Senza soldi non si cantano messe

Aperto da nino™, 03 Nov 2013, 17:54

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fabichan

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Citazione di: AquilaLidense il 04 Nov 2013, 17:47
Zaccheroni gli magna in testa al bosniaco

Felice Evacuo al posto di Claudio Lopez: almeno questa Petko ce l'ha risparmiata.

matador72

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Citazione di: AquilaLidense il 04 Nov 2013, 17:52
ZAccheroni entrò in corsa e dovette rinunciare al suo miglior centrale per 4 mesi (nandrolone).
L'ambiente gli era ostile per via del rischio che la roma bissasse il secondo scudetto e ad ogni partita veniva ricoperto di insulti.
Dopo la sua avventura rinuciò a dei crediti verso la LAzio (Guerino Gottardi visto che spesso è preso ad esempio non spalmò mai una lira) e non mise mai in mora la Società.

L'errore di Zaccheroni da noi fu quello di voler puntare comunque sul suo modulo preferito il 343 non attuabile con i giocatori che avevamo in rosa.
Perse tempo e partite alla ricerca di un modulo, quando schiero' la squadra con il classico 442 la squadra ebbe un comportamento degno della sua forza.

AquilaLidense

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pure io l'ho insultato in quella stagione, solo che dopo l'ho rivalutato.
:)

Brujita76

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Citazione di: AquilaLidense il 04 Nov 2013, 17:56
pure io l'ho insultato in quella stagione, solo che dopo l'ho rivalutato.
:)
:priest:


:) :beer:


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Gianluko

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Citazione di: porgascogne il 04 Nov 2013, 17:06
da chi, quando parla di gioco, immagina l'olanda del 74
a me il catenaccione (la stessa cosa che imputiamo a garcia, come demerito), va benissimo figurati: dopo reja, mi va bene tutto

Allora siamo d'accordo
Io farei carte false per Mazzarri, e non si può certo dire che faccia calcio spettacolo.

AquilaLidense

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Citazione di: Gianluko il 04 Nov 2013, 18:11
Allora siamo d'accordo
Io farei carte false per Mazzarri, e non si può certo dire che faccia calcio spettacolo.

MAzzarri ha le stesse probabilità di Balotelli di vestire la maglia della LAzio.
Prende tre milioni netti, mentre storiacamente i nostri allenatori prendono 750k.

el jardinero

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Citazione di: VeniVidiLulic il 04 Nov 2013, 16:50
Io non concordo sul prendere per forza giocatori italiani o dall'italia per un semplice motivo: il rapporto qualità prezzo è negativo.
Questo accade a comprare dai campionati minori,figuriamoci dalla b.
un matri,un giovinco...sono pippe,scarti di società con le quali dovremo giocarcela,se per loro sono appunto zavorre perchè per noi dovrebbero esse boni? che ce fai con un matri? con un giovinco che senza la wild card della piscina d'area di rigore data dalla maglia strisciata non ti servirebbe a nulla?
cagliari e udinese i giocatori buoni se li fanno (giustamente...) strapagare,ma 20-30M per i vari naingollan,astori o muriel sono troppi e si trova di meglio a meno in paesi calcisticamente migliori di noi come francia,olanda,germania,persino in inghilterra,per tacere dell'europa dell'est o del sudamerica.

Capirei una sinergia con un real (tipo il napoli) ,con un lione,con un atletico madrid o uno shalke,ma non capirei (ne tantomeno vorrei capire) una sinergia con una squadra di ladri e approfittatori come la juventus o il milan.

piuttosto,se abbiamo soldi,investirei e pesantemente su un allenatore di fascia medio-alta,piuttosto che puntare sempre e solo su parvenu della panchina alla prima esperienza importante.
Uno che quando parla nello spogliatoio i giocatori osservano e ascoltano,uno che possa tenere alta la concentrazione e trasmettere alla squadra la giusta cattiveria.
In italia gli unici profili simili sono conte e mazzarri,quindi anche quì,guardare all'estero.

