Citazione di: Dusk il 18 Set 2010, 12:03
Io mi chiedo, relativamente a questa storia, come si faccia a minimizzare, e trasecolo se lo fanno dei tifosi laziali.
Sì, stiamo parlando di una stupidaggine. Ma, con il criterio dell'importanza delle cose, non dovremmo discutere di nulla, perchè a fronte di qualsiasi argomento al mondo, ce ne sarà sempre un altro più importante e più degno di nota. E questo vale per tutto.
Tornando all'argomento in questione, mi fa inca++are come poche cose. Era un libro autobiografico, si citava la Lazio e non c'era nessunissimo motivo per metterci, pure stavolta, 'sta squadra di m+++a con i suoi coloracci di m+++a a infestare tutto. Non capisco i distinguo, le specificazioni, i "si però", i paragoni con l'Espanyol e quant'altro.
Hanno fatto un torto, gratuito, alla Lazio, dando un 1% di visibilità mondiale (perchè è un film distribuito in tutto il mondo) alla roma piuttosto che a Lei. Magari, quantificandolo, saranno 4 persone in tutto il mondo che ci fanno caso e 2 che si comprano la maglia della roma piuttosto che quella della Lazio. Ma, appunto, perchè mai accettare tutto ciò?
I media italiani sono già infarciti di giallorosso, riescono a mettere in mezzo la roma sempre e ovunque, pure nei servizi inutili sul caldo (o sul maltempo) nelle città italiane. Per una volta - a livello non circoscritto all'ambito nazionale - che c'era un cenno di Lazio, in cui, per una volta, non c'entravano i temibili nazifascirazzisti (che, come ben sapete, in tutta Italia trovano espressione soltanto ed esclusivamente presso il tifo laziale, mentre per il resto viviamo in una società civilissima, con delle elite politiche ed economiche irreprensibili e nel calcio le altre 19 tifoserie sono moderatamente liberal-riformiste), sono riusciti a stravolgerlo, e mettere, ancora una volta, come se non bastassero i cesaroni, i sanipoloni e altre ottantamila stucchevoli gratuità del genere, quegli orrendi colori da saltimbanco sfortunato.
E per qualche laziale è tutto apposto, che sarà mai.
Boh, io non capisco.
forse ti è sfuggito il senso del mio intervento. io, da tifoso, non minimizzo un bel niente. Ma perché uno non deve mai vedere le cose in maniera obiettiva? Che la roma, ad oggi, goda di più conoscenza mondiale è un dato di fatto inconfutabile. magari fallirà, non andrà in europa per anni - come noi - e allora il discorso sarà diverso. questa cosa mi manda in bestia, ma è così. non è che non è così solo perché mi manda in bestia.
nel 99 andai a madrid per diversi giorni. nei locali di madrid, quando i madrileni seppero che ero di roma, mi chiedevano se tifassi per la lazio. era molto più nota la lazio della roma, e più seguita.
ai tempi di calleri, quando andavo all'estero, la lazio poteva essere conosciuta come è conosciuta da noi l'alicante.
introdotto ciò, ti posso dire che se l'autrice era davvero una appassionata della lazio, come il fuorviante post introduttivo del topic tende a evidenziare, è un conto. se l'autrice NON è appassionata della lazio, come ben si evince da una lettura ancorché superficiale del racconto, allora è un altro. l'autrice è andata ad una partita di calcio, e ha inserito tale vicenda calcistica, nel racconto, solo per enfatizzare alcuni aspetti, a dir la verità poco edificanti, del calcio nostrano. d'accordo, era la lazio e non la rioma. io non so da chi sia dipesa la decisione di inserire la roma in luogo della lazio. il libro è un best seller, e molti hanno letto il nostro nome - fortuna. il cinema è un'altra cosa. nel libro lei spiega bene che ci sono due squadre nella capitale, e descrive benissimo la nostra rivalità. ma nel film, i cui precetti trasmissivi sono più immediati e diretti, tutto si basa su immagini. e allora, non essendo l'appassionata di lazio il soggetto di quella scena, ma una semplice spettratrice di pathos calcistico nostrano, la scelta di inserire i tifosi sporchi ci può stare, tanto più perché, al momento, più immediatamente identificati globalmente, e rappresentativi della cultura coatta.
in conclusione, l'ho detto, fossi stato un addetto della produzione, anche io avrei fatto quella scelta. se noi - e mi unisco al rammarico di tutti - ci facciamo rodere il sederino per questa vicenda, lo dobbiamo esclusivamente alla modesta caratura internazionale che possediamo. un tempo con veron e simeone eravamo più conosciuti del boca juniors, in argentina. non possiamo pretendere un ritorno di immagine se questa non parte. di cosa ci lamentiamo, che un film poteva esportare il nostro nome nel mondo? è proprio questa la tesi minimalista ed offensiva per il tifoso laziale. è come quando ascoltavo, da piccolo, dal tg, il nome della lazio, quando vinceva giocando in serie b. capitava di rado, e solo quando la a non giocava. ne andavo fiero solo perché era stata menzionata al tg nazionale.
saremo anche i primi - e per me unici - nella capitale, ma l'immagine, all'estero va costruita, possibilmente mantenuta.
scaldiamoci per riprenderci l'internazionalità, cerchiamo di pretendere un quadro societario più serio. investimenti più adeguati (siamo la lazio, 28^ società al mondo per fatturato), arrabbiamoci di più quando un giocatore come roque santa cruz, istituzione paraguayana, non viene alla lazio perché può creare problemi di spogliatoio.
altrimenti continuiamo così. arrivando a giustificare un allenatore che si esalta per kozac e che ritiene trezeguet una personalità troppo grande da gestire. ma poi non lamentiamoci. perché quando c'è il danno, molto spesso arriva anche la beffa.