo con Mauri ma si rechino anche presso l'albergo del Genoa a Roma, dove si sono accordati con Milanetto. Si accerterà che la maggior parte dei personaggi coinvolti nella prima combine, convergeranno, a partire dalla sera stessa, a Milano, presso il medesimo albergo, ove evidentemente verrà fatto il punto della situazione e verranno anche saldati i conti rimasti in sospeso».
Scommesse opposte
Poteva capitare anche questo. Che Mauri truccasse una partita per far vincere la sua squadra e che i suoi compagni scommettessero sulla sconfitta, o sul pareggio. E che una volta messi a conoscenza della «combine» reclamassero il loro diritto a vincere. Così l'accordo tra giocatori cambiava all'ultimo momento, negli spogliatoi, prima del fischio iniziale. Accadde ad esempio prima della partita con il Genoa, quando gli Zingari avevano già scommesso una fortuna. Lo ha raccontato Carlo Gervasoni, giocatore del Piacenza, una delle gole profonde di questa indagine: «Io so che gli slavi puntavano sulla sconfitta del Genoa con l'over finale. In realtà ho appreso che durante questi contatti a Roma era emerso che alcuni giocatori della Lazio avevano già scommesso su un risultato diverso da quello sopra indicato, risultato che non sono in grado di precisare. Allora è accaduto che, dopo avere parlato Ilievski e Zamperini con i propri referenti Mauri e Milanetto, erano giunti alla conclusione che l'accordo doveva limitarsi ad un over nel primo tempo con libertà per le squadre di concludere liberamente il risultato finale del secondo tempo».
La bisca di fiducia
C'è anche questo dettaglio nella raffinata organizzazione a delinquere degli Zingari: una ricevitoria «affidabile» che consentiva di convogliare scommesse imponenti negli ultimi minuti prima dei match, senza far scattare quei meccanismi di controllo studiati per monitorare le giocate anomale. La gestiva un sodale di Zamperini e Mauri, Luca Aureli, che i giudici definiscono «un soggetto disponibile a proteggere le scommesse scottanti e a consentirle nella loro massima ampiezza». Tra l'altro era l'amante di Samanta R, la giovane che si intestò la scheda sim utlizzata da Mauri per i colloqui riservati. E sempre Luca Aureli, secondo la ricostruzione dei magistrati, forniva indicazioni preziose sul momento adatto per puntare. Perchè quelle scommesse così importanti, annotano i giudici, «comporta che i componenti del gruppo riescano ad ottenere in tempo reale dati sui vari flussi di giocate, perchè l'andamento delle quotazioni, i flussi di denaro scommessi, i circuiti sui quali risulta opportuno puntare forti somme in un determinato momento, sono tutti elementi di valutazione che possono essere esaminati e suggeriti solo da un "tecnico" del settore, figura necessaria e perfettamente coincidente con quella di Aureli».
La sim di Samanta
Gli sarebbe bastato leggere le cronache dei casi giudiziari più recenti per non farsi individuare come un dilettante. Invece Stefano Mauri infilava e sfilava la scheda sim intestata a Samanta dal suo telefonino, senza sapere che ogni volta l'operazione veniva registrata da uno speciale apparecchio degli investigatori in grado di tracciare anche i codici Imei dei cellulari. E ancora, nella speranza di sviare ulteriormente le indagini, Stefano Mauri si faceva prestare anche la scheda sim di Miriam, la sua fidanzata. Ma anche in questo caso, con l'unico risultato di aggravare ancora di più la sua posizione.

tommasino

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18 agosto 2013

Caso Mauri, il rebus dei nuovi accertamenti (Gazzetta dello Sport)
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«Gli svolgimenti istruttori, che avranno certo sollecito svolgimento secondo il calendario di prossima pubblicazione, confermeranno, per quanto ce ne fosse ancora bisogno, la totale estraneità di Stefano Mauri a ogni ipotesi di illecito contestato», Amilcare Buceti e Matteo Melandri, avvocati di Mauri, commentano così la decisione della Corte di giustizia federale (Cgf) di approfondire la posizione del loro assistito e della Lazio. Ma anche ieri ci eravamo posti la domanda: questa decisione a chi giova in realtà?