Io davvero non capisco. Ma come si fa a giudicare pippe giocatori come Matri e Giovinco, considerando il materiale che abbiamo adesso a disposizione? Cioè, tu non vorresti Matri e Giovinco in questa Lazio? E poi, sarà pure vero che all'estero c'è di meglio, forse anche a prezzi più contenuti. Vuol dire che sti fenomeni sono bravi a prenderli solo gli altri.

fish_mark

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di fish_mark

Ho notato che all'interno del topic molto dibattuta è la questione dei rapporti tra dirigenza e tecnico ed in particolare sulla ripartizione delle scelte dei giocatori in sede di calciomercato.
Sul tema può essere utile la lettura di "Calcionomica" di Kuper dove, tra le altre cose, si fa menzione dei segreti del successo di una squadra francese, capace di vincere 7 scudetti nel periodo 2002-2008. Stiamo parlando dell'Olimpique Lione che come termine di grandezza è una società molto simile alla nostra, con un fatturato che si aggira sui 132 mln di euro.

Il suo presidente è Jean Michel Aulas, ex giocatore di pallavolo, imprenditore informatico – che "non conosceva bene il mondo del calcio" (ricorda qualcuno).
Come metodo di lavoro si sono posti ogni anno un obiettivo di miglioramento dei risultati sportivi e di miglioramento delle risorse finanziarie.
Lione città non grandissima ma abbastanza prospera, dove è quindi possibile creare una miscela tra clientela business e clientela popolare.

Il ritornello di Aulas è che più soldi guadagna una squadra, più vince, più soldi guadagnerà: sul lungo termine la razionalità esiste perfino nel calcio.
Se compri buoni giocatori per meno di quello che valgono vincerai più partite e avrai a disposizione altri soldi per comprare giocatori ancora migliori per meno di quello che valgono.
Si tratta di una squadra che ogni anno o quasi partecipa alla CL e spesso passa il primo turno.

La regola da seguire nel calciomercato è usare la saggezza delle folle.
Attenzione su questo. La scelta di un giocatore è il risultato di un lavoro dove si riuniscon un gruppo di persone con il presidente Aulas, Bernard Lacombe (ex giocatore della Francia di Platinì: lo ricordiamo nel momentaneo vantaggio in Italia-Francia 2-1 a Mar del Plata, mondiali Argentina 1978: segnò al 1° minuto), l'allenatore e quattro o cinque persone dello staff tecnico.
Pertanto, la saggezza del folle è quella di riunire un gruppo ampio di persone per arrivare alla soluzione ideale con l'ascolto di vari specialisti.

Il Lione non tiene mai qualche giocatore acquistato a peso d'oro a marcire in panchina (qualcosa a che fare con il caso Pandev?).

Non fa mai rivoluzioni perché l'allenatore è sempre un precario. La stabilità e la continuità tecnica è data dal direttore sportivo, Lacombe.

Il momento migliore per comprare un giocatore è quando ha una età compresa tra i 20 e i 22 anni, visto che ci si può fare un'idea precisa di quello che potrà diventare. A questa età si è grandi abbastanza da essere pienamente formati, ma ancora troppo giovani per essere pretendere ingaggi da star.

Il Lione evita di pagare sovrapprezzo per il nome del calciatore, ma ha la fortuna di avere tifosi e stampa che non chiedono grandi stelle, il che si spiega con la realtà provinciale.

Il Lione spende 75% nel 2012 del suo budget in stipendi calciatori (e ricordiamo che fattura sui 132 milioni).

Mai comprare centravanti, il ruolo più sopravvalutato.

Aiutare i nuovi acquisti stranieri al momento del trasferimento. Marcelo, un loro ex giocatore, brasiliano poi diventato in pratica il loro agente in Brasile, gli segnala soltanto ragazzi seri, di grande qualità calcistica, ma anche di ottima capacità di inserimento: "non riesce a immaginare che il Lione ingaggi un Anelka o un Ronaldinho" (questo è un principio di grande saggezza, molto condivisibile ancorché di matrice lotitiana).
Dopo l'ingaggio, un interprete interviene e si cura dei brasiliani, aiutandoli a trovare casa, a orientarsi, cercando di ridurre gli effetti negativi del trasferimento. Concentrandosi sui brasiliani la società può offrire un servizio tagliato su misura (su questo punto si potrebbe pensare a Dias in chiave futura e al rapporto che instaurammo illo tempore con il San Paolo).

Vendere qualsiasi giocatore se un'altra società offre cifra superiore a suo valore (vendita di Kolarov: ottimo, si fa così).

Il Lione sa già che i suoi giocatori promettenti attrarranno interesse di alte società e allora li rimpiazza prima che se ne vadano evitando periodi di transizione e acquisti affrettati dopo la partenza. Quando Essien andò via avevano già un certo numero di giocatori pronti.

Aulas dice che "tutti i nazionali del Lione sono incedibili finché l'offerta non supera di molto la somma che ci aspettavamo.

