Mogol al suo meglio

Aperto da Nanni, 06 Nov 2013, 13:45

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arkham

tacci vostri, m'avete rimeso a "rota" de Battisti, che pensavo di esserne uscito.

NineTenEightEight

Citazione di: arkham il 07 Nov 2013, 15:45
tacci vostri, m'avete rimeso a "rota" de Battisti, che pensavo di esserne uscito.
"Quando già credevo d'esserci riuscito, son caduto"

orchetto

A me Mogol e Battisti mi lasciano completamente indifferente.  Questione di gusti.

StylishKid

Boh, io sono attratto anche dagli artifizi ermetico-linguistici di Panella, in "Equivoci amici" ad esempio.

Uno andò saldato
uno vive all'estro
uno s'è spaesato
uno ha messo plancia
e fa il trans-aitante
uno fa le more
uno sta invecchiando
perché è
un nobile scotch



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NineTenEightEight

Citazione di: orchetto il 07 Nov 2013, 15:47
A me Mogol e Battisti mi lasciano completamente indifferente.  Questione di gusti.
Mi stai dicendo che se senti:
Zan zanzan zen zenzen zeen zeen zenzè
Non ti viene in mente la canzone del sole

Nanni

Citazione di: italicbold il 07 Nov 2013, 15:22
Su Battisti mi andrebbe di aggiungere anche che, pare strano, rispetto a tanti altri non abbia mai troppo varcato le frontiere.
Intendo come apprezzamento.
Almeno é una mia impressione. Questo fenomeno anche sociale é tutto strettamente italiano.
Sui ripiani delle discoteche all'estero ci trovi di tutto, tranne che Battisti.

Comunque, per rivenire a Mogol, io penso che, come per gli sceneggiatori cinematografici, gli anni 50/60 e parte dei 70 abbiano visto una grandissima generazione di parolieri italiani, di altissimo livello.
Che sono usciti dalla rima cuore/amore e hanno veramente creato grandissimi capolavori.
E mi viene in mente, sempre, uno delle frasi più belle della canzone italiana.
E se domani, e sottolineo se.... scritta da Calabrese.

In base alla sua biografia ufficiale ( e ai miei ricordi personali  :cool2:), Battisti nel 1978/79 passò un lungo periodo in America (e investì un sacco di soldi) promovendo se stesso e le sue canzoni tradotte in inglese. Fece un mucchio di spettacoli, tour, passaggi televisivi nelle trasmissioni più importanti, dall'Ed Sullivan Show in giù.

Ma niente. Evidentemente al palato Americano quella voce mezza in falsetto, quelle melodie così mediterranee, poco "sfaciolavano" (o forse... a quelle canzoni mancavano proprio i testi emozionanti di Mogol!),.
Oppure, molto più terra terra, Battisti o la sua casa di produzione avevano messo i soldi investiti sul suo "piano di sviluppo" in mano agli impresari sbagliati... chi lo sa.

Strano, tutto sommato, ché in America, da Christopher Cross a José Feliciano, di "vocette" e di chitarre arpeggiate se ne sono sorbite a centinaia.

Sui parolieri Italiani di quegli anni poi, siamo totalmente d'accordo. Gente straordinaria, davvero. Capaci di descrivere situazioni, sentimenti, storie intere, con un solo verso, spesso anche solo con una o due parole. Forse più che i poeti, che molto spesso possono abusare di aggettivi e non hanno vincoli di metrica che invece nelle canzoni sono fondamentali.
Penso, appunto al e se domani, e sottolineo se di Calabrese, che nasconde dietro tutta una vicenda, un disincanto, una mezza delusione, oppure che so al forse un angelo vestito da passante di Modugno che ti lascia senza fiato, oppure a la notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà di Jimmy Fontana, e tu ti immagini di notte fermo a rimirare una vallata infinita, da solo, tanto prima o poi il giorno verrà... grandioso.

Panzabianca

Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 15:59
Ma niente. Evidentemente al palato Americano quella voce mezza in falsetto, quelle melodie così mediterranee, poco "sfaciolavano" (o forse... a quelle canzoni mancavano proprio i testi emozionanti di Mogol!),.

