Citazione di: MagoMerlino il 13 Set 2010, 10:03
no, ormai quelli a cui ti riferisci hanno deciso, l'anno scorso difronte a spettacoli che il Lazio Bologna di ieri al confronto è una sinfonia, non parlavano certo di volanti, 3-2-1-3-1, 4-3-3, 3-1-1-1-1-2-1-1, dimensioni parallele. Oggi hanno individuato un preciso colpevole, Reja, l'allenatore che non segue i dettami da footballmanager e sistema la squadra a seconda delle necessità consapevole del materiale umano a sua disposizione.
Si parla dei fenomeni Bari, Cesena, senza contare che sono squadre giovani, con gente entusista che corre 90 minuti su 90.
Da noi questo si pretenderebbe da Bresciano e Matuzalem...... e magari Hernanes al posto di Ledesma a concludere uno schema tattico che a PES darebbe i suoi frutti.
Questo, a mio avviso, accade per l'abitudine di vedere la partita alla televisione e non allo stadio.
Non è sufficiente vedere la partita, allo stadio o dove ti pare, bisogna anche saperla leggere. Così come bisogna essere in grado di capire il Guernica, un concerto di musica classica, una rappresentazione di Shakespeare.
Uno che vede la partita allo stadio e posta questo
Citazione di: MagoMerlino il 12 Set 2010, 21:36
Reja rimodella il modulo, facendo giocare i suoi con un più concreto 442, dimostrando elasticità mentale e acume tattico.
...significa che non ha capito niente dello spettacolo che ha visto. Zero. Ma non mi sorprende. Te lo scrissi già una volta.
La Lazio del "concreto 4-4-2" ha giocato in realtà con il rombo, con il 4-1-2-1-2 o per semplificare il 4-3-1-2. Non è una questione di semantica. Il modulo , il 4-4-2 , è quello, unico , vecchio come il calcio. Prevede 4 esterni , 4 centrali e 2 attaccanti. E' fatto di gioco sulle fasce, di sovrapposizioni.
Tutto il contrario del rombo. In cui la manovra sulle corsie è affidata quasi esclusivamente alla spinta dei terzini. Qualcuno pensa che in assenza di laterali affidabili nelle due fasi questo schema sia preferibile al 3-5-2. Niente di più falso, è esattamente il contrario. Infatti - e ieri si è visto- il gioco finisce per ristagnare al centro perchè è lì che viene portata la maggiore densità.
La Lazio del "concreto 4-4-2" si è schierata con un 4-3-3 dal primo della seconda parte, ed è andata in gol su un harakiri degli avversari; su un disimpegno sbagliato che portato ad una catena di errori fatali. Garics che rimane preso in mezzo, i due centrali che chiudono in ritardo. Squadra messa male in quel frangente, ci sta quando perdi palla nella tua metà campo.
La Lazio del "concreto 4-4-2" ha finito con un 4-5-1 con Kozak unica punta ed Hernanes e Foggia sugli esterni.
E' stata la vittoria della tattica? Non credo. Tre cambi di modulo e stesso comune denominatore. Grossa fatica nel manovrare ed organizzare gioco.
Il rombo è un modulo nato e morto in 10 anni. Se c'è uno schieramento che non ha portato risultati apprezzabili nella sua (breve) storia è proprio questo. Tolta la piccola parentesi di Ancelotti. Il vertice basso , per inciso, lo faceva Pirlo non
la cosa dei Fantastici 4.
Per quanto riguarda le squadre giovani non so a quali tu ti riferisca visto che il Chievo gioca con Marcolini (35), Luciano (35), Bogliacino (30);il Cesena con Colucci (30), Appiah (30), Piangerelli (37), Caserta (32); il Bari con Almiron (30) e Donati (29). Le provinciali hanno un'età media tra le più alte della serie A. Da sempre. Magari abbassata da qualche "primavera" aggregato alla squadra, ma solo perchè in rosa hanno meno giocatori di prima squadra.