Alcune regole:
1.   il nuovo allenatore spreca denaro per nuovi acquisti: impediteglielo.
2.   usare la saggezza del folle
3.   le stelle dei recenti europei o mondiali sono sopravvalutate: ignoratele
4.   certe nazionalità sono sopravvalutate
5.   i giocatori vecchi sono sopravvalutati
6.   i centravanti sono sopravvalutati e i portieri sottovalutati
7.   gli uomini preferiscono le bionde: individuate ed evitati "i pregiudizi basati sulle apparenze"
8.   il momento migliore per comprare un giocatore è quando ha poco più di venti anni
9.   vendete qualsiasi giocatore quando un altro club offre più di quello che vale
10.   rimpiazzate i giocatori migliori prima ancora di cederli
11.   comprate i giocatori con problemi personali e poi aiutateli ad affrontarli
12.   aiutate i vostri giocatori a trasferirsi

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genesis

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Citazione di: fish_mark il 04 Nov 2013, 20:15
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Ho notato che all'interno del topic molto dibattuta è la questione dei rapporti tra dirigenza e tecnico ed in particolare sulla ripartizione delle scelte dei giocatori in sede di calciomercato.
Sul tema può essere utile la lettura di "Calcionomica" di Kuper dove, tra le altre cose, si fa menzione dei segreti del successo di una squadra francese, capace di vincere 7 scudetti nel periodo 2002-2008. Stiamo parlando dell'Olimpique Lione che come termine di grandezza è una società molto simile alla nostra, con un fatturato che si aggira sui 132 mln di euro.

Il suo presidente è Jean Michel Aulas, ex giocatore di pallavolo, imprenditore informatico – che "non conosceva bene il mondo del calcio" (ricorda qualcuno).
Come metodo di lavoro si sono posti ogni anno un obiettivo di miglioramento dei risultati sportivi e di miglioramento delle risorse finanziarie.
Lione città non grandissima ma abbastanza prospera, dove è quindi possibile creare una miscela tra clientela business e clientela popolare.

Il ritornello di Aulas è che più soldi guadagna una squadra, più vince, più soldi guadagnerà: sul lungo termine la razionalità esiste perfino nel calcio.
Se compri buoni giocatori per meno di quello che valgono vincerai più partite e avrai a disposizione altri soldi per comprare giocatori ancora migliori per meno di quello che valgono.
Si tratta di una squadra che ogni anno o quasi partecipa alla CL e spesso passa il primo turno.

La regola da seguire nel calciomercato è usare la saggezza delle folle.
Attenzione su questo. La scelta di un giocatore è il risultato di un lavoro dove si riuniscon un gruppo di persone con il presidente Aulas, Bernard Lacombe (ex giocatore della Francia di Platinì: lo ricordiamo nel momentaneo vantaggio in Italia-Francia 2-1 a Mar del Plata, mondiali Argentina 1978: segnò al 1° minuto), l'allenatore e quattro o cinque persone dello staff tecnico.
Pertanto, la saggezza del folle è quella di riunire un gruppo ampio di persone per arrivare alla soluzione ideale con l'ascolto di vari specialisti.

Il Lione non tiene mai qualche giocatore acquistato a peso d'oro a marcire in panchina (qualcosa a che fare con il caso Pandev?).

Non fa mai rivoluzioni perché l'allenatore è sempre un precario. La stabilità e la continuità tecnica è data dal direttore sportivo, Lacombe.

Il momento migliore per comprare un giocatore è quando ha una età compresa tra i 20 e i 22 anni, visto che ci si può fare un'idea precisa di quello che potrà diventare. A questa età si è grandi abbastanza da essere pienamente formati, ma ancora troppo giovani per essere pretendere ingaggi da star.

Il Lione evita di pagare sovrapprezzo per il nome del calciatore, ma ha la fortuna di avere tifosi e stampa che non chiedono grandi stelle, il che si spiega con la realtà provinciale.

Il Lione spende 75% nel 2012 del suo budget in stipendi calciatori (e ricordiamo che fattura sui 132 milioni).

Mai comprare centravanti, il ruolo più sopravvalutato.