Perché non decidere?
I tempi, nonostante le speranze di Buceti e Melandri non saranno certamente brevi: la Cgf riprenderà l'esame del caso solo in settembre e ci vorranno almeno due o tre riunioni soltanto per svolgere gli accertamenti. Non prima di ottobre sarà possibile arrivare a una riunione del collegio per la decisione. Quella di venerdì è stata una decisione storica. È la prima volta che la Cgf applica l'articolo 34 comma 4 del Codice di giustizia sportiva, non rinviando alla Procura, ma gestendo in proprio gli accertamenti. Nella prima eventualità ci sarebbe stato l'annullamento della squalifica di sei mesi e Mauri avrebbe potuto giocare stasera la Supercoppa. La scelta della Cgf ha invece sospeso solo l'appello non la squalifica. Può ritenersi una decisione favorevole a Mauri?

Chi ascoltare
Dopo la comunicazione delle audizioni si saprà come si svolgeranno gli accertamenti, ma sicuramente è probabile che venga ascoltato Gervasoni (in contraddittorio), ma a questo punto allo stesso modo dovrebbero essere sentiti anche Zamperini e Aureli. Ci sarà l'esame di Mauri, sempre in contraddittorio, e visto che gli accertamenti saranno fatti in settembre è probabile che la Cgf possa acquisire (ed eventualmente anche risentire) le dichiarazioni che Ferrario ha intenzione di fare al pm Roberto di Martino oltre a eventuali nuovi atti che il pm di Cremona ha annunciato per settembre-ottobre. Insomma tutto è ancora da fare e non si escludono colpi di scena.

Le combine continuano
Ora comunque l'obiettivo di quanti organizzano le combine sembra si sia spostato. Oltre i Paesi dell'est europeo (ieri Federbet ha segnalato in Lituania Atlantis-Daynava terminata 4-1 e sulla quale c'è stato un movimento abnorme di giocate sull'handicap e sull'over 3,5 fino a pochi minuti dall'inizio) si sta aggiungendo la Spagna con il presidente della Liga che ha tuonato contro l'immobilismo della Federazione. (francesco ceniti/maurizio galdi)


Scusate,ma può una corte sportiva sentire persone non tesserate (Aureli e credo anche Zamperini)?

DajeLazioMia

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Citazione di: zorba il 17 Ago 2013, 17:50

Questa è GRAVISSIMA. Ci sono Intercettazioni?Ci sono Video? Inchiesta rigorosa? Se Mauri è stato arrestato qualcosa c'è?

Svennis

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Citazione di: Fiammetta il 18 Ago 2013, 02:40
Perdonami, ma non tollero queste esternazioni. Voi siete in vacanza? No? Sì? Io mi sto facendo il culo per una causa. Se non ci credi, se non vuoi collaborare, semplicemente, taci. Grazie.
La visibilità ci sarà.

fiammè, non penso che irisheagle fosse sarcastico. lui il passaggio se l'è perso veramente e poverello l'ha chiesto.
non lo aggreddire, è un bravo ragazzo. :))

w fiammetta e grazie per il tempo che dedichi alla nostra Lazio  :luv:

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robylele

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Citazione di: Svennis il 18 Ago 2013, 10:15
fiammè, non penso che irisheagle fosse sarcastico. lui il passaggio se l'è perso veramente e poverello l'ha chiesto.
non lo aggreddire, è un bravo ragazzo. :))

quoto!
Fiammè, recupera irisheagle che si sarà pure offeso..   :DD

p.s.: Padovan non la può passare liscia. Di questo soggetto ci sono video e molti interventi sulla radio romanista (mi pare retesport) dove ha addirittura una sua rubrica mattiniera con tanto di sigla di De Gregori.  :o

irisheagle

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Citazione di: Fiammetta il 18 Ago 2013, 02:40
Perdonami, ma non tollero queste esternazioni. Voi siete in vacanza? No? Sì? Io mi sto facendo il culo per una causa. Se non ci credi, se non vuoi collaborare, semplicemente, taci. Grazie.
La visibilità ci sarà.

Fiammetta cara "quasi" compaesana mia , lo so che sei incazzata come una belva e che vorresti bruciare il mondo ( pure io lo sono ed evito di parlare perchè se dico veramente cosa farei di palazzi e co mi faccio bannare di nuovo ) ma non c'era nessun sarcasmo nella mia richiesta . Se poi non mi vuoi dire cosa hai in mente è un altro discorso .
Io non sto in vacanza purtroppo e ti assicuro che non mi sto divertendo . Senza rancore anche se devo essere sincero il tuo è stato un intervento triplo carpiato a gamba tesa non motivato tra l'altro.  ;)
buon lavoro

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