Citazione di: COLDILANA61 il 09 Ott 2013, 23:53
La Rep nacque come contraltare del Corrierone milanese . Si rivolgeva ad un pubblico , almeno nei primissimi anni , di sinistra che NON si riconosceva del tutto nelle politiche dell'allora PCI .
Non aveva una redazione sportiva , infatti NON usciva il lunedì (
diranno i più giovani) , quindi chi comprava o leggeva la rep (molti di questi avevano il padre che comprava Paese Sera o Unità) e voleva leggere i commenti sportivi andava sul CdS .
La nascita della redazione sportiva coincise , più o meno , con la quasi scomparsa della Lazio a livello Nazionale e la contemporanea ascesa della rioma violacea .
Mentre il Corrierone milanese continuava nella sua storica equidistanza dalle strisciate , la rep per guadagnare quote di mercato e rivolgendosi ad un pubblico , allora , romanocentrico si vide costretta a virare sulla sponda giallozozza .
E' quello il peccato originale . Per Noi VdM , era comunque un peccato di poco conto .
Non dimentichiamo che il primo "capo sportivo" della rep fu Gianni Brera .
Ecco . da cotanto "padre" sono usciti i Bibì e Bibò , ma loro pensano veramente di essere come Gianni Brera .
Ed io penso di essere Enrico Mattei .
Quindi per me , oggi , rappresenta esattamente tutto ciò per cui sono contro .
Numero 1 . E non ci sono numeri 2 . Troppo distanti . Troppo .
Un momento: da Brera a Bibì&Bibò il passo è lungo, ci sono numerosi passaggi intermedi (anche perchè dall'anno della fondazione 1976 agli anni 2000... be' un po' di anni/persone/direttori/capiredattori etc. sono passati).
Certamente i vari passaggi sono stati tutti "a scendere", un declino qualitativo veramente mostruoso, un precipizio vertiginoso da Giornalismo con la G maiuscola (Brera la merita, no?) a... qualcosa d'altro, che non so definire: tifo, approssimazione, malafede, banalità, incapacità, ottusità, conformismo... la lista è lunga, fino ad arrivare alla condizione ignobile attuale della redazione sportiva di un giornale di (presunta) qualità.
Tutto il resto che hai scritto è assolutamente vero e condivisibile.
Sono anche d'accordo con Warp: la redazione di Repubblica è questa, perchè sta a Roma e Roma è questa. I Romani sono questo. Possiamo rimanerci male, incazzarci, ma dobbiamo prenderne solo atto. E magari, come molti di noi hanno fatto, rinunciare a leggerlo e a comprarlo. Circa l'interesse specifico o addirittura l'imput di Mauro o di Scalfari sui... (non so come definirli) pezzi, articoli, inchieste

dei vari Bibò & C. lo escludo categoricamente. Bisogna avere il senso delle proporzioni, Warp ha ragione, e questi sono ambiti che il Direttore neanche frequenta.
Certo però, non dico lui, Ezio Mauro, ma la Repubblica come azienda il vanto di averli scelti quei miserabili (parlo di livello qualitativo, professionale, deontologico) se lo tiene e nessuno glielo leva.
Bravo Dusk, una mia creatura peraltro, io le o imparato a scrive a questo...