Aiutare i nuovi acquisti stranieri al momento del trasferimento. Marcelo, un loro ex giocatore, brasiliano poi diventato in pratica il loro agente in Brasile, gli segnala soltanto ragazzi seri, di grande qualità calcistica, ma anche di ottima capacità di inserimento: "non riesce a immaginare che il Lione ingaggi un Anelka o un Ronaldinho" (questo è un principio di grande saggezza, molto condivisibile ancorché di matrice lotitiana).
Dopo l'ingaggio, un interprete interviene e si cura dei brasiliani, aiutandoli a trovare casa, a orientarsi, cercando di ridurre gli effetti negativi del trasferimento. Concentrandosi sui brasiliani la società può offrire un servizio tagliato su misura (su questo punto si potrebbe pensare a Dias in chiave futura e al rapporto che instaurammo illo tempore con il San Paolo).

Vendere qualsiasi giocatore se un'altra società offre cifra superiore a suo valore (vendita di Kolarov: ottimo, si fa così).

Il Lione sa già che i suoi giocatori promettenti attrarranno interesse di alte società e allora li rimpiazza prima che se ne vadano evitando periodi di transizione e acquisti affrettati dopo la partenza. Quando Essien andò via avevano già un certo numero di giocatori pronti.

Aulas dice che "tutti i nazionali del Lione sono incedibili finché l'offerta non supera di molto la somma che ci aspettavamo.

Alcune regole:
1.   il nuovo allenatore spreca denaro per nuovi acquisti: impediteglielo.
2.   usare la saggezza del folle
3.   le stelle dei recenti europei o mondiali sono sopravvalutate: ignoratele
4.   certe nazionalità sono sopravvalutate
5.   i giocatori vecchi sono sopravvalutati
6.   i centravanti sono sopravvalutati e i portieri sottovalutati
7.   gli uomini preferiscono le bionde: individuate ed evitati "i pregiudizi basati sulle apparenze"
8.   il momento migliore per comprare un giocatore è quando ha poco più di venti anni
9.   vendete qualsiasi giocatore quando un altro club offre più di quello che vale
10.   rimpiazzate i giocatori migliori prima ancora di cederli
11.   comprate i giocatori con problemi personali e poi aiutateli ad affrontarli
12.   aiutate i vostri giocatori a trasferirsi

Ancora ?!? Ma è un evergreen che tiri fuori ciclicamente ? Mi ricordo i commenti di IB...

fabichan

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Se non sbaglio il Lione sta retrocedendo.  :=))

ralphmalph

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Interessante la dissertazione di m_f. Una organizzazione mirata fa ottenere risultati anche superiori alle possibilità economiche. L'assioma lotitiano può essere vero se ti comporti in questo modo, con prima di tutto una organizzazione dedicata allo scopo. Viceversa scegliere di gestire una società di calcio come una erboristeriae affidare le chiavi all'unico commesso non ti porta lontano.

Il corto circuito della Lazio attuale nasce nel dopo ballardini, quando Lotito sceglie la via dell'instant team per evitare la b. Dentro giocatori pronti ed esperti, dias, biava, floccari, ledesma e un minestraro che conosce il calcio. E l'instant team funziona, anche per le stagioni successive. Il problema è che l'instant team ha una scadenza. Qui invece si è puntato da un lato su giocatori cotti, se non nel gioco quantomeno nelle condizioni fisiche, dall'altra su giovanotti spaesati.
È come fa colazione coi peperoni e poi lamentasse de avecce mal de stomaco

Splash

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Citazione di: fabichan il 04 Nov 2013, 20:45
Se non sbaglio il Lione sta retrocedendo.  :=))
No , ha gli stessi punti nostri , con una partita giocata in più , in un campionato più scarso , quindi si ritrova nella famosa mediocrità

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fabichan

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Citazione di: Splash21 il 04 Nov 2013, 21:08
No , ha gli stessi punti nostri , con una partita giocata in più , in un campionato più scarso , quindi si ritrova nella famosa mediocrità

Vero, dodicesimo (colonna destra  :p) a pari punti con squadroni come Evian e Bastia.
Bel modello!

ES

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Citazione di: gaizkamendieta il 04 Nov 2013, 17:45
son 2 giorni che lo ripeto... l'unica risposta che ho avuto è "io preferisco vince piuttosto che un piazzamento che non sta sull'almanacchi" ... risposta che ovviamente non c'entra nulla e serve soltanto a spostare il discorso.

gaizka, mi sembra di averti risposto.

Io dico che è relativo andare a contare i peli del cuxo al piazzamento finale in campionato se, ovviamente, hai sacrificato punti per spingere su una coppa, quale essa sia.Ti ho fatto l'esempio del napoli di tre anni fa, perche mi dici che non ti rispondo?