Strano, tutto sommato, ché in America, da Christopher Cross a José Feliciano, di "vocette" e di chitarre arpeggiate se ne sono sorbite a centinaia.

ma un passaggio inglese non l'ha provato? forse doveva. Lo sdoganamento inglese ti legittima in America

Panzabianca

Citazione di: NineTenEightEight il 07 Nov 2013, 15:52
Mi stai dicendo che se senti:
Zan zanzan zen zenzen zeen zeen zenzè
Non ti viene in mente la canzone del sole
beh, pure baygon... le ammazza stecchite

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Panzabianca

Citazione di: arkham il 07 Nov 2013, 15:45
tacci vostri, m'avete rimeso a "rota" de Battisti, che pensavo di esserne uscito.
ma poi perché ne dovresti uscì?

orchetto

Citazione di: NineTenEightEight il 07 Nov 2013, 15:52
Mi stai dicendo che se senti:
Zan zanzan zen zenzen zeen zeen zenzè
Non ti viene in mente la canzone del sole
ma che è sto ze ze ze?

EagleBass

la più bella in assoluto è Anima Latina.
(e tutto l'album)

vaz

non m'ammazzate, ma a me Battisti non è mai piaciuto

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Tarallo


EagleBass

 :o
Citazione di: vaz il 07 Nov 2013, 16:31
non m'ammazzate, ma a me Battisti non è mai piaciuto

italicbold

Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 15:59
In base alla sua biografia ufficiale ( e ai miei ricordi personali  :cool2:), Battisti nel 1978/79 passò un lungo periodo in America (e investì un sacco di soldi) promovendo se stesso e le sue canzoni tradotte in inglese. Fece un mucchio di spettacoli, tour, passaggi televisivi nelle trasmissioni più importanti, dall'Ed Sullivan Show in giù.

Ma niente. Evidentemente al palato Americano quella voce mezza in falsetto, quelle melodie così mediterranee, poco "sfaciolavano" (o forse... a quelle canzoni mancavano proprio i testi emozionanti di Mogol!),.
Oppure, molto più terra terra, Battisti o la sua casa di produzione avevano messo i soldi investiti sul suo "piano di sviluppo" in mano agli impresari sbagliati... chi lo sa.

Strano, tutto sommato, ché in America, da Christopher Cross a José Feliciano, di "vocette" e di chitarre arpeggiate se ne sono sorbite a centinaia.

Qui in in Francia, ogni volta che ho provato a far ascoltare Battisti, non solo a mia moglie, é stato sempre fallimentare.
Mai strusciato.
C'ho provato con tutti i capolavori, niente.
Proprio non passa.
in ufficio potevo mettere anche gli Offlaga discopax e passava, potevo mette anche Celentano e passava, ai pori colleghi miei gli ho fatto ascoltare di tutto, la Locomotiva di Guccini, pure Vola Lazio Vola di Toni Malco, ma appena partivano le bionde trecce gli occhi azzurri e poi, era sempre una catastrofe.

Citazione di: Nanni il 07 Nov 2013, 15:59
Sui parolieri Italiani di quegli anni poi, siamo totalmente d'accordo. Gente straordinaria, davvero. Capaci di descrivere situazioni, sentimenti, storie intere, con un solo verso, spesso anche solo con una o due parole. Forse più che i poeti, che molto spesso possono abusare di aggettivi e non hanno vincoli di metrica che invece nelle canzoni sono fondamentali.
Penso, appunto al e se domani, e sottolineo se di Calabrese, che nasconde dietro tutta una vicenda, un disincanto, una mezza delusione, oppure che so al forse un angelo vestito da passante di Modugno che ti lascia senza fiato, oppure a la notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà di Jimmy Fontana, e tu ti immagini di notte fermo a rimirare una vallata infinita, da solo, tanto prima o poi il giorno verrà... grandioso.

Anche il testo del Blu dipinto di Blu é tutto tranne che banale.
Per dire.

Tarallo

Citazione di: italicbold il 07 Nov 2013, 16:36
Qui in in Francia, ogni volta che ho provato a far ascoltare Battisti, non solo a mia moglie, é stato sempre fallimentare.
Mai strusciato.

