Cerchiamo di analizzare il tutto più freddamente.
Analisi panoramica: la stagione.
La Lazio in campionato è settima, come a maggio, fatto passato in secondo piano dal 27 di quel mese in poi.
Quindi si è consolidata in una posizione che la mette in competizione per un posto in Europa League.
Niente di nuovo quindi dal punto di vista degli obbiettivi.
Ad oggi è la prima del gruppone che insegue le papabili europee.
Nelle prime sei però c'è anche il Verona, neopromosso, che gioca anche discretamente bene ma che alla lunga potrebbe ridimensionarsi e calare, magari di poco ma calare.
Quindi al momento ci sono tutte le potenzialità per competere con diritto ad un posto nella prossima Europa League.
In Europa abbiamo un girone da "Torneo dei Bar" e vincendo IN CASA con i CIPRIOTI del Limassol la pratica qualificazione dovrebbe essere a buon punto.
Se abbiamo problemi a vincere in casa con il Limassol che ce semo annati a fà in Europa?
La Coppa Italia deve ancora cominciare ma questa è un terno al lotto, non la si può giudicare in anticipo.
Riflessione finale sulla panoramica globale: c'è ancora tanto da dire e da fare, su tutti i fronti.
Analisi nel dettaglio: La Lazio.
Ci siamo lasciati il 2 settembre con una squadra in cui si erano spesi 28 milioni per prendere, tra gli altri, un altro Ledesma e un altro Ederson.
Negli altri c'erano i "rinforzi" per la difesa, tali Novaretti e Vinicius, e il "nuovo Cavani", vabbè stendiamo un velo pietoso (non sul povero Perea sia chiaro).
I primi pensieri che molti di noi hanno fatto più o meno a voce alta erano:
- difesa vecchia e inadeguata;
- centrocampo "ingolfato" con tanti giocatori in un paio di ruoli e pochi o niente in altri (vedi incontrista dinamico con cambio di ritmo);
- attacco monointestatario, Klose e... il deserto dei tartari.
Oggi prendiamo gol regolarmente, non segnamo altrettanto regolarmente e proviamo a sviluppare gioco SOLO con sgroppate sulla fascia dei singoli visto che non solo il nuovo Ederson non riesce a fare meglio del vecchio Ederson ma anche Hernanes ha preso somigliargli tanto tanto.
Ci siamo autoflaggellati recriminando sulle troppe feste legate al 26 maggio quando però la prima ad adagiarsi sugli allori è stata, per l'ennesima volta, la società.
Ed in questo torniamo alla riflessione del corpo del topic.
Chi gestisce la società ha ripetuto pedissequamente SEMPRE gli stessi errori non riconoscendoli mai come tali!
Ad ogni stagione vincente è SEMPRE seguita una "strategia dello specchio" dove hai passto il tempo a riperterti "quanto sò bello quanto sò forte" fino a convincerti veramente che era così.
E' stato così dopo la Champions, quando non venne progettato il salto di qualità perchè la squadra non aveva voluto, perchè voleva giocarsi la Champions conquistata (ai confini della realtà).
E' stato così dopo la Coppa Italia/Supercoppa del 2009 quando il delirio di onnipotenza di alcuni ci ha portato a credere che non solo si potesse far meglio senza fare mercato ma che le carte bollate e le questioni di principio potessero scendere in campo al posto di Ledesma e Pandev.
E' stato così questa estate quando non si è visto che la squadra era ormai logora dopo un ciclo di quattro anni (anche se Petko era solo il primo) con una coppia di centrali difensivi che insieme fanno oltre 70 anni ed un centravanti di 36 anni che OGNI ANNO salta almeno un terzo della stagione.
Oggi la squadra è spaesata, senza riferimenti in avanti, senza sicurezze dietro e con un centrocampo a due cilindri che non ha un interprete con un passo diverso dagli altri (forse solo Onazi, ma solo lui).
Certo i margini per vincere contro il Genoa, quel Genoa, ci sono comunque.
Però il milione risparmiato per una questione di principio nei confronti del mercante turco OGGI ci sta costando molto di più.
OGGI ci costa ancora meno della questione di principio che stava per portarci in serie B nel 2010.
Per ora...