Ieri sul topic partita si accusavano alcuni, tra cui me, di essere troppo pessimisti.
Io sono sempre stato uno che ama arrivare ai risultati attraverso il gioco. Quando perdiamo e giochiamo bene qui sopra sono in schiacciante minoranza, circondato dai Lotito vattene e Petkovic = Caso.
Ma ieri, per la prima volta in assoluto (sono riuscito a difendere Petkovic l'anno scorso prima del 26 maggio, che non e' poco), per la prima volta Petkovic mi ha preoccupato.
Io sostengo la politica del cambiamento e del turnover. Rose larghe sono necessarie di questi tempi per chi ha diverse competizioni. In aggiunta ci sono gli infortuni, e, non dimentichiamolo, i mancati acquisti (ieri con uno forte al posto di Floccari il gioco ne avrebbe tratto vantaggio).
Detto tutto cio', pero', se si cambiano spesso le formazioni, anche per motivi validi, bisogna assicurarsi che ci sia una struttura di gioco (parlo di gioco offensivo) che sia trasferibile tra tutti i 24 giocatori. Delle regole base, dei movimenti prestabiliti che tutti possano provare a realizzare se e' il loro turno ad entrare in campo.
A me pare che tutti questi cambiamenti (ripeto, dettati da situazioni fuori dal controllo di Petkovic) risultino in un livello di improvvisazione offensiva oltre il limite di guardia.
Ormai siamo una squadra di tiratori scelti (al contrario di tanti anni fa, quando imploravamo un tiro dalla distanza, anche uno straccio bagnato). La ricerca del dialogo e' minima, il movimento senza palla e' minimo (Mauri questa squadra la trasforma, eccome), e quindi palla a Candreva e pedalare fino al tiro. Poi Herny, idem. L'unico che ha un po' di senso di squadra e' Ederson, ma questo e' lasciato alle qualita' innate e non ai dettami tattici. E Onazi, che piu' lo vedo e piu' lo amo.
Io so' preoccupato, moderatamente preoccupato. Spero che magari sia un problema di uomini e non di schemi, e quando avremo tutti i nuovi piu' Klose (Mauri ormai e' un sogno) vedremo manovre degne di questo nome. Cosi' come stanno le cose, prepariamoci a prenderci i 3 punti a fatica contro le squadrette e a imbarcare sconfitte sonanti contro squadre forti.