Mia moglie invece, non francese ma straniera, lo adora.

stefy40

Io sono andato a ròta di MogolBattisti (dico MB perché direi che si dovrebbe parlare come un tutt'uno del sodalizio; Battisti/Panella non mi fa lo stesso effetto) circa una dozzina d'anni fa; relativamente tardi, cioé
che poi è una cosa che mi è successa con altri super-classici, i Beatles, per dire, lì verso la metà degli '80; però appunto, poi sto a ròta davvero...

prima, in fondo Battisti mi pareva uno che se la sentiva un po' troppo calla, e Mogol uno che scriveva testi un po' troppo maschilisti; poi non lo so che succede ad un certo punto, che uno invece viene rivoltato come un calzino in queste sue certezze

mi ricordo una volta che ero piccolo, sentivo parlare sempre di 'sto Battisti, e ho chiesto a mia madre: ma quali sò le canzoni di Battisti? lei mi fa: eh, tante... ma tante quali, continuo io; e lei ci pensa un po', che i titoli si vede che non le venivano, e poi mi fa: beh, per esempio non è francesca... e io allora a domandarmi, mi ricordo proprio il senso del dubbio: che cavolo di canzone è un pezzo che si chiama "non è francesca"??
(perché poi, per dire, mi ricordo gli ascolti proprio di allora, dei giardini di marzo, o mi ritorni in mente; ma in effetti non sapevo i titoli)

a dodic'anni ho comprato l'LP di una donna per amico e mi ricordo che lo ballavamo alle feste

La luce dell'est l'ho sentita invece per la prima volta come colonna sonora di un film di Michele Plastino, forse io sono della Lazio

un'altra che a me piace da morì è vento nel vento, per esempio
che poi c'è il periodo che quelle molto liriche le accanni per quelle un po' più particolari; poi ci ritorni, poi ti sembra tutto un po' troppo denso (cit.) e ti riallontani... lo capisco Arkham che un po' "teme" di ripiombare in piena fase-MogolBattisti

e però sono d'accordo che l'album più bello, come musica, come tutto, è anima latina
li avete mai sentiti dal vivo gli AL? sono bravi; il cantante è albino, anche per quello fanno un efetto particolare a vedersi

Nanni

Citazione di: orchetto il 07 Nov 2013, 15:47
A me Mogol e Battisti mi lasciano completamente indifferente.  Questione di gusti.

Quando sulla spiaggia di notte si faceva il fuoco e si cantava tutti insieme appassionatamente ommareneromareneromarenè e poi si finiva immancabilmente ad ammucchiarsi a coppie a coppie in angoli appartati della spiaggia (facendo moooooolta attenzione alla sabbia che è peggio della carta vetrata...  ;)) ), Orchetto no, che a lui Battisti nu je piaceva, e allora rimaneva da solo a attizza' er foco...

:poof: :lol: :lol: :lol:

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porgascogne

però, posso di' 'na cosa?

a me battisti (e con lui mogol) andò sulle palle PROPRIO per le chitarrine ed i falò
come prendevi la chitarra in mano te chiedevano "che la sai ommarenerommarenerommareneeeee'"
e che [...]

tu passavi i pomeriggi a cercare di rifare l'arpeggio blues di money o l'intro di the cinema show e queste che fri(e)gnavano

per non parlare della deriva nonèlarai degli anni 80/90 delle canzoni cantate in coro

Panzabianca

Citazione di: porgascogne il 08 Nov 2013, 10:04
però, posso di' 'na cosa?

a me battisti (e con lui mogol) andò sulle palle PROPRIO per le chitarrine ed i falò
come prendevi la chitarra in mano te chiedevano "che la sai ommarenerommarenerommareneeeee'"
e che [...]

tu passavi i pomeriggi a cercare di rifare l'arpeggio blues di money o l'intro di the cinema show e queste che fri(e)gnavano

per non parlare della deriva nonèlarai degli anni 80/90 delle canzoni cantate in coro
A me prendevano un casino gli arpeggi di Simon & Garfunkel... Devo dire che al liceo c'acchiappavo.
Direi invece che la distruzione è arrivata con Vasco... Me dispiace ma, a parte qualche eccezione (toffee e qualche altra) la sua è stata un'irruzione che ha distrutto er falò... e il plettro è diventato na vanga...