Di questi tempi tutti i topic si assomigliano. Si parte da un argomento qualsiasi, dalla coltivazione delle orchidee al rock degli anni '80, e si finisce immancabilmente a discutere della campagna acquisti, del turco, di Tare, delle colpe vere o presunte di Lotito, per piombare altrettanto immancabilmente sulla contestazione. Sì, no, forte o debole, prima dell'inizio o dopo la fine, a targhe alterne o nei minuti pari, per settore, solo quelli che hanno i capelli ricci o si chiamano Giuseppe. Comunque contestazione.
Da sempre l'argomento mi ha interessato, spesso da vittima non partecipante, altre volte da osservatore. Indipendentemente dalla mia adesione ideale, sempre mi sono domandato: la contestazione è utile? Ovvero, serve allo scopo?
Cerchiamo di fare un esercizio di astrazione. Non è in discussione il fatto che la contestazione sia legittima o meno. Ancor più, astraiamoci dal nostro caso specifico. Niente Lotiti si Lotiti no. Squadra X, presidente Y.
Si parte dal presupposto che con la contestazione si voglia raggiungere un obiettivo. Se si contesta perché ci rode il qulo e basta, entriamo nel campo dell'irrazionale tanto caro a fish_mark. Il tifoso agisce a capocchia, vale tutto, anche un'invasione di campo, o un'autobomba. Il tifoso è irrazionale.
Se si vuole invece raggiungere un obiettivo, prima di tutto sorge la questione: cosa si vuole raggiungere? E i mezzi, diciamo democratici, ovvero urla e disapprovazione, sono funzionali?
Dico la mia, nel generale e nello specifico. NO. Quale che sia l'obiettivo, non lo raggiunge (a meno che l'obiettivo non sia il cazzeggio fine a se stesso).
Facendo una metafora, è una sorta di sciopero. Danneggio la squadra per colpire il presidente. Perché il fatto che la squadra sia danneggiata dalla contestazione è indubbio. La contestazione è sempre ingenerosa per chi gioca. Che può comunque pensare che i contestatori vogliano qualcun altro al suo posto. Vaglielo a spiegare ad un Novaretti che se sbaglia una chiusura ed è subissato di fischi, è solo una disapprovazione per il presidente che non ha rafforzato adeguatamente la difesa.
La contestazione così espressa ha qualcosa di schizofrenico. Incitare la squadra alla morte, sostenerla nella difficoltà e - ALLO STESSO TEMPO - fischiare ogni errore perché è colpa del presidente.
Chi è in disaccordo con l'operato della società, contesti come desidera, come è legittimo, nelle sedi e nei momenti che preferisce e - se pur mi trovassi in disaccordo sulle motivazioni o semplicemente mi desse fastidio il rumore - non c'è problema, resta tutto all'interno di una dialettica della quale questo forum è somma dimostrazione.
Se però DURANTE LA PARTITA la contestazione ostacola quello che per ogni laziale deve essere l'obiettivo primo, anzi UNICO, ovvero fare il possibile perché la Lazio vinca, allora il contestatore per me, in quel momento, diventa un NEMICO. Non mio, ma un nemico della Lazio. E se per caso la Lazio vincerà, sarà MALGRADO lui, e non GRAZIE a lui. Qui è per me lo spartiacque.
Ma ovviamente sono io che vedo tutto nero. Non è mai successo che il tifoso contestatore facesse qualcosa per danneggiare la Lazio. Proprio mai, e di sicuro non succederà domenica. Nel disgraziato caso, ritorno alla domanda iniziale: la contestazione, nella sue modalità usuali, è utile o dannosa alla Lazio?
Guy
PS altre modalità di protesta ci sono. Ho partecipato anch'io alla marcia contro la cessione di Signori, al tempo. Civiltà, giusto contesto (fuori dallo stadio). A ripensarci, bella cazzata. Ma questa è un'altra storia.
PPS Oggi a Formentera il tempo è brutto. Parimenti alla noia, la prolissita'.