Franzen e DFW
(ho letto solo gli ultimi post, per cui perdonate se me ne esco a caxxo)
a me piacciono molto entrambi, e Wallace a volte lo trovo esagerato, da leggere; ma questa è la premessa, poi invece ti rendi conto pure del fatto che DFW ti fa quest'effetto perché ha scritto pochi romanzi, e quei pochi anche "particolari"... io Infinite Jest non l'ho letto, ma ho letto da poco l'altro, precedente, la scopa del sistema, e beh, direi che lì l'immedesimazione con i personaggi è totale, altro che vedere dietro ciascuno lui stesso...
e viceversa Franzen sì, campione dell'intimismo e dell'introspezione, però c'è anche una costruzione molto pesante, dietro ogni personaggio di F., e non sempre il risultato finale riesce a non essere macchinoso: le correzioni hanno delle immagini estremamente vivide (però chiediamoci anche: quanti libri di JF sono autobiografici? quasi tutti...) ma non sempre, almeno secondo me, la "costruzione" fatta da lui restituisce la necessaria leggerezza all'immagine
riguardo ai due, DFW e JF, non so se avete letto le pagine scritte da Franzen sul'isola sperduta sudamericana di Calafuera (o un nome simile), dove lui andò a fare il suo immancabile bird-watching, e a disperdere le ceneri dell'amico, consegnategli dalla moglie... pagine belle anche perchè Franzen fa un'operazione maieutica su sé stesso, e tira fuori anche un po' di invidia "vera" per DFW già morto, e per la sua facilità di scrivere