Generazionale? Non so.
Io ho pensato spesso che questa nostra passione, comune, profonda e imperitura per così tanti di noi, per Lucio Battisti fosse conseguenza di emozioni come dire, collocabili temporalmente all'interno della vita di ognuno.
Sopratutto perchè è assolutamente figlia del connubio Battisti-Mogol.
Della seconda fase della carriera di Battisti, quella delle collaborazioni esclusive con la moglie Letizia Veronese e con Pasquale Panella, ricordiamo pochissimo, quasi niente, a parte qualche perla assoluta, come Don Giovanni, Equivoci Amici, l'Apparenza, La Sposa Americana e pochissime altre. Tutto sommato marginale, rispetto all'immensità della produzione precedente.
Ecco, allora penso: io mi appassiono così tanto a La Luce dell'Est, a Anche per te o a O mare nero mare nero mare ne'... perché... le sentivo, le suonavo e le cantavo quando avevo vent'anni. E quindi il ricordo è ovviamente più deciso, più pieno e più gratificante. Voglio dire, i compagni del Liceo ce li ricordiamo tutti, no?perfettamente, uno per uno. Gli amici e i colleghi di ufficio degli anni a seguire... molto meno, quasi nessuno.
Ma poi ci rifletto e non può essere così. Cioè, può essere così per me. Ma poi mi accorgo che questo stesso ragionamento, unificato, lo fa anche gente molto più giovane, come Tarallo e Fiammetta

o addirittura le mie figlie, che andavano all'asilo quando Battisti moriva e oggi sanno a memoria tutti quegli stessi pezzi che io amo.
Fenomeno culturale Italiano.
Sia l'uno che l'altro.
Ma qui parliamo di Mogol, ché Impressioni di Settembre la musica è di Mussida e Pagani della PFM, non di Battisti.