I migliori allenatori della Lazio

Aperto da BLUE E@GLE, 07 Set 2013, 09:21

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DajeLazioMia

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Citazione di: Rimush il 07 Set 2013, 18:15
In un elenco dei 7 migliori allenatori credo che Vinicio non possa mancare: dopo tanti anni il ritorno in UEFA e lui sì, il lancio di tanti giovani.
Non ho l'età. In realtà non ho visto neanche Maestrelli e quando c'era Fascetti ero piccolo.

Ulissechina

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Con Bernardini abbiamo vinto il nostro primo trofeo importante.

Boom!

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Maestrelli

Zoff

Mancini

Lo svedese è stato uno dei più grandi errori. Se non abbiamo una champions in bacheca è colpa sua.

galafro

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Maestrelli è stato il più grande allenatore della Lazio e non solo. Quello che ha fatto lui in Italia non l'ha fatto nessuno. Una squadra neo promossa che non vince lo scudo sappiamo come e che vince l'anno dopo. Solo Bagnoli a Verona fece una cosa simile.
Poi Reja ci salva da una retrocessione oramai certa e l'anno dopo ci porta al quarto posto .
Quelli dell'era Cragnotti non sono giudicabili avevano troppi campioni per dare loro dei meriti

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Ulissechina

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Lo vinse l'anno successivo, l'anno precedente lo perdemmo a napoli a pochi minuti dalla fine per un gol di damiani.

poda_again

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Maestrelli
Mancini
Eriksson
Fascetti
Vinicio

yari

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Maestrelli fuori concorso.

Negli anni Trenta la Lazio di Piola, Gipo Viani, Ferraris IV e Fantoni II era allenata dall'ungherese Jozef Viola. Sfiorammo lo scudetto (vinse il Bologna) ed arrivammo in finale di Coppa dell'Europa Centrale (una delle antesignane della Coppa dei Campioni) a Vienna mi pare, dove il Ferencvaros ci massacro'.

Anche nella seconda meta' degli anni Cinquanta la Lazio aveva un'ottima squadra (Lovati, Burini, Selmosson, H.Tozzi) e sotto la guida dell'inglese Jesse Carver ottenemmo sue terzi posti consecutivi.

Post-74 impossibile non mettere Sven G. Eriksson, il piu' vincente della nostra storia, e Dino Zoff, leggenda del calcio mondiale fedele per dieci anni alla causa biancoceleste.



voltaire

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Maestrelli
Fascetti
Eriksson
Vinicio
Reja
Zoff

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paolo71

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di quelli visti da me

Mancini
Eriksson
Rossi
Zoff
Zeman

Deckard

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Il Maestro: hors categorie, come certe salite del Tour de France. Sia per il gioco dato alla squadra (all'epoca solo l'Olanda di Cruyff giocava così), che per la capacità, ben nota e celebrata, di tenere insieme uno spogliatoio che, per altri, sarebbe stato una polveriera.

Fascetti: nove punti non sono stati sufficienti, la prossima volta datecene venti. Mi chiedo cosa avremmo visto se fosse rimasto sulla panchina anche dopo il ritorno in Serie A, seguito alla stagione dei -9. Invece, se non ricordo male, se ne andò dopo aver fallito il negoziato di rinnovo con Calleri. C'era Materazzi dentro all'armadio dello studio del Presidente, almeno così disse Fascetti.
Il sor Eugenio, in serie A, a dire il vero, non ha mai fatto benissimo... però, magari, quella poteva essere l'occasione per dimostrare il contrario.

A seguire, vari pari merito: Reja, Rossi, Petko, Papadopulo, per motivi diversi.
Il Papa ha rappresentato l'inizio della rinascita di una squadra, allo sbando dopo la fine dell'era Cragnotti e della sciagurata gestione Baraldi.
Delio ha fatto molto bene finché è rimasto, ed è sempre sembrato una bravissima persona, oltre che un ottimo allenatore.
Reja ha preso per mano una Lazio con un piede in serie B, e ne ha tirato fuori un gioco, cosa che fino a quel momento della stagione era sembrata impossibile.
Petkovic è il presente: un allenatore che ha fatto un girone d'andata eccezionale, inversamente proporzionale alla qualità del girone di ritorno. Ed ha avuto comunque il pregio di vincere il derby più importante di tutti i derby.

Eriksson e Mancini (il vero allenatore anche quando in panca c'era lo svedese, secondo me), meritano un discorso a parte.
Sven Goran, pur essendo stato allenatore tra i più vincenti della storia della Lazio, ha raccolto meno di quanto quella squadra stellare meritasse. E, se nel 2000 alla fine abbiamo raggiunto il traguardo, il 1999 grida vendetta. Sia per i ripetuti torti arbitrali (comunque pesanti); ma anche per i punti persi a Venezia ed Empoli. Cinque punti che, alla fine, avrebbero fatto la differenza; costringendo zio Fester ad inghiottire la sguaiata esultanza di Perugia.
Inoltre, ad Eriksson, Mancini ed al blocco doriano in generale, non perdono il trattamento riservato a Beppe Signori. Uno che faceva impressione per i numeri che aveva (colpo di testa a parte, ma in questo madre Natura con lui era stata un po' crudele...), e per il fiuto della porta. Tenuto a riscaldarsi mezz'ora a bordo campo di una partita di Coppa europea, senza poi nemmeno entrare.
Mancini: con i resti di una grande squadra, ci ha fatto passare un anno ricco di soddisfazioni. Peccato poi che si sia venduto al sig. Dentimarci, portandosi via pure l'argenteria di famiglia (leggi soprattutto Stankovic, ma anche Mihaijlovic e Favalli a fine contratto).

Paladino68

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DA me visti ( no aveve solo 6 anni nel ' 74)
- Delio Rossi, ha raggiunto risultati straordinari con la rosa cHe aveva. Le sua squadre raggiungonose mpre il massimo di ciò che possono. Il difetto è l'eccesso di umiltá, e non Sto arrivando! Nemmeno lui quanto è bravo.
- eriksson, alla Lazio era giá in fase calente. Il suo Benfica degli anni 80 sembra una squadra di un altro pianeta.
- fascetti, la sua forza era il suo carattere e tirava fuori il sangue dalle rape. Il suo difetto era il suo carattere, diceva quello che pensava ed ha raccolto molto meno di ciò che meritava.

Aquila Romana

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BLUE E@GLE

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Diamoci un limite olimpico: citiamo quelli che riteniamo i migliori 3!

ralphmalph

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Mak1002006

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MAESTRELLI
Fascetti
Zoff (non per il gioco espresso ma per quello che ha dato alla Lazio a livello di,immagine)

Aquila1

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Maestrelli
Eriksson
Fascetti

Sono quelli che hanno vinto (o non perso come nel caso di Fascetti), con merito, le cose più importanti, non c'è altro da dire


oberdan

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1 - MAESTRELLI;
2 - FASCETTI;
3 - ERIKSSON.
menzione speciale a FULVIO BERNARDINI!
:ssl :since :ssl :since :ssl :since

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vavragol

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1. Maestrelli (di diritto)

2. Eriksson

3. Mancini

StylishKid

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Non ho potuto vedere la Lazio di Maestrelli.
Dico Mancini, la Lazio del 2002-2003 aveva un gioco sublime.

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