Citazione di: Brujita76 il 14 Ott 2013, 12:02
Pagina 7 di questo topic (intervista del netter laziale.fr):
Vi riferisco qui tre domande dell'intervista in anteprima... Credo che sono le due frase più significative...
Io : Ma quando c'è Lazio-Milan, come sabato scorso, tu chi tifi ?
Alessandro : Sinceramente ho fatto il tifo per il Milan. Perchè ho visto qualche amico in difficoltà. Ho fatto il tifo per non vederli in difficoltà, perchè capisco il loro momento molto difficile. Tre mesi fa, ero ancora con loro, e quindi sono dispiaciuto per loro. Alla Lazio, è rimasto solo Brocchi che è un amico vero. Il resto, conosco poco. Ormai, sono passati gli anni...
Io : Vuol dire che il tuo cuore non è più laziale ? E diventato un cuore rossonero ?
Alessandro : No... No... Non è milanese. Adesso c'ho affetto per le personne del Milan con le quale sono stato per 10 anni. Da quando c'ero io, alla Lazio saranno rimasto forse 3 persone che lavorano dentro la società. Invece a Milano sono tutti li, giocatori, magazzinieri, tutti. L'affetto è quello. Poi, laziale... laziale io lo sarò sempre.
Io : E in questi ultimi anni, non hai mai pensato di tornare alla Lazio, magari anche un anno ?
Alessandro : Si si, io... Quand'era? 2006, mi sembra, non me ricordo... Ho voluto tornare alla Lazio. C'era Oddo in nazionale con me, che giocava alla Lazio. Gli ho detto "senti il presidente, se lui vuole che torno". Ero pure in scadenza. E lui ha detto che ero troppo vecchio. Un anno dopo ho vinto la Coppa Campioni col Milan. Pensa che, l'ho anche visto mentre andavo a prendere la Coppa Campioni, è uscito fuori, stava dietro Galliani... pfff... Pensati... Poi dopo da li, basta. Poi m'hanno chiamato altre volte per tornare, e non sono andato. Poi pure sul giornale, lui ha detto "i vecchi, noi non li prendiamo". Lo poteva anche dire più elegantemente. Ma non dire "è vecchio". Ha sbagliato lui.
PS in questo pezzo non dice chiaramente di averlo saputo in privato...ma è interessante anche la motivazione del perchè ha tifato milan e su chi tifa veramente
Game
Set
Match
Dieci anni sempre con le stesse persone.
Dieci anni in cui professionalmente sali sul tetto del mondo, con quelle persone.
Dieci anni in cui umanamente cresci, ti sposi, ti fai una famiglia, battesimi, compleanni, ricorrenze, tutti con quelle stesse persone.
Dieci anni così potranno significare qualcosa nella vita di un UOMO?
Poi i primi 17 anni partendo dai pulcini fino alla prima squadra, la numero 13, alla fascia di Capitano, allo Scudetto, alle coppe.
Ti danno un imprinting, indelebile, incancellebile.
Ma riguarda solo te.
Il corollario umano che avevi intorno cambiava, continuamente.
Era, ed è, tutto legato a un simbolo, una maglia e due colori.
Che valgono a prescindere.
Ma un UOMO se vede un amico, una persona cara, in difficoltà si dimentica della filosofia e risponde alla sua coscienza, non a quello che il popolo bue si aspetta di vedere e sentire.
Non ha tifato per il Milan, non ha tifato contro la Lazio.
Ha istintivamente soppesato l'evento e ha valutato che i danni per i suoi AMICI erano, in quel momento, più pesanti dei benefici che ne poteva avere la Lazio (l'entità Lazio, non la "sua" Lazio).
Magari sbagliando, ma senza calcoli o malizie.
Se poi era in gioco lo Scudetto per la Lazio magari stavamo parlando di tutt'altra intervista.