Egr. Prof. Diamanti,
innanzitutto sappia che mi trovo un po' in difficoltà nell'inviarle questa mail.
Non tanto per l'argomento trattato, ovvero il calcio o meglio le tifoserie, perché so che i suoi studi sociologici dovrebbero guidarla verso un approccio scientifico alla questione, quanto per la "frettolosità" o, peggio, la sufficienza con la quale è stato approcciato il discorso sulle tifoserie della città di Roma.
Mi riferisco, ovviamente, al sondaggio Demos riportato su La Repubblica e da Lei commentato.
Io, inutile negarlo, sono un tifoso Laziale; per questo, dovrei essere catalogato a destra, almeno nell'immaginario collettivo e dall'idea che un lettore del giornale potrebbe trarne leggendo il suo commento.
È altrettanto inutile che le dica che vengo da una famiglia operaia, sindacalizzata, fortemente schierata a sinistra da sempre; ho votato DP, PCI, Radicali e tutte le trasformazioni dell'Ulivo fino ad oggi e che, come me, di tifosi Laziali e di sinistra ne conosco tantissimi...probabilmente conosco più tifosi Laziali di sinistra che di destra, peraltro.
Lei potrebbe anche rispondermi (se mai avrà la compiacenza di farlo) che l'humus sul quale sono cresciuto e le mie frequentazioni attuali, mi tengono all'oscuro da realtà "altre" della tifoseria Laziale. E invece no: ho frequentato per anni la curva nord, sede del tifo Laziale, ne sono uscito non appena ho intravisto il cambiamento in atto da curva Laziale E fascista in curva fascista E Laziale e, oltre a cambiare di settore allo stadio, ho cercato di capire se TUTTI i Laziali fossero così schierati a destra oppure no.
Ebbene, posso assicurarle che la stratificazione politica è esattamente la stessa che si può trovare nelle altre tifoserie.
Se parliamo del mondo ultras, invece, posso essere d'accordo con Lei ma limitatamente ai gruppi che gestiscono il tifo nello stadio, mentre Lei quando commenta l'articolo non si limita (mi perdoni la ripetizione) a questa limitazione, ma esplode il concetto includendo TUTTA la tifoseria Laziale nei recinti dell'appartenenza alla destra anche estrema.
Il "capolavoro" lo compie escludendo da questa generalizzazione il tifo organizzato romanista.
Lei vive fra Parigi ed Urbino, credo, e forse frequenta poco Roma o, almeno, se la frequenta frequenta poco lo stadio: bene, io la invito personalmente a venire a vedere una partita allo stadio (magari proprio il derby) con il sottoscritto e si renderà conto di come le differenze fra le tifoserie organizzate di Lazio ed aesse roma siano praticamente nulle, zero.
Le foto che può vedere appena sotto, saranno abbastanza esplicative, spero.


Furono pubblicate in occasione della partita aesse roma – Livorno e sparirono quasi d'incanto da La Repubblica, mentre quelle relative allo stesso schifo apparse dopo Lazio – Livorno restarono per giorni e giorni a dimostrare il teorema al quale Lei si è, spero inconsapevolmente, prestato a dare eminente voce.
L'egemonia di formazioni come Forza Nuova, Casa Pound o del Blocco Studentesco sui ragazzi delle curve non fa distinzione fra aesse roma e Lazio, glielo assicuro.
Avrei anche delle serie rimostranze da fare sul sondaggio Demos: 1018 intervistati a fronte di un fenomeno che coinvolge settimanalmente quasi 30 milioni di appassionati, mi pare un po' deboluccia come base investigativa.
Inoltre, in un tabella come quella sotto riportata, non ci trova nulla di strano?
Concludo, Prof. Diamanti, confermandole la mia stima: non credo che una svista tale possa inficiare quanto di buono io penso di Lei, della sua opera divulgatrice e della sua nettezza esplicativa quando partecipa a trasmissioni che seguo con interesse.
Però, in futuro, faccia più attenzione e magari si faccia un giro su qualche forum di tifosi Laziali (gliene suggerisco due:
myLazioNet.net e [...]...il primo, oltretutto, oggetto di minacce serie da parte dei gruppuscoli fascisti che infestano le curve, TUTTE le curve, del tifo romano).
Grazie per l'attenzione.
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