Facciamo giocare la Lazio senza coppe, e abbiamo il piazzamento puro nel campionato, il suo valore.
Facciamola andare avanti nelle coppe e perdiamo purezza nella lettura del campionato, mi sembra ovvio questo.Percio il settimo posto dell'anno scorso non può essere un indicatore della reale forza.Possiamo dire che la Lazio era inferiore alla roma, possiamo dire questo?lo abbiamo visto nel derby del 26 maggio chi era più forte, eppure la roma ci è finita sopra.

Ma questo discorso non entra nella testa, ogni frase termina con:siamo finiti settimi.
E allora che vi devo dire?tenetevi il settimo posto, io mi tengo la coppa.
Non è una provocazione, nè un voler essere offensivo, nè negare la vostra fede Laziale, lo chiarisco, è un modo di vivere la Lazio.

E chiarisco che non sto dicendo che va tutto bene, il contrario, oggi va tutto male, oggi se cade un meteorite cade su Formello mentre si allenano tutti, compresi gli infortunati che per l'occasione guariscono.
Io dico che non bisogna puntare troppo i riflettori sul valore della rosa, perchè la rosa non è da settimo posto, ma guardare oltre, cercare il danno oltre la punta del naso.
E chiarisco anche questo, sennò mi becco del Lotitiano, il danno lo ha creato Lotito.
Lotito ci ha dato una coppa storica, e Lotito ci ha messo ora in questa situazione.
Io ho il vantaggio  di poter scrivere entrambe le cose, non ho antipatie o simpatie che  indirizzano ogni mio giudizio. Altri hanno questo vantaggio, altri no, questa è la mia opinione.

Poi sbaglio come e più degli altri, questo è ovvio, se ero infallibile ora stavo sdraiato ai caraibi invece che quì a scrivere di lazio genoa 0-2.   :beer:

ralphmalph

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non vorrei mai essere come il Lione.
Dirigenti steronzi, illudono i tifosi vincendo sei scudetti di seguito e poi si ritrovano al dodicesimo posto.
Mammai al mondo. Pussa via Lione

(io spero che ve rendiate conto...)

fabichan

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Citazione di: ralphmalph il 04 Nov 2013, 21:14
non vorrei mai essere come il Lione.
Dirigenti steronzi, illudono i tifosi vincendo sei scudetti di seguito e poi si ritrovano al dodicesimo posto.
Mammai al mondo. Pussa via Lione

(io spero che ve rendiate conto...)

Indovina che e' cambiato nella Ligue 1 dal 2002-2008 a oggi?
Come mai il Lione vinceva sempre e adesso galleggia nella mediocrita'?

cosmo

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Citazione di: ralphmalph il 04 Nov 2013, 21:14
non vorrei mai essere come il Lione.
Dirigenti steronzi, illudono i tifosi vincendo sei scudetti di seguito e poi si ritrovano al dodicesimo posto.
Mammai al mondo. Pussa via Lione

(io spero che ve rendiate conto...)

:) :) :) :)

se la Lazio vincesse sei scudetti di seguito, la domenica del settimo anni andrei alle giostre.

dani2110

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Citazione di: matador72 il 04 Nov 2013, 17:55
L'errore di Zaccheroni da noi fu quello di voler puntare comunque sul suo modulo preferito il 343 non attuabile con i giocatori che avevamo in rosa.
Perse tempo e partite alla ricerca di un modulo, quando schiero' la squadra con il classico 442 la squadra ebbe un comportamento degno della sua forza.

Salvo poi rispolverare la difesa a 3 nel derby del 5-1.

Regà evitiamo de parlà de certa gente...tra Ballardini e Zaccheroni me viene l'orticaria.

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sweeper77

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Citazione di: dani2110 il 04 Nov 2013, 21:57

Regà evitiamo de parlà de certa gente...tra Ballardini e Zaccheroni me viene l'orticaria.

concordo con dani, azzo regà quella lazio era forte, je dovevamo magnà in testa alle merde.

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Citazione di: el jardinero il 04 Nov 2013, 18:18
Cioè, tu non vorresti Matri e Giovinco in questa Lazio?

No,mai,a meno che non vengano a costo 0 di cartellino e come tappabuchi,non aggiungono niente,l'unica utilità di giovinco è buttarsi in area,in cerca del rigore,quindi a noi non servirebbe a nulla.
matri non segna manco con le mani,è un floccari 2,solo leggermente più giovane.
Piuttosto punto forte su Keita e Tounkara e mi cerco un centravanti adatto a fare il titolare del futuro,ma MAI mi metterei a fare favori gratuiti all'agnellese.

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