Per due anni ci siamo preoccupati dei destini della nostra Lazio. Per due anni ci hanno spalancato davanti agli occhi le porte dell'inferno: l'incubo di una grossa penalizzazione, di una squalifica in Europa e perfino l'incubo della serie B. E tutto questo a dispetto di indizi che non mettevano in mezzo solo la Lazio, ma anche "il capitano della giallorossa", Genoa-Roma 4-3, Bari-Roma (con minacce stile "allenatore nel pallone" a Huseklepp), mezzo vivaio della fu rioma primavera e, ça va sans dire, bruco Conti. Per due anni abbiamo vissuto con l'incubo della ghigliottina giudiziaria, mentre quella mediatica ha colpito ripetutamente, arrivando a mettere in mezzo addirittura il presidente Lotito grazie alle chiacchiere di un tabaccaio ultrà del Pescara.
La partita col Genoa è stata definita "la madre di tutte le combine", Mauri è stato accusato di essere l'Al Capone del calcioscommesse in combutta insieme a Omar Milanetto (uno che poi è stato assolto); sono stati tirati dentro, ma solo fin quando vestivano la maglia biancoceleste, Zauri (qualcuno è arrivato a chiamarlo mister X) e Sculli (il novello Totò Riina).
Ebbene, non ci sono state combine. Lazio - Genoa e Lecce - Lazio sono state partite regolari, vinte con merito dalla Lazio, la Lazio non ha subito penalizzazioni e oggi gioca una partita in Turchia. Nel frattempo il babau Mauri, che ha dimostrato di essere l'uomo con più palle nel mondo dello sport, ha segnato il gol decisivo in due derby e ha alzato una coppa in faccia a molti dei "giudici" che si sono espressi ieri e ad un'infinità di "giornalisti" che hanno utilizzato ogni tipo di pressione per castigare il loro incubo ricorrente: La Lazio.
Ok, il bersaglio grosso vi è sfuggito ma avete il vostro capro espiatorio, colpevole solo di avere un amico cog.lione. Scommettiamo che alla fine non avrete nemmeno più quello?
ps. ASROMA MERDA